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venerdì 14 dicembre 2012

I messaggi di "Pace un cazzo" di Ratzinger

Il capo di Stato del Vaticano, tale papa Benedetto XVI in occasione della "Giornata mondiale della Pace" ha lanciato due importanti messaggi di Pace: 
1) Ieri ha ricevuto Rebecca Kadaga (presidente del parlamento dell' Uganda), la quale si sta battendo per far approvare a breve una legge denominata "Kill gay Bill". La legge prevede l'ergastolo per chi si professa, viene scoperto o solo convive con un omosessuale, con tanto di reato di "omosessualità aggravata" se il soggetto è malato di malattie sessualmente trasmissibili o se pedofilo (paragonando quindi gli omosessuali ai pedofili...). La Kadaga ha anche ironizzato (dopotutto, c'è tanto da ridere) dicendo al popolo ugandese che questa legge sarebbe stato il suo "regalo di Natale"..a natale siamo tutti più buoni. Inizialmente tale legge prevedeva anche la pena di morte per "omosessualità".
2) Lo stesso capo, detto anche Sua Santità, nel suo discorso per la pace ha affermato che i tentativi di accomunare i matrimoni gay a quelli fra uomo e donna "destabilizzano", minano la base della famiglia e sono "un’offesa contro la verità della persona umana" nonché "una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace".

Una minaccia per la pace insomma...Lavorare per l'uguaglianza e per la parità di diritti diviene, a seconda dei casi e del livello di ipocrisia, uno strumento di ostilità. Un pò come affermare "se i palestinesi morissero tutti, finalmente finirebbe la guerra!"

Se lo dice nonno Remo al circoletto in piazza, nessuno gli bada più di tanto; ma se lo dice uno che rappresenta la voce del dio cristiano sulla terra, qualche pazzo potrebbe starlo a sentire ed emularlo. 

Fonte: il Fatto 
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lunedì 9 aprile 2012

Massime minime firmate Idv


"I gay sono..diversi".
“Tremaglia li chiamava culattoni, io li chiamo diversi. Poi, quando non parlo in pubblico mi scappa anche culattoni. Io invece sono orgoglioso di essere normale”. Queste sono le parole rilasciate da Gabriele Cimadoro, deputato Idv, ex democristiano e cognato di Antonio Di Pietro, ai microfoni della Zanzara, su Radio 24.  ”Per fortuna – aggiunge Cimadoro – noi eterosessuali siamo la maggioranza, loro una minoranza, altrimenti… E poi Di Pietro rappresenta un po’ il machismo, anche nelle sue espressioni verbali”. Cimadoro dice la sua anche sulla sua grande passione, la caccia: “Una volta Tonino veniva con me a sparare, adesso non ha più tempo. Vado in Serbia dove ci sono meno vincoli, però purtroppo sta arrivando l’Europa anche lì. Colpire un volatile dà emozioni. E’ meglio di un orgasmo”


lunedì 10 ottobre 2011

Vento fresco in arrivo dalla Polonia

VARSAVIA – Dopo il successo nelle legislative di ieri del Movimento Palikot (MP), una nuova formazione radicale e fortemente anticlericale favorevole a una generale secolarizzazione della società in Polonia, Anna Grodzka – capolista a Cracovia – diventerà molto probabilmente il primo deputato transessuale nel parlamento polacco. Il Movimento Palikot, fondato dal ricco imprenditore Janusz Palikot – un personaggio stravagante e provocatore – ha messo a segno un autentico exploit avendo ottenuto alla prima uscita elettorale il 10,1% dei voti, posizionandosi al terzo posto alle spalle della Piattaforma civica (Po), la formazione liberale del premier Donald Tusk, prima con il 39,6%, e del partito conservatore Diritto e Giustizia (PiS) di Jaroslaw Kaczynski, al quale è andato il 30,1%.
Il Movimento Palikot è destinato a esercitare un’azione dirompente nella società polacca, tradizionalmente conservatrice e permeata dai principi della religione cattolica. E’ favorevole infatti alla netta separazione tra Stato e chiesa, all’abolizione dell’insegnamento della religione nelle scuole, alla totale legalizzazione dell’aborto, ai matrimoni gay e alla legalizzazione delle droghe leggere. Anna Grodzka, 57 anni, psicologa e produttore cinematografico, ha cambiato sesso da non molto dopo aver vissuto per anni da uomo con il nome di Ryszard, essersi sposato e avuto un figlio. Attualmente Anna Grodzka presiede la fondazione Trans-Fuzja che si batte per la parità dei diritti dei transessuali.
Il partito liberale ‘Piattaforma Civica’ del primo ministro Donald Tusk ha vinto le elezioni legislative di ieri in Polonia con il 37,47% dei voti, secondo i risultati parziali dopo lo scrutinio nel 63,74% dei seggi. Lo ha annunciato stamani la Commissione elettorale. Il partito di Tusk ha sconfitto il partito di opposizione conservatore, ‘Diritto e Giustizia’, dell’ex premier Jarosaw Kaczynski, che ha ottenuto il 30,61% dei voti e il Movimento di Palikot (MP) che ha avuto il 9,8% delle preferenze.
Il Movimento di Palikot ha superato il Partito di contadini (Psl) che ha ottenuto il 9,51% dei voti e l’Alleanza della sinistra democratica (Sld), che ha avuto l’8,24% delle preferenze. La minoranza tedesca ha ricevuto lo 0,31% di voti. L’affluenza ai seggi e’ stata del 47,25%. La Polonia ha assunto il 1mo luglio scorso la presidenza di turno dell’Unione europea, subentrando all’Ungheria.
Da: www.blitzquotidiano.it

lunedì 19 settembre 2011

15 buone novelle per non far sposare i gay

1 - Essere gay non è naturale. I veri italiani rifiutano ciò che è innaturale, come gli occhiali, le scarpe, il poliestere e l’ aria condizionata.

2 - Il matrimonio gay spingerà le persone ad essere gay, allo stesso modo in cui vedere in giro persone alte fa diventare tutti alti.

3 - Legalizzare il matrimonio gay aprirà la strada a ogni tipo di stile di vita folle. Le persone vorranno sposare i propri animali domestici, perché ovviamente un cane ha una personalità giuridica e i diritti civili per sposarsi, nonché la capacità di dichiararsi consenziente o meno al contratto giuridico.

4 - Il matrimonio eterosessuale esiste da moltissimo tempo e non è mai cambiato minimamente; le donne infatti sono ancora una proprietà del marito, le nozze sono decise dai genitori, il padre ha il diritto di vita e di morte sui figli, i neri non posso sposare i bianchi e il divorzio non esiste.

5 - Il matrimonio eterosessuale perderà valore se sarà permesso anche ai gay di sposarsi. La santità dei sette matrimoni di Liz Taylor verrebbe distrutta.

6 - I matrimoni eterosessuali sono validi perché sono fertili e producono figli. Le coppie gay, come anche quelle sterili e le persone anziane, non devono potersi sposare perché i nostri orfanotrofi sono vuoti e il mondo ha bisogno di più bambini.

7 - Ovviamente i genitori gay tirerebbero su figli gay, proprio come da genitori eterosessuali nascono soltanto figli eterosessuali.

8 - Il matrimonio gay è vietato dalla religione. Dunque in una teocrazia come la nostra i valori di una religione devono essere imposti all’intera nazione. Ecco perché in Italia c’è una sola religione e tutti i bambini devono essere battezzati alla nascita.

9 - I bambini non sarebbero mai sereni ed equilibrati senza un modello maschile e uno femminile a casa. Per questo nella nostra società quando un genitore è da solo, o perché è vedovo o perché è stato lasciato, gli vengono tolti anche i figli.

10 - Il matrimonio gay cambierebbe i fondamenti della nostra società e noi non potremmo mai adattarci alle nuove norme sociali. Proprio come non ci siamo mai adattati alle automobili, al lavoro in fabbrica e all’allungamento della vita media.

11 - Le relazioni gay non sono durature perché i gay per natura sono promiscui. Infatti i mariti etero e le mogli etero non hanno mai relazioni extraconiugali e non divorziano mai.

12 - I bambini cresciuti da una coppia gay verrebbero derisi e discriminati dagli altri coetanei. A differenza di quelli con le orecchie a sventola, quelli con il naso grosso, quelli grassi, quelli effemminati, quelli di colore, quelli con la erre moscia, o quelli troppo bassi che sono accettati da tutti i coetanei e mai presi in giro da nessuno.

13 - Perché la religione cattolica vieta l’atto omosessuale che è considerato peccato, e dunque loro non possono sposarsi ma possono farlo assassini, pedofili, maniaci sessuali, ladri, mafiosi, serial killer, truffatori, mercanti di organi, commercianti di bambini , di schiavi, di pellicce, papponi e chiunque non sia un omosessuale.

14 - Perché il matrimonio omosessuale comporta l’atto omosessuale. Ma la Bibbia considera peccato l’atto omosessuale cosi come la masturbazione, i rapporti sessuali prima del matrimonio e i rapporti sessuali che non hanno il fine di procreare.

15 - Perché verrebbe meno l’antica tradizione calcistica Italiana, dato che di sicuro ci saranno meno calciatori. Infatti si sa che i gay odiano il calcio e porteranno a odiarlo anche ai loro bambini impedendogli quindi di praticare qualsiasi tipo di sport che non sia danza classica, ginnastica ritmica, pattinaggio sul ghiaccio, shopping, manicure, lampada e bolle di sapone.

venerdì 17 giugno 2011

"Aberrazioni" sessuali dall'Abruzzo

Le femmine devono fare le femmine e i masculi devono fare i masculi!

Il sindaco di Sulmona Fabio Federico si lascia andare su discrete affermazioni omofobe in un discorso davvero basso e bigotto più da pastore degli anni 40 che medico e sindaco del 2011. Trapela senza troppi mezzi termini che l'omosessualità è una malattia che può essere curata (vorrei sapere in quale libro di medicina ha letto una cosa del genere...forse è ora di tornare all'elettro shock per riportare i froci nella diretta via del Signore?). Poi si inoltra in un bel discorso maschilista tipico dell'uomo vero e parla delle donne (e delle sue figlie) non come tali ma come "femmine", un pò come si parla a delle vacche o a delle pecore al pascolo. Sui "maschietti" invece ci và più leggero, usando questa terminologia quasi da asilo nido...complimenti dottore.
Grazie a nessuna legge contro l'omofobia (come lui stesso sconsiglia perchè sarebbe "discriminante") fatta da questo governo schiavo e lecchino del Vaticano il quale preferisce violentare i bambini pur di non far sposare due donne dicendo che i bambini in questo modo crescerebbero deviati mentre che violentarli sistematicamente per decenni dietro l'altare o dentro il confessionale non avrebbe alcuna conseguenza sui piccoli; nessuno di noi può denunciarlo ne infilargli una infinità di confetti dove non vorrebbe.
Possiamo però limitarci ad usare armi altrettanto forti, come la diffusione in internet, il dialogo e il boicottaggio di Sulmona (prodotti commerciali, confetti, gite in Abruzzo, eventi...) finquando il dotto medico non ritiri le sue affermazioni davvero indecenti...

Articolo su Repubblica

L'omosessualità come "aberrazione genetica" contro natura, una "patologia" che può essere curata dalla medicina. E' la tesi sostenuta dall'attuale sindaco di Sulmona, il medico Fabio Federico (Pdl), durante un intervento in una televisione locale nel 2006, quando era consigliere comunale di An. Il video, che contiene una lunga serie di affermazioni omofobe, è stato pubblicato in questi giorni su Youtube, e, oltre ad aver suscitato sul web la reazione indignata degli omosessuali, è anche diventato un caso giudiziario. Il sindaco, infatti, si è rivolto al tribunale di Sulmona, chiedendone la rimozione immediata, perché in una prima versione era stato montato in chiave satirica. Interpellato telefonicamente, Federico conferma integralmente quelle dichiarazioni: "Penso ancora le cose che ho detto".
Rispondendo alla domanda di un telespettatore, il politico sosteneva che la questione dell'omosessualità può spesso essere ricondotta ad un problema di tipo ormonale e cromosomico. "Se hai degli ormoni maschili e un genoma maschile, fai il maschietto. Il contrario è fuori natura, ci sono delle possibilità di composizione intermedie di questi assetti genetici - spiegava - Ci sono delle aberrazioni genetiche che determinano il fatto che non si sia né perfettamente uomo e né perfettamente donna". "Patologie", sentenziava il medico-sindaco, che nel video faceva una concessione: "Nella stragrande maggioranza dei
casi si tratta di scelte fatte per un gusto personale. Niente a che dire sul gusto. Ogni omosessuale può vivere la sua vita sessuale come meglio crede. Se gli piace, gli piace. Non posso certo giudicarlo".
Scendendo sul piano personale, confessava, da padre, che non avrebbe mai voluto un figlio omosessuale: "Ho due figlie femmine, e purtroppo anche tra le donne esiste l'omosessualità. Preferirei che le mie figlie crescessero in maniera normale e facessero una vita normale, con una famiglia normale. Se poi dovessi vedere che le cose non vanno tanto bene, le farei curare.
continua su Repubblica

Ecco il video che tale Fabio Federico,
sindaco dal nome ambiguo e doppiamente maschile, vorrebbe eliminare...
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venerdì 13 maggio 2011

Rapporto all'Italia

martedì 8 marzo 2011

Roberta fin da giovanissima coltiva la passione per il cinema, la musica, le arti. Come tante sue coetanee. Finito il liceo a Milano, ne vuole fare un lavoro. Studia, s’impegna, si specializza in documentari e inizia a lavorare poco più che ventenne per una casa di produzione come figura junior. Inizia anche a soffrire, si scontra con un mondo di adulti che non le aprono certo le porte. La sua capa arriva a dirle a muso duro: “Vuoi diventare una executive producer? Vuoi fare il mio lavoro? Peccato che non ce la farai mai, perché tu non hai il carattere, non sarai mai in grado!”
Roberta vorrebbe sprofondare sotto la coltre delle sue paure ma qualcosa le dice che no, non deve credere a quelle parole piene di sfiducia. Anche se la notte, certe volte, non riesce a dormire per la paura. Nessuno le spiega come migliorare nel lavoro: se fa bene è scontato, se fa male deve pagare a caro prezzo i suoi errori. Ma vuole diventare una professionista e decide di buttarsi nel buio: si licenzia per fare la producer come free lance. Pazza.
Un giorno, sfogliando le pagine de L’Internazionale, legge la storia di un principe indiano e sente click dentro. Si emoziona, la rilegge, rimane stregata. È la vicenda del rampollo di una famiglia reale che decide di fare coming out pubblicamente. Dopo questa scelta – a dir poco coraggiosa in un’India ancora intrisa di pregiudizi – viene letteralmente diseredato e diventa uno dei più importanti attivisti per i diritti civili dei gay nel suo Paese. È il suo coraggio a muovere il cuore di Roberta e non solo il suo cuore, perché decide di raccontare la sua storia con le immagini, documentare la sua battaglia contro il pregiudizio.
E i soldi? All’inizio pensa di chiederli in famiglia. Ma dopo essersi licenziata, l’ultima cosa che il papà ha intenzione di fare, è finanziarla per andare a conoscere un principe indiano. Roberta lo capisce, ci pensa e ripensa, prova mille strade, finché un giorno il suo migliore amico, con uno slancio che solo il legame sincero fra due giovani può avere, le dice: ti aiuto io. D’altronde sognano da sempre di mostrare al mondo quello che i loro occhi di ventiquattrenni vedono.
Roberta scrive al principe e lui le risponde. Dopo un mese è su un aereo verso l’India. Parte insieme a Stella – sua cara amica regista di documentari – e un operatore. Esperienza fortissima. Roberta riesce a instaurare col principe un rapporto umano meraviglioso e in virtù di questo, lui le apre le porte del suo cuore, mostrandole sia la sua attività pubblica che la vita privata, senza filtri, senza interruzioni. È proprio un principe azzurro.
Una volta rientrata in Italia con un buon trailer, inizia a cercare un produttore per realizzare il lungometraggio. Il feedback generale è positivo, ma nessuno sembra avere i soldi. Perché in Italia i documentari non si guardano, perchè c’è la crisi, perchè bla bla bla. Roberta non si arrende, cerca finanziamenti incessantemente, da privati, istituti, chiunque possa dare un contributo. Per un lungo anno è una sequela di no. A un certo punto però il vento gira in suo favore, la perseveranza la premia, si fa avanti un produttore, e riesce a incontrare Imma Battaglia – da sempre impegnata per i diritti dei gay – che crede nel progetto. E le riprese in India iniziano a ottobre del 2011!
Roberta ha realizzato il suo sogno. “Sono stati tantissimi i momenti di sconforto – dice - e tanti quelli in cui mollavo il colpo e dicevo ‘forse non lo devo fare e basta’ ma duravano pochissimo, perché poi naturalmente emergeva in me un desiderio enorme di portare a termine questo lavoro, verso il quale ho iniziato anche a sentire un senso di missione. Ormai è un patto tra me e il principe, io voglio che come me molte altre persone siano grate a lui per quello che sta facendo per i diritti civili e per la lotta contro l’HIV in un Paese come l’India”.
In questo percorso alla scoperta di una “via umana” di usare il proprio talento, Roberta non è stata con le mani in mano. A dispetto di quello che le disse un giorno la sua ex capa, è diventata un’affermata producer di videoclip musicali, tra i quali l’ultimo dei Negramaro, un vero successo.
“E’ l’estremo valore che diamo a tutto ciò che facciamo, a partire dalle persone che collaborano con noi, che ci fa ottenere risultati non mediocri – dice col sorriso – È questo tipo di valore che voglio portare avanti, a prescindere che sia il mio documentario, il videoclip dei Negramaro, un video di moda o un format televisivo”.

Da Il Fatto

Buon 8 Marzo a tutt*
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Amore Donna
(Pablo Neruda)


Donna, avrei voluto essere tuo figlio,
per berti il latte dai seni
come da una sorgente,
per guardarti e sentirti al mio fianco
e averti nel riso d'oro e nella voce di cristallo.
Per sentirti nelle mie vene come Dio nei fiumi
e adorarti nelle tristi ossa di polvere e di calce,
perché il tu essere passasse senza pena al mio fianco
e uscisse nella strofa, puro d'ogni male.
Come saprei amarti, donna,
come saprei amarti, amarti
come nessuno seppe mai!
Morire e amarti ancor più.
ancor più amarti, di più.
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mercoledì 2 febbraio 2011

Non parlate di gay ai bambini

E’ la legge più omofoba del Vecchio continente. In Lituania gli omosessuali rischiano grosso se il progetto di legge sulla “difesa dei minori rispetto alle informazioni pubbliche” sarà approvato. Alcuni emendamenti presentati chiedono di punire “la pubblica promozione delle relazioni omosessuali” con una multa compresa tra i 580 e i 2900 euro per evitare che i minori accedano liberamente alle informazioni sull’orientamento sessuale. Nel mirino della normativa anche i gay pride, le marce per l’orgoglio omosessuale. Nonostante la bocciatura dell’Ue, che ha richiamato al rispetto dei diritti fondamentali, il governo di Vilnius non accenna a far marcia indietro: “Il voto su questa legge è affare dei membri del parlamento lituano” ha dichiarato Virginija Baltraitienė, vice portavoce della Seimas, il parlamento nazionale lituano. “Anch’io voterò a favore della non pubblicizzazione dell’omosessualità perché è meglio non parlarne ai bambini ma lasciare che siano loro stessi, crescendo, a scoprire che ci sono persone diverse”.

Insomma: meno si sa sugli omosessuali meno ce ne saranno in giro. Il progetto di legge, ribattezzato “legge anti-gay”, ha scandalizzato l’opinione pubblica internazionale e ha provocato l’intervento del Parlamento europeo. A tale riguardo è stata approvata una risoluzione che chiede alle autorità lituane di respingere la normativa. Ora la decisione spetta a Vilnius.

L’Europarlamento ha chiesto alla Presidentessa lituana Dalia Grybauskaite, ex commissaria europea, di porre il veto sul provvedimento sia nel rispetto del diritto europeo che della stessa costituzione lituana. L’Agenzia Ue dei diritti fondamentali (FRA) ha denunciato nel Novembre 2010 il rischio di “criminalizzazione di qualsiasi espressione pubblica, rappresentazione o informazione sull’omosessualità”. Stando a quanto riferisce l’agenzia, in Lituania i diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT) sono seriamente a rischio, contrariamente agli altri paesi (come Francia Germania, Olanda e Spagna) dove essere gay non è più un tabù.

Preoccupata l’associazione Lithuanian Gay League (LGL), che ha fatto appello al presidente e al premier lituano affinché recepiscano le raccomandazioni anti discriminazione del Consiglio d’Europa datate 31 marzo 2010.

Intanto Il Parlamento europeo coglie l’occasione per chiedere alla Commissione una “Roadmap (una tabella di marcia, ndr) Ue con misure concrete per combattere l’omofobia e le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale”. Oggi in nel paese baltico le coppie omosessuali non sono legalmente riconosciute né tanto meno possono sposarsi o adottare bambini. Una situazione simile all’Italia e ad altri paesi Ue (Grecia, Bulgaria, Romania, Slovacchia, Polonia) e lontana anni luce dalle più liberali Spagna, Belgio e in generale i Paesi nordici (Svezia, Danimarca e la non-Ue Norvegia) .

La “legge anti-gay” lituana prova che la discriminazione sessuale in Europa è tutt’altro che scomparsa. In Repubblica Ceca, ad esempio, resta valido il “test fallometrico“, che consiste nel verificare l’orientamento sessuale di un richiedente asilo tramite la visione di un film pornografico etero. Una pratica accusata di ledere i diritti umani basilari stabiliti dai trattati internazionali.

Morten Kjaerum, direttore FRA, fa un bilancio in chiaro scuro dei diritti delle persone LGBT in Europa: “Ci sono aspetti positivi e negativi. Alcuni paesi non riconoscono ancora il matrimonio omosessuale con conseguenze legali e pratiche per i cittadini che vogliono trasferirsi in un altro stato Ue. Proprio gli stereotipi sono all’origine dell’inattività e della discriminazione ancora presenti in alcuni Paesi”.

Da. Il Fatto

venerdì 14 gennaio 2011

Sui generis

VARIANTI DI GENERE

Laboratorio di analisi e approfondimenti verso il RomaEuroPride 2011
Sabato 15 e domenica 16 gennaio 2011 presso il circolo
di cultura omosessuale Mario Mieli, Via Efeso 3\a Roma.


Sabato 15

ore 11.30: “Da Stonewall al RomaEuroPride 2011, i percorsi del movimento lgbtiq”

a seguire presentazione dei workshop

ore 15: Workshop: “Depatologizzazione e transessualismi”

ore 17: Workshop: “Crisi economica: quali servizi e quali diritti”

ore 19: Workshop creativo...quali strumenti e quali azioni verso l'europride?


Domenica 16

ore 10: Workshop: “Lesbismo, familismo ed eterosessismo”

ore 12: Workshop: “Rapporti fra razzismo, colonialismo fondamentalismi e politiche securitarie”

ore 14.30: Sessione finale, report dei vari workshop, proposte di diba

ttito per la piazza dell'EuroPride, iniziative varie.


Da: Facciamo Breccia

martedì 3 agosto 2010

Prima il dovere, poi il piacere

Un’inchiesta con telecamera nascosta, seguita da verifiche minuziose e da controlli accurati. Per venti giorni Carmelo Abbate, giornalista di Panorama, affiancato da un «complice» gay, si è infiltrato nelle serate brave di alcuni preti che, a Roma, conducono una sorprendente doppia vita: di giorno sono sacerdoti in abito talare; di notte, smessa la tonaca, sono uomini perfettamente integrati negli ambienti omosessuali della capitale. Quella che ne è uscita è un’inchiesta sul campo che ha permesso di scoprire una realtà inedita e per certi versi sconvolgente: sacerdoti che partecipano a feste notturne con escort uomini; che hanno rapporti omosessuali con partner casuali; che frequentano chat e ritrovi gay.
Panorama ha individuato numerosi casi e ne ha raccontati tre in particolare: quello di Paul, quello di Carlo e quello di Luca (i nomi sono inventati per proteggere l’identità dei sacerdoti).
Il primo, un francese sui 35 anni, ha incontrato il cronista di Panorama venerdì 2 luglio, in una festa gay in un locale del quartiere di Testaccio. Nella serata, cui partecipavano – retribuiti - due escort uomini che hanno ballato seminudi con il prete e con altri ospiti (praticando poi sesso gay con alcuni di loro), era presente anche Carlo, il secondo prete, che ha un’età tra i 45 e i 50 anni. La notte termina a casa di Paul, dove il complice gay del cronista di Panorama prima chiede al prete di indossare l’abito talare e poi ha un rapporto sessuale con lui, ripreso dalla telecamera nascosta.
La sera successiva Paul e Carlo hanno dato appuntamento al cronista di Panorama e al suo complice al Gay village di Roma, mostrando di trovarsi a loro agio in quell’ambiente. In questa occasione, Carlo più volte si è assentato sostenendo di averlo dovuto fare per evitare di incontrare quelli che aveva riconosciuto come altri preti o catechisti. La serata si è chiusa con lo stesso finale della precedente. Il giorno dopo, domenica 4 luglio, Paul ha celebrato la messa su un tavolino della propria abitazione, alla presenza del cronista di Panorama e del suo complice.
Il seguito dell'articolo, con tanto di foto e video su Panorama

venerdì 16 luglio 2010

Sulle unioni...

Il 14 luglio 2010 l'Argentina, la cattolicissima Argentina, è diventata il primo Paese sudamericano a legalizzare i matrimoni tra omosessuali. La legge modifica il codice civile, in cui non sarà più citato il matrimonio come l’unione di marito e moglie ma come parti unite in matrimonio. Le coppie avranno gli stessi identici diritti di quelle eterosessuali, sia per le adozioni che per l'assistenza sanitaria.
In Italia, guarda caso, c'è lo stesso problemino (non l'unico!): pure il Codice civile italiano, che non prevede nulla a proposito della diversità di sesso degli sposi, in alcuni articoli contiene le parole "moglie" e "marito". E questo sembra un grosso ostacolo per muovere qualsiasi passo. Poi, in Italia, c'è la chiesa, quella di Roma, del papa. La chiesa cattolica si oppone non solo al matrimonio omosessuale, ma a qualsiasi tipo di riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali. Dice che è "contro natura" e che non da un "apporto significativo alla società". (!!)
All'interno della Chiesa cattolica si sono alzate voci favorevoli al matrimonio omosessuale, che sono state sempre messe a tacere dall'intervento delle gerarchie.
Tornando all'Argentina, pare che i ministri ecclesiastici argentini abbiano definito questa legge “un attacco distruttivo al progetto divino”, insinuando addirittura che l’invidia del diavolo fosse dentro questa legge. Roba da film di fantascienza: un diavolo? ma per favore. L'invidia di un diavolo in una legge? ma stiamo scherzando?
Da questo link è possibile verificare la situazione mondiale riguardo l'equiparazione dei diritti per le coppie omo e etero. Nella cartina ivi raffigurata, l'Italia è in grigio - come la Russia, la Romania, la Bosnia, la Macedonia, ecc. - ma solo perché non prevede nessun riconoscimento di diritti o forse presenta una situazione legislativa ambigua. Forse, presto faranno luce. Intanto, è interessante sottolineare che in Paesi insospettabili come Israele, dove non esistono i matrimoni civili, per legge vengono riconosciuti i matrimoni omosessuali contratti all'estero. Un comportamento pregno di buon senso, direi.
Va detto però che, sempre in Italia, ci sono degli ospedali che ritengono il sangue di donatori omosessuali "non idoneo" alle donazioni (vedi articolo). Questo sì che suscita perplessità!
Legenda della mappa.

martedì 25 maggio 2010

Parlando di Dio

Davanti a 500 mila persone riunitesi a Fatima una settimana fa, il Papa ha parlato dei mali dell'umanità. Se dovessi io fare un elenco dei mali della Terra inizierei, non sò, da mafia e corruzione, poi guerra, fame nel mondo. Penserei alla mancanza di democrazia in Russia, Cina e Italia, alla pena di morte degli Stati Uniti e paesi arabi, alla privatizzazione dell'acqua. All'inquinamento, alla pedofilia nella Chiesa, terrorismo e guerre sante, AIDS, traffico di organi e bambini, deforestazione ecc.. E si potrebbe continuare all'infinito, purtroppo si ha l'imbarazzo della scelta.
Il Papa ne ha detti solo due che non stanno nel mio elenco...gay e aborto: le più grandi tragedie dell'umanità. Il demonio in Terra. Ponerli al primo posto, senza nominare gli altri e soprattutto i mali terribili interni all'istituzione di cui Josef fa parte; significa assecondarli, sminuirli, occultarli, diventandone così complici. Forse è questo il male più grande.
In risposta al papa, allego un racconto di Phill che descrive quel che il Vaticano non vuole sentire: la sua bella esperienza a 9 anni con Padre Shanley, della Chiesa del Massachussets. Oggi Phill ha 47 anni, beve, ha problemi di droga ed entra e esce da cliniche e carcere, ma questo non è un male assoluto...

(...) Padre Shanley mise di nuovo il suo braccio sulle mie spalle e strofinò la mia schiena parlando di Dio. Poi mi disse che doveva andare un istante dietro la Chiesa. Quando tornò, ci recammo al confessionale. Shanley si sedette e io rimasi in piedi davanti a lui. Cominciò a strofinare le mie cosce, ad avvolgere i miei genitali con la sua mano, parlando di Gesù, di corpi maschili, profeti, racconti spirituali, e mi tirò più vicino a lui. Ricordo il suo pene nella mia bocca, ma non ricordo come me lo abbia messo in bocca. Ricordo che indossava il suo abito talare, ma sotto era completamente nudo. Quando finì lasciammo il confessionale, tornammo nell’ufficio e Shanley mi offrì un drink. Sedevo accanto a Shanley, cominciò a leggere alcuni libri di Chiesa mostrandomi figure di Gesù e Maria.
Quando faceva questo Shanley soffregava il mio di dietro e strofinava le mie spalle, poi slacciò i miei pantaloni accarezzandomi, si mise in piedi su di me e tirò giù i miei pantaloni. Disse che voleva esaminare il mio corpo. Mi fece sedere sul suo grembo tra le sue gambe, il mio dietro contro il suo stomaco, Shanley con la sua mano sulle mie spalle mi spinse contro di lui e mi penetrò col suo pene.
E’ stata la mia prima esperienza sessuale. Quando finì mi disse di tirarmi su i pantaloni. Parlammo altri 20 minuti, e quando me ne andai Shanley mi disse che mi avrebbe visto durante la settimana nel recinto di san Patrizio. Durante quel fine settimana vidi Padre Shanley nel recinto della scuola. Mi domandò dov’era mio padre, quando sarei tornato da mia madre a Randolph, e chi viveva nella casa di mia madre, sempre accarezzando il mio di dietro e strofinando le mie spalle. La settimana seguente, dopo aver incontrato padre Shanley tornai a casa di mia madre. Padre Shanley mi diede un numero di telefono al quale avrei potuto contattarlo.
Un mese dopo il mio primo incontro lo chiamai per dirgli che avrei partecipato a un torneo di yo yo. Padre Shanley mi disse che voleva comprarmi un nuovo yo yo, che sarebbe venuto a prendermi alla casa di mia madre. Arrivò poco dopo la mia chiamata e insieme andammo al negozio per comprare un nuovo yo yo. Poi mi condusse su una pista della Blue Hills Reservation. A un certo punto della pista ci sedemmo uno accanto all’altro e Shanley mi costrinse a fare sesso orale su di lui. Egli mise le sue mani sulle mie spalle e dietro. Della conversazione non ricordo altro che ruotava intorno alla religiosità del sesso orale. Quando finì mi portò da Friendly per comprarmi un gelato, poi a casa.
Il successivo episodio ricordo avvenne alla Blue Hills Reservation. Durante il giorno. Quando arrivammo sulla pista, Padre Shanley vide un altro prete che lui conosceva. Mi presentò a Padre Bernard Lane che si accompagnava a un ragazzo. Non ricordo cosa dissi. Padre Lane e il ragazzo se ne andarono, padre Shanley ed io entrammo in un sentiero del bosco. A un certo punto ci sedemmo e Padre Shanley mi sbottonò i pantaloni, li tirò giù e cominciò a strofinare e accarezzare le mie cosce. Padre Shanley mi mise a faccia in giù e cominciò a strofinare il mio di dietro e le miei spalle. Si mise su di me e mi penetrò col suo pene mentre giacevo a faccia in giù. Ricordo che mise un condom. Padre Shanley mi fece credere che quello che stava facendo era naturale e non peccato. Mi fece dire che quello che stavamo facendo era un segreto.
La volta successiva, Shanley mi disse che voleva portarmi in una cabina che aveva a Blue Hills; non era ancora sera. Era più una capanna che una cabina. Padre Shanley prese i miei vestiti, cominciò a strofinarmi il di dietro e accarezzarmi. Parlammo un po’. Poi Padre Shanley si tolse i suoi vestiti. In quella occasione avvenne sesso orale e penetrazione. Quando finì mi portò da Friendly a prendere un gelato e mi condusse a casa.

Vidi ancora Padre Shanley nell’estate del 1973 (continua...).

lunedì 17 maggio 2010

L'amore vince sempre sull'odio....

Art. 8
"Il Parlamento europeo <...> ribadisce il suo invito a tutti gli Stati membri a proporre leggi che superino le discriminazioni subite da coppie dello stesso sesso e chiede alla Commissione di presentare proposte per garantire che il principio del riconoscimento reciproco sia applicato anche in questo settore al fine di garantire la libertà di circolazione per tutte le persone nell'Unione europea senza discriminazioni; »

Omofobia: "un insieme di emozioni e sentimenti come ansia, disgusto, avversione, paura e disagio, che taluni provano in maniera conscia o inconscia nei confronti di gay e lesbiche".
Ansia, disgusto, avversione, paura, disagio.
E' possibile provare tutto questo di fronte a un essere umano, solo perché va a letto con la persona "sbagliata"?
E' possibile che tutto questo sia scatenato da due semplice parole: "sono gay"?
E possibile che ragazzi e ragazze, nel 2010, vengano insultati, perseguitati, emarginati, pestatati perché si innamorano di una persona del loro stesso sesso?
Non solo è possibile: è reale. Non solo è reale: è cronaca. E' l'Italia.
Perché accade tutto questo? In nome di cosa?
Ansia, disgusto, avversione, paura, disagio.
In una parola: odio. In una parola: omofobia.

Prima sono venuti a prendere gli zingari, e noi non abbiamo protestato perché non eravamo zingari; poi sono venuti a prendere gli ebrei, e noi non abbiamo protestato perché non eravamo ebrei,poi sono venuti a prendere i comunisti, e noi non abbiamo protestato perché non eravamo comunisti; poi sono venuti a prendere gli omosessuali...

Oggi, 17 maggio, ricorre la Giornata Internazionale contro l'Omofobia e la Trasfobia, istituita dal Parlamento Europeo nel 2007. Questo appuntamento si rivela quanto mai necessario, soprattutto sulla scia di un 2009 che, nella sua ultima parte, è stato macchiato dal sangue e dalla vergogna di molti episodi di violenza omofoba.
Importante per ricordare, per sensibilizzare, per tornare a parlare di un tema che purtroppo è ancora di forte attualità. Importante per rivendicare la necessità, in Italia, di una legislazione che tuteli la comunità lgbt attraverso l'introduzione di un'aggravante per i crimini d'odio. Importante per ribadire, a prescindere dalle convinzioni politiche e personali o dall'orientamento sessuale, un deciso "NO" a ogni forma di violenza e discriminazione. Perché l'omofobia ci riguarda tutti, perché se non protestiamo oggi, i prossimi potremmo essere noi.
In qualunque modo, simbolico o non, oggi è importante esserci e partecipare. 17 maggio, Giornata Internazionale contro l'Omofobia. "Ansia, disgusto, avversione, paura, disagio": malattie sociali e umane che ci riguardano tutti, etero, gay, trans, di destra, di sinistra, cattolici e non. Perché oggi leggiamo di un pestaggio, di un insulto, di un'aggressione. Se non protestiamo oggi, domani potrebbe toccare a noi. Se non protestiamo oggi, siamo complici.
...poi sono venuti a prendere gli omosessuali,
e noi non abbiamo protestato perché non eravamo omosessuali...
Infine sono venuti a prendere noi, e non c'era più nessuno capace di protestare.

venerdì 29 gennaio 2010

Pace fratello

Sempre più dolci e cristiane le parole dei più alti esponenti del mondo cattolico italiano. Uno degli ultimi (e neanche tanto famosi) interventi è quello del monsignor Giacomo Babini, vescovo emerito di Grosseto che ha rilasciato un'intervista sconvolgente al sito Pontifex.Roma. Parole davvero shoccanti degne più di una discussione da bar, più che da un'intervista ad un prelato di alto livello. Bibbia e il tanto sbandierato crocifisso come simbolo di pace, sembrano non avere importanza in questi casi e acquistano sempre più un ruolo di passepartout per potersi permettere di insultare qualsiasi istituzione, filosofia o gruppo sociale che non segua la dottrina socialmente imposta dal vaticano.
Si riportano di seguito alcuni degli stralci più significativi dell'intervista al vescovo, dalle quali parole (da buon cristiano) traspare il suo paradossale accanimento contro omosessuali, ebrei e musulmani, con tanto di subdoli riferimenti alla politica nazionale.
Incominciamo con gli omosessuali: " Mi fa ribrezzo parlare di queste cose e trovo la pratica omosessuale un peccato gravissimo e aberrante, come la legge sulla omofobia che di fatto incoraggia questo vizio contro natura. I Vescovi e i pastori devono parlare chiaro, guai al padre che non corregge suo figlio. Penso che dare le case agli omosessuali, come avvenuto a Venezia, sia uno scandalo e colui che apertamente rivendica questa sua condizione dà un cattivo esempio [...] all'omosessuale praticante e conclamato, il ministro abbia il coraggio di tirare avanti e non amministrargli la comunione. Ad uno come Vendola io non amministrerei mai".
Altre minacce sono rivolte a quelli che si sposano in comune: "sappiano che opera la scomunica latae sententiae: si mettono fuori da soli dalla chiesa."
A pochi giorni dalla giornata della memoria, con tutto quello che hanno passato e continuano a subire, non risparmia neanche gli ebrei: "Non sono più i nostri fratelli maggiori da quando hanno abbandonato Cristo al suo arrivo. Loro sono contro la storia e dal Nuovo Testamento in poi hanno scelto di non essere nostri fratelli".
Poi la ciliegina coi musulmani: "Distinguere fra Islam moderato e estremo non ha senso. [...] Nazioni islamiche ricche non hanno mandato neppure un soldo ad Haiti. Bisogna svegliarsi dal letargo e difendersi dall ' Islam, prima di essere colonizzati". Insomma un bel coktail di omofobia e xenofobia sicuramente non lodevole per un pastore di questo livello, ascoltato ogni giorno da migliaia di...pecore che potrebbero prendere sul serio le sue parole.
Ben più onorevole e pacata è stata la risposta di Alessandro Iberi, (presidente arcigay Grosseto) agli attacchi aberranti del vescovo: "E' chiaro che per la Chiesa, l'omosessualità è ancora vista come una malattia, ma l'unica vera malattia che deve essere assolutamente guarita è l'omofobia della Chiesa stessa".
Quel simbolo di "pace e fratellanza" che per questi cattolici rappresenta il crocifisso, neanche da appeso al collo sembra dar loro una minima influenza.

mercoledì 30 dicembre 2009

La libertà sessuale non parla italiano

Città del Messico legalizza i matrimoni gay e permette l' adozione. Il cardinale Norberto Rivera Carrera, ha dichiarato che le riforme approvate sono “immorali e aberranti”, e aprono le porte alla “perversa adozione" e che “tale superbia condurrà sicuramente la società alla rovina”.
Le autorità cinesi hanno finanziato l'apertura di un bar gay nella piccola città di Dali, nello Yunman. In Cina, locali per omosessuali sono già diffusi nelle metropoli, ma è la prima volta che arrivano in un piccolo centro.Un bel progresso, se si pensa che fino a meno di dieci anni fa, l' omosessualità era considerata «malattia mentale» e ancora nel 1997 era un crimine. Il gestore del locale è un medico che da sempre si batte contro l'aids e presso il bar distribuisce preservativi gratis.
Il governo sloveno si è espresso favorevole al riconoscimento dei matrimoni omosessuali,
e a tal fine ha proposto alcuni emendamenti alla legge sulla famiglia. Uno di questi prevede che il matrimonio sia definito ”l’unione di due persone di sesso opposto o uguale”, un altro prevede l’accesso all’istituto dell’adozione da parte delle coppie omosessuali.
Il governo albanese (centrodestra) sta pensando di legalizzare i matrimoni omosessuali: un provvedimento, ritiene il premier Sali Berisha, che avvicinerebbe l’Albania all’Europa. I leader religiosi albanesi (soprattutto islamici) non hanno accolto la notizia favorevolmente.
In Olanda da quando nel 2001 è entrata in vigore la prima legge europea che lo permetteva, sono stati 8.127 i matrimoni tra persone dello stesso.
La Chiesa in Svezia sposerà i gay: già dal 2005 i sacerdoti impartiscono la benedizione alle coppie gay registrate dalle autorità civili. La Chiesa luterana-anglicana di Svezia ha fatto sapere che è assolutamente favorevole ad introdurre un apposito cerimoniale per la celebrazione dei matrimoni gay anche prima che lo Stato ne valuti l’introduzione come istituzione civile. La Chiesa di Svezia insieme alla Chiesa Unita del Canada, alle sinagoghe riformiste, alla Chiesa Unitaria e alle chiese comunitarie metropolitane -è una delle poche al mondo ad aver proceduto in tal direzione.
Il governo canadese ha approvato la legge federale che riconosce i matrimoni omosessuali, divenendo così il terzo Paese al mondo, dopo Olanda e Belgio, a legalizzare i matrimoni tra persone dello stesso sesso. “Quello cui abbiamo assistito” ha commentato il ministro della Giustizia, Irwin Cotler, “è la riaffermazione della libertà religiosa e dell’uguaglianza dei diritti per tutti i cittadini”.
India: l’Alta corte di Delhi ha decriminalizzato l’omosessualità. La legge discriminante,
fu introdotta dagli inglesi durante il periodo coloniale.
Il Parlamento della Repubblica Ceca ha approvato il progetto di legge che riconosce una serie di diritti alle coppie omosessuali, anche se il voto non e’ ancora definitivo e potrebbe essere bloccato dai conservatori. La legge assicurerebbe agli omosessuali la registrazione dell’unione,
i diritti ereditari e l’assistenza sanitaria.

giovedì 26 novembre 2009

Homo=Homo

Un sincero grazie a chi ha partecipato e a chi è intervenuto al dibattito di martedì sull'omosessualità, all'interno della rassegna cinematografica del Pablo Neruda. Ci ha fatto molto piacere vedere una sentita partecipazione a questa iniziativa autofinanziata che aveva lo scopo (riuscito) di chiarirci le idee e far capire che gli Homo sono prima di tutto persone e non mostri come ci vogliono far credere.
La serata è stata splendida e ha potuto creare uno spazio di incontro e comunicazione per scambiarsi pareri, pensieri e opinioni. Ma soprattutto la serata ha permesso di crescere ed imparare, capire che non è una questione di eterosessualità o omosessualità; se non di sessualità in generale. La coltre di paura che gravita verso l'omosessualità è frutto di una grande ignoranza, che rimane fino a quando non si aprono gli occhi per vedere la realtà. Ognuno di noi affronta il sesso in maniera differente e in mezzo ai due estremi di etero e omo, esistono infinite variazioni della propria sessualità che si esprimono in maniere differenti a seconda della libertà e interiorità dell'individuo. D' altra parte però, esistono situazioni che richiedono attenzione soprattutto dalle istituzioni che sono completamente assenti e chiuse nei loro confronti. La situazione legislativa italiana è vergognosamente indietro in merito alla regolarizzazione delle coppie di fatto, cosa invece assai affermata nelle altre civiltà sviluppate d'Europa e America, dove quello che noi chiamiamo "problema", la si chiama "realtà". C'è una situazione sociale presente che si vuole affermare sempre più e quei vecchi che ci governano, non possono continuare a cucirsi gli occhi, prendere tempo e rispondere solo agli editti sacri del Vaticano (l'istituzione più mafiosa, omofoba e xenofoba che si conosca), ma anzi devono adattarsi ai tempi che corrono e soprattutto al volere del Popolo.
Il dibattito di martedì è stato una finestra sul mondo, una boccata d'ossigeno, uno spazio di incontro e crescita nella società. Una piccola iniziativa verso una realtà più giusta, un piccolo passo inarrestabile col quale qualunque bigotto dovrà prima o poi fare i conti.

mercoledì 18 novembre 2009

Dibattito "HOMO+HOMO"

Martedi 24 Novembre alle ore 21:00 sempre alla sala conferenze del d' Avack, ultimo e più importante appuntamento del Cineforum "HOMO+HOMO". La serata si strutturerà in un dibattito con omosessuali impegnati in politica, cultura, nel sociale ecc...Ci porteranno le loro esperienze, le sconfitte, le vittorie, le loro opinioni su vari aspetti della società di oggi. Che significa essere transgender? A che età si scopre l'omosessualità? Da che dipende? Che rapporti ci sono con la Chiesa? Che cos'è una coppia di fatto? E' giusto adottare figli? Perché esiste l'omofobia? Risponderanno a queste e a molte altre domande che vorrete proporre...
Cerchiamo di abbattere tabù, diffidenza, dubbi, timidezza, paura...ignoranza.

mercoledì 11 novembre 2009

Krampack

La vita difficile con una identità sessuale diversa, la durezza di una società che non capisce e che non sa, la violenza di chi non ti riconosce... E' questo "Boys don't cry", il secondo film che ieri sera il Pablo ha proiettato all'interno della serie dedicata all'omosessualità. Un film durissimo, terribile.Il racconto di una storia vera, incredibilmente cruda e specchio di una società chiusa e intransigente. Brandon Teena era una ragazza che mai ha accettato la sua identità sessuale. Si veste da maschio, si comporta da maschio, diventa un maschio. La fragilità della sua persona e la dolcezza dei suoi sentimenti si intrecciano con Lana, una ragazza con la quale nasce una intensa storia d'amore. La vicenda si evolve e i protagonisti sono costretti a sbattere nella orrenda realtà statunitense, che mescola orgoglio, ignoranza e violenza. Un film crudo, forte e da vedere. Una storia vera.

Altro argomento, altro film per la settimana prossima: martedì 17 Novembre, sempre alle ore 21:00 si proietterà Krampack sull'omosessualità maschile nella fase più delicata dell'uomo: l'adolescenza.

Accorrete....

giovedì 5 novembre 2009

Boys don't cry

Transamerica, il primo film della rassegna Homo+Homo, ha riscosso successi. Ci ha divertito, incuriosito, e soprattutto ci ha fatto discutere. Vivace è stato il forum post-visione al bar Diana, dove sono emerse opinioni e giudizi eterogenei, magari discordanti ma sicuramente costruttivi, espressione delle diverse emozioni che il film ha suscitato.

La prossima proiezione sarà Martedì 10 Novembre, sempre alle 21:00, sempre alla sala conferenze del D'avack.
La pellicola di Martedì sarà Boys don't cry, film sicuramente più crudo e drammatico del precedente, ispirato ad una storia vera, che racconta di violenza e di stupidità umana.

Non mancate....

venerdì 30 ottobre 2009

Cineforum PabloNeruda 2009

Inizia la prima rassegna di cineforum del Pablo Neruda. Il tema iniziale di quest'anno sarà l'omosessualità in tutte le sue sfaccettature: dai gay alle lesbiche e trans; dall'omofobia ai gaypride, dall'europa all'Italia ecc...ecc...


Si partirà mercoledì 4 Novembre alle 21:00 col pluripremiato film "Transamerica", mentre le altre proiezioni saranno al martedì, stessa ora, stesso posto (vedi volantino). Il cineforum si svolge nella sala conferenze del d'Avack e l'ingresso è libero.


A fine mese è previsto un convegno sul tema...