Visualizzazione post con etichetta scuola. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta scuola. Mostra tutti i post

domenica 16 gennaio 2011

Seminario di Rivolta

Marghera, 22 -23 Gennaio 2011

*Centro sociale Rivolta – via F.lli Bandiera 45*

*SEMINARIO/MEETING*
L’arroganza con cui i poteri forti del sistema della crisi attaccano diritti, democrazia e qualità della vita, pongono con urgenza la questione dell’elaborazione collettiva di un programma sociale condiviso attorno al quale disegnare un’alternativa possibile a ciò che ci è imposto dall’alto con violenza e ricatto. All’individualismo proprietario su cui si basa la società dell’esclusione e della diseguaglianza sostenuta da dispositivi autoritari e ingiusti, si contrappone la pratica del comune. E’ con questo spirito che uniticontrolacrisi invita tutti e tutte all’appuntamento di Marghera, per dare nuova forza alle lotte che ci aspettano e che hanno bisogno di una nuova elaborazione politica, per una nuova idea di società per cui battersi tutti insieme.

*Sabato 22 gennaio – ore 10.00 SALA HANGAR*

ASSEMBLEA PLENARIA
Apertura dei lavori, relazioni introduttive ai workshop

Ore 14.00 Break

Ore15.00 – inizio dei workshop

*Sala hangar*

*W1* Democrazia e saperi come bene comune: verso gli Stati Generali della conoscenza

*Le mobilitazioni studentesche anti-Gelmini, le lotte dei precari della scuola e dell'università, le iniziative di lavoratrici e lavoratori della cultura e dello spettacolo hanno progressivamente allargato i confini di una rivolta dell’intelligenza sociale nel suo complesso contro una gestione padronale e governativa della crisi che, nel nostro Paese, ha scelto la linea del disinvestimento nel campo della formazione, della ricerca, della produzione culturale. In positivo, i conflitti degli ultimi mesi
indicano come proprio questi soggetti sociali – in stretta connessione con tutti i
soggetti del lavoro vivo – siano diventati protagonisti di una battaglia che pone la condivisione del sapere, la sua socializzazione, la cooperazione costruita intorno ad esso, al cuore dei processi di liberazione di tutti e di ciascuno.*

*Sala open space*

*W2* Democrazia e beni comuni: tra crisi ecologica e riconversione produttiva per un nuovo modello di sviluppo

*Anche di fronte all’esito del vertice di Cancun, le molteplici e spesso drammatiche forme, in cui si manifesta la crisi delle condizioni ambientali che hanno fin qui assicurato la sopravvivenza dei viventi sulla terra, non possono essere considerate un tema collaterale o addirittura marginale nella lettura dell’attacco capitalistico e della risposta sociale ad esso. La questione di una radicale conversione ecologica della produzione e dell’economia stessa è inscindibile da quelle della difesa dei diritti
fondamentali e da quella della conquista di salari e redditi dignitosi per tutte e tutti. La pratica di una gestione democratica e partecipata dei beni comuni, naturali e artificiali che siano, non può che essere al centro di ogni valida proposta di alternativa sociale all’esistente e dell'apertura di vertenze territoriali per la riconversione.*

*Sala night park*

*W3* Democrazia e Welfare: salario, reddito, redistribuzione della ricchezza

*E’ alle nostre spalle il tempo in cui i più furbi tra i maitre à penser padronali potevano permettersi di contrapporre strumentalmente l’allargamento degli “ammortizzatori sociali” alla crescente platea del lavoro “atipico”, ai “privilegi dei garantiti” delle tradizionali forme del lavoro fordista. Il gioco oggi è scoperto e la crisi ne riduce ulteriormente i margini di manovra. Nessuno è più garantito, ammesso che mai lo sia stato, di fronte alla portata dell’attacco ai diritti. I confini tra condizione di lavoro e di non lavoro sono assottigliati, fin quasi a sparire. La
posta in gioco dello scontro è la disponibilità totale e assoluta, nel tempo e nello
spazio, della forza lavoro. Salario diretto e salario indiretto, continuità e indipendenza del reddito, cornice formale e strumenti di implementazione sostanziale dei diritti sociali sono i termini di questo stesso decisivo conflitto, tutti da ricomprendere e rideterminare da parte dei molteplici soggetti del lavoro vivo, dominato e sfruttato.*

Ore 20.00 cena

Ore 21.00 *sala hangar*

*FORUM*: strumenti della comunicazione per affrontare la crisi: le sinergie per una comunicazione “comune”
Partecipano: Loop , Il Manifesto, Global, Alternative per il socialismo,Carta, Dynamo, Liberazione, Alfabeta, MicroMega, Radio popolare Roma,

Ore 21.00 *sala open Live*

Video contributi su crisi globale, finanziarizzazione, nuova composizione sociale, Cina, Stati Uniti, Europa, con interventi di: Luciano Gallino, Michael Hardt, A. Pascucci ( ?), C. Marazzi, M. Revelli, ….

*Domenica 23 gennaio ore 10.00 SALA HANGAR*

ASSEMBLEA PLENARIA

Relazioni sui workshop, interventi finali, comunicazioni sulla giornata di sciopero del 28 gennaio e appuntamenti futuri.

I lavori saranno trasmessi in diretta video sul sito globalproject.info
.

martedì 30 novembre 2010

Studenti senza tetto

Elenco dei pensieri di una ricercatrice sul tetto dell’Università di Roma
(legge Francesca Coin, uno dei ricercatori che manifestano contro la riforma dell’Università)

1. Almeno da quassù riesco a vedere l’orizzonte
2. Ci hanno detto che difendiamo i baroni. Ma qui sul tetto non se ne vede uno
3. Dopo dieci anni che faccio ricerca, devo ancora spiegare a tutti a cosa serve il mio lavoro
4. Dicono che i concorsi sono truccati. Per capire se è vero, mi piacerebbe poterne fare almeno uno
5. L’Università di Stato deve dimagrire, così può ingrassare l’Università privata
6. Gli scippi mi hanno sempre fatto paura. Ma non sapevo che si potessero scippare anche le Borse di studio
7. Sui tetti si sogna. Si sogna un’università pubblica, libera e aperta
8. Sono stanca di sentirmi dire che sono troppo giovane, che sono troppo vecchia, che ho pubblicato poco, che ho pubblicato troppo, che sono troppo autonoma, che sono troppo dipendente, che sono stata troppo all’estero, che non ci sono stata abbastanza.
9. Forse vado via da questo paese. Perché non posso più sentirmi inutile dopo tanti anni di ricerca
10. Forse rimango qui. Perché se se ne vanno i ricercatori, portano via il futuro. E senza futuro, il mio paese muore

Il Pablo Neruda sostiene e promuove le proteste degli studenti contro l'approvazione della riforma Gelmini.

domenica 28 novembre 2010

Riunione

Lunedì 29 novembre
alle 21.30 alla sede del Pablo Neruda
(al Mattei 1, vicino la lavanderia)

Per chi non sà dove sia, l'appuntamento è per le 21.15 davanti la portineria del Mattei.
Visti gli attuali movimenti dei nostri colleghi universitari INDIGNATI ed ESASPERATI dal nuovo disegno di legge proposto dalla Gelmini per la riforma scolastica, il circolo Pablo Neruda organizza la lettura ed il commento del DDL per una maggiore consapevolezza di ciò che sta accadendo.
La riforma attacca il nostro presente (l'UNIVERSITA') ed un nostro possibile futuro (la RICERCA), non è, perciò, possibile rimanere indifferenti mentre in tutta Italia gli universitari si stanno mobilitando per preservare uno dei nostri principali diritti, il DIRITTO ALLO STUDIO.
L'OCCUPAZIONE del Colosseo a Roma, della Torre di Pisa, del Porto di Palermo, del ministero del Tesoro a Milano, della Mole Antonelliana a Torino sono la risposta del mondo della formazione allo SMANTELLAMENTO DELL'UNIVERSITA' PUBBLICA.

PARTECIPATE NUMEROSI!!!!

venerdì 1 ottobre 2010

I disattivati dalla violenza

1) Il 12 settembre 2010, dopo le vivaci proteste verso esponenti politici alla festa del PD di Torino, il Ministro Maroni usava parole pesanti, gravi e irresponsabili verso i centri sociali, arrivando persino a definirli “professionisti della violenza". Disse che bisogna "fermare questa deriva" perché esiste il rischio costante di "tornare agli anni '70, quando la situazione si trasformò in terrorismo. Siamo sempre vigili" ha proseguito "per scongiurare situazioni che abbiamo già vissuto in questi anni". Sulla stessa linea il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli: “Siamo in buone mani grazie al ministro Roberto Maroni, che ha già fatto tanto impedendo nuovi ingressi di clandestini, chiudendo tanti campi nomadi abusivi, rimpatriando quegli ospiti indesiderati per motivi di sicurezza e chiudendo quei centri che, in nome di una religione, propagandavano invece il terrorismo”.

2) Poche settimane fa, quasi di nascosto, il Ministro dell'Istruzione "Gelmini" e quello della Difesa "La Russa", annunciano un nuovo corso paramilitare da realizzare nelle scuole superiori italiane chiamato "Allenati per la vita" (vedi post "Libro e moschetto"). Esso prevede dei percorsi ginnico-militari dove le cosiddette "pattuglie di studenti" impareranno a sparare con pistole ad aria compressa e tirare con l'arco. La risposta assurda e fenomenale della Gelmini è stata quella che i ragazzi in questo modo "si avvicineranno al mondo delle forze armate, della protezione civile e della croce rossa"..il tutto imparando a maneggiare armi.

3) Questa mattina a Milano, un gruppo di liceali e ragazzi del centro sociale "Cantiere", ha realizzato un corteo autorizzato, da via Bagutta fino al Duomo, per protestare contro il progetto “Allenati per la vita”. Davanti agli uffici dell’Unuci (Ufficio nazionale ufficiali in congedo d’Italia) hanno srotolato manifesti e slogan che dicevano "Fate la scuola non fate la guerra" o "No alla scuola della guerra". Un testimone però racconta: “L’iniziativa si era svolta bene e senza scontri, ma una volta arrivati alla metropolitana di Piazza del Duomo abbiamo trovato qualche decina di carabinieri che ci stava aspettando all’ingresso in assetto antisommossa. Hanno preso alcuni di noi che conoscevano e ci hanno bloccato. A me due carabinieri hanno rotto il naso dopo avermi immobilizzato e hanno picchiato anche una ragazza. Ovviamente denunceremo quanto accaduto all’autorità competente, perché non stavamo facendo assolutamente niente. Evidentemente ha dato fastidio il fatto che abbiamo sollevato il problema e denunciato come, questa iniziativa, frutti soldi alle forze armate”.
Le reazioni del mondo politico sono state impressionanti. Il vicesindaco Riccardo De Corato, ha invocato l’intervento di Maroni affinché "chiuda i centri sociali". Anche il Sindaco Moratti ha la stessa richiesta, un pò più fantasiosa (e spaventosa) dato che parla di "disattivazione", giustificando l'intervento dei carabinieri dicendo che gli studenti tentavano di entrare nei treni senza biglietto. Peccato che gli agenti fossero lontani dai tornelli dove i ragazzi non sono riusciti neanche ad arrivare.

Fatevi un pò voi un' opinione sui fatti. Ditemi come può un Ministro come Maroni usare parole così gravi contro i ragazzi dei centri sociali, richiamando alla memoria niente meno che gli anni di piombo. E come può il ministro Calderoli paragonarli ai clandestini, ai rom e ai soliti musulmani terroristi di Al Queda. Che coraggio ha la Gelmini a dirci che grazie alle armi, i ragazzi saranno più stimolati ad entrare nella croce rossa?! E come può la Moratti parlare di "disattivazione"? Una volta erano individui, oggi si chiamano elementi.
Come è possibile che degli studenti (alcuni dei quali minorenni), protestando contro la militarizzazione della scuola a discapito della cultura, vengano malmenati a sorpresa e senza scusanti, fuori da una metropolitana da dei carabinieri...dallo Stato...
C'è davvero bisogno di insegnarci a sparare già da bambini? Non vi basta la violenza dei vostri insulti? Non vi bastano le vostre proposte sconsiderate? Non vi basta la violenza delle vostre forze dell'ordine? Saremmo noi i professionisti della violenza, anche se dobbiamo costantemente difenderci...da voi?

4) Il 22 Settembre 2010 il centro sociale occupato di Senigallia "Mezza Canaja" alle 6 della mattina è stato messo sotto sequestro dalla Procura di Ancona e sigillato...disattivato.

Fonti:
Il Fatto sugli scontri

mercoledì 22 settembre 2010

Libro e moschetto

Da Senza Soste

Lo chiamano "allenati per la vita" ed è un corso valido come credito formativo rivolto agli studenti dei licei. In realtà sembra un vero e proprio corso "paramilitare". Non è uno scherzo. E' un protocollo già firmato fra la Gelmini e La Russa. Ma cosa prevederà? Con grande pace della Gelmini, gli studenti dei licei impareranno a sparare con pistola (ad aria compressa), a tirare con l'arco, ad arrampicarsi, a eseguire perfettamente "percorsi ginnico-militari". E quale sarebbe l'assurda spiegazione (motivazione) di questa nuova trovata "geniale" del Ministro Gelmini? Ecco la laconica ed "ipocrita" risposta: "Le attività in argomento permettono di avvicinare, in modo innovativo e coinvolgente, il mondo della scuola alla forze armate, alla protezione civile, alla croce rossa e ai gruppi volontari del soccorso". Si tratta, in buona sostanza, di veicolare la pratica del mondo militare in quello della scuola: roba da altri tempi, tempi bui e, speriamo, non riproponibili.
Ma la speranza "muore" leggendo, di fatto, in cosa consisterà la prova finale per il nuovo corso "allenati per la vita" (leggi corso "paramilitare", ndr): "una gara pratica tra pattuglie di studenti". No, non è un errore di battitura. La circolare parla proprio di "pattuglie" di studenti. A dir poco equivocabile e senza ritegno il termine utilizzato. Fosse solo il termine! E' un progetto "innovativo" passato nel silenzio assoluto delle opposizioni. Ma anche questa, purtroppo, non è una novità.
E con la nuova proposta Gelmini - La Russa , si allunga, di fatto, l'elenco degli incomprensibili provvedimenti del Ministro dell'Istruzione. I tagli alle elementari hanno eliminato qualsiasi potenzialità di realizzare il vero tempo pieno e ridotto gli spazi per progetti, uscite didattiche e laboratori. Non c'è un insegnante di sostegno ogni due studenti disabili, come prevede la legge, a tal punto che alcuni alunni vengono seguiti solo per cinque ore settimanali. Il provvedimento che prevede il numero maggiore di studenti per classe, da 27 a 35, viola apertamente il testo sulla sicurezza scolastica: Il D.M. Interno del 26/8/1992, recante "Norme di prevenzione incendi per l'edilizia scolastica". Infatti al punto 5.0 ("Affollamento") stabilisce che, al fine dell'evacuazione delle aule, il massimo affollamento ipotizzabile è fissato in 26 persone/aula ed al punto 5.6 ("Numero delle uscite") che le porte devono avere larghezza di almeno m 1,20 ed aprirsi nel senso dell'esodo quando il numero massimo di persone presenti nell'aula sia superiore a 25 (quante scuole, in tutto il territorio nazionale, non sono in regola? La maggioranza). E la riduzione del tempo scuola nei licei artistici (11%) , nei licei linguistici (17%), negli istituti tecnici e professionali (diminuzione del 30% delle ore di laboratorio) a quale esigenza didattica di rinnovamento rispondono? Forse servono a far posto a pseudo-corsi di natura "paramilitare" come quello messo in campo dal duo Gelmini - La Russa? Tante sono le domande, poche le risposte e le certezze. Quello che appare chiaro, tuttavia, è che non basteranno anni di riforme e provvedimenti ad hoc per far risalire la china alla scuola italiana. E la trovata degli studenti soldato nei licei, a dir poco bizzarra, non va in quella direzione.
Siamo al punto più basso della scuola italiana? Peggio di così non può andare? Seppur infinitamente poco consolatoria, dateci almeno questa, di certezza.


Altri articoli: Famiglia Cristiana
.
.

domenica 12 settembre 2010

Il Miglio verde

Belli esempi di integrazione e democrazia firmati Lega-Chiesa

Da Il Fatto
Il simbolo della Lega sul cestino della raccolta differenziata, sullo zerbino d’ingresso, sui cartelli messi nel giardino, sul tetto e soprattutto impresso sui banchi. Sulle vetrate dell’ingresso della scuola materna, una decorazione di bambini uniti tra loro dal simbolo del partito di Umberto Bossi. Ieri è stata inaugurata la prima scuola padana. Un fatto senza precedenti che un polo scolastico italiano venisse pubblicamente definito federalista e leghista. Tutto ciò è accaduto ad Adro (il paese della vicenda della mensa del “non paghi non mangi”) con il beneplacito del ministro Mariastella Gelmini che in un messaggio, oltre ad esprimere vivo apprezzamento personale, ha parlato di “modello di riferimento. Un progetto encomiabile che crea benessere ed entusiasmo”. Materna, elementare e scuola media con le mense dedicate alla figura di Gianfranco Miglio, di cui c’è anche una raffigurazione all’ingresso del nuovo complesso realizzato con soldi di donazioni private fatte al Comune. Sulla facciata principale dell’edificio campeggia la scritta “Polo scolastico Gianfranco Miglio” nonostante non sia ancora pervenuto il permesso dell’Ufficio provinciale scolastico, nonostante le norme prevedano che il nome vada deciso dal collegio dei docenti e successivamente approvato dal consiglio comunale. L’ultimo passaggio poi spetterebbe alla Prefettura che deve comunicare l’intitolazione al ministero degli Interni. Tutto bypassato ad Adro nonostante, nelle scorse settimane, i rappresentanti della minoranza avessero presentato un esposto agli uffici del palazzo del governo di Brescia. Così, chi ieri era ad Adro ha assistito a una scena che ha riportato all’epoca delle inaugurazioni delle scuole fasciste. Dove il sentire comune, l’appartenenza politica e ideologica hanno ampiamente superato i confini di un luogo deputato alla formazione civile oltre che culturale dei bambini e dei ragazzi. Davvero tanta gente ad ascoltare i discorsi da campagna elettorale dell’onorevole leghista Davide Caparini, dell’assessore regionale (della Lega, ovviamente) alle Attività sportive Monica Rizzi. Poi il sindaco di Adro Oscar Lancini (che nel suo intervento ha detto di aver fissato i crocefissi al muro con delle viti per impedire che vengano rimossi o spostati e sul palco anche il parroco di Adro e il curato che ha benedetto la costruzione. Poco importa che il primo cittadino riguardo alla gestione mensa abbia già promesso: “A tavola si siede soltanto chi paga” e ancora: “Verrà servito menù padano e chi non vuole mangiare carne di maiale se ne può stare a casa”. Pasti della tradizione bresciana e chi, per motivi religiosi, non potrà mangiare pranzerà altrove. “I crocifissi li abbiamo avvitati alle pareti così nessuno potrà magari nasconderli dietro la cartina geografica”. Le ragioni della Chiesa al servizio della Lega nei discorsi in cui sono stati citati il papa bresciano Giovanni Montini, Giovanni Paolo II e pure il cardinale Carlo Maria Martini. Tutti a spiegare che quello sarà il luogo della crescita delle nuove generazioni e che Miglio, prima di essere ideologo leghista, era un uomo di scuola. Finiti i discorsi, la visita degli ambienti marchiati con quei simboli di partito sbattuti in faccia tutti i giorni agli alunni di quella scuola. Ovunque, anche sui piccoli totem dove ci sono le indicazioni delle aule, singolarmente intitolate ai benefattori che hanno contribuito alla realizzazione spendendo 6 milioni di euro: che sì, lo hanno finanziato da privati, ma nell’ambito di una grande operazione urbanistica. Tra il pubblico anche un rappresentante dell’ordine dei frati dei Carmelitani che gestiscono una scuola parificata (dalle elementari alle superiori) frequentata dalla Adro “bene” e che confina con la scuola pubblica italiana caratterizzata dal simbolo pagano leghista del “sole delle Alpi”. Sacro e profano insieme.
Come accaduto qualche giorno fa a Pontoglio, a pochi chilometri da Adro, dove il parroco e il curato hanno annunciato che verrà introdotto il divieto di accesso all’oratorio a chi non parla l’italiano. Accesso negato quindi a gruppetti di stranieri che parlano un lingua straniera “incomprensibile” per gli italiani e per le altre etnie. I genitori giovani e ragazzini non hanno problemi di integrazione. A non volere integrarsi, sono solo alcune “sacche” di stranieri.

mercoledì 31 marzo 2010

Via Resistenza

Bollettino del regime democratico:
In questi giorni gloriosi, in cui la brezza atlantica e un sole virile scaldano i cittadini del bel paese, scacciando un inverno russo terribilmente lungo e nefasto, la insigne e italianissima ministro Mariastella Gelmini annuncia la primavera al popolo italiano con un colpo di mano, degno di un efficente neo-regime d'occidente. Infatti, in perfetta linea politica con il glorioso progetto del Duce di riammodernare la ormai decadente istruzione scolastica italiana (per troppo tempo lasciata in mano a infami comunisti bolscevichi), ha deciso di eliminare le parole Resistenza, Liberazione e Antifascismo dai programmi scolastici delle scuole superiori perché decisamente fuori moda e "sottintesi". I più nefandi ribelli che hanno obbiettato a questa suprema e indiscutibile decisione, hanno perfino parlato di fascismo puro e della volontà del regime di eliminare la resistenza dalla cultura e tradizione italiana.
Dal dicastero di viale Trastevere, la motivazione ufficiale è stata quella d'un tenace taglio del programma scolastico per evitare che non si arrivasse neanche a fare la II guerra mondiale. D'ora in poi, l'unica resistenza che i balilla potranno studiare nei banchi scolastici sarà quella elettrica.

I programmi non sono ancora definitivi. Genitori, insegnanti e associazioni possono dire la loro alla Gelmini sul forum dell' Indire. C'è tempo fino al 22 di aprile.

Per info:
San Precario
Repubblica

martedì 30 marzo 2010

Conato post-elettorale

Berlusconi: «Ringrazio di cuore tutti gli elettori che ci hanno sostenuto con la loro fiducia e con il loro voto nonostante la terribile campagna di calunnie e di diffamazioni che ci è stata scagliata contro negli ultimi due mesi. Ancora una volta l'amore ha vinto sull'invidia e sull'odio. Grazie a tutti». «Gli elettori moderati si sono riconfermati anche nel Lazio nonostante sia stata impedita la presentazione del nostro simbolo». Bossi esulta: è stato uno "tsunami verde", ora "sono io l'arbitro della situazione". Renata Polverini: "Abbiamo vinto: ha prevalso la democrazia". Berlusconi, contro tutti i possibili pronostici, ha vinto. Nemmeno lui se lo aspettava. Non possiede la maggioranza delle regioni italiane, ma presenta chiaramente un avanzamento rispetto alle regionali del 2005. Ha vinto, e con lui ha vinto la privatizzazione dell'acqua, la legge bavaglio ad internet, il Lodo Alfano, la legge Cirami sul legittimo sospetto, il lodo Schifani, il condono fiscale, la "salva Previti", la "salva rete4", processo breve, la corruzione semplice, il lodo Mondadori, il caso Sme, il decreto sicurezza, le barzellette, gli insulti alle donne, le puttane di Villa certosa ecc ecc...
Che cosa ha fatto quest' uomo per l'Italia, per il suo Paese? Alla manifestazione flop del Pdl svoltasi a Roma una settimana fa, dei giornalisti dell'Unità chiedevano ai manifestanti quale fosse la loro legge preferita fatta dal premier...nessuno di loro ha saputo rispondere in maniera decente e ragionevole. Allora da dove viene questo successo? Perché questa necessità di mantenerlo al comando, questo appoggio elettorale continuo, questa adulazione e fiducia verso di lui...
La questione è seria, tremendamente seria.
Questo politico si è comprato un popolo intero grazie ad una campagna mediatica massiccia e continua, presente giornalmente su reti televisive e mass media da 20 anni. E' riuscito a conquistare fiducia e credibilità, facendosi così giustificare dal suo stesso popolo ammaliato, le centinaia di malefatte commesse, riuscendo perfino a cambiare l'animo, la coscienza e la mentalità della gente. Grazie a insistenti e pressanti messaggi a sua difesa, spesso basati su "verità" false e infondate, il popolo ha incominciato a credere alle sue parole, a fidarsi del suo sorriso e del suo ottimismo. Il personaggio "Berlusconi" è una maschera molto efficace che, giorno per giorno, è riuscita a conquistarsi una nazione intera, capace ormai di assecondare tutte le sue calunnie. La gente si fida di lui, delle sue promesse, dei suoi rinvii, delle sua parole, e Berlusconi si è ormai costruito una roccaforte efficace, protetta da un popolo molto affidabile, che cieco, lo difende a spada tratta. C'ha fatto credere che l'intero apparato giuridico vuole eliminarlo in modo che perda potere. Lui, poveretto, è vittima di un complotto colossale: i giornali, le televisioni, la finanza e i giudici ce l'hanno con lui. E a forza di dirlo, la gente ci crede davvero! Quanta sfiducia c'è oggi verso la giustizia italiana, quanta diffidenza è rivolta ai giornalisti...quelli che sono gli incarichi più oggettivi, affidabili e super partes vengono messi in discussione. Parole come "fazioso" e "facinoroso" sono diventate d'uso comune: quante volte sentiamo dire "uso criminoso della televisione" fino quasi a crederci, e quante volte la parola "democrazia" è stata violentata, usata e stravolta in qualsiasi occasione. "Comunista", "pubblico ministero" e "straniero". Sono tutte persone da diffidare, pericolosi nemici estremisti che fanno di tutto per colpirlo, infangarlo e annientare la sua immacolata figura. Questa manipolazione delle menti, questa è manomissione della realtà, è frode, truffa, falsità.
Il popolo acconsente. Il popolo è vittima e complice allo stesso tempo.
Quando a Luglio un autorevole giornale straniero quale "El Pais" pubblicò foto dove inequivocabilmente e senza alcun dubbio veniva ritratto il nostro Presidente del Consiglio in compagnia di prostitute; inizialmente Berlusconi ammise di aver partecipato a "feste innocenti"(e già questa nefandezza poteva bastare a farlo cadere), ma poi dopo un mese, negò tutto sostenendo che quelle foto erano false e calunniose. Il popolo gli crebbe. La tecnica del negare l'evidenza è ormai affermata e viene usata in decine di altre occasioni: le intercettazioni telefoniche sono false e non dovrebbero essere né pubblicate né ascoltate da nessuno. Dobbiamo tutelare la nostra privacy e quella degli onesti cittadini. La libera opinione in internet può essere usata per terrorismo ed insulti...va eliminata. La gestione idrica in Italia, l'istruzione e le ferrovie sono un disastro: non abbiamo i soldi per sistemarle e vanno tutte privatizzate. E che dire de la Lega? La grande falsa amica del Pdl, vince ogni anno di più nonostante i suoi rappresentati siano degli incivili arroganti e le loro ideologie anti-europee, anti-democratiche e palesemente xenofobe. Pur di vincere, hanno sospeso (per un pò) il loro animo regionalista, così da poter conquistare la tanto odiata Italia da nord fino al profondo sud.
Se qualcosa va male non è colpa nostra ma di quelli che c'erano prima di noi. Le parole di Di Pietro e dei pm sono fandonie inventate per attaccarci, e quelli che ce l'hanno con noi sono villani o coglioni che diffondono odio. Finché ci saremo noi andrà tutto bene, siamo il partito dell'amore e dei fatti...dateci la fiducia contro il partito dell'odio, dateci ancora tempo e faremo le grandi opere promesse. E la gente aspetta invano, il miracolo da tempo atteso dalla Madonna di Arcore e intanto ci si impoverisce, le fabbriche chiudono, franano le colline, deragliano i treni, crollano i tetti delle scuole decadenti, i cervelli fuggono all'estero, la comunità internazionale ci deride o ci richiama alle regole, al buonsenso...
L'immagine che io ho è quella di un paese in declino, avvelenato da istituzioni marce e corrotte. Eppure vince e vincono sempre gli stessi: i soliti impunibili responsabili.
Perché tutto questo? Come è possibile?
L'informazione è nelle sue mani. Ogni notizia, ogni fatto, ogni verità passa prima dal capo per essere rigirata a suo favore. Nulla si può dire né fare contro il capo, la sua coalizione, il suo operato. La gente deve sapere solo quello che vuole il capo e non deve attingere ad altre fonti che non stiano sotto il suo controllo.
Il piano è ben preciso:
1) La cultura. Hanno tagliato i fondi alla cultura e all'istruzione: la gente non deve ragionare, sapere, acculturarsi. Via soldi al Cinema, al Teatro, alla scuola...le cultura d'ora in poi sarà la mia. La televisione è controllata a vista ed è quella l'unica voce che dovete ascoltare.
2) La paura. In Italia c'è un'infestazione di stranieri che ora si chiamano extracomunitari o direttamente delinquenti. Sono pericolosi: ti rubano il lavoro, ti rubano a casa, ti stuprano prima la figlia e poi la moglie, ti accoltellano se ti trovano per strada. Poi ci sono i drogati dei centri sociali che girano con le siringhe infette e si impasticcano come dei forsennati. Quando prendi la metro o l'autobus, attento a quelle col burka o col turbante perché sono terroristi. Sono islamici o comunisti; se sei sfigato trovi comunisti musulmani e quelli ti ammazzano di sicuro.
Lasciate che le forze dell'ordine vi controllino anche il buco del culo, lasciateci mettere telecamere anche nel vostro cesso perché l'Italia non è più un posto sicuro. Non uscite, rimanete a casa a guardare la televisione..in piazza e alle manifestazioni si dicono tante cazzate da farci un libro.
Grazie per la vostra fiducia, verrete ricompensati.
Lasciateci fare...andate a letto...vi prepareremo noi la colazione domattina, quando vi sveglierete.

sabato 6 marzo 2010

California: Università in rivolta

I conti della California sono in profondo rosso a causa della crisi economica, così il governatore Arnold Schwarzenegger ha ordinato tagli drastici all'istruzione pubblica. Le rette sono aumentate del 32%, superando i diecimila dollari, una cifra mai raggiunta in passato. «Mettete i soldi dove sono i nostri cervelli», «Niente tagli, l'istruzione deve essere libera». Centinaia di studenti e genitori si sono riuniti ieri a Berkeley, alle porte di San Francisco, per protestare contro i tagli ai finanziamenti all'istruzione, anche se non è stato il successo che speravano gli organizzatori e molti studenti han preferito andare a lezione dati gli esami imminenti e la paura di perdere la borsa di studio. La protesta, che si sta ampliando a tutto il Golden State, è nata lo scorso autunno proprio nelle aule di Berkeley ed in pochi mesi si è estesa anche alle altre università pubbliche del circuito UC, University of California. Accanto alle dimostrazioni sul campus, circa un migliaio di persone sono salite sui pullman diretti verso la capitale, Sacramento, per partecipare alla marcia verso il Campidoglio Statale. «È più importante far arrivare la nostra voce ai palazzi del Governo, invece che rimanere a protestare nel campus -spiega Richard Walker, insegnante a Berkeley esponente dell'organizzazione Save the University, salviamo l'Università -. I soldi ci sono, ma vengono spesi nel modo sbagliato». Le forze dell'ordine, tra cui decine di poliziotti in bicicletta, erano numerose, pronte ad intervenire, dopo gli incidenti di venerdì scorso, quando la Ucdp (University of California Police Department), si era trovata impreparata dopo gii scontri che avevano coinvolto circa duecento manifestanti, dopo una festa all'interno del campus. Manifestazioni in diverse città della California. Ad Oakland 150 persone sono state arrestate dopo aver bloccato un'autostrada nell'ora di punta. Ai cortei, organizzati da sindacati e organizzazioni studentesche, hanno partecipato anche moltissimi genitori per protestare contro l'aumento delle tasse a carico degli studenti, la riduzione delle classi e dei docenti.

domenica 28 febbraio 2010

A scuola di spionaggio

Quella nota sul registro suonava strana: uno studente della Lower Marrion High School di Philadelphia veniva richiamato per i suoi "comportamenti inappropriati" non tra i banchi di scuola, ma nella sua cameretta, in casa. E come prova delle sue malefatte veniva fornita una foto dello studente scattata dalla webcam del computer portatile che la stessa scuola aveva fornito un anno prima all'alunno incriminato e a tutti gli altri suoi 1800 compagni di scuola. Era da allora che il distretto scolastico teneva sotto controllo gli allievi anche dentro le proprie case, attraverso un software di sicurezza che attivava la webcam per spiare le loro attività casalinghe. Quello studente e i suoi genitori hanno ora aperto una class action contro la scuola per spionaggio, violazione delle leggi federali e del Quarto emendamento della Costituzione americana - quello che difende i cittadini dalle perquisizioni, gli arresti e le confische senza ragione. Ma, come riporta il Financial Times, le contestazioni da parte dei genitori e dei loro avvocati potrebbero anche estendersi alla violazione delle norme sulla pornografia infantile, visto che l'occhio indiscreto dell'istituto scolastico avrebbe potuto riprendere gli studenti anche in situazioni intime.
Il sovrintendente della scuola, Christopher McGinley si difende spiegando che il sistema di monitoraggio era stato installato solo con le funzioni di "allarme", per localizzare i computer rotti o rubati. La scuola di Philadelphia non è l'unica ad aver cercato di estendere fin dentro le case degli studenti i propri strumenti di controllo. La South Bronx di New York City ha fornito i computer dei suoi alunni di un software che permette di visualizzare a distanza tutto ciò che appare sul desktop dei loro computer (e quindi controllo dei siti visitati, dialoghi in chat e webcam). Due settimane fa nel programma televisivo della Pbs Digital Nation, il vicepreside della scuola, Dan Ackerman, ha mostrato come riusciva a usare quel programma proprio come lo specchio oscurato degli interrogatori, e vedere senza essere visto.
...e non siamo in Cina...

lunedì 1 febbraio 2010

Contro una democrazia cristiana...

In Italia è appena nato un partito che farà sicuramente discutere: "Democrazia Atea". Indipendente, non ha legami con altri partiti già costituiti e soprattutto, pare che non cerchi appoggi da parte della Chiesa... Da dove viene l'idea? Sembra paradossale (o forse no...) ma tutto è partito proprio dalla cattolicissima Camerino.
La presentazione ufficiale del partito si è svolta a Roma il 19 Gennaio 2010, presso la sede della Stampa Estera Italiana, davanti ad un gremito gruppo di giornalisti italiani e stranieri. Il segretario nazionale, l'Avv. Carla Corsetti ha presentato il programma politico di Democrazia Atea i quali punti, abbastanza "scottanti" per un italiano medio avvezzo alle imboccate vaticane e berlusconiane dal telecomando; mirano all'abbattimento di molti pilastri della politica italiana. Nei 66 punti del programma, si spazia dalle tematiche del lavoro alla scuola, dai diritti del cittadino all'immigrazione, fino all'ambiente; incentrando spesso l'attenzione sulle pesanti e forti influenze che lo stato Vaticano esercita sullo Stato italiano. Ad esempio, tra gli "Obbiettivi fondamentali" si legge: "Abrogazione dei Patti Lateranensi e di tutti i profitti e le facilitazioni economico-finanziarie che la chiesa vaticana riceve dai cittadini e dallo Stato italiano. Testamento Biologico, Conflitto d'interesse, adozioni, eutanasia etc. Si attaccano i veri e propri tabù storicamente imposti dalla Chiesa cattolica e pare proprio che D.A. voglia sradicarli dall'interno. Vengono criticate leggi e decreti del Ministro Gelmini che continua a martoriare la scuola pubblica e la ricerca in Italia; e neanche le assurde "Missioni di Pace" e la legge Biagi sul precariato vengono risparmiate. Insomma, un programma talmente innovativo che, in uno stato vecchio come il nostro, sembra un'utopia. Invece non è così: questo è l'ennesimo esempio di come il popolo, in diverse forme, si stia organizzando (ora finalmente anche nella stessa intricata e corrotta politica italiana); stanco degli attacchi al Diritto dell'uomo e alla Costituzione, da parte di organizzazioni quali la Chiesa che sembrano non accettare l' attuale sistema democratico e continuano imperterrite (aiutate dalle stesse istituzioni) a minare la nostra libertà individuale.
Nella foto, Carla Corsetti e il giudice Tosti

martedì 26 gennaio 2010

Licenziato perché laico

“O date ragione a me e rimuovete i crocifissi da tutte le aule di giustizia italiane, oppure non potete far altro che cacciarmi dalla magistratura”. Così sia.
Rimosso dall’ ordine giudiziario. La sezione disciplinare del Csm ha deciso il più pesante dei provvedimenti per Luigi Tosti, il giudice di Camerino che in nome della laicità dello Stato, si è rifiutato di tenere udienze nelle aule in cui è esposto il crocifisso. L’ organo di autogoverno delle toghe ha usato la mano pesante nei confronti del magistrato che, poco meno di un anno fa, aveva ottenuto in Cassazione, in sede penale, un risultato importante nella sua battaglia. I supremi giudici avevano annullato senza rinvio la condanna a sette mesi di reclusione per interruzione di pubblico servizio e di omissione di atti di ufficio perché per lo stesso motivo non aveva svolto le udienze dal maggio 2005 al gennaio 2006 (15 in tutto). La Procura inizialmente mise a disposizione del giudice un 'aula senza crocefisso, ma Tosti si rifiutò ugualmente di esercitare la sua carica fino a quando tutti i Tribunali italiani non fossero stati liberi dalle croci. Poiché ciò sarebbe impensabile nella cattolicissima Italia, il giudice ufficialmente fu rimosso per violazione dei " doveri istituzionali e professionali di diligenza e di laboriosità, con grave e reiterata inosservanza delle disposizioni relative alla prestazione del servizio giudiziario". Con la scusa della sua protesta, l'hanno fatto fuori: giustizia fatta. Impensabile un tribunale senza cristo, come un'officina d'auto senza i calendari Pirelli. Scherzi a parte, ancora una volta il crocefisso esce dal suo posto e si inchioda sempre più negli spazi pubblici, i quali (per quanto sancito dalla costituzione) dovrebbero essere liberi da riferimenti religiosi di qualsiasi tipo, essendo l'Italia uno stato (pseudo) democratico e libero (almeno sulla Carta). Non basta la Costituzione, non basta la sentenza del tribunale europeo che sancisce la necessità di togliere i crocefissi dalle scuole italiane. Proprio stamattina, il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta, ha fatto sapere che è pronto il ricorso alla sentenza di Strasburgo e già il cardinal Bagnasco ha espresso apprezzamento per l'iniziativa che mira ad abbattere "una sentenza contro la gente". Non bastavano gli interventi vergognosi di personaggi cattolicissimi come Castelli che propose di porre il crocefisso nella bandiera italiana, o il ministro La Russa con le sue cattolicissime parole "possono morire, ma il crocifisso non lo togliamo dalle scuole". Lo sbandierano come un simbolo di pace, di un ideale, di una tradizione. Giustificano la sua presenza ovunque come monito continuo di benevolenza e giustizia. Eppure lo difendono con arroganza e violenza...farebbero qualsiasi cosa pur di vedere appeso quel simbolo di "pace". De André, nella sua canzone Il testamento di Tito scriveva "Lo sanno a memoria il diritto divino, ma scordano sempre il perdono", come per dire che l'abito non fa il monaco e spesso le credenze religiose perdono il loro significato profondo per diventare davvero solo simboli con chiari e marcati lineamenti politici.
Niente da fare. Il crocifisso rimane in tutte le aule, sia giudiziarie che scolastiche, negli ospedali, alle poste, dal meccanico. Addirittura in edicola è uscita una collezione di "crocefissi d'autore". Finché vende, si cavalca l'onda. Proporrei di fare semafori a croce, col volto del diavolo che appare quando scatta il rosso.
Quale altra nazione (non dico europea ma del mondo intero), licenzierebbe un giudice per le sue posizioni troppo laiche?

mercoledì 20 gennaio 2010

Abaso la squola

In un provvedimento incastrato nella finanziaria, il governo Berlusconi abbassa l'obbligo scolastico da 16 a 15 anni. Dopo gli enormi tagli economici e i finanziamenti alle scuole private, si concede ai ragazzi di studiare un anno in meno, con la scusa dell' "apprendistato".
Non c'è bisogno di dire che la scuola italiana sia un disastro e la vergogna europea: all’istituto Domenico Purificato di Roma (che comprende materna, scuole elementari e medie) la preside ha spedito un bollettino postale ai genitori dei ragazzi, chiedendo "il versamento di un contributo volontario di 30 euro" visto che la "previsione ministeriale per le spese di funzionamento è di euro 0". La stessa situazione si ripete in ogni istituto e Università dello stivale. Studiare, conoscere, acculturarsi è sempre più difficile in questo paese e per fortuna il governo pare aiutarci in tal senso...
Le tre i di Berlusconi erano "Inglese, Informatica e Impresa"...
L'inglese rimane ad una media di 3 ore settimanali. L'informatica è stata spenta: la scuola elementare è passata dall'organizzazione modulare (con tre insegnanti su due classi), al "maestro unico di riferimento". Il passaggio cancella le ore di compresenza e tutte le attività legate ad esse: corsi di recupero e di approfondimento, laboratori di Informatica, supplenze, ecc. L'impresa pare invece avere un successo crescente, e questo ultimo emendamento dell'obbligo fino a 15 anni potrebbe dargli lo sprint finale.
L'ultima i di Ignoranza ce la mettiamo noi.
Viva il regime!

domenica 10 gennaio 2010

mercoledì 23 dicembre 2009

Dio espulso

La diffida inviata dall’UAAR (Unione degli atei e degli agnostici razionalisti) al dirigente scolastico dell’Itcg “Antinori” di Camerino ha portato all’annullamento della tradizionale messa natalizia, la cui celebrazione era prevista in cattedrale a cura dell’arcivescovo, mons. Francesco Giovanni Brugnaro. Il dirigente, all’inizio ha pensato a uno scherzo, ma poi, una volta accertata la provenienza della lettera molto dettagliata e che citava varie leggi (non solo costituzionali), ha chiesto delucidazioni agli uffici scolastici regionali, alla Procura di Camerino, tentando anche di contattare il Ministero. A quel punto ha deciso di annullare il rito e comunicare a tutti gli studenti la situazione, presentata come “un sopruso, in quanto la scuola è una palestra di democrazia e quanto è accaduto è molto lontano da un concetto di democrazia”."Siamo tutti rammaricati per l’annullamento della messa" dice il rappresentante degli studenti Simone Stronati "in quanto l’abbiamo fatta sempre e non vogliamo discriminare atei e persone di altre religioni". Una ragazza aggiunge: "E’ stata una cosa deplorevole, non è possibile che da quest’anno in poi non faremo più la messa". Gli studenti si sono dati appuntamento a gennaio con la prossima assemblea, alla quale inviteranno, per un confronto, anche il segretario dell’UAAR Raffaele Carcano e cercano firmatari per una diffida.
A nostro parere, il problema non dovrebbe neanche porsi. Se in una scuola pubblica di uno stato democratico, entra una religione, qualsiasi essa sia, la democrazia muore. Ognuno è libero di esercitare un credo, tanto quanto è libero di non esercitarlo. Anche se la messa in questione non si sarebbe svolta fisicamente nell' Istituto, la scuola è la sede dell'istruzione laica e deve rimanere fuori da qualsiasi influenza religiosa. I luoghi e le situazioni per pregare sono altre ed hanno solo quello scopo. In chiesa non si insegna matematica tanto quanto alle poste non si legge il vangelo. Se definiamo estremiste e antidemocratiche le nazioni dove l'istruzione ha delle fondamenta reliogiose (vedi i malvisti stati islamici), perché la religione cattolica dovrebbe avere un trattamento privilegiato? Dato che l'Italia (almeno nella carta), è una democrazia, Dio non può entrare fra le porte di una scuola statale, perché lederebbe i diritti umani di quei cittadini costretti a subire una dottrina che magari non appoggiano, cosa completamente fuori dagli schemi di una normale vera "democrazia". La Democrazia è di tutti, e non Cristiana come hanno fatto in passato, con risultati tristemente noti alla storia.

lunedì 27 ottobre 2008

ASSEMBLEA STUDENTESCA

ASSEMBLEA STUDENTESCA

Mercoledì 29 ottobre alle 18 si terrà finalmente una assemblea studentesca anche all'Università di Camerino. Con il solito ritardo rispetto a tutto il resto d'Italia, ma "it's better than nothing! In China it's not allowed." mi ha detto uno studente cinese.
A parte questo, sembra che ci sia una certa voglia (finalmente) di parlare, di agire, di fare qualcosa. Ci sono iniziative da parte di studenti docenti e ricercatori.

Spero in una massiccia partecipazione....è nell'intresse di tutti

giovedì 23 ottobre 2008

La difesa della scuola nazionale

Mi è appena arrivata una e-mail da un amico. Una e-mail molto interessante che secondo me fa luce (o forse ci apre gli occhi) su vari aspetti di ciò che sta succedendo, e ci lascia immaginare (o presagire) un distropico futuro.

Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III congresso dell'Associazione a Difesa della Scuola Nazionale (ADSN)

"Quando la scuola pubblica è cosa forte e sicura, allora, ma allora soltanto, la scuola privata non è pericolosa. Allora, ma allora soltanto, la scuola privata può essere un bene. Può essere un bene che forze private, iniziative pedagogiche di classi, di gruppi religiosi, di gruppi politici, di filosofie, di correnti culturali, cooperino con lo Stato ad allargare, a stimolare, e a rinnovare con varietà di tentativi la cultura. (...) Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora... [leggi tutto]

mercoledì 22 ottobre 2008

Assemblea studentesca

Da diversi giorni, studenti docenti e ricercatori si stanno mobilitando in tutta Italia contro lo SCANDALO del DL 133/08 (legge Gelmini), approvata in Parlamento seguendo l'iter legislativo per le disposizioni urgenti. Una legge che mira a scardinare il carattere pubblico dell’Università e a stravolgerne il sistema.
La contestazione si scaglia contro 2 articoli di tale legge:
  • l'art.16, che prevede il taglio dei finanziamenti pubblici destinati alle Università (quasi 1500 milioni di euro in 5 anni) e fornisce alle stesse la possibilità (che diventa poi una costrizione) di trasformarsi in fondazioni univeritarie.
  • l'art.66, che prevede una drastica riduzione del turn-over del personale e la sospensione delle Scuole di Specializzazione (SSIS) per la formazione di insegnanti.
Gli studenti dell'Università di Camerino non sembrano molto interessati all'argomento, o forse lo sono ma lo nascondono bene! Fatto stà che alcuni di loro si stanno mobilitando per organizzare una Assemblea Studentesca, libera ed aperta a tutti. Aperta a chiunque voglia saperne di più e a chi voglia dire la sua, avanzare proposte, commentare, contestare.
La data, l'ora e il luogo sono decisi ma non ufficiali. Presto verranno resi tali.
Spero che gli interessati partecipino e i meno interessati si incuriosiscano...