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lunedì 12 luglio 2010

Chi ragiona(va) sul fascismo

Se qualcuno di voi (lettori) ha avuto l'immenso gusto e piacere di immergersi, fino ad affondare, nella lettura di "Cristo si è fermato a Eboli" di Carlo Levi, non può non aver provato una certa emozione incontrando le varie analisi sociologiche che affiorano come macchie di dalmata qua e la nel testo - in analogia con lo stile neorealista - tra la polvere ed il vento caldo risvegliati dalle trascinanti descrizioni.
Non sto qui a fare il plot del racconto, e per questo invito calorosamente chiunque a leggere il libro. Vorrei però riportare alcune righe (ovviamente senza rovinare lo spettacolo) riguardo una riflessione dell'autore: questo mi costringe ad accennare che il romanzo è il racconto del confino dell'autore per antifascismo. Siamo negli anni '30 ed egli viene spedito nel Mezzogiorno, lontano dal suo natale Piemonte, moderno e culturalmente vibrante. Viene mandato in Basilicata, in provincia di Matera, dove resterà per circa due anni. Durante il suo periodo di confino gli viene concesso di tornare per alcuni giorni a casa, a Torino, per la morte di un parente. Parla con vecchi amici e conoscenti della sua "prigionia" ma soprattutto del Mezzogiorno, della "questione meridionale". Non condivide le soluzioni e le conclusioni che via via ascolta, ed esibisce la personale analisi del problema. Quindi scrive: "[...] ma in un paese di piccola borghesia come l'Italia, e nel quale le ideologie piccolo-borghesi sono andate contagiando anche le classi popolari cittadine, purtroppo è probabile che le nuove istituzioni che seguiranno al fascismo, per evoluzione lenta o per opera di violenza, e anche le più estreme e apparentemente rivoluzionarie fra esse, saranno riportate a riaffermare, in modi diversi, quelle ideologie; ricreeranno uno Stato altrettanto, e forse più, lontano dalla vita, idolatrico e astratto, perpetueranno e peggioreranno, sotto nuovi nomi e nuove bandiere, l'eterno fascismo italiano."

Carlo levi scriveva questo nel 1945, circa 10 anni dopo il suo confino, dopo che, come scrive nel'incipit del romanzo, "Sono passati molti anni, pieni di guerra, e di quello che si usa chiamare Storia". E cosa è successo negli anni a venire? Tutti, credo (e spero), sono al corrente della storia d'Italia dagli anni '50 ad oggi. Non credo che egli avesse pretese di chiaroveggenza o magia ma, quanto si discosta dalla realtà? e da quanto vediamo oggi?
"Ninte!" rispondevano i contadini a Levi quando lui chiedeva "Che cosa si può fare per cambiare le cose?". E noi, che gli rispondiamo?

venerdì 25 giugno 2010

Il Porto Sequestrato

Da: Global Project


Ad un anno dall’inizio dell’ inchiesta sullo stato di salute del porto di Ancona, l’Ambasciata dei diritti Marche è lieta di presentare “Il porto sequestrato”, pubblicazione realizzata a cura dell’osservatorio Faro sul Porto.

Dopo la totale "messa in sicurezza", lo scalo portuale è ormai da tempo a tutti gli effetti zona di Frontiera che quotidianamente respinge chi fugge da paesi in guerra, nella speranza di ottenere, in Italia, protezione umanitaria, e che, allo stesso tempo, è luogo pienamente sottratto alla città dorica e a chi vi abita.

"Il porto sequestrato", che trae il nome da una bellissima poesia dell'artista dorico Sauro Marini, esce ad un anno dall'inizio dell'inchiesta portata avanti dall'Osservatorio per fare chiarezza, denunciare e rendere pubbliche le conseguenze che il piano di "messa in sicurezza" del porto anconetano ha prodotto negli ultimi anni. Conseguenze che si riversano simultaneamente, sebbene in misura ed in forma ovviamente diverse, su chi vive, lavora, visita Ancona, e su chi, ad Ancona, spera di approdare per vedere finalmente riconosciuta e tutelata la propria vita e la propria dignità.

È per questa dualità - che non è però dicotomia - che il libro si divide in due parti, ciascuna delle quali descrive il porto "al di qua" e "al di là" delle reti, sottolineando in entrambi le prospettive l'assurda negazione di libertà e diritti. E giungendo all'inevitabile suggerire di una battaglia comune, contro i respingimenti e per la libertà di movimento attraverso il porto. Infine "Il porto sequestrato" rappresenta un punto doveroso ma parziale per l'inchiesta in quanto continuerà ad operare costantemente e meticolosamente per la salvaguardia del porto e per il riconoscimento dei diritti di tutti coloro che lo attraversano.

83 pagine di storie, dati, riflessioni e proposte per un progetto comune che denunci le violente trasformazioni del porto di Ancona, che ne hanno radicalmente cambiato il volto e la condizione delle persone, aldiquà e aldilà delle reti, alle quali viene negato il diritto di attraversarlo e viverlo.

Già molta attenzione è stata data all’argomento dalla stampa nazionale, che in più occasioni si è rivolta a noi per raccogliere informazioni e dati utili a sollevare una necessaria (ed ormai improrogabile) presa di coscienza pubblica su ciò che avviene, non solo in Ancona, ma anche negli altri porti dell’Adriatico.

Info: farosulporto@gmail.com

ambasciata@glomeda.org

ambasciatadeidiritti@inventati.org

Ascolta gli interventi degli autori

giovedì 25 febbraio 2010

Marche&Energia

Convegno
LA QUESTIONE ENERGETICA NELLE MARCHE
SABATO 27 ORE 17:00
CENTRO PERGOLI - FALCONARA M.MA

Da NOCentraliApi
Questa iniziativa nasce dalla partecipazione di alcuni degli organizzatori al numero 3 della rivista "Prisma, economia, società lavoro", redatta dall'istituto di ricerca regionale Ires Marche, con un articolato commento sul numero monografico che tratta della "questione energetica nelle Marche.
A seguito di questo invito ci è sembrato naturale organizzare un momento informativo e di confronto su una questione attuale e spinosa, per evitare che tematiche così fondamentali restino appannaggio degli "addetti ai lavori", e promuovendolo anzi in uno spazio non accademico e indirizzato alla cittadinanza.
In un periodo di forti cambiamenti, anche ma non solo dettati dalla crisi globale in atto, la questione energetica assume una rilevanza strategica e si pone come uno di quegli aspetti capaci di coinvolgere e rideterminare ambiti generali e centrali che riguardano lo sviluppo produttivo, la qualità della vita, la sostenibilità ambientale, la distribuzione di risorse, l'effettiva democraticità di una comunità.[leggi il resto]

Promuovono:
Ambasciata dei Diritti Falconara
Assemblea Permanente NoCentraliAPI
Movimento a difesa del consumatore Marche

All'incontro interverranno le associazioni proponenti, la Direzione della rivista Prisma ed alcuni degli Autori quali:
Gianni Silvestrini, Direttore scientifico del Kyoto Club e della rivista QualEnergia;
Fabio Polonara, Professore dell'Università Politecnica delle Marche;
Maurizio Di Cosmo, Segretario regionale della CGIL Marche.

A seguire dibattito aperto.

martedì 23 febbraio 2010

L'antimafia a Tolentino

Sabato 27 febbraio, alle ore 21.00, presso l’Auditorium dell’Istituto d’Istruzione Superiore “F. Filelfo” di Tolentino, il magistrato Antonio Ingroia presenterà il suo libro “C’era una volta l’intercettazione telefonica”, edito da Nuovi Equilibri. La presentazione del libro di Ingroia costituisce una importante occasione per contribuire alla sensibilizzazione nel campo della cultura della legalità, del rispetto delle regole, dei comportamenti responsabili. Si tratta di un libro molto attuale: le intercettazioni sono nate e si sono evolute di pari passo con le tecnologie e i cambiamenti sociali. Il loro utilizzo è stato sottoposto a precise regole, la più importante delle quali è la richiesta da parte del pubblico ministero seguita dall'autorizzazione di un giudice per le indagini preliminari. Nel libro di Ingroia si va alla ricerca di fatti che dimostrino quanto il pericolo tanto gridato sia inesistente, rifacendosi alle intercettazioni per i reati di mafia e al valore che hanno in fase processuale. Chi e'? Antonio Ingroia, magistrato, si forma professionalmente a Palermo nel pool di Falcone e Borsellino. Quest'ultimo l'aveva espressamente voluto al proprio fianco. Sostituto procuratore a Palermo dal 1992 con Gian Carlo Caselli, diviene un importante pubblico ministero antimafia, si occupa di noti casi legati alla malavita organizzata e conduce processi di una certa rilevanza sui rapporti tra la mafia e il mondo della politica e dell'economia. Nel 2009 è stato nominato procuratore aggiunto della procura distrettuale antimafia di Palermo.
L’incontro è promosso dall’Associazione Città del Sole di Tolentino con il patrocinio e sostegno del Comune.
Video: Ingroia sul processo breve
Video: Ingroia: la mafia e Berlusconi

martedì 12 gennaio 2010

Blaks Out

STANGHELLA (PADOVA) - Sarà difficile anche bere un caffè, nel giorno X. Le ragazze del bar Due Archi, il più grande di piazza Pighin, sono infatti brave e gentili e anche cinesi. Sarà dura andare alla Santa Messa, quel giorno. Don Victor Hugo Toapanta Bastida è infatti molto "extracomunitario" perché arriva dall'Ecuador. Celebra l'Eucarestia, confessa e visita i malati nella parrocchia di Stroppare e nel giorno X potrebbe decidere di chiudersi in canonica. Sarà difficile fare la spesa. I garzoni dei fornai arrivano quasi tutti dall'Est o dal Nord Africa, i macellatori di polli sono tunisini o senegalesi, la frutta e la verdura sono raccolte e lavorate da mani straniere. Difficile anche distrarsi: nella società sportiva Rugby Stanghella ci sono infatti tre marocchini e un nigeriano che potrebbero appendere le scarpe al chiodo. I signori Mario e Toni dovranno restare in casa perché senza l'aiuto della badante non riescono più ad arrivare al bar. Il giorno X - il tam tam viaggia su Internet e in particolare su Facebook - arriverà a marzo e si chiamerà "Blacks Out", fuori i neri. Ad accendere la miccia è stato un libro, "Blacks Out, un giorno senza immigrati", che è stato scritto da Vladimiro Polchi. - Ho fatto la cronaca di un giorno in cui gli italiani stupefatti scoprono che gli stranieri non si sono presentati al lavoro. E così si accorgono di quanto siano importanti. Ma poi è successa una cosa strana. Nei mesi di lavorazione del libro e nell'incontro con varie associazioni di migranti, sindacati, organizzazioni cattoliche è nato un vasto comitato. Lo scopo? Provare a passare dalla finzione letteraria alla realtà. E così il comitato - ne fanno parte associazioni di immigrati, Arci, Acli, Migrantes, i radicali, l'Asgi, i responsabili immigrazione Cgil, Uil e Sei Ugl... - ha deciso che a marzo ci sarà un giorno senza immigrati. Come vuole qualcuno...ok, vediamo come sopravviviamo.
Da Repubblica: