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"Se non ora quando". Cinquantamila a Napoli, molte di più a Milano, Roma e Torino, ventimila a Palermo, altrettante a Bari. Migliaia a Trieste, Pesaro, Bergamo, Treviso e in molte le città della Sardegna. Capoluoghi di regione e piccoli centri di provincia. Le donne si uniscono, senza colori politici, per “riprendersi la dignità”. Le adesioni, comunque, non si limitano solo al sesso femminile. "Ciò che conta" scandiscono le organizzatrici, "è evitare di ridurci a un coro che chiede solo le dimissioni di Berlusconi". Ma il fenomeno va oltre confine, con ritrovi organizzati a New York, Parigi, Bercellona, Berlino, Francoforte, Tokyo. E anche dagli archeologi italiani in Kuwait. A Bruxelles le manifestanti raccontano: "Siamo stanche di subire tutti i giorni battute per colpa di Berlusconi". Presidio tricolore anche a New York: "Il nostro Paese ha fatto troppi passi indietro. Vorremmo tornare in Italia, ma non in queste condizioni",
dicono i manifestanti di Times Square. Il premier, però, non vuole vedere la portata dell'evento e risponde alla piazza barricandosi nel suo impero mediatico: intervenendo telefonicamente a Mattino 5 parla di "una manifestazione orchestrata dalla sinistra".
Silvio: cosa direbbe tua madre?!
SE NON ORA, QUANDO?“Ma non è così strano, pensò Mendel; due buoni orologi segnano la stessa ora, anche se sono di marche diverse. Basta che partano insieme.”
Queste due righe, tratte dal romanzo di Primo Levi cui abbiamo chiesto a presto il titolo come slogan della manifestazione che il 13 febbraio ci vedrà unite, in tutta Italia, in quello che speriamo essere un unico pensiero, dicono forse tutto: segnare la stessa ora, partire assieme. Ripartire forse sarebbe meglio dire, ripartire da dove ci siamo lasciate quando credevamo che la nostra dignità fosse al sicuro, che l’idea fosse passata, che la donna fosse libera, rispettata e padrona della propria vita, che di lei venissero riconosciuti il coraggio, la tenacia, l’intelligenza, la forza e la capacità di esserci sempre e comunque. Esserci nei propri studi, nel proprio lavoro, coi propri figli, nella cura della propria famiglia passata e futura. Esserci con la pazienza di sempre ma anche con orgoglio e senso dei diritti oltre che dei doveri. Esserci per poter dire e fare, esserci per poter contare. Ma qualcosa è successo: abbiamo abbassato la guardia, abbiamo dato troppo per scontato. In questi ultimi decenni la logica del disprezzo e della mercificazione è stata più forte delle nostre speranze. Ci siamo lasciate sopraffare da una cultura strisciante e misera che dagli anni ’80 cominciava a riproporre come mezzo ed obiettivo tutto ciò contro il quale avevamo lottato. Il corpo contro la mente, l’arroganza contro l’onestà, la vendita della carne un tanto al chilo.
E la misura, oggi, è colma.
Non si tratta di partiti, non si tratta di ideologie. Qui si tratta di noi, della nostra vita e della vita e del futuro delle nostre figlie e di quelle che verranno dopo di loro. Le donne hanno detto basta, hanno deciso che fosse ora di fa
rsi di nuovo sentire, di recuperare l’indignazione, l’orgoglio ed il peso in una vita pubblica e politica che è oramai la caricatura di un brutto film a luci rosse.
Quello che sta succedendo in questi ultimi tempi, gli scandali nei quali è coinvolto il capo del nostro governo, lo svilimento nel quale versano i ruoli stessi di coloro che sarebbero chiamati a far funzionare il nostro paese, la sozzura e l’indecenza sono avvenimenti da tempo annunciati. E’ un modo che si sta preparando da anni. E’ il momento di dire basta, fermare questa follia, guardarci negli nocchi, riconoscerci e ripartire, tutte quante, tutte assieme, nelle nostre uguaglianze e differenze. Verrà il momento del confronto politico, verrà il momento del confronto
ideologico, torneranno le discussioni e sicuramente le divergenze di opinione.
Ma su una cosa non si può assolutamente farci trovare divise: la difesa della nostra dignità.
Le donne delle Marche aderiscono alla manifestazione nazionale del 13 febbraio per dire basta, ora, subito. SE NON ORA, QUANDO?
Di Giuliana Brega
Manifestazione regionale
Ancona
the parties at his mansion outside Milan. [...] In an interview Miss El Mahroug said that at the party she had been given a diamond necklace, €7,000 and an Audi by Mr Berlusconi who said he 'felt sorry' for her as she told him her life story at the party at his home in Arcore near Milan. Miss El Mahroug said:'I left before midnight. I told him all my problems. He got very upset and he gave me €7,000 and a Damiani necklace. 'He was like a father, I swear. Silvio welcomed me with open arms, he invited me into his house. He was so sweet.' Daily mailRome, correspondant - Silvio Berlusconi est redevenu un justiciable (presque) comme les autres après le rejet partiel par la Cour constitutionnelle, jeudi 13 janvier, de la loi dite d'empêchement légitime qui devait le tenir éloigné des tribunaux jusqu'au 31 septembre 2011. Conséquence : les deux procès dans lesquels il est poursuivi à Milan (affaires Mediaset et Mills) vont reprendre. Reste à savoir si le "Cavaliere" prendra place dans le box des accusés. Le Monde
"I deduced that they're just jealous and are teasing me for not having been invited as well." He said he had been placed under investigation more than 100 times, been on trial in 28 cases, paid euro300 million ($400 million) in legal and other fees - and never once been convicted. "I can't wait to defend myself in court against such absurd accusations," he said. "But I don't think a continued war between politicians and some magistrates is in the country's interests, and for that reason the majority wanted the (immunity) law." He said the "grotesque and ridiculous" attempts by magistrates to go after him showed the need to urgently "prevent some magistrates from violating the privacy of citizens and compromising their liberty with impunity." Berlusconi's attorneys, Nicolo Ghedini and Piero Longo, said probe represented a "very serious interference in the prime minister's private life that has no precedent in the country's judicial history." They called the case media-driven, and said the allegations "have already been refuted by all witnesses and people directly involved." charlotteobserver.com
"Nos encontramos ante el enésimo teorema construido a propósito para echar fango sobre mi persona y sobre mi papel institucional en el intento, ilusorio, de eliminarme de la escena política. Pero esta vez se ha superado todo límite. El fango le volverá a quien usa la Justicia como arma política", afirma Berlusconi. "Esta nueva maquinación judicial, aunque es potente y ha sido ampliada por el habitual circuito mediático, no conseguirá detenernos ni apartarnos de nuestro compromiso de cambiar el país. Tampoco lo conseguirán esta vez", agrega. El Mundo

Chi erano le Bandite? Qual'è stato il ruolo delle donne nella resistenza italiana?Quanto sono state importanti? Perché di questo non se ne parla nei libri di storia?Senza il loro aiuto, l'Italia sarebbe uscita dal fascismo? Che ruolo riveste oggi la donna nella nostra società?

La cosa è ormai talmente accettata che addirittura persone ad alto livello come politici e Presidenti del Consiglio, giocano, deridono e sminuiscono la donna fino a porla in secondo piano (vedi ad esempio gli insulti del Premier alla Bindi o la figura da Play Boy che B si è fatto in seguito agli scandali con le prostitute).