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lunedì 25 gennaio 2010

Idee rinnovabili

Dopo il flop dell'incontro di Copenhagen sul clima, l' Europa non si arrende e 10 paesi fra i più avanzati sul piano energetico (Germania, Inghilterra, Francia, Belgio, Danimarca, Irlanda, Olanda, Svezia, Lussemburgo e Norvegia) si stanno organizzando per creare una rete di distribuzione d'energia (come già avevamo scritto nel post "L'Energia rinnovabile non parla italiano"), ricavata solo da fonti rinnovabili. L' energia prodotta da vento, sole, acqua, biomasse e geotermia; verrà convoiata in viadotti nuovi e messa a disposizione dei suddetti paesi, evitando anche che questa si "mescoli" con quella derivata da prodotti fossili. Si sa che l'interesse verso una economia più sostenibile, è molto più forte nei paesi sviluppati d'europa e per esempio la Svezia si è posta l'obbiettivo entro il 2030 (fra soli 20 anni...) di arrivare ad utilizzare solo energia rinnovabile. La Germania ha già superato i 25 000 Mw di eolico (equivalente a un quinto del petrolio consumato in un anno in Italia) e possiede 4 000 Mw di energia solare, rispetto ai 900 Mw dell'Italia (nosostante che un pannello posto in Sicilia, produca il doppio rispetto allo stesso pannello istallato a Berlino). La Spagna, oltre che avere la centrale solare più grande e potente del mondo (la PS20 di siviglia, capace di sfamare 180 000 case e mezzo milione di abitanti), possiede 16 000 Mw di eolico. Nella sola giornata del 20 dicembre 09, a causa di "tempaccio", ha prodotto il 54% dell'energia prodotta in tutto lo stato. Avvenimenti come questi avvengono più volte nell'arco dell'anno: nel marzo 08 a causa di una tempesta, in una sola notte un impianto eolico off-shore (in mezzo al mare) produsse il 40% del fabbisogno nazionale (pari alla somma dei prodotti delle centrali nucleari e a carbone iberiche). Solo a Barcellona, sono in fase di inizio lavori altri 12 impianti eolici ognuno con 400 Mw di potenza. In tutta Italia ci sono 4000 Mw di eolico, non esiste un dibattito politico sul tema ambientale e ancora si fanno referendum di paese perché l'eolico "deturpa il paesaggio". Modestamente credo che una raffineria sia molto più brutta da vedere rispetto ad un campo di pale eoliche, una centrale a carbone sia molto più inquinante e una centrale nucleare molto più pericolosa. Non possiamo ancora stare a perdere tempo dietro a qualche fanatico ignorante che parla di paesaggio e rotte migratorie minacciate. L'energia pulita non è inquinante, ha costi bassissimi di istallazione e soprattutto, cosa più importante, è gratuita! La richiesta energetica è ogni anno sempre più alta e per continuare a vivere in questa società, c'è da adattarsi, rinnovarsi e pagarne il prezzo. La politica è distante anni luce da questioni di questo livello, per loro (e per i loro elettori) sono più importanti i processi brevi, le regionali e qualche trans di troppo. Il governo Berlusconi ha ritirato fuori le centrali nucleari e ne vuole costruire 4 entro 10 anni. A me personalmente rincuora di essere in Italia, conoscere bene le leggi della corruzione, della burocrazia e della mafia e ciò mi dà la certezza che queste centrali non entreranno mai in funzione. Però sò quanto tempo andrà perso e quanti soldi buttati o regalati a corrotti dell'edilizia e delle istituzioni, invece di investirli in strutture utili e sensate. In tutta europa solo Francia e Finlandia hanno in progetto nuove centrali, mentre che nessuna fra le centinaia sparse per il vecchio continente, hanno subìto modifiche o restauri significativi negli ultimi anni, proprio perché sono destinate a chiudere presto. Sono altri i progetti di sviluppo , altre idee frullano in testa agli europei, altri interessi ben più illuminati e innovativi.
L' Italia galleggia.

sabato 19 dicembre 2009

A qualcuno piace calda

Il clima è un nemico nuovo per i nostri leader, non sanno come comportarsi con lui, come dialogare, prenderci accordi, corromperlo...Il clima non è quotabile in borsa, non ha un presidente da convincere né un popolo da comprare. Al clima non puoi vendere armi né comprare voti, il clima uccide 150mila persone l'anno e non può essere messo a processo...
Sono queste le motivazioni che hanno fatto fallire il Cop15: è evidente che i grandi leader, quegli economisti che ci rappresentano e che ogni tanto si divertono a far finta di fare la pace fra loro; non hanno ben a cuore la questione climatica, e di conseguenza se ne sbattono del loro popolo e del suo futuro.
Vorrei innanzitutto vedere libero Luca Tornatore, il climatologo (precario) dell’Università di Trieste arrestato come un terrorista a Copenhagen dalla civilissima polizia danese.
Poi vorrei che sul clima i giornali e i telegiornali la smettessero di tergiversare e dessero pane al pane. Sono gli Stati Uniti (e in subordine l’Unione Europea) che stanno facendo fallire un accordo chiave per il futuro dell’umanità perché non vogliono spostare una virgola del loro (nostro) modello economico fallito e insostenibile. Deve essere l’India forse, che ha tre quarti degli abitanti che vivono senza elettricità, a stringersi?
Vorrei che i disinformatori di professione dicessero che Hillary Clinton sta cercando di comprarsi i paesi del Sud del mondo con una elemosina di 100 miliardi di dollari in cambio di non fare alcun accordo concreto e far fallire tutto il castello come sarebbe stato bravo a fare anche George Bush.
E invece i giornali stanno facendo credere che 100 miliardi siano un sacco di soldi e soprattutto non dicono che quei cento miliardi di dollari sono una tangente per chiudere gli occhi sui lutti futuri. Noi vi diamo sti quattro soldi e non spostiamo di un virgola il nostro modello di sviluppo che ci ha benedetto domine iddio sulle tavole della legge!
La gente comune pensa che davvero 100 miliardi di dollari siano un sacco di soldi. Ricordo che solo il fallimento della Lehman Brothers fu di 600 miliardi di dollari, e che solo per l’assicurazione AIG il governo statunitense elargì aiuti pubblici per 170 miliardi di dollari. E allora i giornali dovrebbero scriverlo che è il governo statunitense a boicottare la conferenza dell’ONU sul clima invece di tergiversare e dar la colpa alla Cina. Che io sappia solo Diletta Varlese ha ripreso la denuncia gravissima che in assemblea danesi e statunitensi stanno da giorni truccando le carte facendo votare documenti diversi da quelli sui quali si dibatte. E’ un vecchio trucchetto che ho visto applicare anche nei FSM ma dal governo del gran Obama queste cose uno non se le aspetta.
E invece stanno zitti, fanno i giornalisti e invece sono più omertosi di un membro della cupola di Cosa nostra. Lo testimonia il fatto che non riferiscono quello che ha detto il presidente venezuelano Hugo Chávez (sul quale è sospettosamente caduto l’oblio totale fino a renderlo innominabile): “se il clima fosse stato una banca i soldi li avrebbero già trovati”.

martedì 8 dicembre 2009

Ultima chance: Copenaghen

A Copenaghen, 192 paesi hanno l'ultima (e già tardiva) opportunità di salvare il mondo. Affascinante è che questa volta, il pericolo mondiale non è il comunismo né la suina, non sono gli alieni né il 2012, neanche gli ebrei, le streghe, i rom e la peste...bensì il capitale. Il pericolo siamo noi stessi: il consumo eccessivo e i suoi danni. Per la prima volta nella storia, l'uomo ammette che l'arma che gli ha sempre assicurato il successo e lo sviluppo, la conquista del mondo, la supremazia sopra ogni popolo, è proprio quella che sta compromettendo la sua esistenza nel futuro. Il cambiamento climatico è stato prodotto solo negli ultimi 300 anni, le conseguenze probabilmente dureranno per secoli e le possibilità di controllarlo saranno determinate nei prossimi 14 giorni. I fatti sono chiari: negli ultimi 100 anni circa, la temperatura media del globo è aumentata di circa 0,8 °C con catastofi all'ordine del giorno e lo scioglimento inarrestabile di calotte e ghiacciai. Il progetto (o meglio, la speranza) è di evitare un incremento di temperatura di 2 °C, possibile se il picco di emissioni di Co2 si realizzi nei prossimi 5-10 anni. Arrivano buone notizie da Cina e Usa (le nazioni più inquinanti del mondo) che mostrano credibili aperture. La UE come al solito è abbastanza compatta e con forza si afferma come un blocco compatto ambientalista e lo stesso Brasile di Lula assicura una sostanziosa riduzione delle emissioni. Insomma, con un pò di cautela si respira un aria di ottimismo e c'è speranza che questo non sia l'ennesimo summit fantoccio ma quello "giusto" che può cambiare le cose. Si parla di restrizioni più efficaci, premi a chi riforesta e di un fondo di 200 miliardi di euro l'anno da destinare alle società in via di sviluppo, forse per evitare che diventino come noi...In programma veramente c'è già un altro meeting previsto per giugno a Bonn, ma sarebbe solo un occasione per ufficializzare il trattato, e non per ricominciare il lavoro da capo. L'Italia come al solito temporeggia con fischietti, coriandoli e Frattini che auspica ad un accordo vincolante per tutti, in ugual modo...amen. E tra i leader delle grandi potenze mondiali non poteva mancare Ratzinger, che dal suo balconcino sul cortile San Pietro, ha manifestato la sua preoccupazione verso i cambiamenti climatici, magari spinto da un guasto ai termosifoni del Vaticano. Josef infatti ha lanciato un profondo e intelligente appello:"salvate i giovani" informando poi con una nota che intendeva solo quelli di CL.
Certamente siamo noi paesi più sviluppati a dover fare la parte più importante e consumare meno. Le nostre abitudini sono insostenibili dalle capacità rgenerative del globo, tanto che a questo ritmo, avremmo bisogno di altre 2 "Terra" per sostenerci. Questo non vuol dire per forza sacrificio e disagio: infatti nazioni che già da anni hanno adottato la filosofia verde (vedi Islanda, Spagna, California ecc...) stanno godendo di enormi benefici economici, sociali ed ambientali e proprio dall'anno scorso, gli investimenti globali verso le fonti energetiche rinnovabili hanno superato quelli verso le energie fossili. Le stesse raffinerie e centrali nucleari hanno largamente sospeso o annullato gli interventi di restauro perché sono coscienti che gli impianti, fra pochi anni, verranno chiusi. C'è ottimismo nell'aria e fortunatamente anche fra i politici. Nella storia, le nostre più grandi invenzioni e scoperte sono state frutto della competizione fra stati; oggi invece la battaglia è per la sopravvivenza della vita sulla Terra e ci vede tutti alleati verso un unico scopo: sopravvivere a noi stessi. A questa battaglia nessuno ha il diritto di voltare le spalle, nè va del nostro stesso futuro.