Visualizzazione post con etichetta guerra. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta guerra. Mostra tutti i post

venerdì 14 dicembre 2012

I messaggi di "Pace un cazzo" di Ratzinger

Il capo di Stato del Vaticano, tale papa Benedetto XVI in occasione della "Giornata mondiale della Pace" ha lanciato due importanti messaggi di Pace: 
1) Ieri ha ricevuto Rebecca Kadaga (presidente del parlamento dell' Uganda), la quale si sta battendo per far approvare a breve una legge denominata "Kill gay Bill". La legge prevede l'ergastolo per chi si professa, viene scoperto o solo convive con un omosessuale, con tanto di reato di "omosessualità aggravata" se il soggetto è malato di malattie sessualmente trasmissibili o se pedofilo (paragonando quindi gli omosessuali ai pedofili...). La Kadaga ha anche ironizzato (dopotutto, c'è tanto da ridere) dicendo al popolo ugandese che questa legge sarebbe stato il suo "regalo di Natale"..a natale siamo tutti più buoni. Inizialmente tale legge prevedeva anche la pena di morte per "omosessualità".
2) Lo stesso capo, detto anche Sua Santità, nel suo discorso per la pace ha affermato che i tentativi di accomunare i matrimoni gay a quelli fra uomo e donna "destabilizzano", minano la base della famiglia e sono "un’offesa contro la verità della persona umana" nonché "una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace".

Una minaccia per la pace insomma...Lavorare per l'uguaglianza e per la parità di diritti diviene, a seconda dei casi e del livello di ipocrisia, uno strumento di ostilità. Un pò come affermare "se i palestinesi morissero tutti, finalmente finirebbe la guerra!"

Se lo dice nonno Remo al circoletto in piazza, nessuno gli bada più di tanto; ma se lo dice uno che rappresenta la voce del dio cristiano sulla terra, qualche pazzo potrebbe starlo a sentire ed emularlo. 

Fonte: il Fatto 
.
.
.

giovedì 21 giugno 2012

Un mirino vale l'altro

 Una di queste foto è stata scattata in Afghanistan, l'altra in Siria. 
Da una parte c'è stato l'intervento militare di un presidente che ha detto che l'ha fatto per il bene della nazione, dall'altro c'è stato l'intervento militare di un presidente che ha detto che l'ha fatto per il bene della nazione.

Il gioco è indovinare quale dei due presidenti possiede il Nobel per la pace.
.
.
.
.
.

mercoledì 2 maggio 2012

Sacrifici..di guerra

Mi viene da questionare la definizione di crimine, e il limite fra il legale e l'illegale...
E' possibile uccidere? Esistono casi nei quali può essere legale uccidere? 
Con quali armi è concesso uccidere e con quali è illegale?
C'è differenza fra uccidere civili in Afghanistan sotto forma di NATO ed uccidere lavoratori in Italia sottoforma di STATO? 

Il Ministero della Verità ha sede in un grande palazzo di forma piramidale in cemento bianco, che sale a gradini per un’altezza di cento metri. Contiene tremila locali al piano terra e altrettanti in ramificazioni sotterranee. Sulla facciata si possono leggere tre slogan: La guerra è pace, La libertà è schiavitù e L’ignoranza è forza. «Ho detto a Rasmussen che l’Italia intende proseguire la propria azione a sostegno del popolo afghano anche dopo il ritiro dezntro a Palazzo Chigi con il segretario generale dei macellai della Nato Anders Fogh Rasmussen, in visita a Roma per incontri in vista del vertice Nato a maggio. Il sostegno italiano, ha precisato Monti, consisterà in un “impegno finanziario e di uomini per addestrare le forze di sicurezza afghane”. Da parte sua, Rasmussen ha reso omaggio all’impegno dell’Italia e al sacrificio dei suoi militari: “Ho reso omaggio al sacrificio delle truppe italiane e le ringrazio per il loro ottimo servizio”, ha concluso il segretario generale. Per le risorse da destinare all’Afghanistan dopo il 2014, le cifre verranno definite al vertice di Chicago del 20 e 21 maggio. Solo un mese fa, il macabro numero di militari italiani morti nella guerra di invasione e occupazione in Afghanistan, è salito a 48. E tanto per non farci mancare niente, in un quadro geopolitico e di crisi economica sempre più in rovina, l’esecutivo della macelleria sociale – per il periodo dal 1 gennaio 2012 al 31 dicembre 2012 – ha prorogato ben “16 missioni di pace” con la copertura complessiva delle spese (oneri inclusi) da 1 miliardo e 427 milioni di euro, con particolare riferimento all’Afghanistan per proteggere gli interessi giudeo-americani, dove il costo complessivo dell’operazione al 2012: 747 milioni di euro. Poi, euro 23.938,928 al mese per le spese del personale, euro 27.388,466 al mese per le spese di funzionamento (viveri, supporto logistico, ecc), 4200 soldati e 844 mezzi militari nel teatro di guerra. È il Governo, dunque, la vera guida delle operazioni di guerra a rimorchio dei macellai atlantici. Per una guerra che è oramai da tempo perduta, con 1.953 bare rimpatriate nel silenzio dei media per questa guerra dimenticata dall’opinione pubblica, ammazzare civili è ciò a cui ai militari degli Stati Uniti rimane con la pulizia etnica dell’Afghanistan, ed è ciò su cui sopravvivono nell’impunità. La felicità dei giusti e l’eterna dannazione di tutti gli altri occupa nel pensiero dei “liberatori” un posto di primaria importanza. Il macellaio Monti taglia senza pietà i posti lavoro, i diritti, pensioni e assistenza sociale e sanitaria ma non si pone nessun problema a spendere 120 milioni di euro per ogni caccia Joint strike fighter F-35. Intanto, la voragine di debito pubblico sta inghiottendo le famiglie italiane che vengono salassate fino all’ultima goccia di sangue da questo infame governo nell’interesse delle banche e delle lobbies finanziarie europee.

domenica 25 settembre 2011

Quel vulcano dal nome impronunciabile...

Le 19 domande di Ahmadinejad che hanno fatto scappare gli USA e i loro soci dalla seduta dell'Assemblea Generale dell'Onu:

1 - Quali sono le cause ed i motivi che stanno dietro le ingiustizie nel mondo ?
2 - Come è possibile porre rimedio ad esse ?
3 - Non pensate che la causa prima dei problemi va cercata nell'ordine internazionale vigente, ovvero nel modo in cui il mondo viene governato?
4 - Chi ha deportato con la forza decine di milioni di persone dai loro paesi in Africa e da altre reginoi del mondo durante il funesto periodo della schiavitù, rendendole vittime della propria avidità materialistica ?
5 - Chi ha imposto il colonialismo per oltre quattro secoli al mondo intero? Chi ha occupato terre e saccheggiato in modo massiccio le risorse di altri popoli, distrutto talenti, tolto ai popoli la loro lingua, la loro cultura e la loro identità ?
6 - Chi ha scatenato la prima e la seconda guerra mondiale, che hanno lasciato sul terreno settanta milioni di morti e centinaia di milioni di feriti o di senzatetto? Chi ha provocato le guerre nella penisola coreana e in Vietnam ?
7 - Chi ha imposto, con l'ipocrisia e gli inganni la presenza dei sionisti, oltre sessant'anni di guerra, la cacciata dalle abitazioni, il terrore e gli omicidi di massa compiuti contro il popolo palestinese e contro i paesi della regione ?
8 - Chi ha imposto e sostenuto per decenni le dittature militari ed i regimi totalitari nei paesi dell'Asia, dell'Africa e dell'America latina ?
9 - Chi ha usato la bomba atomica contro un popolo indifeso, ed ha ammassato migliaia di testate nei propri arsenali ?
10 - A chi appartengono le economie che si basano sullo scatenare guerre e sul vendere armi ?
11 -C hi ha provocato ed incoraggiato Saddam Hussein perché invadesse l'Iran ed imponesse ad esso una guerra di otto anni, e chi gli ha fornito l'assistenza e gli equipaggiamenti necessari a schierare armi chimiche contro le nostre città e contro il nostro popolo ?
12 - Chi ha usato il misterioso incidente dell'undici settembre come pretesto per aggredire l'Afghanistan e l'Iraq, uccidendo, ferendo e mettendo in mezzo ad una strada milioni di persone in tutti e due i paesi, avendo come obiettivo finale quello di prendere il controllo del Medio Oriente e delle sue risorse petrolifere ?
13 - Chi ha abolito il sistema di Bretton Woods e si è messo a stampare trilioni di dollari senza che fossero coperti da riserve auree o dall'equivalente in moneta, seguendo un comportamento che ha innescato l'inflazione in tutto il mondo e che era finalizzato a predare le risorse economiche delle altre nazioni ?
14 - Qual è il paese le cui spese militari superano ogni anno i mille miliardi di dollari, che sono più delle spese militari di tutti gli altri paesi del mondo messi insieme ?
15 - Quali governi sono i più indebitati del mondo ?
16 - Chi è che controlla tutti i contesti dove si decidono le politiche di controllo dell'economia mondiale ?
17 - Quali sono i responsabili della recessione economica mondiale, che ne stanno imponendo le conseguenze all'America, all'Europa ed al mondo in generale ?
18 - Quali governi sono pronti anche a sganciare migliaia di bombe su altri paesi, ma tentennano ed esitano se c'è da mandare un po' di aiuti alimentari a gente oppressa dalla carestia in Somalia o in altre regioni ?
19 - Chi è che domina sul Consiglio di Sicurezza, che in teoria dovrebbe salvaguardare la sicurezza internazionale ?

mercoledì 4 maggio 2011

L'uccisione di Babbo Natale

C'è una canzone di De Gregori che si chiama "L'uccisione di Babbo Natale"...il contenuto del testo (teoricamente rivolto al sequestro di Aldo Moro) non c'entra niente con ciò di cui vorrei parlare ora; ma il titolo della canzone può tornarmi utile...
Ammetto che non ho cercato molte fonti a sostegno della mia idea, ma questa in quanto tale, penso abbia già una buona base credibile ed affidabile.

Zeitgaist è uno di quei film che ti cambiano davvero la vita...altro che "Via col vento" o "La vita è bella". Dopo che vedi Zeitgaist non sai più chi sei, non sai più dove sei: ti metti in discussione, apri davvero la testa e comprometti tutte le tue idee fondamentali...
Una cosa che risulta palese, che cresce in te stesso già dalle prime battute del film e che ti intacca indelebilmente da dentro, è il fatto di non fidarti più di ciò che senti e che hai sentito per tutta la vita... Questo sentimento triste che ti fa dubitare di qualsiasi cosa ti venga detta, arriva a rovinarti la vita, arriva a farti diventare schivo, dubbioso, malfidato per qualsiasi cosa.
Poi leggi anche "1984", qualcosa di più che un libro qualsiasi e hai delle conferme, hai nuove idee, colleghi un sacco di cose, vedi, apri gli occhi, hai paura e magari...ti organizzi.
Anche Winston, il protagonista, aveva paura: era terrorizzato perchè aveva delle idee in testa che cocciavano con la realtà.
Ma lui le aveva, e gli altri no.
Lui aveva delle idee "pericolose", idee intelligenti che divenivano "sovversive" perché andavano contro il sentimento comune, fuori dalle righe, fuori legge. E per questo non si fidava di nessuno, era molto premuroso e attento a parlare e soprattutto ad ascoltare...non assorbiva come una spugna ciò che diceva il partito ma setacciava, analizzava parola per parola e solo così vedeva oltre il muro, capiva il trucco e poteva pensare di oltrepassarlo o di smascherarlo...
Poi vedi anche "V per vendetta", altra mazzata per le tue certezze, e grazie all'ambientazione e alle immagini, tutto ti sembra ancora più chiaro, percettibile, palpabile e drammaticamente familiare.
Non posso più fidarmi di nessuno ora, non c'è scampo. Tutto mi appare così chiaro! C'è una nebbia che ancora tenta di offuscare pesantemente ogni orizzonte, ma ho gli strumenti per tracciarmi dei passaggi ed andare oltre la prima facciata. E non voglio sentirmi solo a fare questo.
Non posso fidarmi dei governi, tanto meno di quella Nazione quale gli USA, che ha una storia perennemente bagnata di sangue, più che segnata da belle notizie o eventi lodevoli...
Una Nazione conosciuta per enormi segreti, sopprusi, assassinii misteriosi, attentati, guerre ingiustificate, paradossi esemplari...
Come posso credere che tale Osama Bin Laden, capo di Al Qaida, sia stato ucciso?
Attenzione, non credo che non sia stato ucciso, ma credo che il personaggio "Bin Laden", capo dei terroristi e organizzatore dell'attentato all' america, non sia mai esistito.
Non ci posso credere perché la famiglia di Bin Laden è amica delle alte diplomazie degli USA come addirittura la famiglia Bush, la quale pare (vedi i film sul tema) abbia avvisato i Bin Laden di New York per metterli in salvo dall'attentato.
Io che sò che l'11 settembre tre grattacieli sono crollati non per due aerei ma a causa di immense quantità di esplosivo nascoste nelle intercapedini del Trade Center, e che tale materiale non poteva essere stato messo da qualche talebano estremista perchè ci vuole un sacco di tempo (almeno alcune settimane), un sacco di soldi e soprattutto dimmi come cazzo fai ad entrare sistematicamente nel Trade Center, in pieno centro di New York, e piazzare indisturbato tonnellate di dinamite nelle travi portanti... poi quegli altri 2 aerei cascati in Luisiana e nel Pentagono dei quali non si ritrovano più i pezzi...
Dopo che hanno accusato il dittatore Saddam di avere bombe atomiche e biologiche pronte all'uso ed aver poi ammesso davanti al mondo la loro inesistenza anche se già avevano "liberato" l'Iraq di un dittatore per installarne di nuovi dal nome "Shell", "Monsanto" e "Mc Donald"...
Dopo che minacciano l'Iran (guarda caso fra i primi produttori mondiali di petrolio), accusando il suo presidente e infischaindosi di tutti gli altri diddatori sanguinari che dilagano nel mondo...
Dopo aver ostacolato per anni lo sviluppo dell'unico paese socialista del mondo (Cuba) con un embargo terribile e organizzato numerosi golpe in sud america per favorire l'ascesa del capitalismo. Dopo che chiedono al mondo maggior attenzione verso i diritti umani spacciandosi per paladini della giustizia e della democrazia, mentre che sono i secondi per numero di giustiziati nelle carceri, nonché fautori della più immorale e illegittima prigione del mondo. Dopo che viene vista la mano dei servizi segreti americani nelle stragi italiane degli anni settanta per evitare l'ascesa del comunismo e per favorire Democrazia Cristiana...

Como posso credere? Se Obama non è mai esistito, se era una persona qualunque alla quale è stata addossata la responsabilità di tutto...un capo espiatorio, una scusa per fare la guerra. O magari si che è esistito, si che era un guerrigliero che ha allestito un immenso apparato di morte, ma non credo che dalle sue grotte o bunkers nel deserto del Pakistan, sia sempre riuscito ad organizzare tutto senza il prezioso aiuto dei suoi colleghi americani...
Si è sempre detto che Bin Laden sia un simbolo e questo è esatto. E' una bandiera, un eroe, un sogno che seguono migliaia di estremisti e che li guida contro l'occidente (e non dimentichiamoci che questi terroristi, per quanto di ideali diversi e discutibili dai nostri, non sono altro che guerriglieri che difendono il loro territorio dall'invasore....).
Diffondere la notizia di una sua uccisione fà comodo all'amministrazione Obama e all'occidente, non perché siamo in aria di elezioni e questo porterà un sacco di voti, ma perché l'uccisione di Osama ne fa un eroe...e gli eroi vanno vendicati.
C'è già chi può sostituirlo e che magari si sta già organizzando per un nuovo, mega, spettacolare attentato. E' questa la buona notizia per Obama, è per questo che l'America brinda.
Non ci sono foto di Bin Laden, nè video dell'uccisione, ne processo...ne addirittura il cadavere! Osama non esiste. Per provare il contrario faranno uscire una foto indecifrabile, un comunicato ufficiale e un test del DNA al quale dobbiamo solo che credere e non avere alcun riscontro scientifico o ulteriore prova postuma. Ci stanno dicendo che hanno ucciso il mostro di Lockness senza mostrarcelo mai, dicendoci che ci dobbiamo fidare delle loro parole.
Osama Bin Laden fra tre giorni risorgerà e i suoi fedeli tartasseranno l'occidente per anni e noi già tremiamo all'idea e daremo tutti i nostri soldi e tutti i nostri voti per la nostra sicurezza...
Perchè il governo governa sul terrore e ci fa passare di paura in paura senza dirci nulla di più. Loro ci danno lo spunto, e poi saremo noi ad applaudirgli.

Posso non credere a tutto ciò? Sono libero di farlo e non ci credo...ma non ho sentito voci simili in questi giorni ed un uomo solo non fa tanta strada.
Meditiamo. Spero di sbagliarmi, spero che il mondo non sia tutta una finzione, una terribile finta, un truman show perenne...
Spero di sbagliarmi, spero di non aver capito nulla...ma spero vivamente di no.

venerdì 1 aprile 2011

Raccolta Farmaci


Dal Sisma di Macerata:

RACCOLTA FONDI E MATERIALE SANITARIO
PER IL CAMPO PROFUGHI DI RAS JADIR NEL SUD EST DELLA TUNISIA, AL CONFINE CON LA LIBIA
Trovarsi in un campo profughi ai margini della Libia non è una sfortunata casualità: è un pezzo della guerra che consuma vite e speranze. Così come un pezzo della guerra è Lampedusa,

UNITI PER LA LIBERTA' ! CAROVANA DALLA TUNISIA ALLA LIBIA

Nel sud est della Tunisia, al confine con la Libia, migliaia di persone vivono nel campo profughi di Ras Jadir. La situazione è drammatica: migliaia di uomini, donne e bambini in fuga dalla Libia, ma anche dalla Somalia e dall'Eritrea, sono ammassate nel campo. Si pensa che nei prossimi giorni la situazione peggiorerà ulteriormente per l'intensificarsi del numero delle persone con ferite da arma da fuoco.

In Tunisia gruppi spontanei di studenti, docenti, lavoratori, medici e avvocati si sono auto-organizzati per far fronte all'emergenza umanitaria che si è creata ai confini con la Libia.
Considerata l'emergenza i tempi di organizzazione della carovana che partirà dall'Italia sono stretti ma siamo comunque riusciti in pochi giorni a costruire il programma che proponiamo.
http://www.globalproject.i
nfo/it/in_movimento/Uniti-Per-La-Liberta-Carovana-dalla-Tunisia-alla-Libia/7996


Stiamo raccogliendo offerte economiche e materiale sanitario.
Ecco tutte le informazioni per le donazioni:

C/C Banca Etica dell'Associazione Ya Basta! Marche IBAN IT41R05018028 0000 0000

____________________________________________________________________________

sabato 02 aprile Ancona
Piazza Roma

GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE
PRESIDIO "UNITI PER LA LIBERTA'" - CONTRO I BOMBARDAMENTI


A SOSTEGNO della CAROVANA DALLA TUNISIA ALLA LIBIA 8/11 aprile 2011

PUNTO RACCOLTA FONDI, MEDICINALI destinati CAMPI PROFUGHI DI RAS EL JADIRE al CONFINE LIBICO

- con i profughi e i lampedusani ostaggio del governo
- per l'asilo politico europeo
- al fianco delle rivolte in Maghreb e Mashrek

Info: unitiperlaliberta@gmail.com

--
PER LA RACCOLTA DI MEDICINALI E ALTRO MATERIALE SANITARIO CONTATTARE IL N. 339/7205871 O SCRIVERE UNA MAIL A raccoltafarmacimacerata@gmail.com

CENTRO DI RACCOLTA: Ambasciata dei Diritti, via Panelli (di fronte immobiliare Evangelisti, vicino APM e Informagiovani) Macerata
Dal lunedì al mercoledì con il seguente orario: dalle ore 10 alle 13 e dalle ore 15 alle 18.

www.csasisma.org

c.s.a. SISMA
via Alfieri,8_Macerata
info@csasisma.org
phone +39733230481
e-fax +3906233201168

sabato 25 dicembre 2010

Natale in Terra Santa

Gaza, la guerra non si ferma

Nonostante il silenzio della stampa, gli attacchi israeliani continuano
nella Striscia

E' sorprendente constatare quanti giornalisti internazionali, anche fra i
più quotati, una volta giunti a Gaza riportino come l'assedio si sia
attenuato osservando i negozi strapieni di cianfrusaglia e il declino del
mercato nero dei tunnel negli ultimi mesi.

Senza necessariamente entrare nella Striscia basterebbe documentarsi con i
rapporti delle maggiori organizzazioni per i diritti umani per comprendere
la situazione reale. Recentemente, 21 fra le maggiori Ong che operano a
Gaza, fra le quali Amnesty International, Oxfam, Save the Children,
Christian Aid and Medical Aid for Palestinians hanno denunciato come un
milione e mezzo di abitanti della Striscia, (più della metà sono bambini)
continuano a essere strangolati da un assedio illegale sotto ogni punto di
vista.

Nel rapporto, nominato "Speranze svanite, la continuazione del blocco di
Gaza" si fa luce sulle promesse disattese d'Israele di un allentamento
dell'assedio all'indomani del massacro dello Freedm Flotilla. Secondo l'Onu,
Israele ha permesso l'entrata a solo il 7 percento del materiale necessario
per la ricostruzione degli ospedali e delle scuole danneggiate o distrutte
durante l'offensiva Piombo Fuso, e ciò fra le altre cose quest'anno ha
comportato l'impossibilità d'accesso all'istruzioni ad oltre 40 mila
studenti. L'economia continua a essere al collasso per via del blocco delle
importazioni e delle esportazioni, con il 93 percento delle industrie chiuse
e oltre il 70 percento della forza lavoro disoccupata. L'88 percento della
popolazione continua a vivere di aiuti, sotto la soglia di povertà.

L'imposizione della "buffer zone", quella porzione di terra nei pressi del
confine che Israele ha di fatto sequestrato sparando a chiunque si avvicini,
secondo l'Onu riguarda terreni fertili dal confine fino a un chilometro e
mezzo nell'entroterra palestinese, cioè il 35 percento del totale dei
terreni coltivabili a Gaza e che ora sono lasciati incolti. E' proprio
avvicinandosi a queste zone di confine che si ha la misura di quanto
l'assedio non si sia affatto attenuato, ma al contrario stretto attorno alle
vite dei suoi abitanti, rendendo la vita impossibile ai contadini e ai molti
raccoglitori di materiale edile di riciclo dai palazzi in macerie.

Dall'inizio di novembre ad oggi, il Palestinian Center for Human Rights e
l'International Solidariety Movement hanno documentato 31 attacchi compiuti
dei soldati israeliani al confine direttamente contro civili palestinesi.
Sei di queste vittime sono bambini.

Restiamo Umani
Vittorio Arrigoni per Peacereporter.net

lunedì 25 ottobre 2010

STANDING ARMY

Mercoledì 27 Ottobre 2010
21:30
Museo Scienze Naturali - Camerino
Ingresso Gratuito

STANDING ARMY
Presenza del regista Thomas Fazi


Nel corso degli ultimi sessant’anni, gli Stati Uniti hanno tessuto intorno al mondo una ragnatela di basi militari senza precedenti nella storia. Oggi, queste ammontano a più di 700, in 40 paesi. Nessun continente è risparmiato. Sono una delle forze più influenti al mondo, eppure non sono soggette ad alcun dibattito. Hanno cambiato la vita di milioni di persone, eppure rimangono un mistero per i più.
Perché, a vent’anni dalla caduta del muro di Berlino, paesi come la Germania, l’Italia, il Giappone e la Corea del Sud ospitano ancora centinaia di basi militari e decine di migliaia di soldati statunitensi? E perché gli Stati Uniti continuano ad espandersi in nuove aree del globo? Che impatto hanno queste basi sulle popolazioni locali, e qual è la posizione del presidente Obama su questo scottante argomento?
Su questi temi riflettono gli autori di “Standing Army”: un’avvincente inchiesta a trecentosessanta gradi che unisce alle parole di esperti mondiali quali Noam Chomsky, Gore Vidal, Chalmers Johnson ed Edward Luttwak le scioccanti testimonianze di chi è stato toccato in prima persona dalla presenza delle basi in Italia, in Giappone, nell’Oceano Indiano ed altrove.


Ad oggi il film è stato selezionato ai seguenti festival:
SICILIAMBIENTE – Italia (vincitore “Miglior Documentario”)
TEKFESTIVAL – Italia (menzione speciale “Miglior Fotografia”)
SÃO PAOLO INTERNATIONAL FILM FESTIVAL - Brasile
BAFICI - Argentina
ESPOO CINE FESTIVAL - Finlandia
DOCSDF - Messico
FESTIVAL DES LIBERTES – Belgio
DOK LEIPZIG – Germania
JIHLAVA INTERNATIONAL DOCUMENTARY FILM FESTIVAL – Rep.Ceca
ISTANBUL INTERNATIONAL 1001 DOCUMENTARY FESTIVAL – Turchia
IDFA DOCS FOR SALE – Olanda
RONDA INTERNATIONAL FILM FESTIVAL – Spagna
ROMANIA INTERNATIONAL FILM FESTIVAL - Romania
TAMA CINEMA FORUM – Giappone
MEDIMED – Spagna
IASI INTERNATIONAL FILM FESTIVAL – Romania
CINE’ECO - Portogallo
TUR OSTRAVA - Repubblica Ceca
EUGANEA FILM FESTIVAL - Italia
EST FILM FESTIVAL - Italia

STAMPA
“Solo attraverso i media indipendenti qualche concetto riesce a passare, ad esempio nel documentario “Standing Army”. Perché due giovani, Thomas Fazi e Enrico Parenti, vi mostrano quello che io denuncio da anni: il funzionamento del sistema imperialista americano e il ruolo delle basi militari americane nel mondo”.
Gore Vidal, “Corriere della Sera”, 20 luglio 2010

“Estremamente interessante e molto ben fatto. Mi fa piacere trovare colleghi in Italia che non si intimoriscono di fronte a soggetti internazionali. Complimenti!”
Erik Gandini, regista di “Videocracy”


THOMAS FAZI. Nato nell’82, è traduttore (ad esempio, di George Soros e Robert B. Reich) ed interprete per varie case editrici italiane. “Standing Army” è il suo primo lavoro cinematografico.
ENRICO PARENTI. Enrico Parenti Nato nel ’78, si è formato presso la scuola di cinema IDEP di Barcellona ed è oggi un filmmaker freelance. Lavora regolarmente per varie televisioni e produzioni italiane e straniere. Ha da poco finito un documentario sociale sul problema della cecità in Etiopia ed ha lavorato come direttore della fotografia su vari documentari, tra cui “Giving Voice” di Alessandro Fabrizi. “Standing Army” è il suo primo lungometraggio.


Sito Internet: www.standingarmy.it

mercoledì 22 settembre 2010

Libro e moschetto

Da Senza Soste

Lo chiamano "allenati per la vita" ed è un corso valido come credito formativo rivolto agli studenti dei licei. In realtà sembra un vero e proprio corso "paramilitare". Non è uno scherzo. E' un protocollo già firmato fra la Gelmini e La Russa. Ma cosa prevederà? Con grande pace della Gelmini, gli studenti dei licei impareranno a sparare con pistola (ad aria compressa), a tirare con l'arco, ad arrampicarsi, a eseguire perfettamente "percorsi ginnico-militari". E quale sarebbe l'assurda spiegazione (motivazione) di questa nuova trovata "geniale" del Ministro Gelmini? Ecco la laconica ed "ipocrita" risposta: "Le attività in argomento permettono di avvicinare, in modo innovativo e coinvolgente, il mondo della scuola alla forze armate, alla protezione civile, alla croce rossa e ai gruppi volontari del soccorso". Si tratta, in buona sostanza, di veicolare la pratica del mondo militare in quello della scuola: roba da altri tempi, tempi bui e, speriamo, non riproponibili.
Ma la speranza "muore" leggendo, di fatto, in cosa consisterà la prova finale per il nuovo corso "allenati per la vita" (leggi corso "paramilitare", ndr): "una gara pratica tra pattuglie di studenti". No, non è un errore di battitura. La circolare parla proprio di "pattuglie" di studenti. A dir poco equivocabile e senza ritegno il termine utilizzato. Fosse solo il termine! E' un progetto "innovativo" passato nel silenzio assoluto delle opposizioni. Ma anche questa, purtroppo, non è una novità.
E con la nuova proposta Gelmini - La Russa , si allunga, di fatto, l'elenco degli incomprensibili provvedimenti del Ministro dell'Istruzione. I tagli alle elementari hanno eliminato qualsiasi potenzialità di realizzare il vero tempo pieno e ridotto gli spazi per progetti, uscite didattiche e laboratori. Non c'è un insegnante di sostegno ogni due studenti disabili, come prevede la legge, a tal punto che alcuni alunni vengono seguiti solo per cinque ore settimanali. Il provvedimento che prevede il numero maggiore di studenti per classe, da 27 a 35, viola apertamente il testo sulla sicurezza scolastica: Il D.M. Interno del 26/8/1992, recante "Norme di prevenzione incendi per l'edilizia scolastica". Infatti al punto 5.0 ("Affollamento") stabilisce che, al fine dell'evacuazione delle aule, il massimo affollamento ipotizzabile è fissato in 26 persone/aula ed al punto 5.6 ("Numero delle uscite") che le porte devono avere larghezza di almeno m 1,20 ed aprirsi nel senso dell'esodo quando il numero massimo di persone presenti nell'aula sia superiore a 25 (quante scuole, in tutto il territorio nazionale, non sono in regola? La maggioranza). E la riduzione del tempo scuola nei licei artistici (11%) , nei licei linguistici (17%), negli istituti tecnici e professionali (diminuzione del 30% delle ore di laboratorio) a quale esigenza didattica di rinnovamento rispondono? Forse servono a far posto a pseudo-corsi di natura "paramilitare" come quello messo in campo dal duo Gelmini - La Russa? Tante sono le domande, poche le risposte e le certezze. Quello che appare chiaro, tuttavia, è che non basteranno anni di riforme e provvedimenti ad hoc per far risalire la china alla scuola italiana. E la trovata degli studenti soldato nei licei, a dir poco bizzarra, non va in quella direzione.
Siamo al punto più basso della scuola italiana? Peggio di così non può andare? Seppur infinitamente poco consolatoria, dateci almeno questa, di certezza.


Altri articoli: Famiglia Cristiana
.
.

giovedì 3 giugno 2010

Amici miei

A Ginevra, il Consiglio dei Diritti umani dell'Onu ieri ha condannato l'“attacco vergognoso” di Israele alla Freedom Flottilla ma l'Italia, membro di questo organismo, a quanto pare non era d'accordo. Accodandosi agli Stati Uniti, il nostro Paese non ha infatti firmato la risoluzione, ricevendo il plauso di Israele. Il documento redatto dal Consiglio dei Diritti umani ha approvato dunque l'invio di una missione internazionale che indaghi su quanto accaduto nelle acque internazionali di fronte a Gaza. Etichettata con la dicitura “Gravi attacchi da parte delle Forze armate israeliane contro la Flottilla umanitaria”, la risoluzione è stata approvata con 32 voti a favore, tre contrari (Usa, Olanda e Italia) e nove astensioni ( tra esse, Belgio, Gran Bretagna, Francia, Giappone). Come sempre però la posizione del nostro Paese è, come dire, articolata.
Le cose non sono mai così semplici dalle nostre parti.
Il resto dell'articolo su Il Fatto

martedì 1 giugno 2010

...perché pacifisti.

Da ApCom
Si temevano scontri, ma nessuno si aspettava una carneficina. Israele aveva avvertito che non avrebbe consentito alle navi della "Freedom Flotilla", carica di attivisti di ong internazionali e aiuti umanitari, di arrivare a Gaza, forzando il blocco imposto da Tel Aviv. Ma l'attacco alla 'flotilla' ha provocato almeno 9 morti, provocando la reazione indignata non solo del mondo arabo. Nella notte, la marina militare israeliana ha assaltato almeno una delle sei navi (con a bordo attivisti turchi) del convoglio Freedom Flotilla, partito ieri dal porto cipriota di Nicosia. L'attacco sarebbe avvenuto, secondo gli attivisti, in "acque internazionali, a 75 miglia al largo della costa di Israele, in violazione del diritto internazionale". A bordo delle navi, circa 700 persone (tra cui tre italiani) e 10.000 tonnellate di aiuti umanitari. Fonti della difesa israeliana hanno affermato che l'esercito avrebbe risposto agli spari e alle violenze degli attivisti. "Di fronte alla necessità di difendere la propria vita - si legge in un comunicato della Difesa israeliana - i soldati hanno impiegato dei mezzi anti-sommossa e hanno aperto il fuoco". La polizia, intanto, ha alzato il livello di allerta in Israele per far fronte a "eventuali disordini" da parte di arabi israeliani. Ma l'attacco ha provocato la dura reazione del mondo intero. Tensione soprattutto in Turchia: alla notizia delle violenze, decine di manifestanti hanno provato a fare irruzione al Consolato israeliano a Istanbul; situazione critica anche ad Ankara, dove una folla inferocita si è radunata all'esterno dell'ambasciata e davanti all'abitazione privata dell'ambasciatore di Tel Aviv, Gabby Levy. Il diplomatico è stato convocato dal ministero degli Esteri per un incontro urgente con la diplomazia turca, che avrebbe chiesto la consegna, al più presto, dei cittadini turchi rimasti feriti. Dura la condanna di Ankara, che ha definito "inaccettabile" l'attacco, che potrebbe avere "conseguenze irreparabili".
In tutto il mondo ci si sta mobilitando.Oggi alle 17:00 in Ancona si terrà un presidio per non lasciare impunita anche questa strage. Partecipiamo non per odio ma per la dignità!

Iniziative (fonte: GlobalProject ):
Alessandria - ore 17 Piazza Libertà
Catania - ore 18 presidio in Prefettura;
Cagliari - ore 18:00 sit-in al Bastione Saint Remy;
Brindisi - ore 17.30 in piazza Santa Teresa.
Trento - ore 17 via Manci, Palazzo Trentini

I VIDEO

martedì 18 maggio 2010

Il silenzio degli innocenti

Come sapete, ieri due soldati italiani di 33 e 25 anni, sono rimasti uccisi in un attentato a Kabul. E' dal 2004 che l'Italia partecipa alla missione di guerra in Afghanistan, e in 7 anni i caduti militari italiani sono stati 24. In tutto lo stivale sono decine le vie, le piazze, i viali, le strade, i parchi, i colli, i circoli, gli alberi e i piazzali dedicati ai 19 militari caduti nell'attentato di Nassirya. Questo perché c'è molta attenzione da parte dello Stato su questo argomento e per ogni soldato ucciso (in media, uno ogni 106 giorni), ci sono i funerali ufficiali, si riaccende il dibattito politico, si fanno vari discorsi e interventi, servizi televisivi per una settimana o più. Ben venga.
Allo stato attuale i soldati italiani impiegati in Afghanistan sono circa 2.800, dei quali la maggioranza volontari. Da giugno (fonte: Ministro La Russa) arriveranno circa 1000 uomini in più, nell'ambito della nuova strategia di guerra fortemente voluta dal neo nobel per la pace Barack Obama.
Ora, è ovvio che dispiace per la morte di tutti questi soldati, e allo stesso tempo si pensa però che il fatto di andare in guerra, in qualche modo implica fin dall'alba dell'uomo, la possibilità di non tornare indietro vivi. Questa è una oggettiva, tremenda verità. Qualsiasi soldato responsabile e lucido che và in guerra magari anche volontariamente, lo mette in conto che potrebbe succedergli qualcosa. Loro ci partono, si allenano per mesi per sparare e magari uccidere nelle missioni di pace di noi occidentali che la pace la facciamo con la guerra.
Ma al contempo esistono altre persone, che invece escono di casa per andare a prendere l'acqua alla fonte e finiscono per terra con un cranio fracassato da una pallottola inglese. Esistono anche tanti bambini che li vanno a prendere con l'ambulanza perché le loro gambe se l'è portate via una mina con scritto "Made in Italy". Questa gente, quando è uscita di casa, non c'è l'aveva in conto di morire quel giorno. Nessuno li allena per schivare le pallottole o per giocare a calcio nei campi minati.
C'è un video di Emergency abbastanza toccante, dove si mostra la vera guerra, dove si mostra davvero chi combatte. Nella metodologia di intervento della NATO domina il caos: spessissimo i militari sparano a caso per il semplice sospetto della presenza di ribelli. Alcune volte attaccano basi amiche, altre volte sparano ai giornalisti scambiando i loro teleobbiettivi per lancia-missili; troppe altre volte colpiscono zone di soli civili innocenti. Anche i medici di Emergency lavorano a caso...per loro non c'è differenza nei pazienti: siano essi civili, talebani o americani, sono pur sempre feriti e vanno salvati, tutti. Questa è la loro guerra, questa la loro battaglia.
39 i piccoli e grandi conflitti nel mondo e il 90% delle vittime sono civili innocenti dei quali il 40% bambini...
Il 90% delle vittime di guerra è innocente...milioni di persone l'anno...centinaia al giorno.
A loro nessuno dedica nulla...forse non ci sono abbastanza piazze...

Zarghona (25 anni) ha il viso completamente fasciato e la mascella fracassata da una pallottola che, prima di entrare nella sua guancia, ha sfondato la testa del suo bambino di un anno e mezzo, uccidendolo. Parla con un filo di voce, fissando le lenzuola: “Prima hanno iniziato a sparare, poi sono iniziate a cadere le bombe. Tutte le donne del villaggio, come me, sono uscite di casa, fuggendo con i bambini in braccio. Io correvo tenevo mio figlio stretto a me, poi i soldati afgani ci hanno sparato. La stessa pallottola…”. Il pianto interrompe il bisbiglio della donna, che si copre il volto per non farsi vedere.

Zadran ha 16 anni. Gli hanno tolto dalla gamba cinque proiettili. “E’ iniziata una sparatoria, poi gli inglesi, dal deserto, hanno iniziato a prendere a cannonate il villaggio. Sono corso fuori di casa, volevo scappare. I soldati afgani mi hanno sparato con i mitra, colpendomi alla gamba. Nel mio villaggio sono morti 2 bambini. Due uomini sono stati arrestati e giustiziati dai militari governativi senza alcun motivo. Li conoscevo, non erano talebani. Quelli se ne erano già andati”.

Mirwais ha 12 anni. Giace sdraiato su un fianco, immobile e ci resterà per tutta la vita perché un proiettile gli è entrato nella colonna vertebrale, condannandolo così alla tetraplegia. A parlare è suo padre Zalmay, occhi tristi, pelle scura e rugosa, barba sale e pepe e turbante nero. “Da lontano gli inglesi sparavano sul nostro villaggio con i cannoni, invece da vicino i soldati afgani sparavano con i fucili. Un colpo, forse di mortaio, è caduto fuori dalla nostra casa, uccidendo tutte le nostre bestie e ferendo mio figlio al collo e mia moglie alla gamba. Siamo stati fortunati: un altro colpo è caduto sulla casa dei nostri vicini, radendola al suolo e uccidendo due persone”.

Sadikha ha 22 anni e viene dal villaggio di Zumbelay. Una scheggia di bomba aerea le è entrata in pancia, uccidendo il bambino di cinque mesi di cui era incinta. Stà nel reparto di terapia intensiva fasciata dalla testa ai piedi, nascosta dietro una tenda. Fissa il vuoto e farfuglia parole incomprensibili attraverso la maschera a ossigeno. Forse sta raccontando la storia di questa guerra senza senso.

Fonte delle interviste: PeaceReporter

sabato 17 aprile 2010

Il complotto contro la pace

Una vera e propria aggressione ad una associazione di pace, solidarietà e ormai ultimo motivo d'orgoglio per questa Nazione. Un aggressione ben riuscita seppur mal camuffata...
Sabato scorso 10 aprile, nell'ospedale di Kabul, molti medici, infermieri e personale sanitario legati ad Emergency stavano normalmente lavorando fra le centinaia di persone e bambini martoriate da una guerra che non vogliono. Ad un certo punto, la polizia chiama l'ospedale, informa della possibile presenza di una bomba e ordina l'evaquazione della struttura. Poi arrivano gli agenti di polizia Afghana assieme a militari inglesi... L'operazione antiterroristica appare subito anomala: gli agenti, con troppa calma e capatezza, invitano il personale italiano a lasciare l'ospedale per il pericolo della bomba. Stranamente l'operazione viene fatta con così tanta tranquillità che alcuni medici hanno potuto terminare i loro interventi chirurguci.
Una volta che l'ospedale fu completamente evacuato, i militari non controllarono nessuna stanza né laboratorio ed andarono diretti verso il magazzino dei medicinali per poi rimanervi rinchiusi alcune ore. Poi escono con uno scatolone pieno di armi e bombe a mano. Matteo Dell'Aira, coordinatore medico dell'ospedale di Emergency a Laktar, il medico bresciano Marco Garatti e il tecnico della logistica Matteo Pagani stavano mangiando nella foresteria quando furono chiamati dalla polizia. Una volta tornati all'ospedale vennero arrestati: l'accusa per i tre sarebbe molto pesante ('combattenti rivoltosi stranieri'), reato punito in Afghanistan in maniera molto severa, fino alla pena di morte. La Farnesina risponde in ritardo, quasi esitasse a intervenire. ambasciata italiana e governo afghano cominciano a collaborare, si chiacchiera, si prende il té, si conferma l'arresto.
Gino Strada parla di complotto, di attacco ad Emergency. Sostiene che sia un rapimento per togliere di mezzo Emergency e i testimoni che denunciano la corruzione del governo afghano e le stragi dei civili commesse dalle truppe afghane Isaf. Abbastanza vergongnoso il commento del indegno ministro della difesa La Russa che dubita sull'innocenza dei medici e invita strada a prestare attenzione, paragonando follemente l'oganizzazione umanitaria Emergency ai gruppi terroristici degli anni '70: "può sempre succedere di avere accanto, inconsapevolmente, degli infiltrati. Nel passato è accaduto tante volte. E’ successo al Pci con le Br e al Msi con i Nar».
«Se il governo afghano avesse voluto chiudere gli ospedali di Emergency avrebbe potuto trovare altre scuse, anche una banale questione amministrativa. Non avrebbero arrestato tutte quelle persone. Di fronte ai sospetti, confermati dalle armi trovate all’interno dell’ospedale, le autorità di polizia non potevano aspettare che si compisse l’attentato». Il puzzle è chiaro e se ci si mettono a parlare anche i nostri politici, i sospetti si rafforzano. Dopotutto La Russa e gli altri finiani in passato hanno fatto la stessa cosa alla scuola Diaz di Genova con ottimi risultati. Per chi non si ricorda, decine di tranquilli studenti e pacifisti sono stati massacrati nel sonno dalla polizia, la quale anche qui dopo un'ispezione sbrigativa e chiusa al pubblico, trovò nella scuola molotov e armi in difesa del loro intervendo sanguinario. Mesi dopo si pubblicavano foto che dimostravano che la polizia aveva volontariamente e di nascosto portato quelle armi nella scuola; ma siamo in Italia e non in Europa e non successe niente.
Come è possibile che l'associazione umanitaria Emergency, che dal '99 ha costruito 3 ospedali, una rete di 28 posti di primo soccorso e un centro di cure di maternità, contenga terroristi al suo interno? Chi vuole farci credere che Emergency, dopo aver curato più di 3 milioni di persone in tutto il mondo dall'Iraq, all'italia, dal sudan all' Afganistan, voglia ora ucciderne altrettante?
40 sono le guerre dimenticate in tutto il mondo. Milioni sono le vittime delle quali quasi la metà sotto i 10 anni e queste organizzazione apolitiche, laiche e indipendenti, fanno di lutto per aiutare vittime innocenti.
Loro sono i veri pacifisti. Queste sono le persone che davvero meriterebbero il premio Nobel per la pace e non quei presidenti che fanno la pace 6 mesi all'anno.