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venerdì 14 dicembre 2012

I messaggi di "Pace un cazzo" di Ratzinger

Il capo di Stato del Vaticano, tale papa Benedetto XVI in occasione della "Giornata mondiale della Pace" ha lanciato due importanti messaggi di Pace: 
1) Ieri ha ricevuto Rebecca Kadaga (presidente del parlamento dell' Uganda), la quale si sta battendo per far approvare a breve una legge denominata "Kill gay Bill". La legge prevede l'ergastolo per chi si professa, viene scoperto o solo convive con un omosessuale, con tanto di reato di "omosessualità aggravata" se il soggetto è malato di malattie sessualmente trasmissibili o se pedofilo (paragonando quindi gli omosessuali ai pedofili...). La Kadaga ha anche ironizzato (dopotutto, c'è tanto da ridere) dicendo al popolo ugandese che questa legge sarebbe stato il suo "regalo di Natale"..a natale siamo tutti più buoni. Inizialmente tale legge prevedeva anche la pena di morte per "omosessualità".
2) Lo stesso capo, detto anche Sua Santità, nel suo discorso per la pace ha affermato che i tentativi di accomunare i matrimoni gay a quelli fra uomo e donna "destabilizzano", minano la base della famiglia e sono "un’offesa contro la verità della persona umana" nonché "una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace".

Una minaccia per la pace insomma...Lavorare per l'uguaglianza e per la parità di diritti diviene, a seconda dei casi e del livello di ipocrisia, uno strumento di ostilità. Un pò come affermare "se i palestinesi morissero tutti, finalmente finirebbe la guerra!"

Se lo dice nonno Remo al circoletto in piazza, nessuno gli bada più di tanto; ma se lo dice uno che rappresenta la voce del dio cristiano sulla terra, qualche pazzo potrebbe starlo a sentire ed emularlo. 

Fonte: il Fatto 
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sabato 27 agosto 2011

Ancona boys

Da GlobalProject

Ancona - NOI IL CONGRESSO EUCARISTICO (3-11 settembre 2011) NON LO PAGHIAMO!

Sono quasi tre, i milioni di euro che il Comune di Ancona spenderà per l’organizzazione del XXV Congresso Eucaristico in programma dal 3 all’ 11 settembre, di cui la metà circa per il restauro della Mole Vanvitelliana, che ospiterà la mostra “Alla mensa del signore”. L’assessore ai lavori pubblici Paolo Pasquini, dichiara: “ci siamo concentrati sulle aree interessate dal Congresso Eucaristico senza sottovalutare le zone di passaggio”. Il sindaco, Fiorello Gramillano, ricorda invece a tutti che si tratta di “soldi spesi per opere in favore della città, per presentare Ancona nel modo migliore”.
Peccato che sia noto a tutti lo stato ultraprecario delle strade di Ancona e le sollecitazioni per un’adeguata manutenzione mai avvenuta.Ora i collegamenti stradali oggetto di lavori (nuova asfaltatura) sono unicamente quelli che il pontefice deve percorrere. Cinquantaquattro le telecamere che sono state installate lungo il tragitto di cui ventiquattro solo in piazza Ugo Bassi e che rimarranno fisse anche dopo la visita del papa. Questo anche per speculare sulla sicurezza che fa sempre propaganda e che in questo caso si concentra su uno dei quartieri più “incriminato” per l’alta densità di popolazione migrante. Per non parlare del porto dorico, luogo in cui si celebrerà la messa, che attualmente ha implementato il sistema di security militarizzando ancor più l’intera area.
L’amministrazione dell’Ente Regionale per il diritto allo Studio Universitario di Ancona ha deciso, per tale occasione, di chiudere agli studenti due delle cinque case dello studente di Ancona. Sul portale Vivere Ancona la denuncia :“gli alloggi in questione, rispettivamente di 68 e 100 posti letto, saranno allestiti e messi a disposizione dei partecipanti all’evento”. La stessa lista studentesca Gulliver definisce il provvedimento “scellerato ed autoritario”, perché gli studenti hanno diritto a rientrare nella struttura “dal primo settembre di ogni anno, come espressamente indicato nel contratto”, e ricorda che “la riapertura è fissata per il primo di settembre di ogni anno, proprio nell’ottica di consentire agli studenti fuori sede di preparare gli esami della sessione autunnale”.
Cinquemila euro spesi unicamente per l’infiorata, quando ogni giorno il Comune lamenta lo stato di deficit a causa del quale non è possibile intraprendere iniziative che possano colmare il disagio economico di cui sempre più persone sono vittima.
In realtà è proprio in questo tempo di crisi che emergono sempre più diseguaglianze ed ingiustizie sociali. Si evidenzia uno spartiacque in cui i privilegi e le ricchezze sono sistematicamente sottratte alla collettività intera. La notizia più importante di questi giorni, è il crollo dei titoli subprime. Ma naturalmente, nessuno spiega perché il loro crollo è così influente, nessuno spiega qual è la vera portata di questa crisi finanziaria destinata a peggiorare sempre di più. In un mondo dominato da incertezze invece di costruire vere alternative a questo fallimentare sistema di sviluppo, si continua a speculare e ad accaparrare quel poco che è rimasto.
La stessa Chiesa che ci piacerebbe vedere riunita attorno a chi si trova sbattuto ai margini di un sistema che non ha scelto, la ritroviamo in pompa magna allineata con i poteri forti che oggi ci impongono di pagare i loro debiti.
Facciamo appello a tutti affinché ognuno possa, con molteplici forme, manifestare la propria indignazione nelle giornate in cui si svolgerà il XXV Congresso Eucaristico.
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Allora vogliamo dedicare una canzone al Congresso di Ancona...baci
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martedì 25 maggio 2010

Parlando di Dio

Davanti a 500 mila persone riunitesi a Fatima una settimana fa, il Papa ha parlato dei mali dell'umanità. Se dovessi io fare un elenco dei mali della Terra inizierei, non sò, da mafia e corruzione, poi guerra, fame nel mondo. Penserei alla mancanza di democrazia in Russia, Cina e Italia, alla pena di morte degli Stati Uniti e paesi arabi, alla privatizzazione dell'acqua. All'inquinamento, alla pedofilia nella Chiesa, terrorismo e guerre sante, AIDS, traffico di organi e bambini, deforestazione ecc.. E si potrebbe continuare all'infinito, purtroppo si ha l'imbarazzo della scelta.
Il Papa ne ha detti solo due che non stanno nel mio elenco...gay e aborto: le più grandi tragedie dell'umanità. Il demonio in Terra. Ponerli al primo posto, senza nominare gli altri e soprattutto i mali terribili interni all'istituzione di cui Josef fa parte; significa assecondarli, sminuirli, occultarli, diventandone così complici. Forse è questo il male più grande.
In risposta al papa, allego un racconto di Phill che descrive quel che il Vaticano non vuole sentire: la sua bella esperienza a 9 anni con Padre Shanley, della Chiesa del Massachussets. Oggi Phill ha 47 anni, beve, ha problemi di droga ed entra e esce da cliniche e carcere, ma questo non è un male assoluto...

(...) Padre Shanley mise di nuovo il suo braccio sulle mie spalle e strofinò la mia schiena parlando di Dio. Poi mi disse che doveva andare un istante dietro la Chiesa. Quando tornò, ci recammo al confessionale. Shanley si sedette e io rimasi in piedi davanti a lui. Cominciò a strofinare le mie cosce, ad avvolgere i miei genitali con la sua mano, parlando di Gesù, di corpi maschili, profeti, racconti spirituali, e mi tirò più vicino a lui. Ricordo il suo pene nella mia bocca, ma non ricordo come me lo abbia messo in bocca. Ricordo che indossava il suo abito talare, ma sotto era completamente nudo. Quando finì lasciammo il confessionale, tornammo nell’ufficio e Shanley mi offrì un drink. Sedevo accanto a Shanley, cominciò a leggere alcuni libri di Chiesa mostrandomi figure di Gesù e Maria.
Quando faceva questo Shanley soffregava il mio di dietro e strofinava le mie spalle, poi slacciò i miei pantaloni accarezzandomi, si mise in piedi su di me e tirò giù i miei pantaloni. Disse che voleva esaminare il mio corpo. Mi fece sedere sul suo grembo tra le sue gambe, il mio dietro contro il suo stomaco, Shanley con la sua mano sulle mie spalle mi spinse contro di lui e mi penetrò col suo pene.
E’ stata la mia prima esperienza sessuale. Quando finì mi disse di tirarmi su i pantaloni. Parlammo altri 20 minuti, e quando me ne andai Shanley mi disse che mi avrebbe visto durante la settimana nel recinto di san Patrizio. Durante quel fine settimana vidi Padre Shanley nel recinto della scuola. Mi domandò dov’era mio padre, quando sarei tornato da mia madre a Randolph, e chi viveva nella casa di mia madre, sempre accarezzando il mio di dietro e strofinando le mie spalle. La settimana seguente, dopo aver incontrato padre Shanley tornai a casa di mia madre. Padre Shanley mi diede un numero di telefono al quale avrei potuto contattarlo.
Un mese dopo il mio primo incontro lo chiamai per dirgli che avrei partecipato a un torneo di yo yo. Padre Shanley mi disse che voleva comprarmi un nuovo yo yo, che sarebbe venuto a prendermi alla casa di mia madre. Arrivò poco dopo la mia chiamata e insieme andammo al negozio per comprare un nuovo yo yo. Poi mi condusse su una pista della Blue Hills Reservation. A un certo punto della pista ci sedemmo uno accanto all’altro e Shanley mi costrinse a fare sesso orale su di lui. Egli mise le sue mani sulle mie spalle e dietro. Della conversazione non ricordo altro che ruotava intorno alla religiosità del sesso orale. Quando finì mi portò da Friendly per comprarmi un gelato, poi a casa.
Il successivo episodio ricordo avvenne alla Blue Hills Reservation. Durante il giorno. Quando arrivammo sulla pista, Padre Shanley vide un altro prete che lui conosceva. Mi presentò a Padre Bernard Lane che si accompagnava a un ragazzo. Non ricordo cosa dissi. Padre Lane e il ragazzo se ne andarono, padre Shanley ed io entrammo in un sentiero del bosco. A un certo punto ci sedemmo e Padre Shanley mi sbottonò i pantaloni, li tirò giù e cominciò a strofinare e accarezzare le mie cosce. Padre Shanley mi mise a faccia in giù e cominciò a strofinare il mio di dietro e le miei spalle. Si mise su di me e mi penetrò col suo pene mentre giacevo a faccia in giù. Ricordo che mise un condom. Padre Shanley mi fece credere che quello che stava facendo era naturale e non peccato. Mi fece dire che quello che stavamo facendo era un segreto.
La volta successiva, Shanley mi disse che voleva portarmi in una cabina che aveva a Blue Hills; non era ancora sera. Era più una capanna che una cabina. Padre Shanley prese i miei vestiti, cominciò a strofinarmi il di dietro e accarezzarmi. Parlammo un po’. Poi Padre Shanley si tolse i suoi vestiti. In quella occasione avvenne sesso orale e penetrazione. Quando finì mi portò da Friendly a prendere un gelato e mi condusse a casa.

Vidi ancora Padre Shanley nell’estate del 1973 (continua...).

lunedì 19 aprile 2010

Venite pargoli

Ieri Mr Josef Ratzinger si è recato a Malta dove, nella capitale La Valletta, ha celebrato la messa davanti a 40000 persone. In città si sono presentati numerosi sacerdoti visibilmente allupati, ai quali poi è stato spiegato che "La Valletta" non era una ragazzina a loro disposizione ma piuttosto il nome della città (questa notizia potrebbe non essere vera...).
Per il papa e il Vaticano si sà, son tempi duri e lo scandalo degli abusi sessuali pesa forse quanto i loro catenacci d'oro appesi al collo. Infatti l'omelia del papa è passata dall'ammettere "vergogna e dolore" per gli eventi accaduti (promettendo la punizione dei responsabili), per poi appoggiarsi alla "misericordia divina" che perdona i peccati e le "ferite spirituali" della Chiesa. Un pò come per dire "si abbiamo sbagliato, ma sò pure il papa e una certa immunità il mio capo me la concede...".
Per chi non sapesse chi è Josef Ratzinger, si vada a vedere un interessante documentario dal titolo Sex Crimes and Vatican (che il Pablo Neruda ha gloriosamente proiettato 3 anni fa a Camerino) o si vada a leggere il De delictis gravioribus, documento in materia di reati e delitti del diritto canonico, con tanto di normative per loro occultazione, firmato dallo stesso di cui sopra. Per la cronaca, Mr J. Ratzinger è stato inoltre indagato dalla Corte distrettuale della contea di Harris (Texas) per l'imputazione di «ostruzione alla giustizia» a causa delle disposizioni di riservatezza contenute nel documento.
Che il papa sia agitato è palpabile, tanto che ha seguito un pò la consuetudine berlusconiana di farsi apparire bersaglio continuo, sostenendo che la chiesa è sotto attacco da dei "media ostili" e che "voci" persuadono i credenti ad allontanarsi dalla loro casta, pura e santa chiesa...
Josef ha poi finito il suo intervento in maniera piuttosto anomala e ambigua, proponendo ai maltesi di non accogliere tutto ciò che viene proposto loro (non specificando bene di che stesse parlando), invitandoli anche a rifiutare "le tecnologie più avanzate". A sostengo di questa sua frase a dir poco onirica, ha continuato dicendo che la nube tossica del vulcano islandese ha bloccato le tecnologie più avanzate, mentre che dio non ha rivali e non può andare in stand-by. Lascio ad ognuno l'ardua analisi del paragone fra il vulcano Eyjafjallajökul e il dio cristiano. Voglio poi vedere se magari il papa, di fronte (non glielo auguro, sia chiaro) ad un malessere grave, rifiutasse le tecnologie più avanzate per non passare a miglior vita...
La giornata di Josef si è conclusa con l'incontro di 8 vittime di abusi sessuali (delle milioni esistenti in tutto il mondo), con grande pianto collettivo finale, bacio, foto e benedizione.
A difesa del papa l'arcivescovo maltese Paul Cremona, che parla di una Chiesa che "riconosce fallimenti e peccati dei suoi membri", "aperta ad accogliere tutti, senza distinzione di nazionalità e razza". E chiaro che restano invece le distinzioni di sesso e orientamento sessuale. Davvero divertente l'intervento in cui l'arcivescovo ammette che "la società è mutata" e ci troviamo in un "nuovo contesto". Quali sono le grandi novità che l'arcivescovo propone per aggiornare la retrogada istituzione "Vaticano"? La Chiesa "deve testimoniare i valori, la santità della vita dal momento del concepimento, la famiglia stabile fondata sul matrimonio".
Ah, grandi novità, grandi parole. Grazie per averci illuminato.
La Chiesa è ripulita, tutti a casa contenti.

giovedì 1 aprile 2010

La pillola del giovedì santo

Aprile inizia proprio male. Nuovo ennesimo tremendo attacco cattolico alla libertà sessuale e al pericolo di gravidanze inaspettate in Italia. Nel giorno in cui il farmaco Ru486 (che permette una interruzione di gravidanza) può entrare negli ospedali italiani; il neogovernatore del Piemonte Roberto Cota (Lega) sostiene che "per quanto lo riguarda può benissimo restare nei magazzini. Faro' di tutto per contrastare l'impiego della pillola: chiedo ai direttori generali di bloccarla e farò in modo che in ogni struttura sanitaria piemontese ci sia una associazione Pro Vita". Anche il neopresidente veneto Luca Zaia (Lega) non ci va piano e minaccia chiaramente il boicottaggio: "studieremo il modo per non farla arrivare negli ospedali veneti". Al governo non basta aver messo mano sulla televisione pubblica, sulla scuola e sulla giustizia e con Gasparri minaccia esplicitamente il direttore dell'Aifa (agenzia Italiana del farmaco) Guido Rasi, sostenendo che la sua guida "appare sempre più inadeguata" e "continua ad intervenire in maniera strana (strana?) sulla pillola. Porrò al governo il problema della gestione dell'Aifa, che a mio avviso non garantisce adeguati livelli di competenza, trasparenza e imparzialità." In pratica il governo vorrebbe poter eleggere i dirigenti anche dell'Aifa (come funziona per la Tv pubblica) in modo da scegliere quali farmaci commerciare (magari quelli prodotti dagli amici di amici...) e quali no.
Siamo in attesa che il buon Gasparri ci spieghi cosa intenda per quel "intervenire in maniera strana" e soprattutto per quel "imparzialità": forse esistono madicine di destra e medicine di sinistra? Magari per la par-condicio, vorranno mettere delle pillole per andare di corpo, dentro alla scatola per combattere una diarrea? O magari regalare un intervento di inseminazione artificiale a chi compra la pillola del giorno dopo? Ragazzi, qui si rasenta l'assurdo, ma purtroppo questa gente ha preso la nostra democrazia proprio come fosse uno scherzo...
Molti, troppi politici (di entrambi gli schieramenti) sono contro l'aborto alla faccia della laicità dello Stato, sbandierando un falso allacciamento alla sacralità della vita e ai dogmi cattolici; mentre che d'altra parte non offrono alcuna certezza né aiuto alle giovani coppie italiane che non hanno soldi per arrivare a fine mese e figuriamoci se ce l'hanno per sfamare una bocca in più.

Poi, altro carico contro la pillola ce l'ha messo, come consueto, il Vaticano.
Ratzinger oggi ha detto: "I cattolici devono rifiutarsi di fare ciò che negli ordinamenti giuridici non è diritto, ma ingiustizia. Prima fra tutte "l'uccisione di bambini innocenti non ancora nati". Ok, poi magari qualcuno spiega al vecchio Josef che non si può ammazzare qualcuno se non è nato.
Poi direi di occuparci prima dei bambini nati, più che di quelli ancora nella nuvoletta; e di questo pare che il Vaticano se ne sia preoccupato a sufficenza... Ratzinger non ha detto una sola parola sul terribile scandalo di pedofilia che ha investito e macchiato indelebilmente la Santa Sede e tutti i santi porci che hanno fatto (e fanno) i loro comodi con quei "poveri bambini innocenti" di cui tanto parla sor curato. E forse ora si capisce perché la Chiesa ce l'ha a morte con l'aborto: già il tasso di natalità è basso in Italia e ci sono pochi bambini...mettici pure la pillola, e con chi giocano i preti?

lunedì 15 marzo 2010

Confessione di Mariangela

Di seguito, uno dei racconti contenuti nel libro di Vania Lucia Gaito, Viaggio nel silenzio, col quale l’autrice denuncia lo scandalo dei preti pedofili che ormai riguarda il mondo intero (solo negli Stati Uniti 5000 casi e altrettanti nella cattolica Irlanda). Un fenomeno taciuto per anni, coperto dal Vaticano, pronto a solidarizzare con chi è stato condannato dalla giustizia ordinaria, e, se proprio costretto, a risarcire la vittima comprandone il silenzio.
Col documento Crimen Solecitazionis del 1962 firmato del cardinal Ottaviani, allora capo del “Santo Ufficio”, il Vaticano obbliga clero e religiosi al silenzio sui crimini commessi dai preti pedofili. In questo documento, (sostanzialmente confermato nel 2001 da una nuova disposizione della “Congregazione per la Dottrina della Fede”, a firma dell'allora cardinale Ratzinger e dell’Arcivescovo Bertone) prete pedofilo e bambino violentato sono considerati peccatori entrambi allo stesso modo.
Dunque silenzio? NO, ecco le parole di Mariangela.

“Avevo dieci anni. Era il 1972, avevo appena fatto la prima comunione. ..ho conosciuto il sesso con don Cantini. Iniziai a frequentare la Regina Pacis perché mi piaceva cantare e mi avevano accettato nel coro…nel coro mi davano sempre qualche ruolo di primo piano, e questo mi lusingava. Poi don Cantini cominciò a farmi chiamare di sopra, nel suo studio o nella sua camera. La catechista veniva da me e mi diceva “il priore ti vuole su”. E allora io andavo su, entravo nello studio, lui chiudeva la porta a chiave, oppure metteva la sua sedia a contrasto con la porta, si metteva a sedere e mi faceva sedere sulle sue gambe. Era una persona molto alta, molto robusta, e io avevo solo dieci anni. Forse per questo mi sembrava più alto e più grosso di quel che era. Ho ancora un ricordo nitidissimo del mantello nero che portava. Mi copriva con questo mantello e cominciava a parlarmi della Madonna che a dodici anni aveva partorito Gesù e mi diceva: - tu devi essere una donna forte come la Madonna, vuoi esserlo?
E io rispondevo – certo E allora lui riprendeva – io sono un dono di Dio e quello che ti chiedo è il ministro di Dio che te lo chiede.
Io ero molto titubante, e vedendomi dubbiosa mi blandiva – ma non ti fidi di me? Guarda che io sono il ministro di Dio, quello che ti viene dato è un grande dono. Tu sei una persona speciale.
Sei la prediletta. Il tuo nome assomiglia al nome della Madonna, hai un nome importante.
E cominciava. Cominciava a palpeggiare, a toccare, a frugare. E io mi irrigidivo. Credevo che in quel modo mi sarei potuta alienare da quel che succedeva sotto il mantello. Pensavo: tanto non sento niente, tanto non sento niente, tanto non sento niente, tanto non sento niente, tanto finisce, tanto poi finisce.
E invece non è mai finita….E’ andato avanti per quasi quindici anni….Avevo paura di dirgli che avevo commesso un peccato con lui, che non credevo fosse tutto un dono di Dio. Allora dicevo che avevo paura a impegnarmi fino in fondo. E lui mi diceva – questo è un peccato perché ti devi disinibire, devi essere totale. E quindi mi faceva dire, a volte perfino durante le confessioni – io sono una puttana. Dillo! io sono una puttana! io sono una puttana.
Io lo dicevo. E lui mi assolveva…. Mi chiedeva anche rapporti orali e voleva che li facessi in modo completo. Diceva – è come l’eucarestia .E io dovevo ingoiare tutto…
Ogni volta che andavo a messa e facevo la comunione sentivo dei violenti conati di vomito, che mi scuotevano lo stomaco finché non vomitavo. E io pensai di essere indemoniata perché l’eucarestia mi faceva male.”

Da Ali spezzate

domenica 7 marzo 2010

Membri...della Chiesa

Tempi (e non solo) duri per la Santa Sede: si susseguono uno dopo l'altro gli scandali sessuali che vedono al centro della scena preti che in passato se la sono spassata con smarrite pecorelle come bambini e ragazzi. Nelle chiese, in sagrestia, sugli altari, dentro ai confessionali...i racconti dei bambini sono agghiaccianti e le nefandezze immorali dei colletti bianchi non hanno limiti né confini. Dagli USA all'Irlanda, dall'Inghilterra all'Italia (Verona) fino a giungere a casa Ratzinger. Infatti l'ultima cattiva notizia viene dal coro religioso di Ratisbona, dove dal 58' al 73' sono stati perpetrati abusi sessuali a bambini e ragazzi dai 10 ai 19 anni e dal 1964 al 1993 il direttore del coro era proprio Georg Ratzinger (il fratello di Josef), il quale afferma di "non essere a conoscenza" dei fatti. La rivelazione è allarmante e presto si apriranno delle indagini a larga scala. In Germania si è cominciato a parlare di abusi sessuali su minorenni nelle scuole cattoliche da quando alcune settimane fa - dopo aver taciuto per decenni per vergogna - molti ex allievi del prestigioso ginnasio cattolico Canisius di Berlino hanno denunciato abusi ai loro danni. I casi, secondo le prime inchieste condotte dalla Chiesa stessa, sono stati più di 120 e hanno coinvolto diverse scuole religiose in tutto il paese. I sacerdoti accusati sono due, Peter Riedel e Wolfgang Stab: il primo continua a smentire tutto, nonostante le decine di testimoni che lo incastrano, mentre il secondo ha ammesso le sue colpe e ora vive in Sudamerica. Il fatto più grave e tremendo, è che il loro vizietto era ben conosciuto dentro la Chiesa, ma nessuna delle autorità ecclesiastiche è mai intervenuta per fermarli, limitatandosi solo a trasferirli di istituto in istituto in Germania, Messico, Cile e Spagna, dove purtroppo hanno continuato le loro orrende abitudini. Insomma la Chiesa pare essersi abituata a rapporti troppo affettivi coi pargoli e negli utlimi anni si stanno scoprendo milioni di abusi in tutto il mondo. Negli USA dal 1950 in poi, circa 5000 preti avrebbero abusato di 12.000 adolescenti. Una serie di scandali simili hanno sconvolto anche l’Irlanda dove, secondo una commissione, tra il 1914 e il 2000 circa 35 mila bambini sono stati sottoposti ad abusi sessuali e maltrattamenti. Anche l'Olanda non si è salvata e sono in corso 15 denunce contro 10 sacerdoti del collegio salesiano Don Rua.
E tuttavia, tutti sono pronti a dichiararsi ignari, tutti sono pronti a chiedere scusa e asserire di non esser mai stati a conoscenza di nulla. Anche quelli che sapevano e trasferivano, incuranti di esporre nuovi bambini ai rischi di abuso. Del resto, uno dei motti dei gesuiti recita "Prendeteli da piccoli e le possibilità saranno infinite".

lunedì 22 febbraio 2010

Papale papale

«E Gesù entrò nel Tempio di Dio, e scacciò tutti coloro che compravano e vendevano nel tempio, rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie di coloro che vendevano le colombe» [Matteo 21:12]. Iniziamo con una citazione addirittura biblica per commentare l'angelus di ieri, nel quale Ratzinger (non so con quale coraggio) ha detto che "potere e fame di beni materiali sono tentazioni di Satana". Detta dal papa una frase del genere ci fa un pò sorridere. Proprio lui, capo della religione più diffusa e senza dubbio l'uomo più potente del mondo, che ogni giorno riesce a muovere milioni di cittadini dei 5 continenti facendoli obbedire e pendere dalle sue labbra, umilmente sotto le spoglie di Dio in terra. Con che faccia Josef pronuncia tali parole se si pensa al potere e ai beni materiali che possiede il Vaticano. Ma andiamo ad analizzarli: il 20% del patrimonio nazionale italiano appartiene alla chiesa e un quarto di Roma è della Curia. Solo nella capitale infatti esistono 400 istituti di suore, 300 parrocchie, 250 scuole cattoliche, 200 chiese non parrocchiali, 200 case generalizie, 90 istituti religiosi, 65 case di cura, 50 missioni, 43 collegi, 30 monasteri, 20 case di riposo, altrettanti seminari, 18 ospedali, 16 conventi, 13 oratori, 10 confraternite, sei ospizi e molto altro ancora. Sono quasi 2000 gli enti religiosi residenti a Roma e risultano proprietari di circa 20 mila terreni e fabbricati, suddivisi tra città e provincia; senza contare le proprietà all’estero. «A metà degli anni ‘90 i beni delle missioni si aggiravano intorno ai 800-900 miliardi di vecchie lire, oggi dovrebbero valere dieci volte di più», osserva l’immobiliarista Vittorio Casale, massone conclamato che all’epoca era stato chiamato dal cardinale Jozef Tomko a partecipare ad un progetto di ristrutturazione del patrimonio di Propaganda Fide, il ministero degli Esteri del Vaticano. A Roma, solo i pellegrini che alloggiano nelle strutture ecclesiastiche, portano al Vaticano 5 miliardi di euro l'anno, alle quali è da aggiungere i milioni di euro derivanti dall'8 per mille, gli sgravi fiscali, l'esanzione dall' Ici, le milioni di offerte private e altre migliaia di forme di investimento che fanno del Vaticano lo stato più ricco della Terra. E che dire della Banca Vaticana o IOR (Istituto Opere Religiose e carità... fra l'altro proprietario anche di alberghi di lusso e fino a poco tempo fa, legato all'industria farmaceutica svizzera Serono, produttrice di anticoncezionali) il cui patrimonio sfiora i 6 miliardi. E che dire dei loschi avvenimenti legati al Vaticano come rapporti omosessuali segreti, pedofilia, numerosi morti molto sospette con tratti massonici come il falso suicidio di Roberto Calvi, finanziere del Vaticano trovato impiccato a Londra nel '82 e il coinvolgimento addirittura di Licio Gelli, fondatore della loggia P2, indagato per legami con il Banco Ambrosiano ecclesiastico. Il papa ci viene a raccontare di potere quando è a capo dell'istituzione più potente del mondo, che smuove le masse, che orienta le elezioni, i governi, comanda i politici, i medici, gli economisti, banchieri e mercanti. Ratzinger è l'unico azionista della Banca Vaticana, e ciò ne fa praticamente l'uomo più ricco del pianeta e il proprietario di quel tempio citato da Matteo.

lunedì 1 febbraio 2010

Contro una democrazia cristiana...

In Italia è appena nato un partito che farà sicuramente discutere: "Democrazia Atea". Indipendente, non ha legami con altri partiti già costituiti e soprattutto, pare che non cerchi appoggi da parte della Chiesa... Da dove viene l'idea? Sembra paradossale (o forse no...) ma tutto è partito proprio dalla cattolicissima Camerino.
La presentazione ufficiale del partito si è svolta a Roma il 19 Gennaio 2010, presso la sede della Stampa Estera Italiana, davanti ad un gremito gruppo di giornalisti italiani e stranieri. Il segretario nazionale, l'Avv. Carla Corsetti ha presentato il programma politico di Democrazia Atea i quali punti, abbastanza "scottanti" per un italiano medio avvezzo alle imboccate vaticane e berlusconiane dal telecomando; mirano all'abbattimento di molti pilastri della politica italiana. Nei 66 punti del programma, si spazia dalle tematiche del lavoro alla scuola, dai diritti del cittadino all'immigrazione, fino all'ambiente; incentrando spesso l'attenzione sulle pesanti e forti influenze che lo stato Vaticano esercita sullo Stato italiano. Ad esempio, tra gli "Obbiettivi fondamentali" si legge: "Abrogazione dei Patti Lateranensi e di tutti i profitti e le facilitazioni economico-finanziarie che la chiesa vaticana riceve dai cittadini e dallo Stato italiano. Testamento Biologico, Conflitto d'interesse, adozioni, eutanasia etc. Si attaccano i veri e propri tabù storicamente imposti dalla Chiesa cattolica e pare proprio che D.A. voglia sradicarli dall'interno. Vengono criticate leggi e decreti del Ministro Gelmini che continua a martoriare la scuola pubblica e la ricerca in Italia; e neanche le assurde "Missioni di Pace" e la legge Biagi sul precariato vengono risparmiate. Insomma, un programma talmente innovativo che, in uno stato vecchio come il nostro, sembra un'utopia. Invece non è così: questo è l'ennesimo esempio di come il popolo, in diverse forme, si stia organizzando (ora finalmente anche nella stessa intricata e corrotta politica italiana); stanco degli attacchi al Diritto dell'uomo e alla Costituzione, da parte di organizzazioni quali la Chiesa che sembrano non accettare l' attuale sistema democratico e continuano imperterrite (aiutate dalle stesse istituzioni) a minare la nostra libertà individuale.
Nella foto, Carla Corsetti e il giudice Tosti

domenica 27 dicembre 2009

Le icone di Dio

La famiglia è icona di Dio. "I primi testimoni della nascita del Cristo, i pastori, si trovarono di fronte non solo il Bambino Gesù, ma una piccola famiglia: mamma, papà e figlio appena nato" ha ricordato il Papa nel discorso che ha preceduto l'Angelus di oggi. "Dio ha voluto rivelarsi nascendo in una famiglia umana, diventata icona di Dio, che è Trinità, comunione d'amore". "La famiglia - ha scandito - ne è la prima e più immediata espressione. L'uomo e la donna, creati a immagine di Dio, diventano nel matrimonio un'unica carne, cioè una comunione di amore che genera nuova vita". "La famiglia cristiana è consapevole che i figli sono dono e progetto di Dio".
Ecco un estratto del discorso di oggi di Ratzinger, l'ennesimo subdolo attacco alle coppie di fatto, al testamento biologico, all'aborto, alla libertà di espressione della propria volontà individuale. Il vaticano non fa un passo avanti se non alcuni indietro. Nel giorno della Sacra Famiglia, Josef mette in crisi il concetto di Famiglia moderna: se non c'è un maschio e una femmina, non è famiglia, non è sacra. E calza su quel "umana" che risuona terribilmente discriminante: il resto sarebbe quindi inumano, diabolico, innaturale. Che violenza si nasconde dietro alle parole del Santo Padre. Secondo loro, quella "sacra" è composta da una coppia rigidamente sposata in chiesa...pace e bene...amore per tutta la vita...baci e abbracci...tanti saluti. Il problema è che al Vaticano non ci sono famiglie (almeno in teoria): essendo una nazione governata esclusivamente da uomini, dove le donne rivestono un ruolo estremamente marginale, non esistono coppie, amore vero fra persone, tantomeno famiglie. Perciò non si può avere una visuale giusta, reale, aggiornata sulla realtà: le famiglie di cui parla Ratzinger, sono tutte fuori dalle grate del Vaticano, Josef le vede solo quando si affaccia dalla sua finestra nel cortile. La realtà è ben differente. Il concetto di famiglia oggi è sconvolto, cambiato: la gente si lascia, divorzia, ricomincia da capo, adotta figli e soprattutto può essere composta da persone dello stesso sesso! La famiglia del vaticano, è quella perfetta degli americani degli anni '60: è finita, non esiste più, i tempi sono cambiati da un pezzo. Un leader degli slogan come può essere il papa, deve adattarsi e aprire gli occhi. Invece continua ad andare avanti nella sua marcia cieca e lo fa subdolamente usando addirittura la parola "amore"...Ma quale amore traspare dalle parole del Papa? Quale amore esiste nei suoi attacchi agli omosessuali, alle coppie di fatto, agli atei o ai non praticanti? Dov'è questo amore nel processo di beatificazione (fortunatamente rivisto) di papa XII? Nei giorni in cui i matrimoni fra omosessuali vengono legalizzati anche in Messico, a Roma viene ritrovato un'altro cadavere di un trans, sicuramente legato alle vicende politiche di un mese fa. Invece di difendere i più deboli, gli emarginati, i bisognosi; stà sempre dalla parte del potere, dell'immagine, della bella figura. Come il pranzetto di oggi nella comunità di Sant'Egidio: un ricco fra i poveri. "Vi voglio bene"... ma adesso torno al palazzo, tanti saluti e buon anno.
Il vaticano pare esser diventata un'istituzione d'immagine, lontana dalla realtà e i continui attacchi del papa; potrebbero presagire ad una paura di un leader sempre più solo e inascoltato...ogni giorno sempre più vicino al cielo che alla Terra-Terra.

lunedì 21 dicembre 2009

Beato il silenzio

A sorpresa ieri Josef Ratzinger ha firmato, insieme alla pratica riguardante Giovanni Paolo II, il decreto che riconosce «le virtù eroiche» di Eugenio Pacelli (Papa Pio XII dal 1939 al 1958) sbloccando così il suo processo di beatificazione fermo da tempo a causa delle polemiche sui suoi silenzi davanti all' Olocausto. Una parte del mondo ebraico, alcune organizzazioni ed autorevoli rabbini, hanno chiesto la moratoria alla beatificazione fino a quando non saranno pubblicati i documenti degli archivi vaticani relativi al pontificato pacelliano. Ratzinger ha deciso di non aspettare oltre...
Nel museo della Memoria a Gerusalemme, lo Yad Vashem, vi è una targa su Pio XII che il Vaticano ha chiesto inutilmente di rimuovere, anche in occasione della visita di Josef nel maggio scorso. Sotto la foto di Pacelli, la didascalia racconta che "eletto nel 1939, il Papa mise da parte una lettera contro l'antisemitismo e il razzismo preparata dal suo predecessore". Anche quando i resoconti sulle stragi degli ebrei raggiunsero il Vaticano, non reagì con proteste scritte o verbali. Nel 1942, non si associò alla condanna per l'uccisione degli ebrei espressa dagli Alleati. Quando avvennero le deportazioni da Roma ad Auschwitz, Pio XII non intervenne...
Evidentemente gli interessi politici, onnipresenti nella storia della santa sede più dei crocefissi, hanno spinto quel papa a rimanere in buoni rapporti coi regimi, tralasciando ancora una volta i precetti basilari cristiani che teoricamente parlerebbero di fratellanza, aiuto del più debole e ripudio della violenza, sostituiti da un bel pezzo col "Predica bene e razzola male". Una frase famosa dei fascisti è "O con noi o contro di noi", e pare che Pacelli non abbia voluto rischiare tanto, preferendo rimanere dalla parte più comoda per la chiesa...Mi chiedo come Ratzinger abbia il coraggio di accogliere nella frase "gesta eroiche" il silenzio di quel Papa che ha chiuso le finestre del Vaticano la notte in cui gli ebrei urlavano fra i rastrellamenti delle strade di Roma.

martedì 20 ottobre 2009

Africa nera

"Questa malattia non si combatte con l'uso dei preservativi che anzi aumentano il problema. L'Aids si risolve con l'amicizia verso i sofferenti e con un rapporto umano e corretto"
(Joseph Alois Ratzinger - 17 marzo 09 - Angola)