giovedì 9 giugno 2011
lunedì 30 maggio 2011
Germania territorio denuclearizzato
LA DECISIONE - Gran parte dei reattori tedeschi sarà disattivato entro quest'anno, mentre gli ultimi tre funzioneranno per altri 11 anni al massimo. Il ministro Norbert Roettgen ha spiegato che gli otto reattori dei 17 che non sono collegati alla rete di produzione di energia elettrica non saranno più riattivati. La decisione è frutto delle riflessioni che il governo tedesco ha avviato dopo il disastro di Fukushima, che ha provocato proteste di massa nel paese, contro l'impiego dell'energia atomica. L'energia nucleare garantisce attualmente il 22% del fabbisogno di elettricità del Paese.
dal Corriere della Sera
venerdì 1 aprile 2011
Radiazioni con Bandiera Blu
Di Gianni Lannes
Sembra il mare di nessuno. Dove, chi vuole, può affondare le proprie carrette colme di rifi uti pericolosi e intascare il premio assicurativo in uno dei luoghi più suggestivi della costa Adriatica: le aree protette delle isole Tremiti-Pianosa e il parco nazionale del Gargano. Left ha scovato e ricostruito la storia di alcune imbarcazioni inabissate con a bordo un carico di spazzatura tossica e radioattiva. Armati di sonar e ecoscandaglio siamo andati in mare aperto e ci siamo immersi fi no a 60 metri di profondità. La pesca questa volta ha dato i suoi frutti. Le informazioni raccolte a Londra, presso la sede dei Lloyd’s, combaciano con le indicazioni dei pescatori sipontini.
Al largo del Gargano, in direzione delle isole Pelagose, Left ha individuato numerosi relitti. Navi e barili lasciati marcire nel mare e sulle spiagge. La prima imbarcazione, carica di scorie tossico-nocive, porta il nome Selin (1.712 tonnellate di stazza lorda). Uffi cialmente è stata autoaffondata il 10 aprile 1989. Poco più in là, nei pressi di Pianosa, riposa il peschereccio Arcobaleno. Secondo quanto si apprende dalle comunicazioni radio con la Capitaneria portuale, è il 12 settembre ’91 quando gli uomini d’equipaggio, testimoni involontari, assistono allo sversamento di bidoni metallici ad opera di un mercantile sconosciuto. L’imbarcazione da pesca viene successivamente speronata dalla nave di 2.582 tonnellate di stazza lorda. I pescatori Giuseppe e Saverio Olivieri e il collega Matteo Guerra risultano dispersi. Il motopesca è adagiato su un fondale a 110 metri. Nello stesso scenario acquatico, 18 miglia a nord-est di Vieste - a 135 metri di profondità - giace l’imbarcazione Messalina. Dai riscontri uffi ciali risulta speronata, il primo maggio 1995, dalla nave Esram (12.670 tonnellate di stazza lorda). Identico copione: la nave cisterna turca viene scoperta alle ore 20 mentre abbandona in mare il suo carico speciale. Le condizioni meteo-marine appaiono ottime. L’Esram urta e affonda deliberatamente il peschereccio di Manfredonia e poi fugge a Rijeka in Jugoslavia. Muoiono Michele Attanasio e Antonio Andretti. Il sostituto procuratore della Repubblica, Giuseppe De Benedectis, ritrova la nave, poco tempo dopo, in Sicilia. La mette sotto sequestro ma non riesce ad individuare i colpevoli. Trascorrono meno di tre anni e, l’8 marzo ‘98, cola a picco a 12 miglia est al largo del Gargano, con mare calma piatta, il peschereccio Orca Marina. Muore il giovane Cosimo Troiano. «I container sono stati individuati», scrive nel rapporto il capitano di fregata Vincenzo Morante. In una nota riservata – di cui nessun civile era a conoscenza – inviata dalla Capitaneria di Porto al comando navale dell’Adriatico, è scritto: «Il sinistro marittimo potrebbe essersi verifi cato a causa del probabile incattivamento dell’attrezzo da pesca a strascico in un ostacolo presente sul fondale marino. Inoltre, dall’esame delle deposizioni testimoniali rese dai naufraghi, è risultato che tale ostacolo potrebbe essere uno tra i tanti container presenti nella zona, sbarcati tempo addietro da nave sconosciuta. Pertanto si prega di disporre un’accurata perlustrazione all’interno dell’area dove giace il relitto». Potrebbe trattarsi del mercantile bulgaro Osogovo, l’ultima nave avvistata ad abbandonare il suo carico di morte.
Nell’estate del ‘98 il cacciamine Vieste localizza la motobarca, mentre la nave Anteo trasporta i palombari del Comsubin che recuperano il corpo del pescatore e fi lmano i container. La notizia del ritrovamento del cimitero subacqueo di rifi uti rimane però “top secret”. «Attualmente sappiamo dove sono i container che i pescatori locali hanno provveduto a segnalare con l’ausilio del Gps», dichiara nel carteggio il comandante De Carolis. «A tutt’oggi, fatto grave – argomenta il senatore Francesco Ferrante – la Marina Militare non ha ancora fornito all’autorità giudiziaria i fi lmati che potrebbero far luce sulla vicenda dei rifiuti affondati in questo tratto del Mediterraneo poco sorvegliato». Nel cuore della riserva marina delle Tremiti non si entra se non con un permesso speciale che la Capitaneria non concede quasi mai. A ridosso dell’isolotto di Pianosa giace una nave battente bandiera cipriota. È la Panayiota che venne volontariamente affondata in questo paradiso terrestre l’11 marzo 1986. Il mercantile custodiva nella stiva circa 695 tonnellate di residui chimici.
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martedì 29 marzo 2011
Arriviamo al nocciolo...
Ma noi non ci stiamo.
Il ritrovamento di tracce di plutonio all’esterno della centrale di Fukushima puo’ essere una conferma del danneggiamento del nocciolo di uno dei reattori, ma non ‘dice’ nulla di piu’ sulla situazione nell’impianto giapponese. “Il ritrovamento non e’ strano, considerato il danno subito dalla centrale – spiega Giuseppe Forasassi, docente del dipartimento di Ingegneria Nucleare dell’universita’ di Pisa – fa pensare alla fusione parziale del combustibile dei reattori, ma potrebbe venire anche dal danneggiamento di quello esausto contenuto nelle centrali. Questo elemento puo’ poi aver trovato una ‘via di uscita’ dagli impianti di areazione o da qualche valvola, oppure da fessurazioni nel contenimento”.
L’episodio, spiega l’esperto, potrebbe forse portare a un innalzamento del livello dell’incidente: “Il plutonio e’ molto velenoso dal punto di vista chimico, piu’ che radiologico – spiega Forasassi - quindi il problema ambientale puo’ essere grave. Sembrerebbe da escludere pero’ una contaminazione su larga scala, anche se ne dovesse uscire ancora dovrebbe restare al massimo a 20-30 chilometri”.
La Corea del Sud potrebbe essere la prossima a prendere una decisione simile, bloccando l’arrivo degli alimenti ad alto rischio contaminazione, mentre la Francia ha chiesto alla Commissione europea di armonizzare i controlli sulla radioattività nei prodotti che provengono dal Giappone. Il Paese colpito dal peggior disastro nucleare dai tempi di Chernobyl nel 1986, dal canto suo, ammette di aver trovato radiazioni sopra la soglia di sicurezza in 11 tipi di vegetali nell’area colpita, oltre che nel latte e nell’acqua, ma assicura che non ci sono gravi pericoli e sollecita il resto del mondo a non reagire in modo ingiustificato.
Il governo giapponese annuncia che la ricostruzione del Paese sarà basata sull'uso di fonti energetiche rinnovabili.
Ernesto Burgio fa parte del Comitato scientifico Isde-Italia (International Society of Doctors for the Environment ndr), e ti spiega la situazione della NUBE RADIOATTIVA in Europa e fa paragoni con Chernobyl e con le radiazioni in Grecia e Norvegia...
Fonti: Ecquo,
domenica 27 marzo 2011
La merkel seppellita dal nucleare
BERLINO - Pesantissima e duplice disfatta di Angela Merkel e del suo vice Guido Westerwelle in Germania. La Cdu della Cancelliera perde clamorosamente il potere nel ricchissimo Baden-Wuerttemberg dove governava dalla fondazione della Repubblica federale. E resta all'opposizione in Renania-Palatinato. Nel Baden-Wurttemberg, da sempre simbolo del centrodestra tecnocratico ed efficiente e della prosperità del "modello Germania", probabilmente il prossimo governatore sarà il leader locale dei Verdi, Winfried Kretschmann. Per la prima volta nella Storia cioè un ecologista guiderà uno dei 16 Stati della federazione.
hierandosi con Cina e Russia e contro la maggioranza dell'Unione europea e della Nato sul caso Libia. Il voto di oggi appare il più importante nel 'Superwaljahr 2011', e il più catastrofico per la cancelliera e per il suo centrodestra. Da stasera la 'donna più potente del mondo' appare piuttosto un lame duck, un'anatra azzoppata. Le basi del suo potere vacillano, i nemici interni nel centrodestra rialzano la testa. I più pessimisti vedono nei risultati persino un possibile inizio del suo tramonto. L'instabilità politica tedesca pesa su tutta l'Europa, il governo federale che su ogni tema, dal nucleare alla Libia all'austerità per salvare l'euro, cerca di dar lezione e impartire ordini ai partner europei, si trova davanti alle macerie del suo potere.Secondo le prime proiezioni derivate come di consueto dagli exit polls resi pubblici subito dopo la chiusura dei seggi alle 18 (dati di consueto molto precisi) in Baden-Wuerttemberg la Cdu che era al potere da quasi 60 anni crolla dal 44,2 per cento delle ultime elezioni (2006) al 38 per cento, i suoi alleati liberali (il partito di Westerwelle) escono addirittura più che dimezzati, precipitando dal 10,7 per cento a un risultato attorno al 5 per cento. Possono cioé rischiare di finire di poco al di sotto del quorum del 5 per cento necessario a entrare nel Landtag, il parlamento dello Stato. Volano invece i Verdi, che dall'11,7 per cento passano al 25 diventando prima forza della sinistra. Sorpassano persino la Spd (socialdemocrazia) che dal 25,2 per cento cala al 23,5. La linke, la sinistra radicale, è al 3 per cento, quindi sotto il quorum.
Da Repubblica

venerdì 18 marzo 2011
I 10 comandamenti dell' atomo
Da www.nuclearlifestyle.itLa tragedia di Cernobyl ha dimostrato la pericolosità di questa fonte di energia. Quell’incidente ha causato e causerà ancora nel futuro centinaia di migliaia di vittime e ancora oggi a 23 anni di distanza le ricerche scientifiche mostrano ancora impatti sia sulla flora che sulla fauna. Cresce l’evidenza di leucemie infantili nelle aree vicino alle centrali nucleari.
2. Il nucleare è la fonte di energia più sporca
Le centrali nucleari generano scorie radioattive. Le scorie a vita media rimangono radioattive da 200 a 300 anni, le scorie a vita lunga anche miliardi di anni e non esiste ancora un sistema per la gestione in sicurezza delle scorie nel lungo periodo.
3. Il nucleare è la fonte di energia che genera meno occupazione
Gli obiettivi europei per le fonti rinnovabili e l'efficienza energetica al 2020 valgono il triplo del piano nucleare di Enel in termini energetici e creerebbero almeno 200 mila nuovi posti di lavoro "verdi" e dunque 10-15 volte l’occupazione indotta dal nucleare.
4. Il nucleare è troppo costoso

Secondo le analisi di primarie società finanziarie, il costo dell’elettricità nucleare da nuovi impianti sarà di 65-70 euro/MWh quasi il doppio della cifra presentata da Enel e governo (40 euro/MWh). Se poi teniamo conto dello smaltimento delle scorie e dello smantellamento e bonifica degli impianti nucleari, i costi per noi e le future generazioni saranno ancora più elevati.
5. Il nucleare non è necessario
Entro il 2020 le fonti rinnovabili, insieme a misure di efficienza energetica, sono in grado di produrre quasi 150 miliardi di kilowattora, circa tre volte l'obiettivo di Enel sul nucleare, tagliando drasticamente le emissioni di CO2.
6. Il nucleare è una falsa soluzione per il clima
Il nucleare è una scelta inutile ai fini climatici, visto che le centrali saranno pronte certamente dopo il 2020 e invece bisogna ridurre oggi le emissioni di gas serra. Investire sul nucleare sottrae risorse alle fonti davvero pulite, efficienza energetica e rinnovabili.
7. Il nucleare non genera indipendenza energetica
Se il nucleare dovesse tornare in Italia, continueremo a importare petrolio per i trasporti e diventeremo dipendenti dall’estero per l’Uranio e per la tecnologia, visto che il nuovo reattore EPR è un brevetto francese. E, comunque, la Francia leader del nucleare ha consumi procapite di petrolio superiori a quelli italiani.
8. Il nucleare è una risorsa limitata
L'Uranio è una risorsa molto limitata destinata a esaurirsi in poche decine di anni. Nel caso venissero costruiti nuove centrali, l'esaurimento delle risorse di Uranio si accelererebbe.
9. Il nucleare non ha il sostegno dei cittadini
Gli italiani hanno detto NO al nucleare con un'importante scelta referendaria. Oggi i sondaggi di opinione rivelano che la maggior parte dei cittadini non vuole una centrale nucleare nella propria Regione.
10. Il nucleare: più è lontano e minori sono i rischi
Alcuni sostengono che il rischio nucleare c’è già, essendo l’Italia circondata da reattori. È una affermazione scorretta: anche se non è mai nullo, il rischio per le conseguenze di un incidente diminuisce maggiore è la distanza dalla centrale. Le Alpi, come si è visto nel caso di Cernobyl, sono una parziale barriera naturale per l’Italia.
sabato 12 marzo 2011
Salta il reattore, ma non i piani del regime
Il nostro governo invece, tramite quella sp
ecie di rospo del capogruppo Pdl Cicchitto, continua a sostenere il nucleare dicendo che l' incidente giapponese non cambierà la linea del governo. Anche quell' ipocrita cattolico leccaculo voltafaccia di Pier Ferdinando Casini si è detto “ancora favorevole” al nucleare "a meno che non lo voglia Dio"(questo potrebbe non essere vero). “Vorrei che il Governo dopo tante declamazioni passasse dalle parole ai fatti” (pure!), ha auspicato il leader dell’Udc. “Naturalmente il problema del Giappone è molto più complesso”, ha osservato. Si, perché il giapponese non lo capisce nessuno e alcuni politici del parlamento non sanno neanche dove stà nella cartina. Il leader della Lega Bossi, a chi gli chiedeva sui fatti del Giappone ha risposto: stiamo lavorando perché i giapponesi non arrivino sulle coste di Lampedusa" (questo potrebbe non essere vero).
A questi politici mezze seghe risponde pacatamente il geologo Mario Tozzi: “Sono degli irresponsabili. Parlassero di meno e studiassero di più. C’è da rimanere allibiti. Questi politici fanno finta di esser dei teorici di fisica nucleare. Non hanno nemmeno la decenza di usare la cautela che in situazioni come questa dovrebbe essere d’obbligo”. Secondo il conduttore di “Gaia, il pianeta che vive” (che tornerà in onda su Rai Tre a partire dal 31 marzo) le bugie più macroscopiche della lobby pro-atomo sono due: la sicurezza e l’economicità di questa fonte di energia, che la tragedia giapponese le sta drammaticamente mettendo a nudo. “Le centrali nucleari giapponesi – spiega Tozzi – sono state costruite per sopportare un terremoto di 8,5 gradi della scala Richter. Poi cos’è successo? E’ arrivato un sisma di 8,9 e le strutture non hanno retto”. Le centrali italiane saranno costruite per resistere a delle scosse di circa 7,1 gradi, ma, come sostiene Tozzi, “chi ci assicura che un giorno non arriverà un sisma più potente?”. Nessuno, solo Dio e Casini. Inoltre il disastro giapponese è avvenuto nel paese tecnologicamente più avanzato del mondo.
A Tokio infatti è radicata una seria cultura del rischio che è frutto di una profonda conoscenza di questi fenomeni. “Con quale faccia i vari Cicchitto ci vengono a vendere l’idea che in Italia, in caso di terremoto, le cose possano andare meglio che in Giappone? Il terremoto dell’Aquila se si fosse verificato in Giappone non avrebbe provocato neanche la caduta di un cornicione. Da noi ha causato 300 morti. Chi può credere alle farneticazioni sulla sicurezza del nucleare italiano?”, chiede sarcasticamente Tozzi. E’ vero che l’incidente nucleare è più raro, ma è altrettanto vero che è mille volte più pericoloso. E il caso giapponese, secondo Tozzi, è da manuale: “Se a una centrale gli si rompe il sistema di raffreddamento diventa esattamente come un’enorme bomba atomica.
Nota personale:
Ultimamente in Italia si è riacceso il dibattito dopo che il regime mafioso e corrotto di Berlusconi ha auspicato la costruzione di reattori nucleari, usando impianti giudicati di 2°-3° mano, tecnologie già usate e abbandonate da altre nazioni quali Francia e paesi dell'Est. Insomma è probabile che faremo centrali nucleari "all'italiana", col timbro dei cannoli siciliani e la faccia di Apicella come marchio.
Il regime sta facendo di tutto per portarci nella melma del nucleare, per esempio con quel bel Forum sul nucleare, talmente fazioso e antidemocratico da far si che il suo spot da migliaia di euro, sia stato ritirato. Ce la sta mettendo tutta tagliando le gambe all'unico e davvero UNICO settore economico italiano in grandissima crescita quale quello delle energie rinnovabili, tramite il bastardo decreto Romani.
E' facile pensare che questo sia l'ennesimo inganno di quel puttaniere di Berlusconi che arricchirà di miliardi di euro qualche suo amico che lavora nel nucleare o direttamente l'amica Mafia, senza che queste centrali vedano mai la luce...Dopotutto dopo il ponte sullo stretto, le varie autostrade, per non parlare di ospedali, stadi ecc; di esempi di grandi opere con enormi finanziamenti (poi scomparsi) e mai finite, l'Italia ne è piena. E probabilmente le ideali centrali nucleari di Berlusconi faranno la stessa fine: verranno costruite e non entreranno mai in funzione (e ce lo auguriamo). Il problema è che le pagheremo noi, mentre loro non pagheranno mai nulla per i loro errori. come sempre è stato e come sempre sarà in questo fottutissimo bel Paese. E questi soldi verranno buttati, come giornalmente vengono buttati migliaia di NOSTRI euro, che invece di essere investiti su scuole, Università, ospedali , enti pubblici che ne hanno bisogno; vanno alle puttane di Berlusconi e alle mignotte che lucidano il pene finto e i denti nuovi di Berlusconi.
Fonti: pezzi da Il Fatto
e da Ecquo
sabato 17 aprile 2010
..un grande passo per l'umanità
il londinese Times: “spingono un fluido attraverso mini-turbine che generano energia elettrica da utilizzare direttamente o da immagazzinare in accumulatori dedicati”.Questo tipo di tecnologia deriva direttamente da un sistema di mini-generatori ideato per essere inserito all’interno di calzature anfibie militari; progettato qualche anno fa e testato dall’esercito americano.
Ogni zona caratterizzata da un grande traffico pedonale è potenzialmente adatta all’installazione di questo sistema: centri commerciali, stazioni, aeroporti, discoteche, marciapiedi… Alcuni ingegneri inglesi hanno realizzato, prendendo come riferimento la frequentatissima Victoria Underground Station a Londra che conta circa 34000 viaggiatori ogni ora, un modello di studio che ha mostrato come numero così elevato di persone in movimento può alimentare circa 6.500 lampad
ine classiche.Inoltre, questo tipo di dispositivo a pressione può essere installato su ponti per ricavare energia dalle vibrazioni causate dal passaggio di auto e treni; è stato infatti provato lo scorso anno, con successo, in un ponte situato nelle Midlands dove un sensore per le alluvioni è stato alimentato, per un determinato periodo di tempo, unicamente dall’energia creata dalle oscillazioni generate dai treni che passavano sopra il ponte stesso. Versioni più piccole potrebbero essere utilizzate da singole persone per alimentare, ad esempio, il proprio iPod.
A Tolosa (Francia) il progetto sta partendo e una parte di marciapiede nel centro della città, è stato dotato di tavolette che contengono microsensori in grado di generare 30 watt ad ogni passaggio d'un pedone. L’energia prodotta, caricata in una batteria, potrebbe essere utilizzata per alimentare l'illuminazione nelle strade.
Noi siamo ancora all'età dell'atomo...
domenica 11 aprile 2010
Con un poco di zucchero...
tto, si parla di cose scottanti, cose nucleari. Si è sancita una stretta collaborazione fra i due popoli a cavallo delle Alpi: uno la Francia coi suoi 59 reattori nucleari; l'altro l'Italia con le sue 4 centrali chiuse (inseguito al referendum del 1988), ma che presto potrebbero riaprirsi assieme ad altre (si è sparato da 5 a 10 centrali), consacrando il ritorno del Bel Paese al bel nucleare. Ma in Italia c'è il problema "opinione pubblica" (quando si sveglia) e Berlusconi ha ammesso che la gente potrebbe non essere daccordo con i suoi fantastici progetti megagalattici...anche se ha già trovato una soluzione. Il nostro caro presidente del Consiglio infatti ha riconosciuto la necessità di dover convincere l'opinione pubblica sulla sicurezza delle future centrali, e in che modo potrebbe farlo se non con il miglior strumento di distrazione e malainformazione di massa? Berlusconi ai francesi ha detto che l'opinione pubblica italiana deve "maturare" e bisognerà persuaderla usando "la televisione per far passare la paura", magari anche con l'aiuto delle tv francesi che pubblicheranno testimonianze di chi vive vicino agli impianti atomici.Forse era meglio non ammetterlo, forse non è bello che il capo del governo confessi pubblicamente che ma
nipolando la televisione, si ottiene il consenso popolare per qualsiasi cosa. Chissà: è stata la gaffe del venerdì? Tanto una cazzata quando va all'estero deve dirla per forza...era questa? No, non era per niente una cazzata e Silvio è un grande: ha avuto il coraggio di ammettere apertamente che con la televisione si ottiene tutto. Per una volta, l'indagato Berlusconi ha detto la verità. Qua da noi funziona così: c'ho vinto le elezioni tante di quelle volte, ho saltato processi, evitato condanne, cambiato leggi...Sarkò, sei uno sfigato!Con un poco di zucchero, la pillola va giù.
Pronti anni di campagna nucleare a suon di grandi vantaggi, sgravi fiscali, bollette più basse, centrali nucleari pulite, nuovissime, luccicanti e soprattutto sicure! La gente potrà coltivare pomodori giganti per dei ragù colossali, i bambini potranno giocare al parco rimanendo a casa grazie alle loro braccia di 100 metri e i comuni potranno finalmente permettersi di avere le luci di natale per le strade grazie all'esposizione diretta delle scorie radioattive!
Meno male che Silvio c'è.
venerdì 19 febbraio 2010
Appello Nucleare
Da GreenpeaceIl Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo che disciplina la localizzazione e la realizzazione di nuove centrali nucleari. Ma non ci diranno - prima delle elezioni - in quali Regioni intendono costruire gli impianti!! È un diritto di noi cittadini saperlo!
La nostra campagna contro questa scelta rischiosa e troppo costosa va avanti. Partecipa anche tu e firma l´appello sul sito www.nuclearlifestyle.it per chiedere ai candidati alle elezioni regionali del 28 e 29 marzo di dire No al Nucleare. Contro un governo che continua a imporre le sue scelte, l´opposizione delle Regioni è l´unica possibilità che abbiamo per fermare il ritorno del nucleare nel nostro Paese.
Firma l'appello contro il nucleare. Subito!
http://www.greenpeace.it/nuclearlifestyle/petizione.html
sabato 13 febbraio 2010
ZOOM: L'ipotesi nucleare
Illustri esponenti politici sostengono che ritornare al nucleare sia una buona soluzione per la crisi energetica e climatica, dato che la considerano rinnovabile (c’è chi ancora crede che l’uranio sia inesauribile) e pulita. In effetti, una centrale nucleare in attività non comporta una rilevante produzione di anidride carbonica: il fumo bianco che si vede uscire è solo vapor acqueo (tra l’altro anch'esso è un gas ad effetto serra). Ma se si considera l’intero ciclo di vita (Life Cycle Assessment - LCA) del combustibile (l’isotopo Uranio-235), allora ci si rende conto che produrre elettricità da fissione nucleare comporta immettere in atmosfera molta CO2. Le operazioni da effettuare per poter utilizzare Uranio-235 sono diverse (estrazione, macinazione, conversione, arricchimento, fabbricazione del combustibile ed eventuale riproce
ssamento) e tutte richiedono a loro volta energia, oggi fornita dai soliti combustibili fossili. C’è poi da considerare l’operazione di gestione delle scorie nucleari (che hanno un tempo di decadimento radioattivo di circa 250000 anni ndr) e manutenzione della centrale stessa. Nel calcolo finale delle emissioni prodotte, bisogna analizzare anche l'estrazione di Uranio e la sua concentrazione, considerando che al mondo esistono poche miniere ad alta concentrazione del minerale (soprattutto in Canada), ed alcune di esse sono difficili da trattare e richiedono molta energia di estrazione. Secondo il rapporto dell’Oxford Research Group, assumendo una vita operativa media della centrale nucleare pari a 35 anni ad una efficienza dell’85%, la quantità in grammi di CO2 emessa per chilowattora elettr
ico (gCO2/kWh) è da riferire ad un valore medio di 103 unità. Confrontiamo ora questo dato con le emissioni derivanti da altre fonti comuni:Cella ad idrogeno:
Biomasse: 14 - 41 gCO2/kWh (dipende dal tipo di biomassa);
Geotermico: 38 gCO2/kWh;
Solare termico: 13 gCO2/kWh;
Solare fotovoltaico: 32 gCO2/kWh;
Eolico: 10 gCO2/kWh.
Non dimentichiamo inoltre che l'uranio è esauribile e sempre secondo studi condotti dall’Oxford Research Group, entro il 2070 (nella migliore delle ipotesi) la percentuale di Ossido di Uranio presente nelle riserve residue sarà al di sotto dello 0,01%. Il nucleare quindi non può essere considerato come una reale soluzione alla crisi economico-ambientale, e se si considera la rapida crescita dei consumi di Cina ed India, questa risorsa potrebbe soddisfare il 30% della domanda mondiale di elettricità per non più di 40 anni.

La centrale nucleare per ovvi motivi di sicurezza, deve essere costruita lontano dai grandi centri urbani e l’enorme quantità di calore che produce non può essere utilizzata ad esempio, per il riscaldamento domestico, in qunto il suo trasporto nelle lunghe distanze non è economicamente vantaggioso. Ad ogni modo, il problema mondiale non è l'energia elettrica, perché se noi andiamo a vedere gli usi finali dell’energia, il 32% serve per produrre carburante per i trasporti, il 31% per basse temperature (es. per il riscaldamento domestico), il 17% per alta temperatura (uso industriale), il 6% è media temperatura (es. cucina), ed infine il rimanente 14% è per l’elettricità. Quindi, anche se si risolvessero i problemi legati alle emissioni da parte dell’industria elettrica, rimarrebbe quel 54% legato al bisogno di calore e quel 32% legato ai trasporti, che continuerebbero ad emettere CO2.
Il problema dei cambiamenti climatici e dell'energia in generale è quindi molto complesso, e non può essere assolutamente banalizzato ad una semplice questione nucleare si o nucleare no, o ancora affrontato con un approccio riduzionistico. Il problema anzi deve essere affrontato con un approccio di tipo olistico, così da permettere un cambiamento radicale del sistema stesso.

Infatti, ciò su cui occorre investire è il passaggio da una struttura centralizzata di generazione dell’energia, basata su poche e grandi centrali funzionanti con fonti fossili (e anche sul nucleare), ad un sistema delocalizzato, decentrato, basato su tante e piccole centrali alimentate con fonti rinnovabili; un sistema questo che tiene conto degli usi finali dell’energia e delle reali esigenze energetiche locali, evitando gli sprechi.
lunedì 25 gennaio 2010
Idee rinnovabili
Dopo il flop dell'incontro di Copenhagen sul clima, l' Europa non si arrende e 10 paesi fra i più avanzati sul piano energetico (Germania, Inghilterra, Francia, Belgio, Danimarca, Irlanda, Olanda, Svezia, Lussemburgo e Norvegia) si stanno organizzando per creare una rete di distribuzione d'energia (come già avevamo scritto nel post "L'Energia rinnovabile non parla italiano"), ricavata solo da fonti rinnovabili. L' energia prodotta da vento, sole, acqua, biomasse e geotermia; verrà convoiata in viadotti nuovi e messa a disposizione dei suddetti paesi, evitando anche che questa si "mescoli" con quella derivata da prodotti fossili. Si sa che l'interesse verso una economia più sostenibile, è molto più forte nei paesi sviluppati d'europa e per esempio la Svezia si è posta l'obbiettivo entro il 2030 (fra soli 20 anni...) di arrivare ad utilizzare solo energia rinnovabile. La Germania ha già superato i 25 000 Mw di eolico (equivalente a un quinto del petrolio consumato in un anno in Italia) e possiede 4 000 Mw di energia solare, rispetto ai 900 Mw dell'Italia (nosostante che un pannello posto in Sicilia, produca il doppio rispetto allo stesso pannello istallato a Berlino). L
a Spagna, oltre che avere la centrale solare più grande e potente del mondo (la PS20 di siviglia, capace di sfamare 180 000 case e mezzo milione di abitanti), possiede 16 000 Mw di eolico. Nella sola giornata del 20 dicembre 09, a causa di "tempaccio", ha prodotto il 54% dell'energia prodotta in tutto lo stato. Avvenimenti come questi avvengono più volte nell'arco dell'anno: nel marzo 08 a causa di una tempesta, in una sola notte un impianto eolico off-shore (in mezzo al mare) produsse il 40% del fabbisogno nazionale (pari alla somma dei prodotti delle centrali nucleari e a carbone iberiche). Solo a Barcellona, sono in fase di inizio lavori altri 12 impianti eolici ognuno con 400 Mw di potenza. In tutta Italia ci sono 4000 Mw di eolico, non esiste un dibattito politico sul tema ambientale e ancora si fanno referendum di paese perché l'eolico "deturpa il paesaggio". Modestamente credo che una raffineria sia molto più brutta da vedere rispetto ad un campo di pale eoliche, una centrale a carbone sia molto più inquinante e una centrale nucleare molto più pericolosa. Non possiamo ancora stare a perdere tempo dietro a qualche fanatico ignorante che parla di paesaggio e rotte migratorie minacciate. L'energia pulita non è inquinante, ha costi bassissimi di istallazione e soprattutto, cosa più importante, è gratuita! La richiesta energetica è ogni anno sempre più alta e per continuare a vivere in questa società, c'è da adattarsi, rinnovarsi e pagarne il prezzo. La politica è distante anni luce da questioni di questo livello, per loro (e per i loro elettori) sono più importanti i processi brevi, le regionali e qualche trans di troppo. Il governo Berlusconi ha ritirato fuori le centrali nucleari e ne vuole costruire 4 entro 10 anni. A me personalmente rincuora di essere in Italia, conoscere bene le leggi della corruzione, della burocrazia e della mafia e ciò mi dà la certezza che queste centrali non entreranno mai in funzione. Però sò quanto tempo andrà perso e quanti soldi buttati o regalati a corrotti dell'edilizia e delle istituzioni, invece di investirli in strutture utili e sensate. In tutta europa solo Francia e Finlandia hanno in progetto nuove centrali, mentre che nessuna fra le centinaia sparse per il vecchio continente, hanno subìto modifiche o restauri significativi negli ultimi anni, proprio perché sono destinate a chiudere presto. Sono altri i progetti di sviluppo , altre idee frullano in testa agli europei, altri interessi ben più illuminati e innovativi.