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martedì 8 marzo 2011

Roberta fin da giovanissima coltiva la passione per il cinema, la musica, le arti. Come tante sue coetanee. Finito il liceo a Milano, ne vuole fare un lavoro. Studia, s’impegna, si specializza in documentari e inizia a lavorare poco più che ventenne per una casa di produzione come figura junior. Inizia anche a soffrire, si scontra con un mondo di adulti che non le aprono certo le porte. La sua capa arriva a dirle a muso duro: “Vuoi diventare una executive producer? Vuoi fare il mio lavoro? Peccato che non ce la farai mai, perché tu non hai il carattere, non sarai mai in grado!”
Roberta vorrebbe sprofondare sotto la coltre delle sue paure ma qualcosa le dice che no, non deve credere a quelle parole piene di sfiducia. Anche se la notte, certe volte, non riesce a dormire per la paura. Nessuno le spiega come migliorare nel lavoro: se fa bene è scontato, se fa male deve pagare a caro prezzo i suoi errori. Ma vuole diventare una professionista e decide di buttarsi nel buio: si licenzia per fare la producer come free lance. Pazza.
Un giorno, sfogliando le pagine de L’Internazionale, legge la storia di un principe indiano e sente click dentro. Si emoziona, la rilegge, rimane stregata. È la vicenda del rampollo di una famiglia reale che decide di fare coming out pubblicamente. Dopo questa scelta – a dir poco coraggiosa in un’India ancora intrisa di pregiudizi – viene letteralmente diseredato e diventa uno dei più importanti attivisti per i diritti civili dei gay nel suo Paese. È il suo coraggio a muovere il cuore di Roberta e non solo il suo cuore, perché decide di raccontare la sua storia con le immagini, documentare la sua battaglia contro il pregiudizio.
E i soldi? All’inizio pensa di chiederli in famiglia. Ma dopo essersi licenziata, l’ultima cosa che il papà ha intenzione di fare, è finanziarla per andare a conoscere un principe indiano. Roberta lo capisce, ci pensa e ripensa, prova mille strade, finché un giorno il suo migliore amico, con uno slancio che solo il legame sincero fra due giovani può avere, le dice: ti aiuto io. D’altronde sognano da sempre di mostrare al mondo quello che i loro occhi di ventiquattrenni vedono.
Roberta scrive al principe e lui le risponde. Dopo un mese è su un aereo verso l’India. Parte insieme a Stella – sua cara amica regista di documentari – e un operatore. Esperienza fortissima. Roberta riesce a instaurare col principe un rapporto umano meraviglioso e in virtù di questo, lui le apre le porte del suo cuore, mostrandole sia la sua attività pubblica che la vita privata, senza filtri, senza interruzioni. È proprio un principe azzurro.
Una volta rientrata in Italia con un buon trailer, inizia a cercare un produttore per realizzare il lungometraggio. Il feedback generale è positivo, ma nessuno sembra avere i soldi. Perché in Italia i documentari non si guardano, perchè c’è la crisi, perchè bla bla bla. Roberta non si arrende, cerca finanziamenti incessantemente, da privati, istituti, chiunque possa dare un contributo. Per un lungo anno è una sequela di no. A un certo punto però il vento gira in suo favore, la perseveranza la premia, si fa avanti un produttore, e riesce a incontrare Imma Battaglia – da sempre impegnata per i diritti dei gay – che crede nel progetto. E le riprese in India iniziano a ottobre del 2011!
Roberta ha realizzato il suo sogno. “Sono stati tantissimi i momenti di sconforto – dice - e tanti quelli in cui mollavo il colpo e dicevo ‘forse non lo devo fare e basta’ ma duravano pochissimo, perché poi naturalmente emergeva in me un desiderio enorme di portare a termine questo lavoro, verso il quale ho iniziato anche a sentire un senso di missione. Ormai è un patto tra me e il principe, io voglio che come me molte altre persone siano grate a lui per quello che sta facendo per i diritti civili e per la lotta contro l’HIV in un Paese come l’India”.
In questo percorso alla scoperta di una “via umana” di usare il proprio talento, Roberta non è stata con le mani in mano. A dispetto di quello che le disse un giorno la sua ex capa, è diventata un’affermata producer di videoclip musicali, tra i quali l’ultimo dei Negramaro, un vero successo.
“E’ l’estremo valore che diamo a tutto ciò che facciamo, a partire dalle persone che collaborano con noi, che ci fa ottenere risultati non mediocri – dice col sorriso – È questo tipo di valore che voglio portare avanti, a prescindere che sia il mio documentario, il videoclip dei Negramaro, un video di moda o un format televisivo”.

Da Il Fatto

Buon 8 Marzo a tutt*
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Amore Donna
(Pablo Neruda)


Donna, avrei voluto essere tuo figlio,
per berti il latte dai seni
come da una sorgente,
per guardarti e sentirti al mio fianco
e averti nel riso d'oro e nella voce di cristallo.
Per sentirti nelle mie vene come Dio nei fiumi
e adorarti nelle tristi ossa di polvere e di calce,
perché il tu essere passasse senza pena al mio fianco
e uscisse nella strofa, puro d'ogni male.
Come saprei amarti, donna,
come saprei amarti, amarti
come nessuno seppe mai!
Morire e amarti ancor più.
ancor più amarti, di più.
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lunedì 14 febbraio 2011

Il ritorno del femminismo

"Se non ora quando". Cinquantamila a Napoli, molte di più a Milano, Roma e Torino, ventimila a Palermo, altrettante a Bari. Migliaia a Trieste, Pesaro, Bergamo, Treviso e in molte le città della Sardegna. Capoluoghi di regione e piccoli centri di provincia. Le donne si uniscono, senza colori politici, per “riprendersi la dignità”. Le adesioni, comunque, non si limitano solo al sesso femminile. "Ciò che conta" scandiscono le organizzatrici, "è evitare di ridurci a un coro che chiede solo le dimissioni di Berlusconi". Ma il fenomeno va oltre confine, con ritrovi organizzati a New York, Parigi, Bercellona, Berlino, Francoforte, Tokyo. E anche dagli archeologi italiani in Kuwait. A Bruxelles le manifestanti raccontano: "Siamo stanche di subire tutti i giorni battute per colpa di Berlusconi". Presidio tricolore anche a New York: "Il nostro Paese ha fatto troppi passi indietro. Vorremmo tornare in Italia, ma non in queste condizioni", dicono i manifestanti di Times Square. Il premier, però, non vuole vedere la portata dell'evento e risponde alla piazza barricandosi nel suo impero mediatico: intervenendo telefonicamente a Mattino 5 parla di "una manifestazione orchestrata dalla sinistra".
Fonte: Il Fatto

Video di Macerata
Video di Ancona
Video di Arcore

Ecco i coperchi faziosi...
Silvio: cosa direbbe tua madre?!

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sabato 5 febbraio 2011

Donne di tutto il mondo, uniamoci!

SE NON ORA, QUANDO?

“Ma non è così strano, pensò Mendel; due buoni orologi segnano la stessa ora, anche se sono di marche diverse. Basta che partano insieme.”

Queste due righe, tratte dal romanzo di Primo Levi cui abbiamo chiesto a presto il titolo come slogan della manifestazione che il 13 febbraio ci vedrà unite, in tutta Italia, in quello che speriamo essere un unico pensiero, dicono forse tutto: segnare la stessa ora, partire assieme. Ripartire forse sarebbe meglio dire, ripartire da dove ci siamo lasciate quando credevamo che la nostra dignità fosse al sicuro, che l’idea fosse passata, che la donna fosse libera, rispettata e padrona della propria vita, che di lei venissero riconosciuti il coraggio, la tenacia, l’intelligenza, la forza e la capacità di esserci sempre e comunque. Esserci nei propri studi, nel proprio lavoro, coi propri figli, nella cura della propria famiglia passata e futura. Esserci con la pazienza di sempre ma anche con orgoglio e senso dei diritti oltre che dei doveri. Esserci per poter dire e fare, esserci per poter contare. Ma qualcosa è successo: abbiamo abbassato la guardia, abbiamo dato troppo per scontato. In questi ultimi decenni la logica del disprezzo e della mercificazione è stata più forte delle nostre speranze. Ci siamo lasciate sopraffare da una cultura strisciante e misera che dagli anni ’80 cominciava a riproporre come mezzo ed obiettivo tutto ciò contro il quale avevamo lottato. Il corpo contro la mente, l’arroganza contro l’onestà, la vendita della carne un tanto al chilo.
E la misura, oggi, è colma.
Non si tratta di partiti, non si tratta di ideologie. Qui si tratta di noi, della nostra vita e della vita e del futuro delle nostre figlie e di quelle che verranno dopo di loro. Le donne hanno detto basta, hanno deciso che fosse ora di farsi di nuovo sentire, di recuperare l’indignazione, l’orgoglio ed il peso in una vita pubblica e politica che è oramai la caricatura di un brutto film a luci rosse.
Quello che sta succedendo in questi ultimi tempi, gli scandali nei quali è coinvolto il capo del nostro governo, lo svilimento nel quale versano i ruoli stessi di coloro che sarebbero chiamati a far funzionare il nostro paese, la sozzura e l’indecenza sono avvenimenti da tempo annunciati. E’ un modo che si sta preparando da anni. E’ il momento di dire basta, fermare questa follia, guardarci negli nocchi, riconoscerci e ripartire, tutte quante, tutte assieme, nelle nostre uguaglianze e differenze. Verrà il momento del confronto politico, verrà il momento del confronto
ideologico, torneranno le discussioni e sicuramente le divergenze di opinione.
Ma su una cosa non si può assolutamente farci trovare divise: la difesa della nostra dignità.
Le donne delle Marche aderiscono alla manifestazione nazionale del 13 febbraio per dire basta, ora, subito. SE NON ORA, QUANDO?

Di Giuliana Brega


Manifestazione regionale

Ancona

DOMENICA 13 FEBBRAIO 16:00 davanti al Teatro delle Muse.
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mercoledì 2 febbraio 2011

Non è un paese per donne?

Le altre donne
di Concita De Gregorio

Esistono anche altre donne. Esiste San Suu Kyi, che dice: «Un’esistenza significativa va al di là della mera gratificazione di necessità materiali. Non tutto si può comprare col denaro, non tutti sono disposti ad essere comprati. Quando penso a un paese più ricco non penso alla ricchezza in denaro, penso alle minori sofferenze per le persone, al rispetto delle leggi, alla sicurezza di ciascuno, all’istruzione incoraggiata e capace di ampliare gli orizzonti. Questo è il sollievo di un popolo».

Osservo le ragazze che entrano ed escono dalla Questura, in questi giorni: portano borse firmate grandi come valige, scarpe di Manolo Blanick, occhiali giganti che costano quanto un appartamento in affitto. È per avere questo che passano le notti travestite da infermiere a fingere di fare iniezioni e farsele fare da un vecchio miliardario ossessionato dalla sua virilità. E’ perché pensano che avere fortuna sia questo: una valigia di Luis Vuitton al braccio e un autista come Lele Mora. Lo pensano perché questo hanno visto e sentito, questo propone l’esempio al potere, la sua tv e le sue leader, le politiche fatte eleggere per le loro doti di maitresse, le starlette televisive che diventano titolari di ministeri.
Ancora una volta, il baratro non è politico: è culturale. E’ l’assenza di istruzione, di cultura, di consapevolezza, di dignità. L’assenza di un’alternativa altrettanto convincente. E’ questo il danno prodotto dal quindicennio che abbiamo attraversato, è questo il delitto politico compiuto: il vuoto, il volo in caduta libera verso il medioevo catodico, infine l’Italia ridotta a un bordello.

Sono sicura, so con certezza che la maggior parte delle donne italiane non è in fila per il bunga bunga. Sono certa che la prostituzione consapevole come forma di emancipazione dal bisogno e persino come strumento di accesso ai desideri effimeri sia la scelta, se scelta a queste condizioni si può chiamare, di una minima minoranza. È dunque alle altre, a tutte le altre donne che mi rivolgo. Sono due anni che lo faccio, ma oggi è il momento di rispondere forte: dove siete, ragazze? Madri, nonne, figlie, nipoti, dove siete. Di destra o di sinistra che siate, povere o ricche, del Nord o del Sud, donne figlie di un tempo che altre donne prima di voi hanno reso ricco di possibilità uguale e libero, dove siete? Davvero pensate di poter alzare le spalle, di poter dire non mi riguarda? Il grande interrogativo che grava sull’Italia, oggi, non è cosa faccia Silvio B. e perché.

La vera domanda è perché gli italiani e le italiane gli consentano di rappresentarli. Il problema non è lui, siete voi. Quel che il mondo ci domanda è: perché lo votate? Non può essere un’inchiesta della magistratura a decretare la fine del berlusconismo, dobbiamo essere noi. E non può essere la censura dei suoi vizi senili a condannarlo, né l’accertamento dei reati che ha commesso: dei reati lasciate che si occupi la magistratura, i vizi lasciate che restino miserie private.

Quel che non possiamo, che non potete consentire è che questo delirio senile di impotenza declinato da un uomo che ha i soldi – e come li ha fatti, a danno di chi, non ve lo domandate mai? - per pagare e per comprare cose e persone, prestazioni e silenzi, isole e leggi, deputati e puttane portate a domicilio come pizze, continui ad essere il primo fra gli italiani, il modello, l’esempio, la guida, il padrone.

Lo sconcerto, lo sgomento non sono le carte che mostrano – al di là dei reati, oltre i vizi – un potere decadente fatto di una corte bolsa e ottuagenaria di lacchè che lucrano alle spalle del despota malato. Lo sgomento sono i padri, i fratelli che rispondono, alla domanda è sua figlia, sua sorella la fidanzata del presidente: «Magari». Un popolo di mantenuti, che manda le sue donne a fare sesso con un vecchio perché portino i soldi a casa, magari li portassero. Siete questo, tutti? Non penso, non credo che la maggioranza lo sia. Allora, però, è il momento di dirlo.


VIDEO
presentazione della manifestazione

Domenica 13 febbraio anche ad Ancona:
PIAZZA ROMA dalle 15:00 alle 18:00

qui il link facebook dell'evento
ed il gruppo facebook:
manifestazione - riprendiamoci la dignità - donne in piazza

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domenica 16 gennaio 2011

Berlusconi "goes to bitches"

Berlusconi' s harem of 14 women revealed. Italy's Prime Minister has bounced back from countless scandals, but the latest allegations may prove disastrous. The Independent

Solo un día después de que el Tribunal Constitucional limitase el escudo judicial de Silvio Berlusconi, la Fiscalía de Milán anunció que ha abierto una investigación contra el primer ministro italiano, de 74 años, al que imputa los delitos de prostitución infantil agravada y abuso de poder.
El Pais

The Italian prime minister is under investigation on suspicion of paying for sex with a teenage nightclub dancer and abuse of office by intervening with police when she was detained.
Financial Times


The probe centres on 74-year-old Mr Berlusconi's relationship with a belly dancer called Karima el Mahroug, then 17, who was a guest at a party he hosted at his home last year. The extortion accusation centres on the pressure he put on Milan police to release the exotic dancer - nicknamed Ruby Rubacuori (Ruby The Heartstealer) - after she'd been arrested on suspicion of theft. Mr Berlusconi joked that Boccassini and her colleagues were just 'jealous' not to have been invited to the parties at his mansion outside Milan. [...] In an interview Miss El Mahroug said that at the party she had been given a diamond necklace, €7,000 and an Audi by Mr Berlusconi who said he 'felt sorry' for her as she told him her life story at the party at his home in Arcore near Milan. Miss El Mahroug said:'I left before midnight. I told him all my problems. He got very upset and he gave me €7,000 and a Damiani necklace. 'He was like a father, I swear. Silvio welcomed me with open arms, he invited me into his house. He was so sweet.' Daily mail

Rome, correspondant - Silvio Berlusconi est redevenu un justiciable (presque) comme les autres après le rejet partiel par la Cour constitutionnelle, jeudi 13 janvier, de la loi dite d'empêchement légitime qui devait le tenir éloigné des tribunaux jusqu'au 31 septembre 2011. Conséquence : les deux procès dans lesquels il est poursuivi à Milan (affaires Mediaset et Mills) vont reprendre. Reste à savoir si le "Cavaliere" prendra place dans le box des accusés. Le Monde


Italian PM Silvio Berlusconi is being probed over claims he paid a 17-year-old girl nicknamed Ruby Heartstealer for sex. Berlusconi, 74, has been formally placed under investigation and will also be quizzed over allegations he abused his power by asking police to mount a cover-up. The allegations centre on busty Moroccan belly dancer Karima El Mahroug, now 18, who uses the "Heartstealer" stage name. She told investigators she attended a party at Berlusconi's villa near Milan last year where guests were said to have played a sex game called "bunga bunga". Mahroug has since denied having sex with Berlusconi, but admitted he gave her cash, a diamond necklace and car. The Sun

The investigation will examine allegations that Berlusconi paid to sleep with a nightclub dancer, Karima El Mahroug, known as Ruby the Heartstealer, when she was 17, and subsequently had her freed from a Milan police station – where she was being held on suspicion of theft – by fooling officers into thinking she was the granddaughter of the Egyptian president, Hosni Mubarak. If found guilty, the 74-year-old prime minister faces up to 15 years in jail. The Guardian

"I deduced that they're just jealous and are teasing me for not having been invited as well." He said he had been placed under investigation more than 100 times, been on trial in 28 cases, paid euro300 million ($400 million) in legal and other fees - and never once been convicted. "I can't wait to defend myself in court against such absurd accusations," he said. "But I don't think a continued war between politicians and some magistrates is in the country's interests, and for that reason the majority wanted the (immunity) law." He said the "grotesque and ridiculous" attempts by magistrates to go after him showed the need to urgently "prevent some magistrates from violating the privacy of citizens and compromising their liberty with impunity." Berlusconi's attorneys, Nicolo Ghedini and Piero Longo, said probe represented a "very serious interference in the prime minister's private life that has no precedent in the country's judicial history." They called the case media-driven, and said the allegations "have already been refuted by all witnesses and people directly involved." charlotteobserver.com


Le scandale avait fait la Une de la presse italienne pendant plusieurs jours, avant d'être laissé de côté. L'affaire s'appelle le Ruby Gate, du nom d'une jeune Marocaine que Berlusconi aurait voulu protéger et qu'il aurait embauché comme call girl. Mais à présent que le Cavaliere n'est plus entièrement protégé par la loi dite «d'empêchement légitime», invalidée jeudi par le Conseil Constitutionnel, la justice compte bien avoir le dernier mot. Elle vient d'ouvrir une enquête sur Berlusconi, qu'elle soupçonne d'abus de fonction et de prostitution sur mineure. Le Figaro

"Nos encontramos ante el enésimo teorema construido a propósito para echar fango sobre mi persona y sobre mi papel institucional en el intento, ilusorio, de eliminarme de la escena política. Pero esta vez se ha superado todo límite. El fango le volverá a quien usa la Justicia como arma política", afirma Berlusconi. "Esta nueva maquinación judicial, aunque es potente y ha sido ampliada por el habitual circuito mediático, no conseguirá detenernos ni apartarnos de nuestro compromiso de cambiar el país. Tampoco lo conseguirán esta vez", agrega. El Mundo

Si parlava solo di Russia e di filosofia secondo Raissa Skorkina, una show girl italo russa: "Sono amica di Silvio da dieci anni, o nove, o otto non mi ricordo bene. Ci siamo conosciuti ad una cena. A quell’uomo voglio un bene dell’anima...", ha raccontato la donna che secondo gli inquirenti è una tra quelle pagate per partecipare ai festini di Arcore. Un’amicizia che sarebbe nata in occasione di una cena. "Io sono esperta e appassionata di politica oltre che di filosofia. Abbiamo parlato della situazione in Russia e in Italia. Mi ha preso in simpatia e io pure. Lo adoro. Non ha bisogno di pagare nessuna donna. E' ricco, affascinante, potente. Figuriamoci se si deve mettere a pagare delle prostitute". [...]
Non è escluso, questa una delle ipotesi al vaglio della difesa, che venga eccepito un legittimo impedimento per il 21, il 22 e il 23 gennaio, le date indicate nella convocazione dei magistrati. In questo modo, pare di capire, si guadagnerebbe il tempo necessario per mettere a punto la strategia processuale: il fascicolo, è la tesi dei legali del Presidente del Consiglio, in primo luogo avrebbe dovuto essere trasmesso subito, o comunque entro 15 giorni dopo la sua iscrizione nel registro degli indagati al Tribunale dei Ministri, senza nemmeno effettuare alcuna attività di indagine come invece è stato fatto con le perquisizioni dell’altro ieri. I legali del premier, dunque, continuano a ritenere che la competenza per i fatti oggetto delle contestazioni non sia della procura di Milano.
Il Giornale

venerdì 29 ottobre 2010

BANDITE

Mercoledì 3 Novembre 2010
ore 21:30
Sala Conferenze d' Avack

INGRESSO GRATUITO

Nel contesto della Resistenza italiana, il documentario indaga l'esperienza delle donne che dal '43 al '45 hanno combattuto nelle formazioni partigiane, rivoluzionando il loro ruolo tradizionale e divenendo protagoniste della storia. In un racconto corale, donne di diverse estrazioni sociali, culturali e politiche, esprimono attraverso le interviste la consapevolezza di una lotta che va oltre la liberazione dal nazifascismo e che segna un momento decisivo nel percorso di emancipazione femminile. Il vissuto di queste donne ribelli si intreccia agli interventi delle storiche che ne sostengono la trama con le loro analisi e indagini di genere, alle pubblicazioni clandestine dell'epoca e alle immagini di repertorio, delineando così il contesto storico in cui quella lotta si è sviluppata e il riflesso di essa nel mondo attuale. Le partigiane hanno dato vita alla Repubblica, conquistato la cittadinanza, ma la piena uguaglianza, le pari opportunità, gli obiettivi da esse perseguiti si possono veramente ritenere raggiunti?

Chi erano le Bandite? Qual'è stato il ruolo delle donne nella resistenza italiana?Quanto sono state importanti? Perché di questo non se ne parla nei libri di storia?Senza il loro aiuto, l'Italia sarebbe uscita dal fascismo? Che ruolo riveste oggi la donna nella nostra società?

...partigiana, portami via...

lunedì 11 gennaio 2010

L'oggetto rosa

Il 60 % dei telespettatori italiani è femminile, eppure guardando la nostra televisione si nota una mercificazione della donna, un uso del corpo talmente volgare da sembrare controproducente. La donna è ridotta ad un decoro, ad una presenza, ad una statuetta sempre a fianco di un uomo. Una compagna, un oggetto d'abbellimento del presentatore compiaciuto da quella "carne". La donna non ha più alcuna competenza, ruolo importante, profondità. E' un gioiello, una campana che suona a vuoto, una bella immagine da sfondo. La cosa è ormai talmente accettata che addirittura persone ad alto livello come politici e Presidenti del Consiglio, giocano, deridono e sminuiscono la donna fino a porla in secondo piano (vedi ad esempio gli insulti del Premier alla Bindi o la figura da Play Boy che B si è fatto in seguito agli scandali con le prostitute).
Ridotta ad un profumo intrigante, un colore sessuale, un fluire di sentimento volgare e terreno. Viene utilizzata come modello sessuale, così gli uomini la guardano per sfogare i loro sogni, e le donne la guardano per poter sfogare i sogni degli uomini. La ricetta è perfetta, il sistema funziona in tutti i campi, dalla Tv alla politica, dal lavoro allo sport, fino alla vita di tutti i giorni. La donna oggi apparentemente ha un ruolo più presente in televisione; ma la sua importanza è nettamente minore rispetto a 50 anni fa. Ridotta ad un gioco da sballottolare, una maschera di trucco, un mostro ammaestrato al piacere visivo, all'illusione da circo. Di seguito un documentario affascinante sulle donne nella Tv italiana di oggi. Un analisi lucida, immediata e sentita sulla fine della femminilità, sul degrado della figura della donna, sui suoi diritti umiliati e il trionfo evidente del maschilismo berlusconiano.
VIDEO Il corpo delle donne - di Lorella Zanardo