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mercoledì 13 gennaio 2010

Rapidamente si esaurisce....

Un estratto da un articolo di Repubblica del 12 Gennaio 2010: uno scorcio (per fortuna!) delle preoccupanti cifre contenute nel rapporto del WorldWatch Institute sui consumi nel nostro pianeta.
Le cifre evidenziano che " i 500 milioni di individui più ricchi del mondo (circa il 7 % della popolazione globale) sono responsabili del 50 % delle emissioni globali di anidride carbonica, mentre i 3 miliardi più poveri sono responsabili di appena il 6 % delle emissioni.". Due cani pastore tedeschi consumano più risorse in un anno di un abitante medio del Bangladesh".
Una corsa allo sfruttamento ed al prosciugamento di tutto quanto il nostro pianeta può offrire, ad opera della "evoluta" civiltà occidentale, sempre più malata, sempre più avvelenata dai suoi vizi e dalla sua stupidità.

Questo il link all'intero articolo.

Da leggere fino in fondo, per ritrovare un debole sorriso, nel finale.

domenica 20 dicembre 2009

L'effetto serra lascia B in mutande

Possiamo ritenerci soddisfatti: anche Berlusconi ha fatto la sua parte, a modo suo, sul tema del surriscaldamento globale...

Il Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi ha scandalizzato i leader UE durante un vertice tenutosi venerdì scorso mostrando loro disegnini di biancheria intima femminile delle varie epoche storiche. Ha passato in giro i suoi scarabocchi di mutandoni vittoriani e tanga durante il meeting di Bruxelles, mentre i leader discutevano di questioni relative al cambiamento climatico. Il suo volgare scherzetto ha provocato risatine in alcuni, ma indignazione in altri, che gli hanno restituito subito i disegni. Tra i leader europei presenti si contavano Gordon Brown, la cancelliera Angela Merkel, il presidente francese Nicolas Sarkozy, il Primo Ministro irlandese Brian Cowen e il Ministro degli Esteri europeo Cathy Ashton. Pare che i disegnini spinti siano giunti anche al tavolo di Gordon Brown, che però sembra averli ignorati. Berlusconi, 73 anni, ha cominciato a scarabocchiare mentre gli altri leader discutevano dell’opportunità di ampliare i fondi destinati alle nazioni più povere, per aiutarle a contrastare gli effetti del cambiamento climatico. All’inizio, i leader pensavano che stesse elaborando dei propri calcoli per dare un contributo al complesso dibattito in corso; salvo rendersi conto subito dopo che il premier stava disegnando bozzetti di mutandine femminili. Secondo una fonte, i disegni erano intitolati: “Mutandine da donna attraverso i secoli” e includevano indumenti intimi indossati dalle donne egiziane, mutandoni vittoriani, culottes francesi di seta, tanga e perizomi. “Nessuno credeva ai propri occhi” ha riferito una fonte. “Ha scarabocchiato per un po’ e poi ha passato di mano in mano degli schizzi di mutande femminili. Alcuni erano divertiti. Altri no.” Da aprile scorso Berlusconi viene costantemente accusato di comportamenti sessuali scorretti. Dopo la sua partecipazione alla festa dei 18 anni di una ragazza, la moglie Veronica ha chiesto il divorzio. Patrizia D’Addario, una escort 42enne, ha sostenuto di essere stata a letto con il Presidente, mentre lui ha negato di essere mai stato a conoscenza del fatto che la donna fosse stata pagata.

Com'è...non ve l'avevano detta questa?

sabato 19 dicembre 2009

A qualcuno piace calda

Il clima è un nemico nuovo per i nostri leader, non sanno come comportarsi con lui, come dialogare, prenderci accordi, corromperlo...Il clima non è quotabile in borsa, non ha un presidente da convincere né un popolo da comprare. Al clima non puoi vendere armi né comprare voti, il clima uccide 150mila persone l'anno e non può essere messo a processo...
Sono queste le motivazioni che hanno fatto fallire il Cop15: è evidente che i grandi leader, quegli economisti che ci rappresentano e che ogni tanto si divertono a far finta di fare la pace fra loro; non hanno ben a cuore la questione climatica, e di conseguenza se ne sbattono del loro popolo e del suo futuro.
Vorrei innanzitutto vedere libero Luca Tornatore, il climatologo (precario) dell’Università di Trieste arrestato come un terrorista a Copenhagen dalla civilissima polizia danese.
Poi vorrei che sul clima i giornali e i telegiornali la smettessero di tergiversare e dessero pane al pane. Sono gli Stati Uniti (e in subordine l’Unione Europea) che stanno facendo fallire un accordo chiave per il futuro dell’umanità perché non vogliono spostare una virgola del loro (nostro) modello economico fallito e insostenibile. Deve essere l’India forse, che ha tre quarti degli abitanti che vivono senza elettricità, a stringersi?
Vorrei che i disinformatori di professione dicessero che Hillary Clinton sta cercando di comprarsi i paesi del Sud del mondo con una elemosina di 100 miliardi di dollari in cambio di non fare alcun accordo concreto e far fallire tutto il castello come sarebbe stato bravo a fare anche George Bush.
E invece i giornali stanno facendo credere che 100 miliardi siano un sacco di soldi e soprattutto non dicono che quei cento miliardi di dollari sono una tangente per chiudere gli occhi sui lutti futuri. Noi vi diamo sti quattro soldi e non spostiamo di un virgola il nostro modello di sviluppo che ci ha benedetto domine iddio sulle tavole della legge!
La gente comune pensa che davvero 100 miliardi di dollari siano un sacco di soldi. Ricordo che solo il fallimento della Lehman Brothers fu di 600 miliardi di dollari, e che solo per l’assicurazione AIG il governo statunitense elargì aiuti pubblici per 170 miliardi di dollari. E allora i giornali dovrebbero scriverlo che è il governo statunitense a boicottare la conferenza dell’ONU sul clima invece di tergiversare e dar la colpa alla Cina. Che io sappia solo Diletta Varlese ha ripreso la denuncia gravissima che in assemblea danesi e statunitensi stanno da giorni truccando le carte facendo votare documenti diversi da quelli sui quali si dibatte. E’ un vecchio trucchetto che ho visto applicare anche nei FSM ma dal governo del gran Obama queste cose uno non se le aspetta.
E invece stanno zitti, fanno i giornalisti e invece sono più omertosi di un membro della cupola di Cosa nostra. Lo testimonia il fatto che non riferiscono quello che ha detto il presidente venezuelano Hugo Chávez (sul quale è sospettosamente caduto l’oblio totale fino a renderlo innominabile): “se il clima fosse stato una banca i soldi li avrebbero già trovati”.

martedì 8 dicembre 2009

Ultima chance: Copenaghen

A Copenaghen, 192 paesi hanno l'ultima (e già tardiva) opportunità di salvare il mondo. Affascinante è che questa volta, il pericolo mondiale non è il comunismo né la suina, non sono gli alieni né il 2012, neanche gli ebrei, le streghe, i rom e la peste...bensì il capitale. Il pericolo siamo noi stessi: il consumo eccessivo e i suoi danni. Per la prima volta nella storia, l'uomo ammette che l'arma che gli ha sempre assicurato il successo e lo sviluppo, la conquista del mondo, la supremazia sopra ogni popolo, è proprio quella che sta compromettendo la sua esistenza nel futuro. Il cambiamento climatico è stato prodotto solo negli ultimi 300 anni, le conseguenze probabilmente dureranno per secoli e le possibilità di controllarlo saranno determinate nei prossimi 14 giorni. I fatti sono chiari: negli ultimi 100 anni circa, la temperatura media del globo è aumentata di circa 0,8 °C con catastofi all'ordine del giorno e lo scioglimento inarrestabile di calotte e ghiacciai. Il progetto (o meglio, la speranza) è di evitare un incremento di temperatura di 2 °C, possibile se il picco di emissioni di Co2 si realizzi nei prossimi 5-10 anni. Arrivano buone notizie da Cina e Usa (le nazioni più inquinanti del mondo) che mostrano credibili aperture. La UE come al solito è abbastanza compatta e con forza si afferma come un blocco compatto ambientalista e lo stesso Brasile di Lula assicura una sostanziosa riduzione delle emissioni. Insomma, con un pò di cautela si respira un aria di ottimismo e c'è speranza che questo non sia l'ennesimo summit fantoccio ma quello "giusto" che può cambiare le cose. Si parla di restrizioni più efficaci, premi a chi riforesta e di un fondo di 200 miliardi di euro l'anno da destinare alle società in via di sviluppo, forse per evitare che diventino come noi...In programma veramente c'è già un altro meeting previsto per giugno a Bonn, ma sarebbe solo un occasione per ufficializzare il trattato, e non per ricominciare il lavoro da capo. L'Italia come al solito temporeggia con fischietti, coriandoli e Frattini che auspica ad un accordo vincolante per tutti, in ugual modo...amen. E tra i leader delle grandi potenze mondiali non poteva mancare Ratzinger, che dal suo balconcino sul cortile San Pietro, ha manifestato la sua preoccupazione verso i cambiamenti climatici, magari spinto da un guasto ai termosifoni del Vaticano. Josef infatti ha lanciato un profondo e intelligente appello:"salvate i giovani" informando poi con una nota che intendeva solo quelli di CL.
Certamente siamo noi paesi più sviluppati a dover fare la parte più importante e consumare meno. Le nostre abitudini sono insostenibili dalle capacità rgenerative del globo, tanto che a questo ritmo, avremmo bisogno di altre 2 "Terra" per sostenerci. Questo non vuol dire per forza sacrificio e disagio: infatti nazioni che già da anni hanno adottato la filosofia verde (vedi Islanda, Spagna, California ecc...) stanno godendo di enormi benefici economici, sociali ed ambientali e proprio dall'anno scorso, gli investimenti globali verso le fonti energetiche rinnovabili hanno superato quelli verso le energie fossili. Le stesse raffinerie e centrali nucleari hanno largamente sospeso o annullato gli interventi di restauro perché sono coscienti che gli impianti, fra pochi anni, verranno chiusi. C'è ottimismo nell'aria e fortunatamente anche fra i politici. Nella storia, le nostre più grandi invenzioni e scoperte sono state frutto della competizione fra stati; oggi invece la battaglia è per la sopravvivenza della vita sulla Terra e ci vede tutti alleati verso un unico scopo: sopravvivere a noi stessi. A questa battaglia nessuno ha il diritto di voltare le spalle, nè va del nostro stesso futuro.