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venerdì 13 maggio 2011

Rapporto all'Italia

mercoledì 4 maggio 2011

L'uccisione di Babbo Natale

C'è una canzone di De Gregori che si chiama "L'uccisione di Babbo Natale"...il contenuto del testo (teoricamente rivolto al sequestro di Aldo Moro) non c'entra niente con ciò di cui vorrei parlare ora; ma il titolo della canzone può tornarmi utile...
Ammetto che non ho cercato molte fonti a sostegno della mia idea, ma questa in quanto tale, penso abbia già una buona base credibile ed affidabile.

Zeitgaist è uno di quei film che ti cambiano davvero la vita...altro che "Via col vento" o "La vita è bella". Dopo che vedi Zeitgaist non sai più chi sei, non sai più dove sei: ti metti in discussione, apri davvero la testa e comprometti tutte le tue idee fondamentali...
Una cosa che risulta palese, che cresce in te stesso già dalle prime battute del film e che ti intacca indelebilmente da dentro, è il fatto di non fidarti più di ciò che senti e che hai sentito per tutta la vita... Questo sentimento triste che ti fa dubitare di qualsiasi cosa ti venga detta, arriva a rovinarti la vita, arriva a farti diventare schivo, dubbioso, malfidato per qualsiasi cosa.
Poi leggi anche "1984", qualcosa di più che un libro qualsiasi e hai delle conferme, hai nuove idee, colleghi un sacco di cose, vedi, apri gli occhi, hai paura e magari...ti organizzi.
Anche Winston, il protagonista, aveva paura: era terrorizzato perchè aveva delle idee in testa che cocciavano con la realtà.
Ma lui le aveva, e gli altri no.
Lui aveva delle idee "pericolose", idee intelligenti che divenivano "sovversive" perché andavano contro il sentimento comune, fuori dalle righe, fuori legge. E per questo non si fidava di nessuno, era molto premuroso e attento a parlare e soprattutto ad ascoltare...non assorbiva come una spugna ciò che diceva il partito ma setacciava, analizzava parola per parola e solo così vedeva oltre il muro, capiva il trucco e poteva pensare di oltrepassarlo o di smascherarlo...
Poi vedi anche "V per vendetta", altra mazzata per le tue certezze, e grazie all'ambientazione e alle immagini, tutto ti sembra ancora più chiaro, percettibile, palpabile e drammaticamente familiare.
Non posso più fidarmi di nessuno ora, non c'è scampo. Tutto mi appare così chiaro! C'è una nebbia che ancora tenta di offuscare pesantemente ogni orizzonte, ma ho gli strumenti per tracciarmi dei passaggi ed andare oltre la prima facciata. E non voglio sentirmi solo a fare questo.
Non posso fidarmi dei governi, tanto meno di quella Nazione quale gli USA, che ha una storia perennemente bagnata di sangue, più che segnata da belle notizie o eventi lodevoli...
Una Nazione conosciuta per enormi segreti, sopprusi, assassinii misteriosi, attentati, guerre ingiustificate, paradossi esemplari...
Come posso credere che tale Osama Bin Laden, capo di Al Qaida, sia stato ucciso?
Attenzione, non credo che non sia stato ucciso, ma credo che il personaggio "Bin Laden", capo dei terroristi e organizzatore dell'attentato all' america, non sia mai esistito.
Non ci posso credere perché la famiglia di Bin Laden è amica delle alte diplomazie degli USA come addirittura la famiglia Bush, la quale pare (vedi i film sul tema) abbia avvisato i Bin Laden di New York per metterli in salvo dall'attentato.
Io che sò che l'11 settembre tre grattacieli sono crollati non per due aerei ma a causa di immense quantità di esplosivo nascoste nelle intercapedini del Trade Center, e che tale materiale non poteva essere stato messo da qualche talebano estremista perchè ci vuole un sacco di tempo (almeno alcune settimane), un sacco di soldi e soprattutto dimmi come cazzo fai ad entrare sistematicamente nel Trade Center, in pieno centro di New York, e piazzare indisturbato tonnellate di dinamite nelle travi portanti... poi quegli altri 2 aerei cascati in Luisiana e nel Pentagono dei quali non si ritrovano più i pezzi...
Dopo che hanno accusato il dittatore Saddam di avere bombe atomiche e biologiche pronte all'uso ed aver poi ammesso davanti al mondo la loro inesistenza anche se già avevano "liberato" l'Iraq di un dittatore per installarne di nuovi dal nome "Shell", "Monsanto" e "Mc Donald"...
Dopo che minacciano l'Iran (guarda caso fra i primi produttori mondiali di petrolio), accusando il suo presidente e infischaindosi di tutti gli altri diddatori sanguinari che dilagano nel mondo...
Dopo aver ostacolato per anni lo sviluppo dell'unico paese socialista del mondo (Cuba) con un embargo terribile e organizzato numerosi golpe in sud america per favorire l'ascesa del capitalismo. Dopo che chiedono al mondo maggior attenzione verso i diritti umani spacciandosi per paladini della giustizia e della democrazia, mentre che sono i secondi per numero di giustiziati nelle carceri, nonché fautori della più immorale e illegittima prigione del mondo. Dopo che viene vista la mano dei servizi segreti americani nelle stragi italiane degli anni settanta per evitare l'ascesa del comunismo e per favorire Democrazia Cristiana...

Como posso credere? Se Obama non è mai esistito, se era una persona qualunque alla quale è stata addossata la responsabilità di tutto...un capo espiatorio, una scusa per fare la guerra. O magari si che è esistito, si che era un guerrigliero che ha allestito un immenso apparato di morte, ma non credo che dalle sue grotte o bunkers nel deserto del Pakistan, sia sempre riuscito ad organizzare tutto senza il prezioso aiuto dei suoi colleghi americani...
Si è sempre detto che Bin Laden sia un simbolo e questo è esatto. E' una bandiera, un eroe, un sogno che seguono migliaia di estremisti e che li guida contro l'occidente (e non dimentichiamoci che questi terroristi, per quanto di ideali diversi e discutibili dai nostri, non sono altro che guerriglieri che difendono il loro territorio dall'invasore....).
Diffondere la notizia di una sua uccisione fà comodo all'amministrazione Obama e all'occidente, non perché siamo in aria di elezioni e questo porterà un sacco di voti, ma perché l'uccisione di Osama ne fa un eroe...e gli eroi vanno vendicati.
C'è già chi può sostituirlo e che magari si sta già organizzando per un nuovo, mega, spettacolare attentato. E' questa la buona notizia per Obama, è per questo che l'America brinda.
Non ci sono foto di Bin Laden, nè video dell'uccisione, ne processo...ne addirittura il cadavere! Osama non esiste. Per provare il contrario faranno uscire una foto indecifrabile, un comunicato ufficiale e un test del DNA al quale dobbiamo solo che credere e non avere alcun riscontro scientifico o ulteriore prova postuma. Ci stanno dicendo che hanno ucciso il mostro di Lockness senza mostrarcelo mai, dicendoci che ci dobbiamo fidare delle loro parole.
Osama Bin Laden fra tre giorni risorgerà e i suoi fedeli tartasseranno l'occidente per anni e noi già tremiamo all'idea e daremo tutti i nostri soldi e tutti i nostri voti per la nostra sicurezza...
Perchè il governo governa sul terrore e ci fa passare di paura in paura senza dirci nulla di più. Loro ci danno lo spunto, e poi saremo noi ad applaudirgli.

Posso non credere a tutto ciò? Sono libero di farlo e non ci credo...ma non ho sentito voci simili in questi giorni ed un uomo solo non fa tanta strada.
Meditiamo. Spero di sbagliarmi, spero che il mondo non sia tutta una finzione, una terribile finta, un truman show perenne...
Spero di sbagliarmi, spero di non aver capito nulla...ma spero vivamente di no.

lunedì 28 marzo 2011

l'Aquila non esiste

Torna di moda il campeggio all'Aquila....
Nuovo esempio di TV-Regime ieri a Forum, solo che sta volta ci vanno di mezzo i morti e gli sfollati...

Da Il Fatto:
Che spesso a Forum ci siano attori a interpretare i protagonisti delle varie cause, è cosa nota e non fa notizia. Altro discorso è, tuttavia, quando questa prassi viene utilizzata per veicolare concetti cari al Governo. Come il presunto “miracolo aquilano”.
Ecco cosa va in onda nel corso della puntata di venerdì 25 marzo, la mattina, su Canale5 (la si può vedere per una settimana sul sito ufficiale).
Rita Dalla Chiesa presenta una causa di tal Marina, sedicente aquilana terremotata e titolare di un negozio di abiti da sposa. La signora chiede all’ex marito, da cui è separata, un contributo una tantum, in luogo degli alimenti, per far ripartire la propria attività. Nel corso del dibattito, la signora dice, fra l’altro, che dopo il terremoto «Hanno riaperto tutte le attività, manca solo la mia. Stanno pure ricostruendo. Anzi, dobbiamo ringraziare qualcuno che non ci ha fatto mancare niente.» Racconta la notte del 6 aprile, la descrive come «la fine del mondo. Si sono staccati persino i termosifoni dal muro.» Dice di non voler fare la terremotata a vita, di volersi rimboccare le maniche, poi ringrazia il Presidente, il Governo: «Tutti hanno le case, coi giardini, coi garage, nessuno sta in mezzo alla strada, le attività stanno riaprendo, voglio riaprire anche la mia.» Dell’emergenza abitativa all’Aquila si è già detto.
Dalla Chiesa la incalza: «So che adesso mi tirerò addosso gli strali, ma dovete ringraziare anche Bertolaso, perché ha fatto un grandissimo lavoro». Comincia a diventare chiaro il messaggio: la signora Marina, che vincerà la causa, rappresenta l’ottimismo e la gratitudine, l’ex marito invece è il pessimista ingrato. Una rappresentazione binaria della realtà aquilana, che naturalmente non corrisponde al vero.
Quando il giudice si ritira per deliberare, durante il talk show di commento, la cosa diventa ancora più evidente. La signora Marina dichiara, per esempio: «Sono rimaste fuori solo 300/400 persone, stanno in hotel perché gli fa pure comodo, mangiano, bevono e non pagano nulla, pure io ci vorrei andare.»
La cosa, come si può verificare dal sito ufficiale del Commissario per la ricostruzione, non risponde al vero e non rappresenta la realtà aquilana. Ma c’è dell’altro. La signora non è aquilana. Su Facebook, fra i terremotati, la notizia comincia a circolare: Marina sarebbe, in realtà, una fioraia di Popoli (in provincia di Pescara). Non una terremotata. E gli aquilani veri cominciano a protestare (e puoi farlo anche tu, per poi cliccare su "non mi piace più") sulla pagina Facebook del programma, in maniera veemente. I tentativi di riequilibrare il dibattito in studio vengono lasciati a poche voci disinformate: una ragazza sostiene di aver lavorato con la Protezione civile e dice che all’Aquila ci sono ancora le tendopoli. Ovviamente non è vero. Arriva persino un ragazzo veneto che propone la retorica del bisogna rimboccarsi le maniche. Il quadro si completa.

Da Il Centro
"Non immaginavo di scatenare questo putiferio, chiedo scusa all'Aquila e all'Abruzzo". Marina Villa, 50 anni di Popoli, chiede perdono per le frasi dette durante la trasmissione televisiva Forum, condotta da Rita Dalla Chiesa su Canale 5. La figurante interpretava la parte di una "terremotata aquilana e commerciante di abiti da sposa" in separazione dal marito. Marina, oltre che interpretare il ruolo assegnatole nella finta causa, è andata oltre e ha fatto il punto sulla ricostruzione: "L'Aquila è ricostruita"; "Ci sono case con giardini e garage"; "La vita è ricominciata"; e soprattutto quel "ringraziamo il presidente..." che ha fatto scappare le polemiche. Parole che, sostiene Rita: "Nessuno mi ha detto di dire queste cose, le ho dette di mia iniziativa per rendere la cosa più vera", ma di cui ora chiede scusa pubblicamente

giovedì 10 marzo 2011

La muraglia...verde

L'avanzare del deserto del Gobi minaccia una delle più grandi civiltà del mondo. Colpa, la sua diretta responsabilità alle maggiori modificazioni ambientali dell'Asia. La soluzione è la più intelligente: piantare milioni di alberi. Si modifica un habitat martoriato dal deserto per farlo "rifiorire" e salvare la vicina Pechino dall'avanzata delle dune. Peccato sia necessario deviare 24 fiumi per farlo. Come dire, si salva un ecosistema per distruggerne un'altro... E' comunque una buona lezione per l'occidente che continua a progettare centrali nucleari e a carbone mentre già Puglia, Calabria, Sicilia e tantissime altre piccole aree d' Italia (per non parlare di Spagna e Grecia), presentano evidenti segni di desertificazione. Voglio proprio vedere Berlusconi che promette:
"pianteremo 100 mila alberi in Sicilia, la metà sul ponte!"

PECHINO - La Grande Muraglia non basta più. Oggi solo una foresta può salvare la capitale della Cina. Non un bosco qualsiasi: contro il deserto serve la selva più vasta dell'Asia. È una missione senza precedenti, ai limiti delle possibilità della natura e dell'uomo. In qualsiasi altro Paese del mondo si sarebbe trasferita la capitale.
Come è avvenuto in Kazakhstan. Miliardi risparmiati e un'incertezza in meno. Ma la Cina è un altro mondo, oggi ha bisogno di storiche sfide e poi Pechino è Pechino. È una millenaria ed eterna città, il simbolo della patria, animata da 23 milioni di persone. Per questo nessun cinese si è stupito, ieri, leggendo sul "Quotidiano del Popolo" che il governo ha varato un'impresa destinata ad entrare nella storia del mondo: piantare trecento milioni di alberi nella regione dell'Hebei, a nord e a ovest della capitale, lungo il confine con la Mongolia Interna, per arrestare l'avanzata della sabbia dal deserto del Gobi.
La titanica impresa è stata battezzata "Grande Muraglia Verde" e mira a far crescere una nuova foresta di 250 mila chilometri quadrati di superficie. Le dune, alte fino a duecento metri, avanzano di venti metri all'anno: una velocità tripla rispetto alla media del secolo precedente. Dal 1990, sabbia, siccità e cemento hanno distrutto 135 mila chilometri quadrati di macchia. La bomba-albero non punta dunque solo a proteggere la Città Proibita dalle tempeste dei deserti: verrà fatta esplodere
anche contro il cambiamento del clima e l'avvelenamento dell'aria. Che Pechino scelga la natura per tentare di ricostruire un equilibrio infranto, nel nome della crescita economica ad ogni costo, è una buona notizia per tutti. Resta da dimostrare che il bosco di Stato resista. Gli scienziati sono prudenti. I tremila membri del parlamento manifestano invece ottimismo. Al punto da approvare con un applauso non obbligatorio l'annuncio del premier Wen Jiabao: 7 miliardi di euro per riforestare il fronte nord della nazione. Betulle e pioppi, assieme a faggi e abeti, sono solo l'inizio dell'ultima battaglia di Pechino. Per garantire l'irrigazione iniziale delle piante, nei prossimi anni saranno deviati anche ventiquattro fiumi, a partire dal Fiume Giallo.

Continua su La Repubblica
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giovedì 17 febbraio 2011

Tutti gli uomini del presidente

Da Scilipoti alla Polidori, da Razzi alla Siliquini: i deputati che sono passati con Berlusconi adesso girano con autista e lampeggiante. E aspettano con ansia le 'loro' poltrone nel prossimo rimpasto di governo.
C'è chi per un posto di governo è disposto a ripercorrere il Cammino di Santiago de Compostela, come i mendicanti medievali. È il caso dell'ex giornalista del Tg1 Francesco Pionati, oggi deputato dell'Alleanza di centro, l'Adc.

Ogni fine settimana il figlio dell'ex sindaco di Avellino riunisce i suoi aderenti in un'amena località religiosa: a Padova, presso la basilica di Sant'Antonio, a Cassino, sotto l'abbazia di San Benedetto. A una certa ora, miracolo, si materializza la voce di San Silvio, in collegamento telefonico con i discepoli pionatiani, puntualmente ripreso da tutti i tg della sera. Malignano che non di iscritti all'Adc si tratti, ma di autentici pellegrini arruolati per una giornata a basso costo e tutto compreso, visita al monastero-messa-pranzo al sacco-telefonata del presidente del Consiglio, ma l'importante è che tutto questo girovagare serva a consegnare a Pionati la tanto desiderata poltrona di sottosegretario. Altrimenti non resterà che andare a Lourdes.

Pionati è solo una delle tante anime in pena che soffrono in questi giorni di passione. Il Cavaliere li chiama la terza gamba della maggioranza, insieme a Pdl e Lega. Sono i 21 deputati del gruppo dei Responsabili. "Più disponibili che responsabili", corregge un collega. Formati da transfughi di ogni genere (c'è l'imprenditore ex veltroniano e l'operaio ex dipietrista, l'ex fascista e l'ex comunista), una babele di dialetti e di idiomi preferibilmente originari del regno delle Due Sicilie, decisivi per tenere in vita Berlusconi e la legislatura. La casella a sorpresa nelle grandi e infime manovre dei rimpasti e degli allargamenti prossimi venturi che devono consentire al governo di superare i passaggi più delicati: la ripresa dello scontro sulla giustizia, il federalismo, il tentativo di riportare il processo breve nell'aula di Montecitorio nelle prossime settimane e il vero match di cui già si vocifera, l'eventuale conflitto di attribuzione da sollevare con il tribunale di Milano sul processo Ruby.

continua su l'Espresso

martedì 15 febbraio 2011

Un giorno in pretura

Bbc: “Giudizio immediato per Berlusconi accusato di aver pagato per fare sesso con una 17enne”

Cnn: “Il premier, Silvio Berlusconi, sarà processato per aver fatto sesso con una prostituta minorenne e per abuso di potere”

Le Monde: “Affaire Ruby, la giustizia italiana decide per il ‘processo immediato’ a Berlusconi”

Sky News: “Berlusconi affronta il processo per il sesso con un’adolescente”.

Financial Times: “Il premier Silvio Berlusconi rinviato a giudizio con l’accusa di aver pagato una relazione sessuale con una teenager minorenne e tentato di coprire la vicenda”

The Wall Street Journal: “Berlusconi a processo per prostituzione minorile”

Abc News: “Berlusconi a processo in un’inchiesta sulla prostituzione”

Al-Jazeera: “Berlusconi sarà processato per aver pagato una relazione sessuale con una minorenne e aver abusato della sua posizione, tentando di coprire la vicenda”

Sueddeutsche: “Berlusconi in tribunale per gli scandali sessuali”

Bild: “Berlusconi a processo”

Stern: “Berlusconi in giudizio”

El Mundo: “Berlusconi sarà giudicato per abuso di potere e prostituzione minorile”

El Paìs: “Berlusconi sarà giudicato ad aprile per prostituzione minorile e concussione”

Foto: Wall street journal

giovedì 10 febbraio 2011

Lo schiaffo a Eluana

Il Fatto:
Non è potuta morire in pace, né adesso la lasciano riposare in pace. Oggi [ieri ndr], secondo anniversario della scomparsa di Eluana Englaro, ricorre la giornata nazionale degli stati vegetativi, celebrazione indetta dal Consiglio dei ministri, su proposta del sottosegretario Eugenia Roccella. Non bastavano, per Beppe Englaro, le urla in Senato il giorno della morte, o le leggi dell’ultimo minuto che hanno cercato in tutti i modi di bloccarlo. Ancora una volta la politica è entrata nella vita della famiglia di Lecco, che ha definito questo ennesimo gesto di sfida “indelicato e inopportuno”.

Il padre di Eluana, Beppe Inglaro, pochi giorni fa ha depositato il suo biotestamento, dove delega come amministratore di sostegno, garante delle sue volontà nel caso in cui non fosse più in grado di intendere o di esprimersi con i medici, l'avvocato Franca Alessio (già curatrice di Eluana durante la lunga battaglia giudiziaria per ottenere l'autorizzazione a sospendere l'alimentazione forzata).
Di seguito la sua testimonianza presa da L'Espresso:

«Chiunque voglia tutelarsi da questi pericoli, può fare come ho fatto io. La medicina fa miracoli, ma a volte fa disastri irreparabili. Io non ho il tabù della morte, ho il tabù di quello che mi possono fare i medici contro la mia volontà. L'idea che tocchino il mio corpo, che entrino dentro di me, che mi puliscano gli escrementi senza che io lo voglia è qualcosa di orribile, una violenza inaudita ed è contro la costituzione e i diritti naturali di ognuno di noi. Eluana è stata violentata, io non posso immaginare che questo capiti anche a me».

E così la decisione di delegare già da subito le proprie volontà all'avvocato Alessio. Convinto che, se anche il Italia non ci sarà mai una legge sul biotestamento, «la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, la convenzione di Oviedo e la stessa sentenza Englaro siano dei paletti legislativi tali da impedire che un medico, a fronte di quel documento, possa sottopormi a cure cui io ho negato il consenso», aggiunge Englaro. A chi gli parla delle manifestazioni dei pro vita o delle dichiarazioni del ministro Maurizio Sacconi, il padre di Eluana non dà più nemmeno retta. Parla di «recite» ed «effetti speciali» della politica italiana.

«Biotestamento significa che ognuno decide per sé, per cui chi vuole farsi curare ad oltranza, da questo provvedimento, ottiene il diritto di farlo per ora e per sempre. Io non ho mai chiesto nulla a questi signori, non ho mai imposto il mio pensiero. Mentre questi signori hanno imposto a mio figlia cure che lei non voleva. Che c'entrano loro con Eluana? Loro invocano la sacralità della religione, che vale per i credenti. Io, in uno stato laico, credo che l'unica sacralità sia la libertà dell'individuo. E io l'ho scritta. Ora nessuno può dirmi che quella non è la mia volontà. Il curatore è solo un delegato, sono io che parlo. E non possono nemmeno dirmi che ho cambiato idea, perché se avessi cambiato idea sarei tornato dal notaio a cambiare il biotestamento».

A due anni dalla morte di Eluana nella clinica udinese "La Quiete" è, dunque, papà Beppino a riaprire il dibattito sulle volontà di fine vita. Con il rischio che il parlamento riprenda la discussione sul progetto di legge che affida al medico e non al paziente l'ultima decisione. Una legge che Englaro combatterà con tutte le forze: «La sola idea che una mente umana, in questo caso un medico, possa costringere un altro umano a vivere uno stato che in natura non esiste, che è l'esito non voluto di un tentativo di rianimazione non riuscito, è incredibile. Non è pensabile che i medici possano attuare su di me questi loro tentativi senza avere il mio consenso. Loro lo sanno bene, ma non lo dicono. E così organizzano manifestazioni».

lunedì 25 ottobre 2010

STANDING ARMY

Mercoledì 27 Ottobre 2010
21:30
Museo Scienze Naturali - Camerino
Ingresso Gratuito

STANDING ARMY
Presenza del regista Thomas Fazi


Nel corso degli ultimi sessant’anni, gli Stati Uniti hanno tessuto intorno al mondo una ragnatela di basi militari senza precedenti nella storia. Oggi, queste ammontano a più di 700, in 40 paesi. Nessun continente è risparmiato. Sono una delle forze più influenti al mondo, eppure non sono soggette ad alcun dibattito. Hanno cambiato la vita di milioni di persone, eppure rimangono un mistero per i più.
Perché, a vent’anni dalla caduta del muro di Berlino, paesi come la Germania, l’Italia, il Giappone e la Corea del Sud ospitano ancora centinaia di basi militari e decine di migliaia di soldati statunitensi? E perché gli Stati Uniti continuano ad espandersi in nuove aree del globo? Che impatto hanno queste basi sulle popolazioni locali, e qual è la posizione del presidente Obama su questo scottante argomento?
Su questi temi riflettono gli autori di “Standing Army”: un’avvincente inchiesta a trecentosessanta gradi che unisce alle parole di esperti mondiali quali Noam Chomsky, Gore Vidal, Chalmers Johnson ed Edward Luttwak le scioccanti testimonianze di chi è stato toccato in prima persona dalla presenza delle basi in Italia, in Giappone, nell’Oceano Indiano ed altrove.


Ad oggi il film è stato selezionato ai seguenti festival:
SICILIAMBIENTE – Italia (vincitore “Miglior Documentario”)
TEKFESTIVAL – Italia (menzione speciale “Miglior Fotografia”)
SÃO PAOLO INTERNATIONAL FILM FESTIVAL - Brasile
BAFICI - Argentina
ESPOO CINE FESTIVAL - Finlandia
DOCSDF - Messico
FESTIVAL DES LIBERTES – Belgio
DOK LEIPZIG – Germania
JIHLAVA INTERNATIONAL DOCUMENTARY FILM FESTIVAL – Rep.Ceca
ISTANBUL INTERNATIONAL 1001 DOCUMENTARY FESTIVAL – Turchia
IDFA DOCS FOR SALE – Olanda
RONDA INTERNATIONAL FILM FESTIVAL – Spagna
ROMANIA INTERNATIONAL FILM FESTIVAL - Romania
TAMA CINEMA FORUM – Giappone
MEDIMED – Spagna
IASI INTERNATIONAL FILM FESTIVAL – Romania
CINE’ECO - Portogallo
TUR OSTRAVA - Repubblica Ceca
EUGANEA FILM FESTIVAL - Italia
EST FILM FESTIVAL - Italia

STAMPA
“Solo attraverso i media indipendenti qualche concetto riesce a passare, ad esempio nel documentario “Standing Army”. Perché due giovani, Thomas Fazi e Enrico Parenti, vi mostrano quello che io denuncio da anni: il funzionamento del sistema imperialista americano e il ruolo delle basi militari americane nel mondo”.
Gore Vidal, “Corriere della Sera”, 20 luglio 2010

“Estremamente interessante e molto ben fatto. Mi fa piacere trovare colleghi in Italia che non si intimoriscono di fronte a soggetti internazionali. Complimenti!”
Erik Gandini, regista di “Videocracy”


THOMAS FAZI. Nato nell’82, è traduttore (ad esempio, di George Soros e Robert B. Reich) ed interprete per varie case editrici italiane. “Standing Army” è il suo primo lavoro cinematografico.
ENRICO PARENTI. Enrico Parenti Nato nel ’78, si è formato presso la scuola di cinema IDEP di Barcellona ed è oggi un filmmaker freelance. Lavora regolarmente per varie televisioni e produzioni italiane e straniere. Ha da poco finito un documentario sociale sul problema della cecità in Etiopia ed ha lavorato come direttore della fotografia su vari documentari, tra cui “Giving Voice” di Alessandro Fabrizi. “Standing Army” è il suo primo lungometraggio.


Sito Internet: www.standingarmy.it

lunedì 4 ottobre 2010

Il maschile di "orchidea"....

«È una storiella circolata un anno fa in tutto il Parlamento. Averla raccontata in privato non è né un offesa né un peccato, è solo una risata. Il cattivo gusto e la responsabilità sono casomai di chi la pubblicizza. Mi dispiace solo se qualcuno nella sua sensibilità si sia sentito turbato. Ma non ci credo. È soltanto un pretesto per attacchi strumentali e ipocriti».
Il video


mercoledì 29 settembre 2010

A buon rendere

Oggi quel ragazzotto rifatto di Berlusconi compie 74 anni...
Ci auguriamo caldamente che sia l'ultimo compleanno...fuori di galera.

sabato 11 settembre 2010

Silvio-break

Convegni noiosi e interminabili? Grandi sbadigli fra gli invitati? Da oggi puoi dire basta!Una volta era il "coffee-break" a spezzare e alleggerire le pesanti e interminabili riunioni...
Oggi la novità viene direttamente dalla Russia, anche se è un prodotto tutto Made in Italy: "Silvio-break"! Divertente, allegro, buffo, spensierato...La risposta del pubblico allo show è stata molto positiva ed eccitante. Chi ha riso, chi si è divertito, chi ancora ne parla coi colleghi...Sui giornali spopola!Porta un pò di "pizza e mandolino" ai cupi meeting europei. Goditi un 15 minuti di pausa e invita Berlusconi ai tuoi convegni noiosi e vedrai che vampata di allegria che porterà!
(Attenzione non avvicinare le bambine)

Da Repubblica
YAROSLAVL - Tre ore dopo, alla festa di chiusura in piazza Sovetskaja, tra ballerini in costume e matrjoske viventi, l'intervento di Silvio Berlusconi restava l'argomento di conversazione di un Forum noioso e un po' scontato. Politici, politologi, giornalisti di mezzo mondo, si raccontavano l'uno con l'altro i momenti di imbarazzo vissuti poco prima quando seduti in platea con tanto di auricolare per la traduzione, avevano cominciato a scambiarsi sguardi sbalorditi e sorrisi di complicità. Nikolaj Zurbin, accademico russo di nascita e americano di passaporto, si è addirittura esibito in una risata squillante e incontenibile inquadrata a lungo dalle telecamere a circuito chiuso riservate alla stampa.
"Non riuscivo proprio a trattenermi - spiega ridendo ancora - il suo è stato un vero colpo da maestro. Stavamo ancora sbadigliando per il discorso così serioso del presidente coreano quando Berlusconi ci ha svegliato di colpo con quelle cose che non c'entravano niente, con quelle sparate su Putin dono di Dio, con quei riferimenti incomprensibili all'Italia. Politicamente, un livello basso, non adeguato a un premier di un paese importante. Però ci siamo divertiti. Secondo me voleva proprio questo e ci è riuscito perfettamente. Tempi e pause da vero showman".
Ma non sono state solo risate. Il gelo, gli sguardi rivolti al soffitto, sono cominciati subito, appena Silvio Berlusconi ha preso la parola. A cominciare dal presidente russo Dmitri Medvedev che tanto ci tiene a questo Forum globale della politica concepito e organizzato come una creatura personale. L'aria professorale del presidente si è trasformata in una maschera di stupore quando Berlusconi ha svelato il segreto che tutti conoscono ma che tutti fanno finta di ignorare: "Ho un bel discorso preparato dai miei collaboratori". E subito dopo la doccia fredda: "Ma siamo stati male informati e l'argomento è fuori tema". Imperscrutabile il sorriso forzato di Vladislav Surkov, la mente del Cremlino, consigliere politico del tandem Medvedev-Putin e sostenitore dello scivoloso tema del Forum: "I parametri della democrazia".
Poi il discorso "a braccio" con Medvedev più volte sorpreso a guardarsi la punta delle scarpe. Il ricordo dell'amicizia con Eltsin, il merito della riconciliazione con la Casa Bianca, tutto attribuito a "quella volta che vi mi misi a braccetto e vi dissi di andare d'accordo". Fino ai riferimenti tutti italiani ai "professionisti della politica in difesa delle loro aziendine" e alla "oppressione della magistratura comunista". Su quel passo in particolare molti sguardi complici sono andati verso Massimo D'Alema, che ha cominciato a scuotere nervosamente la testa prima di esplodere a fine seduta con le dure dichiarazioni sull'"intervento vergognoso per l'Italia". E mentre l'economista di Harvard Ian Shapiro fissava il vuoto aspettando la fine, e il leader populista russo Zhirinovskij si sfregava le mani in segno di approvazione, il più amareggiato sembrava Sergej Mitrokhin, presidente del partito di opposizione Yabloko che non nascondeva un gesto di stizza davanti alla frase più a effetto di Berlusconi sulla politica russa: "Medvedev e Putin sono un dono di Dio per il vostro Paese". Passaggio che naturalmente è tanto piaciuto a Putin che in serata, a Mosca, ha fatto i complimenti al suo amico Silvio: "Molto bello, un grande discorso seppur improvvisato".
Al leader di Yabloko ha fatto invece un altro effetto. "Sappiamo che Berlusconi è il migliore amico della nostra coppia di potere - spiegava dopo con l'aria delusa - ma stavolta ha proprio esagerato. Credo che lui abbia un concetto oligarchico dello Stato, esattamente come loro. Per questo lo hanno invitato. Per farsi dare una patente di democrazia. Ma un tono così entusiastico è stato proprio fuori luogo. Almeno il Cremlino ha salvato le forme. Mi ha invitato, mi ha lasciato dire che la democrazia da noi non esiste. Medvedev ha pure fatto qualche accenno di autocritica, ha parlato di fase ancora immatura... Ma ora sui giornali che contano vedrete solo la frase a effetto del vostro premier". E sui giornali russi in effetti lo spazio dedicato a Berlusconi non sarà poco. Almeno a giudicare dall'interesse dei tanti inviati locali per l'unico intervento che ha scosso la platea. Un giornalista di "Novaja Gazeta", la testata di opposizione che fu della reporter assassinata Anna Politovskaja diceva ai colleghi italiani con tono di rimprovero: "Ogni critica al governo ci costa fatica e pericoli, contestare è diventato impossibile, e poi dobbiamo sentirci dire che è tutto un dono di Dio".

sabato 7 agosto 2010

La Selva batte il Petrolio

Due anni fa, il 12 settembre 2008 avevo partecipato alla presentazione del progetto Yasuni-ITT presso il centro di documentazione sui conflitti ambientali a Roma. Ero entusiasta e speranzosa, ma con quell'amarezza dell'essere cosciente che le cose troppo belle difficilmente diventano realtà...il termine ultimo della scadenza del progetto era finito da tempo e non ne avevo saputo più niente, poi oggi mi arriva una mail dall'associazione ASUD : Ecuador, la selva batte il petrolio!!
Con la certezza del lieto fine, vi racconto questa storia, una storia in cui, come afferma Roberto Zanini in un articolo del manifesto, la fantascienza diventa finanza!

Lo Yasuni-ITT è una zona del parco nazionale Yasuni nel cuore dell'Amazzonia ecuadoriana. Il parco è riserva mondiale della biosfera,considerato uno dei posti a più alta biodiversità del pianeta, in cui un solo ettaro di foresta possiede più qualità di piante che tutti gli Stati Uniti e il Canada insieme, territorio ancestrale degli indigeni Huaorani, Shuar e Kichwa.


Dal 1992 iniziano le indagini esplorative che rivelano la presenta di un'immensa quantità di petrolio. Si tratta però di greggio pesante che necessita la costruzione di un’enorme infrastruttura di oleodotti, impianti di generazione di corrente e raffinerie nelle zone di estrazione.
Nel 2007 il presidente Rafael Correa (un economista di formazione) abbraccia la proposta dei movimenti sociali, forti e radicati nel paese: il Governo Ecuadoriano si impegna a lasciare nel sottosuolo il greggio del blocco ITT come misura di responsabilità nei confronti dell’ambiente e di prevenzione dei cambiamenti climatici. La proposta prevede che i governi del Nord del Mondo, aziende e privati, comprino i bond emessi dallo Stato versando così la metà del valore del greggio non estratto in nome della responsabilità ambientale differenziata e del debito ecologico di cui sono titolari nei confronti dei Paesi del Sud del Mondo. Tali bonds saranno incassabili se l'Ecuador dovesse venir meno al suo impegno e cominciasse e sfruttare i giacimenti. Assicurando in tal modo la protezione dello Yasuni anche in un eventuale futuro di governi meno lungimiranti. L'intero pianeta si risparmierebbe così il versamento nell'atmosfera di oltre 400 milioni di tonnellate di anidride carbonica.
Da subito paesi come la Germania, la Francia , la Svezia e la Svizzera hanno preso ingenti impegni economici a favore del progetto.
Pochi giorni fa l'Ecuador e l'Onu hanno firmato a Quito l'accordo che costituisce il fondo internazionale «Yasuni-ITT», il reale strumento finanziario del progetto definendo cifre e quantità. 900 milioni di barili di petrolio saranno lasciati nel sottosuolo in cambio di 3 miliardi e 600 milioni di dollari da parte della comunità internazionale (a fronte dei 7,2 che l'Ecuador guadagnerebbe se vendesse il suo petrolio distruggendo la sua l'Amazzonia). Nel prossimo mese il governo ecuadoriano sottoporrà il progetto alle altre nazioni del nord.
Una rivoluzione questa per un paese povero come l'Ecuador che apre una strada mai tentata: indirizzare le energie per lo sviluppo in direzione diversa dal tradizionale binomio estrazione-industrializzazione.
Un ulteriore esempio questo, da un'america latina dove spirano venti nuovi di politica, dove si inseriscono nelle costituzioni i diritti della natura e dei popoli nativi, dove il popolo fa fuggire presidenti corrotti e si riprende la sua acqua.
Traiamone insegnamento.

Sito ufficiale del progetto http://www.yasuni-itt.gov.ec/
Fonti : il Manifesto, ASUD , CDCA.


Ambra

venerdì 30 luglio 2010

dell'amore

Mi ha cacciato, ma non mi dimetto da Montecitorio. Lui ha logica aziendale, ma io non sono un ad". "Sosterremo l'esecutivo in base alle scelte. Difenderò la legalità, garantismo non è impunità".

"Basta, con questa rissa continua. Il Pdl ha già perso il 5 per cento nei sondaggi. Non sto fermo a farmi massacrare. Mi sono tolto un peso, mi sento liberato. Come quando ho divorziato da Veronica".

video di Fini

video di Berlusconi

martedì 27 luglio 2010

Aquila la città invisibile

Domenica, fra le macerie di un capoluogo perduto che fino a un'anno fa stava al centro del mondo, protagonista di decine di promesse d'aiuto giunte da ogni dove, fiore all'occhiello e vanto di un governo egoista, falso e corrotto che compra voti a stupidi elettori a suon di promesse e vallette televisive; si è svolta all'Aquila la Sacra Messa, trasmessa puntualmente alle 11 da Rai1, primo canale della Tv di stato ex laica (ma tralasciamo questo discorso...).
Quale sia stato il tema centrale della predica bè, si capisce...fare una messa a l'Aquila di questi tempi è sicuramente simbolico e la Chiesa pare finalmente aver preso una posizione dura e critica in difesa dei poveri terremotati e dell' incompetente operato del governo che anzi, domenica avrà di certo tremato nel sisma provocato dalle parole della Chiesa stessa. Ai farabutti del governo infatti non sarà di certo piaciuta la sentenza dell'arcivescovo della città che, come una scure si è abbattuta sulla "vergongosa situazione degli aquilani, costretti non a vivere ma a sopravvivere fra i mattoni di una città fatiscente e terribilmente dimenticata". E che dire di quando ha coraggiosamente tirato in ballo Berlusconi, invitandolo a "sostituirsi almeno per un giorno a questi abruzzesi per provare a tornare a vivere con i piedi per terra". Grande brusio e visibile apporvazione fra la gente che si è poi alzata inpiedi ad applaudire il curato con tanto di slogan e urla contro il governo, placate solo dal prolungato invito dello stesso oratore alla calma.
Macché, magari...non è successo nulla di tutto questo.
L'omelia dell'arcivescovo dell'Aquila Giuseppe Molinari fu tutta sul "perdono". E pensare che proprio Molinari era diventato famoso in aprile quando non perdonava affatto il popolo delle cariole (che per settimane ha portato via tonnellate di macerie a mano) sostenendo la ormai vecchia e vile storia delle strumentalizzazioni politiche.
Se non fosse per fascioni gialli che avvinghiano ancora le colonne frantumate della basilica di Santa Maria di Collemaggio, si direbbe che la messa domenicale sia andata in onda da un posto qualsiasi di una città qualsiasi in un giorno d'estate qualsiasi. Una città fantasma, o una delle "città invisibili" di Calvino: sospesa, incantata, inesistente. Viene mostrata più volte, invece, la splendida facciata restaurata, sì, ma con lavori progettati e iniziati ben prima del terremoto, quindi estranei a qualsiasi intervento di carattere emergenziale. Il terremoto? Nemmeno l'ombra. Gli aquilani? un pò ce n'erano..gli altri sono sulla riviera non c'erto in vacanza ma bensì ad aspettare lo sfratto dagli alberghi che si sono stufati di aspettare i soldi dallo Stato e hanno già cominciato a scacciarli...per strada senza casa né lavoro. Il Miracolo tanto sventolato da certi farabutti, gli aquilani lo stanno ancora aspettando e pare che sia più facile vedere la Madonna scendere dagli altari e spalare i calcinacci, che avvistare una ruspa firmata "Berlusconi" a ripulire l'Aquila e ridargli quell' umanità perduta. Nessuna ripresa sullo stato in cui si trova la città, non è successo niente..."nulla saccio", come dicono i mafiosi. Non una parola, che sia vera. Probabilmente il regime ha posto il sigillo anche sul terremoto e ha coperto l'ennesima vergogna e l'ennesimo problema non risolto. Dell'Aquila ci rimane una cartolina ricordo.
Un altra mossa vincente per il governo e un'altra meschina mancata presa di posizione della Chiesa, che come al solito non si sbilancia e rimane con il culo parato: dalle riprese all'Aquila risulta solo che perdonare è bene. «Benvenuti all'Aquila, la città che sta vivendo il giubileo celestiniano»...così iniziava.
Bella la messa, bella la Rai, bella l'Italia...così è finita.

venerdì 16 luglio 2010

Sulle unioni...

Il 14 luglio 2010 l'Argentina, la cattolicissima Argentina, è diventata il primo Paese sudamericano a legalizzare i matrimoni tra omosessuali. La legge modifica il codice civile, in cui non sarà più citato il matrimonio come l’unione di marito e moglie ma come parti unite in matrimonio. Le coppie avranno gli stessi identici diritti di quelle eterosessuali, sia per le adozioni che per l'assistenza sanitaria.
In Italia, guarda caso, c'è lo stesso problemino (non l'unico!): pure il Codice civile italiano, che non prevede nulla a proposito della diversità di sesso degli sposi, in alcuni articoli contiene le parole "moglie" e "marito". E questo sembra un grosso ostacolo per muovere qualsiasi passo. Poi, in Italia, c'è la chiesa, quella di Roma, del papa. La chiesa cattolica si oppone non solo al matrimonio omosessuale, ma a qualsiasi tipo di riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali. Dice che è "contro natura" e che non da un "apporto significativo alla società". (!!)
All'interno della Chiesa cattolica si sono alzate voci favorevoli al matrimonio omosessuale, che sono state sempre messe a tacere dall'intervento delle gerarchie.
Tornando all'Argentina, pare che i ministri ecclesiastici argentini abbiano definito questa legge “un attacco distruttivo al progetto divino”, insinuando addirittura che l’invidia del diavolo fosse dentro questa legge. Roba da film di fantascienza: un diavolo? ma per favore. L'invidia di un diavolo in una legge? ma stiamo scherzando?
Da questo link è possibile verificare la situazione mondiale riguardo l'equiparazione dei diritti per le coppie omo e etero. Nella cartina ivi raffigurata, l'Italia è in grigio - come la Russia, la Romania, la Bosnia, la Macedonia, ecc. - ma solo perché non prevede nessun riconoscimento di diritti o forse presenta una situazione legislativa ambigua. Forse, presto faranno luce. Intanto, è interessante sottolineare che in Paesi insospettabili come Israele, dove non esistono i matrimoni civili, per legge vengono riconosciuti i matrimoni omosessuali contratti all'estero. Un comportamento pregno di buon senso, direi.
Va detto però che, sempre in Italia, ci sono degli ospedali che ritengono il sangue di donatori omosessuali "non idoneo" alle donazioni (vedi articolo). Questo sì che suscita perplessità!
Legenda della mappa.

giovedì 15 luglio 2010

Uno stato di polizia

Di solito non mi soffermo sulle pagine sportive de Il fatto quotidiano: spesso titoli d'impatto o colorate illustrazioni acchiappano lo sguardo, ma poi l'argomento non è di mio interesse. Nel numero di ieri (mercoledì 14 luglio), dopo una intervista a Nanni Moretti sul suo ultimo lavoro (Habemus papam), ecco apparire il titolo: "È uno stato di polizia". Incuriosito, sbircio la prima colonna. Una intervista a "Maurizio Zamparini, 70 anni a gennaio." Zamparini è l'attuale presidente della squadra di calcio del Palermo (serie A, ndr) e pare non sia nuovo a sfoghi ed urla su ciò che, secondo lui, non va.
L'intervista si apre con la tessera del tifoso; per chi non lo sapesse, ufficialmente si tratta di uno strumento di "fidelizzazione" adottato dalle società di calcio, con l’obiettivo di creare la categoria dei "tifosi ufficiali". La tessera viene rilasciata dalla società sportiva previo "nulla osta" della Questura competente che comunica l’eventuale presenza di motivi ostativi e fidelizza il rapporto tra tifoso e società stessa. In realtà, si rivela il classico strumento per permettere a banche, società sportive e agenzie di scommesse di censire nuovi potenziali consumatori, oltre che di chiedere più soldi a quelli tradizionali come gli abbonati. Ed è credenza comune che porterà ad un rapido svuotamento degli stadi.
Dice Zamparini, riguardo al problema delle tifoserie violente, invece di far "...guerra senza quartiere ai teppisti e contestuale libero spazio di espressione per i tifosi veri. Noi abbiamo preferito un compromesso all’italiana [...] Far pagare alla brava gente, il 99 per cento della popolazione sportiva, il prezzo dell’inazione. Filtraggi, controlli, vessazioni, ostacoli in nome della presunta sicurezza." Ne consegue "La costrizione della libertà individuale, senza ottenere la pace sociale. L’Italia è uno Stato di Polizia. Lo è sempre stata. I governanti conoscono solo la limitazione della libertà, l’aggressione del principio stesso di quel concetto...".
Sottolinea il fatto che le società sportive sono state costrette, tramite ricatti e intimidazioni da parte del ministro dell'interno Maroni, a fare le tessere; quindi incalza sulla sicurezza, affermando che "non si ottiene con i picchetti della polizia". E non risparmia il ministro Maroni: secondo Zamparini, il ministro "ha una cultura libertaria molto deficitaria. Il sale della nostra democrazia è trattare i cittadini da sudditi. Siamo gli ultimi della classe. Non solo in Europa, ma nel mondo." È preoccupato per gli atteggiamenti tenuti dai poliziotti, i quali "devono essere educati al colloquio e non allo scontro. [...] Ci sono tifosi che vengono malmenati senza colpe, da ragazzotti in divisa cui viene insegnato a odiare."
Conclude rincarando la dose: "È una finta democrazia, la nostra. [...] Al comando di questo paese, da troppo tempo, trionfano gli stupidi."

Ammirevole presa di posizione contro uno stato militarizzato, dove violenza, paura e intimidazioni vengono spacciate come le giuste soluzioni per garantire sicurezza.
Sicurezza....

Continua la protesta (di nascosto)

I problemi all'Università non sono stati affatto risolti (come numerosi simpatizzanti del regime e delle varie associazioni come la filo-clericale Diritto allo studio sostenevano anni fa) anzi, restano e si moltiplicano a causa degli ulteriori problemi dati dalla manovra finanziaria di questo regime notoriamente contrario al diritto al sapere, alla conoscenza, alla ragione e allo sviluppo sociale e culturale del popolo. Le Università continuano a protestare e non ricevendo alcun appoggio dal criminoso, corrotto e venduto sistema mediatico italiano, non riesce facilmente a far sentire la sua voce. Per questo docenti, studenti e ricercatori cercano altri metodi di protesta per rompere il vergognoso muro di silenzio che li circonda.

Da Il Fatto:

A La Sapienza di Roma, il Consiglio della Facoltà di Lettere e Filosofia, ha stabilito insieme agli studenti, di realizzare gli esamisi nelle strade della città universitaria e, durante la notte, “al buio” nei locali della facoltà. “Quest’iniziativa estrema – spiegano gli insegnanti de La Sapienza – intende indicare anche simbolicamente che un’università indebolita nel finanziamento e negli investimenti da parte dello stato è destinata a vivere periodi bui e a finire in strada, perdendo anche le sue strutture fondamentali”. Il Consiglio di Facoltà ha espresso le difficoltà di sostenere l’offerta formativa del prossimo anno accademico e dei successivi, in presenza di un quadro normativo e finanziario così penalizzante come quello prefigurato dalla riforma Gelmini e dalla legge 133.

SCIOPERO DELLA FAME: Il taglio di 1,5 miliardi di euro in 5 anni, infatti, è inaccettabile anche per gli atenei considerati “virtuosi” come Padova, dove i professori e i ricercatori hanno cominciato ieri lo sciopero della fame in piazza. Afferma Casarin, professore in sciopero: “Molte persone non hanno chiaro che si sta andando verso la negazione di un diritto, tutti i ragazzi dovrebbero frequentare un’università degna di questo nome. Quest’anno ci hanno detto di fare il tifo per gli evasori, così avremmo avuto dei soldi dai capitali rientrati con lo scudo fiscale. E non ci daranno neanche quelli, di quattrini. E' inaccettabile”. Ricercatori e docenti saranno colpiti anche da un altro taglio presente in manovra, il blocco stipendiale: “Abbiamo appena saputo – spiega ancora– che l’emendamento della Finanziaria che prevedeva lo stop agli scatti d’anzianità per una serie di categorie, come i magistrati, i diplomatici, la polizia, docenti e ricercatori, ormai riguarda solo la nostra categoria e i diplomatici. Perché il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, si è battuto per i poliziotti, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha fatto eliminare dalla norma i togati mentre per noi non si preoccupa nessuno. Specialmente per i ricercatori, che prendono 1.200 euro al mese e senza progressioni di carriera faranno la fame. Ci danno un colpo in testa e, se la alziamo, ne è pronto un altro”.

CORSI A RISCHIO A Torino il senato Accademico del Politecnico ha deciso di ritardare l’inizio dell’anno accademico al 4 ottobre per la protesta dei ricercatori che hanno deciso di non accettare la docenza dal prossimo anno, perché non riconosciuta con la nuova riforma. Lo slittamento potrà anche causare la sospensione della sessione di laurea estiva. Lo stesso problema si sta ponendo in tutte le università italiane, e per adesso non ci sono novità per quanto riguarda l’annunciata cancellazione della terza fascia docente.

lunedì 21 giugno 2010

Appunti di viaggio di un viaggiatore in viaggio in italia

Immaginate un viaggiatore, uno qualunque, un viandante errabondo per le strade d'Italia. Del BelPaese conosce poco e sogna molto: storia, letteratura e vecchi film hanno pian piano costruito nella sua mente un surreale ritratto dell'Italia.
Immaginate che sia in grado di comprendere la lingua italiana, ad un discreto livello; può leggere i giornali e capire quanto si racconta alla televisione o alla radio. E rimane un po' sorpreso, un po' sconcertato: è tutto così diverso da quel che s'aspettava, è tutto più complicato e illogico, più sporco. Senza voler fare paragoni, senza dar giudizi, utilizza rapidi ragionamenti e sillogismi immediati per dedurre una propria soluzione per  ogni eventuale incongruenza che riscontra. E presto si accorge che le soluzioni da lui trovate sono senza dubbio molto semplici, ovvie, pulite ed elementari, ma completamente opposte alla realtà italiana.
Per questo motivo, il viandante prende nota di quanto avviene, riporta quel che legge e riassume quel che sente...

"il presidente del consiglio dei ministri, detto anche ducetto (ducetto?) ha due ministri pregiudicati e cinque inquisiti o imputati, di cui l'ultimo, Brancher, aggiunto per evitargli la galera".
E qui, secondo la semplice logica del viaggiatore, il dubbio principale riguarda l'onestà e l'integrità del presidente di questi ministri: me se loro sono delinquenti, lui, che di loro sa, che cos'è?
"il coordinatore dei Servizi segreti De Gennaro è stato condannato in appello per il G8, e tutti i 44 imputati di quell'ignobile massacro gratuito sono stati condannati per le torture ed i soprusi. Eppure, il governo ed i ministri insistono nel confermare la loro piena fiducia al suddetto De Gennaro ed alle forze dell'ordine imputate".
Per l'innocuo viandante questo non ha alcun senso.
"i suoi (del ducetto, ndv*) ex capi dei servizi, Pollari e Mori, sono imputati rispettivamente per peculato e favoreggiamento alla mafia. Il suo cappellano don Gelmini va a processo per molestie sessuali. Il suo pappone di fiducia Giampi Tarantini è inquisito per spaccio di coca. Suo fratello Paolo, già pregiudicato, è di nuovo indagato per il nastro Fassino-Consorte. Sulla faccenda dovrà testimoniare il suo avvocato Ghedini. Il coordinatore del suo partito, Verdini, è indagato un po’ dappertutto con la 'Cricca' (cricca?), mentre l’ex coordinatore Scajola è ancora lì che cerca chi gli ha pagato la casa. Ad una coppia di famosi stilisti sotto inchiesta per truffa allo stato (si firmano D&G), il sindaco di Milano concede la sede del comune per un party privato. L'avvocato del presidente dei ministri (Ghedini) pretende dal presidente dei ministri (il ducetto) che uno dei ministri (Alfano) esegua una azione disciplinare contro un magistrato che lo ha convocato (a Ghedini)".
Il viaggiatore a questo punto, abbastanza stordito e decisamente incredulo, pensa d'aver finito. Pensa che ci siano dei seri problemi da risolvere, in questo Paese, su cui staranno sicuramente lavorando. Invece...
"Gianni Letta, già 'uomo della Provvidenza' (?), sbuca da un bel po’ di inchieste imbarazzanti. Guido Bertolaso, l’uomo che insegnava la protezione civile agli americani e fermava le catastrofi con le nude mani, è indagato per corruzione; l’ingegner Lunardi, presentato come l’homo novus della politica del fare (?), faceva e riceveva favori dalla Cricca ed è ora indagato. A L'Aquila, la città sconvolta dal terremoto di un anno fa, la situazione delle ricostruzioni e degli aiuti ai terremotati è ad anni-luce da una risoluzione, e intanto si sbriciolano anche le casette della leggendaria New Town a prova di bombardamenti, tanto sventolata dal presidente del consiglio e dai suoi zerbini (tra cui, un tale Vespa). Napoli (dicono sia una gran bella città, ndv) si diceva che fosse stata ripulita proprio da lui, il ducetto; invece la 'monnezza' straborda da ogni dove, cosi come a Palermo, nella bella Sicilia. Si dice che stiano lavorando ad una certa legge, detta 'legge bavaglio', che sembra palesi le intenzioni totalitarie del presidente dei ministri, minando la libertà d'informazione; tra modifiche ed emendamenti (?) proposti anche da amici del ducetto, è stata talmente sfigurata che non la riconoscono più nemmeno i mafiosi (ai quali si dice che farebbe davvero comodo). Ma B. (il ducetto) insiste: 'Approviamola comunque'" .
Poco dopo aver scritto queste ultime righe, il viaggiatore si trovava già ben lontano dall'Italia: le ultime cose deve averle sentite da qualche uccellino, anch'egli preoccupato ed intenzionato ad andarsene.

(libero adattamento da Re Mida all'incontrario di Marco travaglio) 
*ndv: nota del viaggiatore

giovedì 17 giugno 2010

Pedofilia lieve

Si erano inventati un emendamento proprio carino.
Zitti zitti, nel disegno di legge sulle intercettazioni avevano infilato l'emendamento 1.707, quello che introduceva il termine di "Violenza sessuale di lieve entità" nei confronti di minori. In pratica una pedofilia di serie "B", lieve, non "grave".
Firmatari, alcuni senatori di Pdl e Lega che proponevano l'abolizione dell'obbligo di arresto in flagranza nei casi di violenza sessuale nei confronti di minori, se - appunto - di "minore entità" (senza peraltro specificare come si svolgesse, in pratica, una violenza sessuale "di lieve entità" nei confronti di un bambino). Dopo la denuncia del Partito Democratico, nel Centrodestra c'è stato il fuggi-fuggi generale: il "ma non lo sapevo", il "non avevo capito", il "non pensavo che fosse proprio così" uniti all'inevitabile berlusconiano "ci avete frainteso".
A che scopo questo emendamento? Con che coraggio proporlo o solo pensarlo? Vengono in mente i recenti scandali legati alla Chiesa...viene in mente l'influenza che il Vaticano ha nei confronti del governo...mi viene in mente di fare 1+1...
I firmatari dell'emendamento 1707 sono i seguenti, annotateli bene:

sen. Maurizio Gasparri (Pdl)
sen. Federico Bricolo (Lega Nord)
sen. Gaetano Quagliariello (Pdl)
sen. Roberto Centaro (Pdl)
sen. Filippo Berselli (Pdl)
sen. Sandro Mazzatorta (Lega Nord)
sen. Sergio Divina (Lega Nord)

Per la cronaca, il sen. Bricolo era colui che proponeva il "carcere per chi rimuove un crocifisso da un edificio pubblico" (ma non per chi palpeggia o mette un dito dentro ad una bambina); il sen. Berselli è colui che ha dichiarato "di essere stato iniziato al sesso da una prostituta" (e da qui si capisce molto...); il sen. Mazzatorta ha cercato di introdurre nel nostro ordinamento vari "emendamenti per impedire i matrimoni misti"; mentre il sen Divina è divenuto celebre per aver pubblicamente detto che "i trentini sono come cani ringhiosi e che capiscono solo la logica del bastone" (citazione di una frase di Mussolini).
...e ora votateli gente!

Com'è che non ce l'avevano detta questa? Che strano che la notizia non sia ancora passata in TV... Aspettiamo fiduciosi che il governo cada.

lunedì 14 giugno 2010

Pensare è sconsigliato

Lungimirante, geniale, popolare. 70 anni fa nasceva il cantautore Francesco Guccini, uno dei pochi rimasti e che vale ancora la pena ascoltare in Italia. Vogliamo fargli un semplice tributo, riportando qui la Canzone di notte n°2, pubblicata nel 1976 dove Guccio fotografa con particolari domestici e intimi, una società che sta degenerando sotto i suoi occhi.
Oggi, riascoltando la canzone ci si accorge quanto essa, purtroppo, sia ancora terribilmente attuale.


E un' altra volta è notte e suono,
non so nemmeno io per che motivo, forse perchè son vivo
e voglio in questo modo dire "sono"
o forse perchè è un modo pure questo per non andare a letto
o forse perchè ancora c'è da bere
e mi riempio il bicchiere..

E l' eco si è smorzato appena
delle risate fatte con gli amici, dei brindisi felici
in cui ciascuno chiude la sua pena,
in cui ciascuno non è come adesso da solo con sé stesso
a dir "Dove ho mancato, dov'è stato?",
a dir "Dove ho sbagliato?"

Eppure fa piacere a sera
andarsene per strade ed osterie, vino e malinconie,
e due canzoni fatte alla leggera
in cui gridando celi il desiderio che sian presi sul serio
il fatto che sei triste o che t'annoi
e tutti i dubbi tuoi...

Ma i moralisti han chiuso i bar
e le morali han chiuso i vostri cuori e spento i vostri ardori:
è bello ritornar "normalità",
è facile tornare con le tante stanche pecore bianche!
Scusate, non mi lego a questa schiera:
morrò pecora nera!

Saranno cose già sentite
o scritte sopra un metro un po' stantìo,
ma intanto questo è mio e poi,
voi queste cose non le dite,
poi certo per chi non è abituato pensare è sconsigliato,
poi è bene essere un poco diffidente
per chi è un po' differente...

Ma adesso avete voi il potere,
adesso avete voi supremazia, diritto e Polizia,
gli dei, i comandamenti ed il dovere,
purtroppo, non so come, siete in tanti e molti qui davanti
ignorano quel tarlo mai sincero
che chiamano "Pensiero"...

Però non siate preoccupati,
noi siamo gente che finisce male: galera od ospedale!
Gli anarchici li han sempre bastonati
e il libertario è sempre controllato dal clero, dallo Stato:
non scampa, fra chi veste da parata,
chi veste una risata...

O forse non è qui il problema
e ognuno vive dentro ai suoi egoismi vestiti di sofismi
e ognuno costruisce il suo sistema
di piccoli rancori irrazionali, di cosmi personali,
scordando che poi infine tutti avremo
due metri di terreno...

E un' altra volta è notte e suono,
non so nemmeno io per che motivo, forse perchè son vivo
o forse per sentirmi meno solo
o forse perchè a notte vivon strani fantasmi e sogni vani
che danno quell' ipocondria ben nota,
poi... la bottiglia è vuota...