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venerdì 14 dicembre 2012

I messaggi di "Pace un cazzo" di Ratzinger

Il capo di Stato del Vaticano, tale papa Benedetto XVI in occasione della "Giornata mondiale della Pace" ha lanciato due importanti messaggi di Pace: 
1) Ieri ha ricevuto Rebecca Kadaga (presidente del parlamento dell' Uganda), la quale si sta battendo per far approvare a breve una legge denominata "Kill gay Bill". La legge prevede l'ergastolo per chi si professa, viene scoperto o solo convive con un omosessuale, con tanto di reato di "omosessualità aggravata" se il soggetto è malato di malattie sessualmente trasmissibili o se pedofilo (paragonando quindi gli omosessuali ai pedofili...). La Kadaga ha anche ironizzato (dopotutto, c'è tanto da ridere) dicendo al popolo ugandese che questa legge sarebbe stato il suo "regalo di Natale"..a natale siamo tutti più buoni. Inizialmente tale legge prevedeva anche la pena di morte per "omosessualità".
2) Lo stesso capo, detto anche Sua Santità, nel suo discorso per la pace ha affermato che i tentativi di accomunare i matrimoni gay a quelli fra uomo e donna "destabilizzano", minano la base della famiglia e sono "un’offesa contro la verità della persona umana" nonché "una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace".

Una minaccia per la pace insomma...Lavorare per l'uguaglianza e per la parità di diritti diviene, a seconda dei casi e del livello di ipocrisia, uno strumento di ostilità. Un pò come affermare "se i palestinesi morissero tutti, finalmente finirebbe la guerra!"

Se lo dice nonno Remo al circoletto in piazza, nessuno gli bada più di tanto; ma se lo dice uno che rappresenta la voce del dio cristiano sulla terra, qualche pazzo potrebbe starlo a sentire ed emularlo. 

Fonte: il Fatto 
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lunedì 19 settembre 2011

15 buone novelle per non far sposare i gay

1 - Essere gay non è naturale. I veri italiani rifiutano ciò che è innaturale, come gli occhiali, le scarpe, il poliestere e l’ aria condizionata.

2 - Il matrimonio gay spingerà le persone ad essere gay, allo stesso modo in cui vedere in giro persone alte fa diventare tutti alti.

3 - Legalizzare il matrimonio gay aprirà la strada a ogni tipo di stile di vita folle. Le persone vorranno sposare i propri animali domestici, perché ovviamente un cane ha una personalità giuridica e i diritti civili per sposarsi, nonché la capacità di dichiararsi consenziente o meno al contratto giuridico.

4 - Il matrimonio eterosessuale esiste da moltissimo tempo e non è mai cambiato minimamente; le donne infatti sono ancora una proprietà del marito, le nozze sono decise dai genitori, il padre ha il diritto di vita e di morte sui figli, i neri non posso sposare i bianchi e il divorzio non esiste.

5 - Il matrimonio eterosessuale perderà valore se sarà permesso anche ai gay di sposarsi. La santità dei sette matrimoni di Liz Taylor verrebbe distrutta.

6 - I matrimoni eterosessuali sono validi perché sono fertili e producono figli. Le coppie gay, come anche quelle sterili e le persone anziane, non devono potersi sposare perché i nostri orfanotrofi sono vuoti e il mondo ha bisogno di più bambini.

7 - Ovviamente i genitori gay tirerebbero su figli gay, proprio come da genitori eterosessuali nascono soltanto figli eterosessuali.

8 - Il matrimonio gay è vietato dalla religione. Dunque in una teocrazia come la nostra i valori di una religione devono essere imposti all’intera nazione. Ecco perché in Italia c’è una sola religione e tutti i bambini devono essere battezzati alla nascita.

9 - I bambini non sarebbero mai sereni ed equilibrati senza un modello maschile e uno femminile a casa. Per questo nella nostra società quando un genitore è da solo, o perché è vedovo o perché è stato lasciato, gli vengono tolti anche i figli.

10 - Il matrimonio gay cambierebbe i fondamenti della nostra società e noi non potremmo mai adattarci alle nuove norme sociali. Proprio come non ci siamo mai adattati alle automobili, al lavoro in fabbrica e all’allungamento della vita media.

11 - Le relazioni gay non sono durature perché i gay per natura sono promiscui. Infatti i mariti etero e le mogli etero non hanno mai relazioni extraconiugali e non divorziano mai.

12 - I bambini cresciuti da una coppia gay verrebbero derisi e discriminati dagli altri coetanei. A differenza di quelli con le orecchie a sventola, quelli con il naso grosso, quelli grassi, quelli effemminati, quelli di colore, quelli con la erre moscia, o quelli troppo bassi che sono accettati da tutti i coetanei e mai presi in giro da nessuno.

13 - Perché la religione cattolica vieta l’atto omosessuale che è considerato peccato, e dunque loro non possono sposarsi ma possono farlo assassini, pedofili, maniaci sessuali, ladri, mafiosi, serial killer, truffatori, mercanti di organi, commercianti di bambini , di schiavi, di pellicce, papponi e chiunque non sia un omosessuale.

14 - Perché il matrimonio omosessuale comporta l’atto omosessuale. Ma la Bibbia considera peccato l’atto omosessuale cosi come la masturbazione, i rapporti sessuali prima del matrimonio e i rapporti sessuali che non hanno il fine di procreare.

15 - Perché verrebbe meno l’antica tradizione calcistica Italiana, dato che di sicuro ci saranno meno calciatori. Infatti si sa che i gay odiano il calcio e porteranno a odiarlo anche ai loro bambini impedendogli quindi di praticare qualsiasi tipo di sport che non sia danza classica, ginnastica ritmica, pattinaggio sul ghiaccio, shopping, manicure, lampada e bolle di sapone.

sabato 27 agosto 2011

Ancona boys

Da GlobalProject

Ancona - NOI IL CONGRESSO EUCARISTICO (3-11 settembre 2011) NON LO PAGHIAMO!

Sono quasi tre, i milioni di euro che il Comune di Ancona spenderà per l’organizzazione del XXV Congresso Eucaristico in programma dal 3 all’ 11 settembre, di cui la metà circa per il restauro della Mole Vanvitelliana, che ospiterà la mostra “Alla mensa del signore”. L’assessore ai lavori pubblici Paolo Pasquini, dichiara: “ci siamo concentrati sulle aree interessate dal Congresso Eucaristico senza sottovalutare le zone di passaggio”. Il sindaco, Fiorello Gramillano, ricorda invece a tutti che si tratta di “soldi spesi per opere in favore della città, per presentare Ancona nel modo migliore”.
Peccato che sia noto a tutti lo stato ultraprecario delle strade di Ancona e le sollecitazioni per un’adeguata manutenzione mai avvenuta.Ora i collegamenti stradali oggetto di lavori (nuova asfaltatura) sono unicamente quelli che il pontefice deve percorrere. Cinquantaquattro le telecamere che sono state installate lungo il tragitto di cui ventiquattro solo in piazza Ugo Bassi e che rimarranno fisse anche dopo la visita del papa. Questo anche per speculare sulla sicurezza che fa sempre propaganda e che in questo caso si concentra su uno dei quartieri più “incriminato” per l’alta densità di popolazione migrante. Per non parlare del porto dorico, luogo in cui si celebrerà la messa, che attualmente ha implementato il sistema di security militarizzando ancor più l’intera area.
L’amministrazione dell’Ente Regionale per il diritto allo Studio Universitario di Ancona ha deciso, per tale occasione, di chiudere agli studenti due delle cinque case dello studente di Ancona. Sul portale Vivere Ancona la denuncia :“gli alloggi in questione, rispettivamente di 68 e 100 posti letto, saranno allestiti e messi a disposizione dei partecipanti all’evento”. La stessa lista studentesca Gulliver definisce il provvedimento “scellerato ed autoritario”, perché gli studenti hanno diritto a rientrare nella struttura “dal primo settembre di ogni anno, come espressamente indicato nel contratto”, e ricorda che “la riapertura è fissata per il primo di settembre di ogni anno, proprio nell’ottica di consentire agli studenti fuori sede di preparare gli esami della sessione autunnale”.
Cinquemila euro spesi unicamente per l’infiorata, quando ogni giorno il Comune lamenta lo stato di deficit a causa del quale non è possibile intraprendere iniziative che possano colmare il disagio economico di cui sempre più persone sono vittima.
In realtà è proprio in questo tempo di crisi che emergono sempre più diseguaglianze ed ingiustizie sociali. Si evidenzia uno spartiacque in cui i privilegi e le ricchezze sono sistematicamente sottratte alla collettività intera. La notizia più importante di questi giorni, è il crollo dei titoli subprime. Ma naturalmente, nessuno spiega perché il loro crollo è così influente, nessuno spiega qual è la vera portata di questa crisi finanziaria destinata a peggiorare sempre di più. In un mondo dominato da incertezze invece di costruire vere alternative a questo fallimentare sistema di sviluppo, si continua a speculare e ad accaparrare quel poco che è rimasto.
La stessa Chiesa che ci piacerebbe vedere riunita attorno a chi si trova sbattuto ai margini di un sistema che non ha scelto, la ritroviamo in pompa magna allineata con i poteri forti che oggi ci impongono di pagare i loro debiti.
Facciamo appello a tutti affinché ognuno possa, con molteplici forme, manifestare la propria indignazione nelle giornate in cui si svolgerà il XXV Congresso Eucaristico.
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Allora vogliamo dedicare una canzone al Congresso di Ancona...baci
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venerdì 17 giugno 2011

"Aberrazioni" sessuali dall'Abruzzo

Le femmine devono fare le femmine e i masculi devono fare i masculi!

Il sindaco di Sulmona Fabio Federico si lascia andare su discrete affermazioni omofobe in un discorso davvero basso e bigotto più da pastore degli anni 40 che medico e sindaco del 2011. Trapela senza troppi mezzi termini che l'omosessualità è una malattia che può essere curata (vorrei sapere in quale libro di medicina ha letto una cosa del genere...forse è ora di tornare all'elettro shock per riportare i froci nella diretta via del Signore?). Poi si inoltra in un bel discorso maschilista tipico dell'uomo vero e parla delle donne (e delle sue figlie) non come tali ma come "femmine", un pò come si parla a delle vacche o a delle pecore al pascolo. Sui "maschietti" invece ci và più leggero, usando questa terminologia quasi da asilo nido...complimenti dottore.
Grazie a nessuna legge contro l'omofobia (come lui stesso sconsiglia perchè sarebbe "discriminante") fatta da questo governo schiavo e lecchino del Vaticano il quale preferisce violentare i bambini pur di non far sposare due donne dicendo che i bambini in questo modo crescerebbero deviati mentre che violentarli sistematicamente per decenni dietro l'altare o dentro il confessionale non avrebbe alcuna conseguenza sui piccoli; nessuno di noi può denunciarlo ne infilargli una infinità di confetti dove non vorrebbe.
Possiamo però limitarci ad usare armi altrettanto forti, come la diffusione in internet, il dialogo e il boicottaggio di Sulmona (prodotti commerciali, confetti, gite in Abruzzo, eventi...) finquando il dotto medico non ritiri le sue affermazioni davvero indecenti...

Articolo su Repubblica

L'omosessualità come "aberrazione genetica" contro natura, una "patologia" che può essere curata dalla medicina. E' la tesi sostenuta dall'attuale sindaco di Sulmona, il medico Fabio Federico (Pdl), durante un intervento in una televisione locale nel 2006, quando era consigliere comunale di An. Il video, che contiene una lunga serie di affermazioni omofobe, è stato pubblicato in questi giorni su Youtube, e, oltre ad aver suscitato sul web la reazione indignata degli omosessuali, è anche diventato un caso giudiziario. Il sindaco, infatti, si è rivolto al tribunale di Sulmona, chiedendone la rimozione immediata, perché in una prima versione era stato montato in chiave satirica. Interpellato telefonicamente, Federico conferma integralmente quelle dichiarazioni: "Penso ancora le cose che ho detto".
Rispondendo alla domanda di un telespettatore, il politico sosteneva che la questione dell'omosessualità può spesso essere ricondotta ad un problema di tipo ormonale e cromosomico. "Se hai degli ormoni maschili e un genoma maschile, fai il maschietto. Il contrario è fuori natura, ci sono delle possibilità di composizione intermedie di questi assetti genetici - spiegava - Ci sono delle aberrazioni genetiche che determinano il fatto che non si sia né perfettamente uomo e né perfettamente donna". "Patologie", sentenziava il medico-sindaco, che nel video faceva una concessione: "Nella stragrande maggioranza dei
casi si tratta di scelte fatte per un gusto personale. Niente a che dire sul gusto. Ogni omosessuale può vivere la sua vita sessuale come meglio crede. Se gli piace, gli piace. Non posso certo giudicarlo".
Scendendo sul piano personale, confessava, da padre, che non avrebbe mai voluto un figlio omosessuale: "Ho due figlie femmine, e purtroppo anche tra le donne esiste l'omosessualità. Preferirei che le mie figlie crescessero in maniera normale e facessero una vita normale, con una famiglia normale. Se poi dovessi vedere che le cose non vanno tanto bene, le farei curare.
continua su Repubblica

Ecco il video che tale Fabio Federico,
sindaco dal nome ambiguo e doppiamente maschile, vorrebbe eliminare...
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giovedì 10 febbraio 2011

Lo schiaffo a Eluana

Il Fatto:
Non è potuta morire in pace, né adesso la lasciano riposare in pace. Oggi [ieri ndr], secondo anniversario della scomparsa di Eluana Englaro, ricorre la giornata nazionale degli stati vegetativi, celebrazione indetta dal Consiglio dei ministri, su proposta del sottosegretario Eugenia Roccella. Non bastavano, per Beppe Englaro, le urla in Senato il giorno della morte, o le leggi dell’ultimo minuto che hanno cercato in tutti i modi di bloccarlo. Ancora una volta la politica è entrata nella vita della famiglia di Lecco, che ha definito questo ennesimo gesto di sfida “indelicato e inopportuno”.

Il padre di Eluana, Beppe Inglaro, pochi giorni fa ha depositato il suo biotestamento, dove delega come amministratore di sostegno, garante delle sue volontà nel caso in cui non fosse più in grado di intendere o di esprimersi con i medici, l'avvocato Franca Alessio (già curatrice di Eluana durante la lunga battaglia giudiziaria per ottenere l'autorizzazione a sospendere l'alimentazione forzata).
Di seguito la sua testimonianza presa da L'Espresso:

«Chiunque voglia tutelarsi da questi pericoli, può fare come ho fatto io. La medicina fa miracoli, ma a volte fa disastri irreparabili. Io non ho il tabù della morte, ho il tabù di quello che mi possono fare i medici contro la mia volontà. L'idea che tocchino il mio corpo, che entrino dentro di me, che mi puliscano gli escrementi senza che io lo voglia è qualcosa di orribile, una violenza inaudita ed è contro la costituzione e i diritti naturali di ognuno di noi. Eluana è stata violentata, io non posso immaginare che questo capiti anche a me».

E così la decisione di delegare già da subito le proprie volontà all'avvocato Alessio. Convinto che, se anche il Italia non ci sarà mai una legge sul biotestamento, «la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, la convenzione di Oviedo e la stessa sentenza Englaro siano dei paletti legislativi tali da impedire che un medico, a fronte di quel documento, possa sottopormi a cure cui io ho negato il consenso», aggiunge Englaro. A chi gli parla delle manifestazioni dei pro vita o delle dichiarazioni del ministro Maurizio Sacconi, il padre di Eluana non dà più nemmeno retta. Parla di «recite» ed «effetti speciali» della politica italiana.

«Biotestamento significa che ognuno decide per sé, per cui chi vuole farsi curare ad oltranza, da questo provvedimento, ottiene il diritto di farlo per ora e per sempre. Io non ho mai chiesto nulla a questi signori, non ho mai imposto il mio pensiero. Mentre questi signori hanno imposto a mio figlia cure che lei non voleva. Che c'entrano loro con Eluana? Loro invocano la sacralità della religione, che vale per i credenti. Io, in uno stato laico, credo che l'unica sacralità sia la libertà dell'individuo. E io l'ho scritta. Ora nessuno può dirmi che quella non è la mia volontà. Il curatore è solo un delegato, sono io che parlo. E non possono nemmeno dirmi che ho cambiato idea, perché se avessi cambiato idea sarei tornato dal notaio a cambiare il biotestamento».

A due anni dalla morte di Eluana nella clinica udinese "La Quiete" è, dunque, papà Beppino a riaprire il dibattito sulle volontà di fine vita. Con il rischio che il parlamento riprenda la discussione sul progetto di legge che affida al medico e non al paziente l'ultima decisione. Una legge che Englaro combatterà con tutte le forze: «La sola idea che una mente umana, in questo caso un medico, possa costringere un altro umano a vivere uno stato che in natura non esiste, che è l'esito non voluto di un tentativo di rianimazione non riuscito, è incredibile. Non è pensabile che i medici possano attuare su di me questi loro tentativi senza avere il mio consenso. Loro lo sanno bene, ma non lo dicono. E così organizzano manifestazioni».

giovedì 23 dicembre 2010

Vieni via con me

Da: "Italia dall'estero". Articolo del giornale "Pùblico"

“Tutto è diventato accettabile. E questo ha portato ad indifferenza e rassegnazione, in maniera tale che o accetti il compromesso o te ne vai “. Alberto è di Napoli, ha 38 anni, una laurea in economia e lavora in un call center a Barcellona. Parla con nostalgia, ma anche con speranza. “L’importante è la qualità della vita, e al mio paese non ne avevo”. Alberto, utente del Bicing [servizio comunale di biciclette, N.d.T.], amante del mare e della montagna da buon napoletano, è uno dei 22.946 italiani che ci sono a Barcellona, secondo il censimento del primo gennaio di quest’anno. Circa la metà di essi (il 48%) però, è nata in Sud America (soprattutto in Brasile, Uruguay e Argentina). Ma vi è anche un certo numero di italiani non censiti perché ancora residenti nel loro Paese. Per il secondo anno consecutivo, quella Italiana è la più numerosa comunità straniera nella capitale catalana. Lo dimostra il fatto che quando si sente parlare italiano a Barcellona non necessariamente si tratta di un turista o di un Erasmus. Camerieri, giornalisti, pony express, insegnanti, fotografi, medici, avvocati o muratori si sono stabiliti a Barcellona negli ultimi cinque o dieci anni. Alcuni, come Alberto, non fanno esattamente il lavoro per cui hanno studiato. “Non siamo di fronte a una fuga di cervelli, ma piuttosto ad una fuga di cuori” osserva Marcello Belotti, attore, traduttore e insegnante di 39 anni, negli ultimi cinque a Barcellona. La maggior parte di questi nuovi barcellonesi ha tra i 25 ei 45 anni e ha voluto cambiare aria perché non sopporta la situazione in Italia. La prima preoccupazione è di carattere politico. “Diciamo che la democrazia in Italia è molto limitata”, dice Marcello. Ma poi va oltre: “Non mi sento di ritornare in un paese fascistoide“.
Andrea De Lotto, 45 anni, insegnante alla scuola italiana, ha lasciato l’Italia nel 2001. È scandalizzato dal discorso della destra: “Dagli anni Novanta la situazione è diventata insostenibile. La Lega Nord ha iniziato a inviare il suo messaggio razzista contro i meridionali, ora lo fa contro gli stranieri” dice, ricordando “con vergogna” episodi come quello dei campi rom bruciati, la corruzione, le aggressioni, i gruppi neofascisti in aumento, le ronde dei cittadini per difendersi, le leggi ad-personam…[...]
La morale del Vaticano
Luna e Sara hanno 29 e 32 anni e sono una coppia di fatto. La prima è fotografa, la seconda designer grafica. Hanno lasciato l’Italia per ovvi motivi, non sopportavano la morale di un paese fortemente influenzato dal Vaticano che non le ha mai accettate fino in fondo. “Il paragone con la Spagna è brutale”, dice Luna.
Alberto, anche lui omosessuale, si lamenta della leggerezza con cui si affronta l’argomento: “Ne fanno riferimento esclusivamente i reality show, è vergognoso.”
E la Sinistra, che ruolo ha? Tutti gli intervistati concordano sul fatto che è complice della situazione. “Non ha creato un discorso unitario, ha consegnato il potere alla destra”, afferma Antonio Paolo Russo, professore presso l’Università Rovira i Virgili, 41 anni, che era legato al PCI e poi al PDS (Partito Democratico della Sinistra). De Lotto, l’insegnante elementare milanese, chiarisce questa valutazione: “La sinistra è andata perdendo contatto con la gente e molti lavoratori si sono fatti convincere dal linguaggio della destra, che ha giocato la carta della paura: “difendi casa tua dal marocchino, il tuo lavoro e la tua famiglia”, gli dicono.
“Non hai bisogno di un esercito per imporre una dittatura”, afferma Michele Tabucchi – figlio dello scrittore toscano Antonio Tabucchi -, fotografo di 39 anni che ammette che nel suo paese c’è stata una “rivoluzione culturale televisiva negli ultimi decenni che ha trasformato i cittadini in telespettatori.” Lui era piccolo, ma ricorda un’altra Italia: “Ho vissuto il terrorismo e la mafia, altri tempi, ma anche un’Italia più solidale, più sincera, più viva e più simpatica. Il potere dei mezzi di comunicazione è brutale.”
Ma che cosa fanno questi italiani? Se ne vanno, abbandonano la nave? “Non si tratta di un coniglio che fugge” spiega Claudia. “Andarsene non è sempre facile. La situazione di scoraggiamento è molto forte. Io non credo che sia un atto di codardia”. Non lo è. Lo dimostrano iniziative come Lo Sbarco o associazioni come AltraItalia, che mirano a far conoscere dal di fuori la situazione del paese. Parlano di cambiare l’Italia? “Non esageriamo…” dice Marcello, “semplicemente vogliamo spiegare problemi che dall’interno sono difficili da spiegare per via del terribile potere dei media”. L’insegnante della Scuola italiana fa un esempio per spiegare questa differenza: “Quando butti una rana in una pentola d’acqua bollente, quella salta e se ne va; quando l’acqua è tiepida però, e la fai scaldare lentamente fino a farla bollire, la rana non si rende conto di cosa sta succedendo e ci resta dentro finché muore”. Torneranno a casa? Per la maggior parte l’Italia sarà sempre il paese più bello del mondo, ma Barcellona è diventata la loro casa. “Ho poche speranze che tutto questo cambi: non vedo un altro Rinascimento al momento. E non è pessimismo, è realismo”.

martedì 3 agosto 2010

Prima il dovere, poi il piacere

Un’inchiesta con telecamera nascosta, seguita da verifiche minuziose e da controlli accurati. Per venti giorni Carmelo Abbate, giornalista di Panorama, affiancato da un «complice» gay, si è infiltrato nelle serate brave di alcuni preti che, a Roma, conducono una sorprendente doppia vita: di giorno sono sacerdoti in abito talare; di notte, smessa la tonaca, sono uomini perfettamente integrati negli ambienti omosessuali della capitale. Quella che ne è uscita è un’inchiesta sul campo che ha permesso di scoprire una realtà inedita e per certi versi sconvolgente: sacerdoti che partecipano a feste notturne con escort uomini; che hanno rapporti omosessuali con partner casuali; che frequentano chat e ritrovi gay.
Panorama ha individuato numerosi casi e ne ha raccontati tre in particolare: quello di Paul, quello di Carlo e quello di Luca (i nomi sono inventati per proteggere l’identità dei sacerdoti).
Il primo, un francese sui 35 anni, ha incontrato il cronista di Panorama venerdì 2 luglio, in una festa gay in un locale del quartiere di Testaccio. Nella serata, cui partecipavano – retribuiti - due escort uomini che hanno ballato seminudi con il prete e con altri ospiti (praticando poi sesso gay con alcuni di loro), era presente anche Carlo, il secondo prete, che ha un’età tra i 45 e i 50 anni. La notte termina a casa di Paul, dove il complice gay del cronista di Panorama prima chiede al prete di indossare l’abito talare e poi ha un rapporto sessuale con lui, ripreso dalla telecamera nascosta.
La sera successiva Paul e Carlo hanno dato appuntamento al cronista di Panorama e al suo complice al Gay village di Roma, mostrando di trovarsi a loro agio in quell’ambiente. In questa occasione, Carlo più volte si è assentato sostenendo di averlo dovuto fare per evitare di incontrare quelli che aveva riconosciuto come altri preti o catechisti. La serata si è chiusa con lo stesso finale della precedente. Il giorno dopo, domenica 4 luglio, Paul ha celebrato la messa su un tavolino della propria abitazione, alla presenza del cronista di Panorama e del suo complice.
Il seguito dell'articolo, con tanto di foto e video su Panorama

venerdì 23 luglio 2010

La Chiesa perdona gli assassini del regime

2.095 morti e 1.102 scomparsi.
Durante un’udienza col presidente cileno Sebastian Pinera, gli esponenti della Chiesa locale, guidati dal vescovo Alejandro Goic e dal card. Errazuriz Ossa, hanno presentato al governo una richiesta di indulto generalizzato in nome del “perdono cristiano”, per i militari sostenitori della dittatura di Pinochet (che hanno commesso crimini contro l’umanità), per i quali occorrerebbe “saper distinguere il grado di responsabilità e autonomia che ciascuno ha veramente avuto all’epoca dei fatti, nonchè il pentimento semmai espresso per i delitti commessi”. In particolare, la Chiesa vorrebbe l’indulto per quelli più anziani o che abbiano scontato gran parte della pena.
Ena von Baer, portavoce del governo, annuncia che il presidente “rifletterà” sulla proposta e “prenderà una decisione in base agli impegni presi dal governo nei confronti della verità, della giustizia, dell’unità nazionale, della sicurezza dei cittadini e delle considerazioni di carattere umanitario”. 2.095 morti e 1.102 scomparsi.

La società civile e in particolare i familiari delle vittime della dittatura di Pinochet hanno organizzato una manifestazione mentre si svolgeva l’udienza davanti al palazzo presidenziale de La Moneda cui seguiranno altre mobilitazioni, contro l’estensione dell’indulto ai militari collusi col passato regime. I familiari dei desaparecidos hanno chiesto un incontro con gli esponenti della Chiesa locale, ma non l’hanno ottenuto.
Favorevoli all’indulto sarebbero parte della destra e i militari, contrari l’opposizione di sinistra che ha la maggioranza al Congresso e diversi esponenti dei conservatori al governo.
Mireya Garcia, vicepresidente del Gruppo delle famiglie dei prigionieri e dispersi, si dice contraria e stima che la misura riguarderebbe circa 35 militari.
Sono circa 600 i militari accusati di crimini contro l’umanità durante il regime di Pinochet, ma solo 150 sono stati incarcerati.
Consapevoli delle polemiche che l'idea ha provocato, e delle legittime posizioni di tutti gli attori sociali, garantite da uno Stato laico, i vescovi cileni precisano di non voler riaprire vecchie ferite, ma neanche di volerle chiudere per decreto. ''Vogliamo far presente alle autorita' della nazione la realta' di dolore che vivono le persone private dalla liberta" - scrivono - che gia' sono state giudicate e hanno anche compiuto buona parte delle loro condanne, e che sono parte del ''Tavolo per tutti' che aspiriamo a fare della nostra patria''. 2.095 morti e 1.102 scomparsi. Nel documento, intitolato ''Cile, un tavolo per tutti in occasione del Bicentenario'', i presuli ricordano che, da un anno a questa parte, sulla questione hanno gia' trasmesso al governo diverse riflessioni.
Nel terzo paragrafo del documento, la Conferenza episcopale esorta a tenere in considerazione le situazioni di chi ha gia' scontato gran parte della pena; dei carcerati che hanno superato i 70 anni; delle donne con uno o piu' figli minori; dei detenuti colpiti da malattie gravi, invalidi o in condizioni di salute non compatibili con la reclusione.
I vescovi affermano quindi esplicitamente che il ''tavolo per tutti' da loro auspicato ''non sarebbe completo se in questa nostra richiesta non fossero considerate le persone che scontano pene perche' colpevoli di reati contro i diritti umani durante il regime militare'', sottolineando che tra queste persone ''non tutte hanno avuto il medesimo grado di responsabilita' nei crimini commessi''. 2.095 morti e 1.102 scomparsi.

Fonti:
Asca
Uaar

venerdì 16 luglio 2010

Sulle unioni...

Il 14 luglio 2010 l'Argentina, la cattolicissima Argentina, è diventata il primo Paese sudamericano a legalizzare i matrimoni tra omosessuali. La legge modifica il codice civile, in cui non sarà più citato il matrimonio come l’unione di marito e moglie ma come parti unite in matrimonio. Le coppie avranno gli stessi identici diritti di quelle eterosessuali, sia per le adozioni che per l'assistenza sanitaria.
In Italia, guarda caso, c'è lo stesso problemino (non l'unico!): pure il Codice civile italiano, che non prevede nulla a proposito della diversità di sesso degli sposi, in alcuni articoli contiene le parole "moglie" e "marito". E questo sembra un grosso ostacolo per muovere qualsiasi passo. Poi, in Italia, c'è la chiesa, quella di Roma, del papa. La chiesa cattolica si oppone non solo al matrimonio omosessuale, ma a qualsiasi tipo di riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali. Dice che è "contro natura" e che non da un "apporto significativo alla società". (!!)
All'interno della Chiesa cattolica si sono alzate voci favorevoli al matrimonio omosessuale, che sono state sempre messe a tacere dall'intervento delle gerarchie.
Tornando all'Argentina, pare che i ministri ecclesiastici argentini abbiano definito questa legge “un attacco distruttivo al progetto divino”, insinuando addirittura che l’invidia del diavolo fosse dentro questa legge. Roba da film di fantascienza: un diavolo? ma per favore. L'invidia di un diavolo in una legge? ma stiamo scherzando?
Da questo link è possibile verificare la situazione mondiale riguardo l'equiparazione dei diritti per le coppie omo e etero. Nella cartina ivi raffigurata, l'Italia è in grigio - come la Russia, la Romania, la Bosnia, la Macedonia, ecc. - ma solo perché non prevede nessun riconoscimento di diritti o forse presenta una situazione legislativa ambigua. Forse, presto faranno luce. Intanto, è interessante sottolineare che in Paesi insospettabili come Israele, dove non esistono i matrimoni civili, per legge vengono riconosciuti i matrimoni omosessuali contratti all'estero. Un comportamento pregno di buon senso, direi.
Va detto però che, sempre in Italia, ci sono degli ospedali che ritengono il sangue di donatori omosessuali "non idoneo" alle donazioni (vedi articolo). Questo sì che suscita perplessità!
Legenda della mappa.

mercoledì 14 luglio 2010

Parole sante

Una perizia disposta dal gip di Roma sulle emissioni prodotte da Radio Vaticana e Maritele confermerebbe un nesso tra l’elettrosmog e l’aumento del numero di tumori mortali e leucemie nella zona circostante. La perizia, firmata dal professor Andrea Micheli, evidenzierebbe che c’é stata “un’associazione importante, coerente e significativa, tra esposizione residenziale alle strutture di Radio Vaticana ed eccesso di rischio di malattia per leucemia e linfomi nei bambini”. La direzione della Radio Vaticana, scrive l’Agenzia SIR, ha espresso “stupore” per la notizia, in quanto la perizia non sarebbe ancora stata depositata in tribunale.

La battaglia giudiziaria contro le onde elettromagnetiche di Radio Vaticana è durata anni, con la Santa Sede che invocava vigliaccamente l'extraterritorialità e il diritto a non essere giudicata dallo Stato italiano. E' buffo notare quanto in situazioni giudiziarie e penali, il Vaticano reclami la sua estraneità e indipendenza dallo Stato italiano, mentre che in materia di istruzione e legislazione, non fa altro che occuparsi della vita e della politica della nostra società . I i cittadini di Roma nord e di Cesano, vicini all'antenna di Santa Maria di Galeria, si lamentano e denunciano dal 1999 le molestie date dalle potenti antenne che causano interferenze della radio nei telefoni, nei citofoni e perfino in alcuni elettrodomestici. Denuncie cui successivamente si aggiunsero gli esposti per le malattie gravi che sarebbero state provocate dal superamento dei limiti di emissione delle onde elettromagnetiche. Citati in giudizio nel luglio 2000, gli imputati ottennero prima la sospensione del processo per un difetto di giurisdizione legato a questioni di procedibilità disciplinate dai Patti Lateranensi, poi fu la Corte di Cassazione nell'aprile 2003 a riconoscere il diritto dello Stato italiano a svolgere il processo. Nel 2005 la sentenza storica, con condanne simboliche, per il reato 674 del codice penale, "gettito pericoloso di cose".

Ma ben più grave restava l'altro ramo dell'inchiesta, quello per gli eccessivi «casi di leucemia e morte di una decina di bambini» tutti attorno ai 14 anni di età, in una fascia di vicinanza alle antenne dai 6 ai 12 Km. Questa inchiesta va avanti con sei gli indagati, in riguardo alle morti sospette e i decessi per leucemia avvenuti tra il 1994 e il 2000, per cui ipotizza il reato di omicidio colposo. Cinque anni fa il gip Zaira Secchi commissionò la perizia per accertare il possibile nesso di causalità tra l'inquinamento elettromagnetico e l'incremento di tumori e leucemia a Cesano e a La Storta, aree vicine agli impianti della radio. Oggi i risultati.

Nelle 140 pagine di accertamento peritale gli esperti danno conto degli aspetti anagrafici della popolazione investigata, della storia di tabagismo (fumo attivo e passivo), dell'esposizione da alcol sulle patologie familiari e sui decessi complessivamente avvenuti negli ultimi anni nelle aree vicine a Radio Vaticana (137 morti) e a Maritele (141). L'inchiesta della procura, prima che venisse affidata la perizia, chiamava in causa Roberto Tucci, Pasquale Borgomeo e Costantino Pacifici (responsabili dell'emittente della Santa Sede) e Gino Bizzarri, Vittorio Emanuele Di Cecco e Emilio Roberto Guarini, della Marina militare. I primi tre, erano finiti sotto processo per 'getto pericoloso di cose', in relazione all'emissione nociva di onde elettromagnetiche provenienti dagli impianti radiofonici di Santa Maria di Galeria. Pacifici, però, era stato assolto in primo grado, mentre per Tucci e Borgomeo (poi deceduto) la corte d'appello, dopo una prima assoluzione annullata dalla Cassazione, aveva dichiarato il 'non doversi procedere' per prescrizione del reato.

Fonti: Repubblica

giovedì 17 giugno 2010

Pedofilia lieve

Si erano inventati un emendamento proprio carino.
Zitti zitti, nel disegno di legge sulle intercettazioni avevano infilato l'emendamento 1.707, quello che introduceva il termine di "Violenza sessuale di lieve entità" nei confronti di minori. In pratica una pedofilia di serie "B", lieve, non "grave".
Firmatari, alcuni senatori di Pdl e Lega che proponevano l'abolizione dell'obbligo di arresto in flagranza nei casi di violenza sessuale nei confronti di minori, se - appunto - di "minore entità" (senza peraltro specificare come si svolgesse, in pratica, una violenza sessuale "di lieve entità" nei confronti di un bambino). Dopo la denuncia del Partito Democratico, nel Centrodestra c'è stato il fuggi-fuggi generale: il "ma non lo sapevo", il "non avevo capito", il "non pensavo che fosse proprio così" uniti all'inevitabile berlusconiano "ci avete frainteso".
A che scopo questo emendamento? Con che coraggio proporlo o solo pensarlo? Vengono in mente i recenti scandali legati alla Chiesa...viene in mente l'influenza che il Vaticano ha nei confronti del governo...mi viene in mente di fare 1+1...
I firmatari dell'emendamento 1707 sono i seguenti, annotateli bene:

sen. Maurizio Gasparri (Pdl)
sen. Federico Bricolo (Lega Nord)
sen. Gaetano Quagliariello (Pdl)
sen. Roberto Centaro (Pdl)
sen. Filippo Berselli (Pdl)
sen. Sandro Mazzatorta (Lega Nord)
sen. Sergio Divina (Lega Nord)

Per la cronaca, il sen. Bricolo era colui che proponeva il "carcere per chi rimuove un crocifisso da un edificio pubblico" (ma non per chi palpeggia o mette un dito dentro ad una bambina); il sen. Berselli è colui che ha dichiarato "di essere stato iniziato al sesso da una prostituta" (e da qui si capisce molto...); il sen. Mazzatorta ha cercato di introdurre nel nostro ordinamento vari "emendamenti per impedire i matrimoni misti"; mentre il sen Divina è divenuto celebre per aver pubblicamente detto che "i trentini sono come cani ringhiosi e che capiscono solo la logica del bastone" (citazione di una frase di Mussolini).
...e ora votateli gente!

Com'è che non ce l'avevano detta questa? Che strano che la notizia non sia ancora passata in TV... Aspettiamo fiduciosi che il governo cada.

venerdì 28 maggio 2010

E' possibile...

Potrebbero esserci state "coperture" di casi di abusi sessuali nell'ambito della Chiesa cattolica anche in Italia. Lo ha detto oggi il cardinal Bagnasco. E' "possibile" che ci siano in Italia casi di vescovi che hanno insabbiato accuse contro preti pedofili. Quando una persona si rivolge al proprio vescovo per denunciare di aver subito degli abusi sessuali da parte di un prete, "la si riceve immediatamente, di giorno o di notte", ha aggiunto Bagnasco aggiungendo che il "referente naturale" delle presunte vittime in una diocesi, è il vescovo.
"C'è stata una situazione nella quale ho dovuto verificare le cose", ha detto Bagnasco ricordando il caso di un prete accusato di pedofilia all'epoca in cui egli era vescovo di Pesaro. "Applicando le norme ho verificato la verosimiglianza di un'accusa, i rumors". Questa è la cosa preliminare da fare ed è la prima fase tesa a una valutazione e a una ricerca puntuale. In quel caso non c'era consistenza e lo riferii alla congregazione a cui ci si deve riferire".
Da Repubblica

E' formidabile come la Chiesa non ammetta apertamente i crimini commessi. Dato che lo scandalo è inaudito, ne parlano per forza ma girandoci attorno e sostenendo, come in questo caso, che il fatto ha coinvolto la curia in maniera quasi marginale. Strano che ancora non si siano scagionati del tutto, dando la colpa a Satana! Dichiarano che la Chiesa presenta buone procedure (seppur lente) di investigazione e giudizio, che i casi vanno denunciati al vescovo e non alla polizia, perché i panni sporchi si lavano in casa...E comunque molte vittime rimangono presunte finché non è verificata fino in fondo la loro veridicità. Questa ipocrisia e falsità fanno del Vaticano l'istituzione che conosciamo.

martedì 25 maggio 2010

Parlando di Dio

Davanti a 500 mila persone riunitesi a Fatima una settimana fa, il Papa ha parlato dei mali dell'umanità. Se dovessi io fare un elenco dei mali della Terra inizierei, non sò, da mafia e corruzione, poi guerra, fame nel mondo. Penserei alla mancanza di democrazia in Russia, Cina e Italia, alla pena di morte degli Stati Uniti e paesi arabi, alla privatizzazione dell'acqua. All'inquinamento, alla pedofilia nella Chiesa, terrorismo e guerre sante, AIDS, traffico di organi e bambini, deforestazione ecc.. E si potrebbe continuare all'infinito, purtroppo si ha l'imbarazzo della scelta.
Il Papa ne ha detti solo due che non stanno nel mio elenco...gay e aborto: le più grandi tragedie dell'umanità. Il demonio in Terra. Ponerli al primo posto, senza nominare gli altri e soprattutto i mali terribili interni all'istituzione di cui Josef fa parte; significa assecondarli, sminuirli, occultarli, diventandone così complici. Forse è questo il male più grande.
In risposta al papa, allego un racconto di Phill che descrive quel che il Vaticano non vuole sentire: la sua bella esperienza a 9 anni con Padre Shanley, della Chiesa del Massachussets. Oggi Phill ha 47 anni, beve, ha problemi di droga ed entra e esce da cliniche e carcere, ma questo non è un male assoluto...

(...) Padre Shanley mise di nuovo il suo braccio sulle mie spalle e strofinò la mia schiena parlando di Dio. Poi mi disse che doveva andare un istante dietro la Chiesa. Quando tornò, ci recammo al confessionale. Shanley si sedette e io rimasi in piedi davanti a lui. Cominciò a strofinare le mie cosce, ad avvolgere i miei genitali con la sua mano, parlando di Gesù, di corpi maschili, profeti, racconti spirituali, e mi tirò più vicino a lui. Ricordo il suo pene nella mia bocca, ma non ricordo come me lo abbia messo in bocca. Ricordo che indossava il suo abito talare, ma sotto era completamente nudo. Quando finì lasciammo il confessionale, tornammo nell’ufficio e Shanley mi offrì un drink. Sedevo accanto a Shanley, cominciò a leggere alcuni libri di Chiesa mostrandomi figure di Gesù e Maria.
Quando faceva questo Shanley soffregava il mio di dietro e strofinava le mie spalle, poi slacciò i miei pantaloni accarezzandomi, si mise in piedi su di me e tirò giù i miei pantaloni. Disse che voleva esaminare il mio corpo. Mi fece sedere sul suo grembo tra le sue gambe, il mio dietro contro il suo stomaco, Shanley con la sua mano sulle mie spalle mi spinse contro di lui e mi penetrò col suo pene.
E’ stata la mia prima esperienza sessuale. Quando finì mi disse di tirarmi su i pantaloni. Parlammo altri 20 minuti, e quando me ne andai Shanley mi disse che mi avrebbe visto durante la settimana nel recinto di san Patrizio. Durante quel fine settimana vidi Padre Shanley nel recinto della scuola. Mi domandò dov’era mio padre, quando sarei tornato da mia madre a Randolph, e chi viveva nella casa di mia madre, sempre accarezzando il mio di dietro e strofinando le mie spalle. La settimana seguente, dopo aver incontrato padre Shanley tornai a casa di mia madre. Padre Shanley mi diede un numero di telefono al quale avrei potuto contattarlo.
Un mese dopo il mio primo incontro lo chiamai per dirgli che avrei partecipato a un torneo di yo yo. Padre Shanley mi disse che voleva comprarmi un nuovo yo yo, che sarebbe venuto a prendermi alla casa di mia madre. Arrivò poco dopo la mia chiamata e insieme andammo al negozio per comprare un nuovo yo yo. Poi mi condusse su una pista della Blue Hills Reservation. A un certo punto della pista ci sedemmo uno accanto all’altro e Shanley mi costrinse a fare sesso orale su di lui. Egli mise le sue mani sulle mie spalle e dietro. Della conversazione non ricordo altro che ruotava intorno alla religiosità del sesso orale. Quando finì mi portò da Friendly per comprarmi un gelato, poi a casa.
Il successivo episodio ricordo avvenne alla Blue Hills Reservation. Durante il giorno. Quando arrivammo sulla pista, Padre Shanley vide un altro prete che lui conosceva. Mi presentò a Padre Bernard Lane che si accompagnava a un ragazzo. Non ricordo cosa dissi. Padre Lane e il ragazzo se ne andarono, padre Shanley ed io entrammo in un sentiero del bosco. A un certo punto ci sedemmo e Padre Shanley mi sbottonò i pantaloni, li tirò giù e cominciò a strofinare e accarezzare le mie cosce. Padre Shanley mi mise a faccia in giù e cominciò a strofinare il mio di dietro e le miei spalle. Si mise su di me e mi penetrò col suo pene mentre giacevo a faccia in giù. Ricordo che mise un condom. Padre Shanley mi fece credere che quello che stava facendo era naturale e non peccato. Mi fece dire che quello che stavamo facendo era un segreto.
La volta successiva, Shanley mi disse che voleva portarmi in una cabina che aveva a Blue Hills; non era ancora sera. Era più una capanna che una cabina. Padre Shanley prese i miei vestiti, cominciò a strofinarmi il di dietro e accarezzarmi. Parlammo un po’. Poi Padre Shanley si tolse i suoi vestiti. In quella occasione avvenne sesso orale e penetrazione. Quando finì mi portò da Friendly a prendere un gelato e mi condusse a casa.

Vidi ancora Padre Shanley nell’estate del 1973 (continua...).

lunedì 19 aprile 2010

Venite pargoli

Ieri Mr Josef Ratzinger si è recato a Malta dove, nella capitale La Valletta, ha celebrato la messa davanti a 40000 persone. In città si sono presentati numerosi sacerdoti visibilmente allupati, ai quali poi è stato spiegato che "La Valletta" non era una ragazzina a loro disposizione ma piuttosto il nome della città (questa notizia potrebbe non essere vera...).
Per il papa e il Vaticano si sà, son tempi duri e lo scandalo degli abusi sessuali pesa forse quanto i loro catenacci d'oro appesi al collo. Infatti l'omelia del papa è passata dall'ammettere "vergogna e dolore" per gli eventi accaduti (promettendo la punizione dei responsabili), per poi appoggiarsi alla "misericordia divina" che perdona i peccati e le "ferite spirituali" della Chiesa. Un pò come per dire "si abbiamo sbagliato, ma sò pure il papa e una certa immunità il mio capo me la concede...".
Per chi non sapesse chi è Josef Ratzinger, si vada a vedere un interessante documentario dal titolo Sex Crimes and Vatican (che il Pablo Neruda ha gloriosamente proiettato 3 anni fa a Camerino) o si vada a leggere il De delictis gravioribus, documento in materia di reati e delitti del diritto canonico, con tanto di normative per loro occultazione, firmato dallo stesso di cui sopra. Per la cronaca, Mr J. Ratzinger è stato inoltre indagato dalla Corte distrettuale della contea di Harris (Texas) per l'imputazione di «ostruzione alla giustizia» a causa delle disposizioni di riservatezza contenute nel documento.
Che il papa sia agitato è palpabile, tanto che ha seguito un pò la consuetudine berlusconiana di farsi apparire bersaglio continuo, sostenendo che la chiesa è sotto attacco da dei "media ostili" e che "voci" persuadono i credenti ad allontanarsi dalla loro casta, pura e santa chiesa...
Josef ha poi finito il suo intervento in maniera piuttosto anomala e ambigua, proponendo ai maltesi di non accogliere tutto ciò che viene proposto loro (non specificando bene di che stesse parlando), invitandoli anche a rifiutare "le tecnologie più avanzate". A sostengo di questa sua frase a dir poco onirica, ha continuato dicendo che la nube tossica del vulcano islandese ha bloccato le tecnologie più avanzate, mentre che dio non ha rivali e non può andare in stand-by. Lascio ad ognuno l'ardua analisi del paragone fra il vulcano Eyjafjallajökul e il dio cristiano. Voglio poi vedere se magari il papa, di fronte (non glielo auguro, sia chiaro) ad un malessere grave, rifiutasse le tecnologie più avanzate per non passare a miglior vita...
La giornata di Josef si è conclusa con l'incontro di 8 vittime di abusi sessuali (delle milioni esistenti in tutto il mondo), con grande pianto collettivo finale, bacio, foto e benedizione.
A difesa del papa l'arcivescovo maltese Paul Cremona, che parla di una Chiesa che "riconosce fallimenti e peccati dei suoi membri", "aperta ad accogliere tutti, senza distinzione di nazionalità e razza". E chiaro che restano invece le distinzioni di sesso e orientamento sessuale. Davvero divertente l'intervento in cui l'arcivescovo ammette che "la società è mutata" e ci troviamo in un "nuovo contesto". Quali sono le grandi novità che l'arcivescovo propone per aggiornare la retrogada istituzione "Vaticano"? La Chiesa "deve testimoniare i valori, la santità della vita dal momento del concepimento, la famiglia stabile fondata sul matrimonio".
Ah, grandi novità, grandi parole. Grazie per averci illuminato.
La Chiesa è ripulita, tutti a casa contenti.

martedì 6 aprile 2010

Anche le sorelle non scherzano

"Se facevi qualcosa di male durante il giorno venivi messa di traverso sulla tavola del refettorio e picchiata sul fondoschiena con il bastone, più forte se osavi proteggerti col gomito. Venivi collocata al centro della stanza, con tutte le bambine in piedi, intorno, in modo che potessero vedere, alcune di loro piangevano spaventate. Venivi picchiata sul fondoschiena, la gonna sollevata. Lei ... la suora ... costringeva tutte a guardarti. Dopo la scuola mi veniva detto di andare e aspettare in cima alle scale, in una piccola stanza dove le suore mi facevano inginocchiare con le mutande abbassate. Poi mi battevano sul retro nudo con un bastone. A volte eri costretta a tenere per mano un’altra bambina. Quando eri da sola ti tenevano per i capelli ... per 6 bastonate dure; se scappavi ne prendevi di più."
Un piccolo numero di testimoni ha detto di essere state picchiate fino al punto da temere per la propria vita. Le testimoni hanno dichiarato di esser state picchiate sulle mani, percosse nude di fronte agli altri, colpite, schiaffeggiate, prese a calci, spinte, pizzicate, bruciate, morse, scosse violentemente, fisicamente costrette, sottoposte ad alimentazione forzata. Che le loro teste venivano picchiate contro muri, banchi e davanzali delle finestre; che sono state picchiate sulla pianta dei piedi, sul dorso delle mani, sulla testa e le orecchie; che hanno avuto i capelli tirati, che sono state sbattute a terra per i capelli, e costrette a eseguire operazioni in condizioni di rischio, danno e pericolo. I luoghi in cui l’abuso fisico è stato più frequentemente segnalato sono: dormitori, mense, pianerottoli, corridoi, aule scolastiche, chiese, uffici, cucine, aree di lavoro e sale di ricreazione. Altre forme di abuso fisico sono state descritte da testimoni femminili costrette a rimanere inginocchiate per ore su superfici dure, sia all'interno che all’esterno, rinchiuse, confinate in luoghi bui come ad esempio cantine, celle frigorifere, sale forno, stalle, ripostigli per le scope; costrette a stare per lungo tempo immerse in acqua fredda. Lo strumento segnalato come più comunemente utilizzato è un certo tipo di bastone di legno, uncinato nella punta col quale agganciavano il collo delle bambine per tirarle. 166 testimoni hanno dichiarato di essere state colpite o picchiate con bastoni di legno, bastoni con spine, righelli, indicatori, aste di finestra, cucchiai di legno e altri utensili da cucina, gambe di sedie, grucce di legno, bastoni, mazze da cricket, appendiabiti, asciugamani, remi, canne di bambù, cinghie di cuoio, semplici cinture, alcune con corde attaccate, e cinghie sottili usate come fruste. Altre affermano che sono state picchiate con la grande corona del Rosario e crocifissi che le suore portano alla loro vita. Alcune hanno detto di essere state colpite con oggetti come una statua di legno, un vassoio di metallo e coltelli gettati verso di loro. Le testimoni hanno riferito di aver subìto bruciature.
Diciannove (19) hanno riferito di esser state messe in un bagno freddo o subito scottature sotto docce calde.
Dodici (12) hanno raccontato di acqua gettata su di loro, cinque di esser state ustionate con tè caldo o acqua.
Otto (8) hanno riferito di esser state costrette con la testa sotto l'acqua, due, di queste, sotto una corrente fredda di rubinetto.
Cinque (5) hanno riferito di aver subito bruciature su fornelli, costrette con le mani su una stufa calda.
Due (2) costrette con le dita dentro prese elettriche.
Sei (6) hanno raccontato che le suore usavano le ortiche per punire: spingevano le bambine dentro a macchie di ortiche o le colpivano alle gambe e agli arti. Una di queste ha dichiarato di esser stata costretta a stare in un letto pieno di ortiche.

giovedì 1 aprile 2010

La pillola del giovedì santo

Aprile inizia proprio male. Nuovo ennesimo tremendo attacco cattolico alla libertà sessuale e al pericolo di gravidanze inaspettate in Italia. Nel giorno in cui il farmaco Ru486 (che permette una interruzione di gravidanza) può entrare negli ospedali italiani; il neogovernatore del Piemonte Roberto Cota (Lega) sostiene che "per quanto lo riguarda può benissimo restare nei magazzini. Faro' di tutto per contrastare l'impiego della pillola: chiedo ai direttori generali di bloccarla e farò in modo che in ogni struttura sanitaria piemontese ci sia una associazione Pro Vita". Anche il neopresidente veneto Luca Zaia (Lega) non ci va piano e minaccia chiaramente il boicottaggio: "studieremo il modo per non farla arrivare negli ospedali veneti". Al governo non basta aver messo mano sulla televisione pubblica, sulla scuola e sulla giustizia e con Gasparri minaccia esplicitamente il direttore dell'Aifa (agenzia Italiana del farmaco) Guido Rasi, sostenendo che la sua guida "appare sempre più inadeguata" e "continua ad intervenire in maniera strana (strana?) sulla pillola. Porrò al governo il problema della gestione dell'Aifa, che a mio avviso non garantisce adeguati livelli di competenza, trasparenza e imparzialità." In pratica il governo vorrebbe poter eleggere i dirigenti anche dell'Aifa (come funziona per la Tv pubblica) in modo da scegliere quali farmaci commerciare (magari quelli prodotti dagli amici di amici...) e quali no.
Siamo in attesa che il buon Gasparri ci spieghi cosa intenda per quel "intervenire in maniera strana" e soprattutto per quel "imparzialità": forse esistono madicine di destra e medicine di sinistra? Magari per la par-condicio, vorranno mettere delle pillole per andare di corpo, dentro alla scatola per combattere una diarrea? O magari regalare un intervento di inseminazione artificiale a chi compra la pillola del giorno dopo? Ragazzi, qui si rasenta l'assurdo, ma purtroppo questa gente ha preso la nostra democrazia proprio come fosse uno scherzo...
Molti, troppi politici (di entrambi gli schieramenti) sono contro l'aborto alla faccia della laicità dello Stato, sbandierando un falso allacciamento alla sacralità della vita e ai dogmi cattolici; mentre che d'altra parte non offrono alcuna certezza né aiuto alle giovani coppie italiane che non hanno soldi per arrivare a fine mese e figuriamoci se ce l'hanno per sfamare una bocca in più.

Poi, altro carico contro la pillola ce l'ha messo, come consueto, il Vaticano.
Ratzinger oggi ha detto: "I cattolici devono rifiutarsi di fare ciò che negli ordinamenti giuridici non è diritto, ma ingiustizia. Prima fra tutte "l'uccisione di bambini innocenti non ancora nati". Ok, poi magari qualcuno spiega al vecchio Josef che non si può ammazzare qualcuno se non è nato.
Poi direi di occuparci prima dei bambini nati, più che di quelli ancora nella nuvoletta; e di questo pare che il Vaticano se ne sia preoccupato a sufficenza... Ratzinger non ha detto una sola parola sul terribile scandalo di pedofilia che ha investito e macchiato indelebilmente la Santa Sede e tutti i santi porci che hanno fatto (e fanno) i loro comodi con quei "poveri bambini innocenti" di cui tanto parla sor curato. E forse ora si capisce perché la Chiesa ce l'ha a morte con l'aborto: già il tasso di natalità è basso in Italia e ci sono pochi bambini...mettici pure la pillola, e con chi giocano i preti?

lunedì 15 marzo 2010

Confessione di Mariangela

Di seguito, uno dei racconti contenuti nel libro di Vania Lucia Gaito, Viaggio nel silenzio, col quale l’autrice denuncia lo scandalo dei preti pedofili che ormai riguarda il mondo intero (solo negli Stati Uniti 5000 casi e altrettanti nella cattolica Irlanda). Un fenomeno taciuto per anni, coperto dal Vaticano, pronto a solidarizzare con chi è stato condannato dalla giustizia ordinaria, e, se proprio costretto, a risarcire la vittima comprandone il silenzio.
Col documento Crimen Solecitazionis del 1962 firmato del cardinal Ottaviani, allora capo del “Santo Ufficio”, il Vaticano obbliga clero e religiosi al silenzio sui crimini commessi dai preti pedofili. In questo documento, (sostanzialmente confermato nel 2001 da una nuova disposizione della “Congregazione per la Dottrina della Fede”, a firma dell'allora cardinale Ratzinger e dell’Arcivescovo Bertone) prete pedofilo e bambino violentato sono considerati peccatori entrambi allo stesso modo.
Dunque silenzio? NO, ecco le parole di Mariangela.

“Avevo dieci anni. Era il 1972, avevo appena fatto la prima comunione. ..ho conosciuto il sesso con don Cantini. Iniziai a frequentare la Regina Pacis perché mi piaceva cantare e mi avevano accettato nel coro…nel coro mi davano sempre qualche ruolo di primo piano, e questo mi lusingava. Poi don Cantini cominciò a farmi chiamare di sopra, nel suo studio o nella sua camera. La catechista veniva da me e mi diceva “il priore ti vuole su”. E allora io andavo su, entravo nello studio, lui chiudeva la porta a chiave, oppure metteva la sua sedia a contrasto con la porta, si metteva a sedere e mi faceva sedere sulle sue gambe. Era una persona molto alta, molto robusta, e io avevo solo dieci anni. Forse per questo mi sembrava più alto e più grosso di quel che era. Ho ancora un ricordo nitidissimo del mantello nero che portava. Mi copriva con questo mantello e cominciava a parlarmi della Madonna che a dodici anni aveva partorito Gesù e mi diceva: - tu devi essere una donna forte come la Madonna, vuoi esserlo?
E io rispondevo – certo E allora lui riprendeva – io sono un dono di Dio e quello che ti chiedo è il ministro di Dio che te lo chiede.
Io ero molto titubante, e vedendomi dubbiosa mi blandiva – ma non ti fidi di me? Guarda che io sono il ministro di Dio, quello che ti viene dato è un grande dono. Tu sei una persona speciale.
Sei la prediletta. Il tuo nome assomiglia al nome della Madonna, hai un nome importante.
E cominciava. Cominciava a palpeggiare, a toccare, a frugare. E io mi irrigidivo. Credevo che in quel modo mi sarei potuta alienare da quel che succedeva sotto il mantello. Pensavo: tanto non sento niente, tanto non sento niente, tanto non sento niente, tanto non sento niente, tanto finisce, tanto poi finisce.
E invece non è mai finita….E’ andato avanti per quasi quindici anni….Avevo paura di dirgli che avevo commesso un peccato con lui, che non credevo fosse tutto un dono di Dio. Allora dicevo che avevo paura a impegnarmi fino in fondo. E lui mi diceva – questo è un peccato perché ti devi disinibire, devi essere totale. E quindi mi faceva dire, a volte perfino durante le confessioni – io sono una puttana. Dillo! io sono una puttana! io sono una puttana.
Io lo dicevo. E lui mi assolveva…. Mi chiedeva anche rapporti orali e voleva che li facessi in modo completo. Diceva – è come l’eucarestia .E io dovevo ingoiare tutto…
Ogni volta che andavo a messa e facevo la comunione sentivo dei violenti conati di vomito, che mi scuotevano lo stomaco finché non vomitavo. E io pensai di essere indemoniata perché l’eucarestia mi faceva male.”

Da Ali spezzate

sabato 13 marzo 2010

Dal Vangelo secondo i bambini

"Chiedo scusa al Signore. La pedofilia mi ha sfalsato la vita,
ma trovavo nei ragazzini una certa bellezza e attrazione".

Da l'Espresso, l'agghiacciante intervista a un prete pedofilo (che ha chiesto l'anonimato) dell'Istituto Provolo di Verona, che assieme a molti altri, per anni ha abusato sessualmente di bambini disabili sordo muti. A seguito della scoperta dei soprusi grazie alle testimonianze delle 67 vittime scioccate, il prete ha deciso di confessarsi...ai giornali.

Racconta di avere cominciato ad abusare dei ragazzini a inizio anni Sessanta:
"Il primo aveva circa 7 anni. Sono andato con una quindicina di piccoli sordomuti, con cinque o sei ho avuto rapporti più frequenti. Abusavo di loro una o due volte al mese, per moltissimi anni. Ho cominciato da giovane e non mi rendevo conto. Lo facevano quasi tutti, anche in altri istituti. Era normale. Questo era l'andazzo".
Lei ha visto altri abusare dei ragazzini al Provolo?
Sì. Pochi di noi si sono salvati dalla pedofilia".
Oggi sono sotto accusa 25 preti. Qualcuno è mai stato cacciato dal Provolo per pedofilia?
"Solo uno, e perché era il più violento e faceva male ai ragazzini".
L'ultima testimonianza di abusi è riconducibile agli anni '8o, è possibile che dopo ci siano stati altri abusi oggi ancora sconosciuti?
"Non posso escluderlo".
I responsabili dell'Istituto sapevano?
"Sì, lo sapevano. Per forza che lo sapevano".
Ha confessato la pedofilia ad altri preti?"
No, mi mettevo in ginocchio, confessavo davanti a Dio e pregavo.

Di seguito, alcune testimonianza di persone ripetutamente violentate quando erano bambini, negli istituti ecclesiastici italiani, fra i quali l' Antonio Provolo di Verona:
"Sono diventato sordo a otto anni, a nove frequentavo il Provolo che ho lasciato a 15 anni. Tre mesi dopo la mia entrata in istituto e fino al 15° anno sono stato oggetto di attenzioni sessuali, sono stato sodomizzato e costretto a rapporti di ogni tipo da preti e fratelli.
“Avveniva notte dopo notte. Nel dormitorio, nelle camere dei preti e nei bagni”. “Tre ragazzini e tre preti si masturbavano a vicenda sotto la doccia“. E ancora. “Era il 1959, avevo 11 anni. Mi ha sodomizzato e preteso altri giochi sessuali. È stata un’esperienza terribile che mi ha procurato da adulto gravi problemi psicologici“. “Avveniva nella sua stanza all’ultimo piano. E mi costringeva a fare queste cose anche a Villa Cervi durante le colonie estive e al campeggio sul lago di Garda“. “Mi costringeva spesso con punizioni (in ginocchio per ore in un angolo) e percosse (violenti schiaffi e bastonature) ad avere rapporti con lui. Nello stanzone dove dormivo con altri sordi spesso mi svegliava per portarmi nei bagni dove mi sodomizzava o si faceva masturbare. Non ho mai dimenticato“. “A tredici anni nella chiesa, durante la confessione faccia a faccia, il sacerdote mi ha toccata il seno più volte. Ricordo bene il suo nome. Io mi sono spaventata moltissimo e da allora non mi sono più confessata“. “Ha tirato fuori il membro e voleva che lo toccassi. Anche sotto l’altare”. Gianni Bisoli, oggi sessantenne, ha accusato di prolungate molestie sessuali, monsignor Giuseppe Carraro, vescovo di Verona, morto nel 1981 e in odore di beatificazione.