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mercoledì 6 ottobre 2010

truman dove sei

Dove arriveranno...cosa dobbiamo aspettarci ancora...quante cazzate dovremo ancora interpretare? non ho neanche voglia di scrivere che l' attentato a Belpietro è una bufala...è ovvio e così scontato da risultare superficiale e quasi divertente...un pò come quell'altro, quella scena tragi-comica in piazza...
Pensa a quando berlusconi è entrato in macchina dopo il souvenir del duomo, e si è messo quella roba rossa nella faccia. Pensa quanto sarebbe stato buffo essere li dentro, aiutarlo in gran fretta a svuotargli quel flaconcino nella faccia. Uno schizzo qua, una spennellata di là, una arruffata ai capelli ed è pronto. Quanto avrei riso a spruzzare una vernice nella faccia e nella bocca del presidente del consiglio. Che figata, e quando ti ricapita! Poi gran finale, scena tragica, commozione, in vecchio dolente e scioccato s'affaccia e porge l'ultimo estremo saluto alla folla disperata. La carrozza scompare nella nebbia e ci si prepara per il secondo atto.
Immaginate quando l'hanno portato all'ospedale, super scortato, sigillato e invisibile agli oochi di qualsiasi curioso o normale cittadino. E immaginate tutti i medici e gli infermieri corrotti, che già sapevano tutto, e l'aspettavano tranquilli in attesa di iniziare gli interventi di chirurgia plastica prenotati da tempo per ringiovanirlo un pò. Immaginate le guardie del corpo che, anche se sanno tutto, hanno mentito e nascosto queste e altre verità alle loro mogli, ai loro figli, ai loro amici...
E Tartaglia poveretto, la vera vittima. Chissà che penserà, chissà che avrà per la testa, che gli avranno dato per mentire, per dimenticare o per fare semplicemente la sua parte...
C'è chi sostiene che i nazisti abbiano creato un clone di Hitler dai suoi resti mai ritrovati; chi dice che Michael Jackson si sia in realtà ritirato in una tranquilla isola segreta. Un conto è credere che il vero Poul Mc Cartney sia morto e che quello vivo sia un suo sosia...e un conto è credere all'attentato di Belpietro!
Ma come si fa? Dai, seriamente...Chi credeva a Berlusconi quando giurava sulla costituzione? Chi al Papa quando prometteva di punire i pedofili? Chi a Maroni quando diceva di eliminare la mafia? Nessuno...neanche e soprattutto gli stessi che l'hanno votati e acclamati. Non prendiamoci in giro.
Cari direttori di giornali,TV,radio,chiese,comuni e governi; in questi 15 anni di banane, abbiamo visto cose che gli europei neanche si immaginano e ci siamo abituati a sentire delle oscenità talmente incredibili, che se un giorno scendesse Cristo all' adunata, gli chiederemmo un documento di certificazione.
Eppure, seppur sistematicamente truccate, le elezioni scorse parlano chiaro sul fatto che debba per forza esistere una fetta consistente di popolazione che, di nascosto, li vota. Come è possibile?
L'ultima volta che sono stato all'estero, in Europa, me l'hanno chiesto una trentina di persone. Io ero un "italiano", si quelli là da additare perché sono quei pazzi che stanno sotto una dittatura democratica. E badate che per noi, non hanno la stessa premura e pena che hanno per un nigeriano o un ugandese, perché noi il nostro dittatore ce lo siamo capato...e per 3 volte.
Rispondevo incolpando la televisione, perché col tempo e con le domande, ho notato che le poche persone che hanno apertamente ammesso di averlo votato e le persone per le quali ho sospettato questo loro piccolo segreto; vivono, parlano e pensano come i personaggi della televisione...la loro piccola grande televisione.
Chi sono? Quelli che credono, che non si fanno tante domande, che si fermano alla prima che arriva, e che alcune cose non le sanno perché sarebbe troppo faticoso. Scarsa furbizia, sottile prontezza, poca luce nei loro occhi. Che buone le caramelle giornliere delle istituzioni: non dobbiamo far altro che starcene seduti, scegliere il canale e apettare che loro ci imbocchino. La casa va a fuoco, ma finché non me lo dice la TV non è vero.
Cara compagna d'avventure, amica di merende, amore della vita, saggia speranza, eterna illusione. Inconsapevole ammirazione.
Oggi come oggi, la sua voce è innegabile e qualsiasi morte, nascita, guerra o miracolo, qualsiasi menzogna o verità per essere considerata reale e credibile, deve passare per forza da lei, al suo vaglio. E la televisione sappiamo tutti di chi è e da chi è gestita: lui decide cosa farti vedere e lui decide cosa farti votare. Se ci caschi, credi . Questo dovrebbe collegare un pò di meccanismi nelle teste più sveglie e ci dovrebbe far alzare queste braccine esili per cominciare a respingere un pò di cose...
Ma poco ancora si muove, e forse il grave è che la nostra consapevolezza "giornaliera" è diventata abitudine e, ancor peggio, accettazione. Abbiamo lasciato passare malefatte gravissime e ormai concediamo a un gruppo di criminali di manipolarci la realtà e le nostre mani, senza alzare un dito né un filo di voce. Cadendo in questo tranello, starai al loro gioco, penserai come loro, ti fiderai di loro. Li giustificherai anche dopo che t'avranno tradito e derubato e li vedrai stare tranquilli perché tu non te ne accorgerai né avrai un ricordo lucido del fatto...
Leggendo "1984" di Orweel, si trovano similitudini sul suo Partito, il quale anulla la coscienza e la ragione delle persone tramite il controllo totale dell'informazione, arrivando ad eliminare il passato, modificandolo o semplicemente cancellandolo...
Tutto questa apparente fantascienza, non è altro che l'Italia di oggi: chi ti dice che è successo? Chi non ti dice che è successo? Chi decide cosa insegnarti a scuola e cosa è meglio che tu non sappia? Hai più saputo niente di Tartaglia? E dei mandanti delle stragi di Milano, Roma, Bologna e Brescia? Che fine ha fatto Pasolini, è morto? E ci l'ha ucciso?
Nulla.
Il passato è cancellato, insabbiato, sospeso. Il presente è controllato, calibrato, coperto.
Il futuro...non è per noi.

Ero partito per scrivere un post sul falso attentato a Belpietro, ma mi sono dilungato su altri binari, ad ogni modo paralleli. Le informazioni che inizialmente avrei voluto dirvi e che smentiscono la veridicità dell'attentato, le trovate quì.

martedì 27 luglio 2010

Aquila la città invisibile

Domenica, fra le macerie di un capoluogo perduto che fino a un'anno fa stava al centro del mondo, protagonista di decine di promesse d'aiuto giunte da ogni dove, fiore all'occhiello e vanto di un governo egoista, falso e corrotto che compra voti a stupidi elettori a suon di promesse e vallette televisive; si è svolta all'Aquila la Sacra Messa, trasmessa puntualmente alle 11 da Rai1, primo canale della Tv di stato ex laica (ma tralasciamo questo discorso...).
Quale sia stato il tema centrale della predica bè, si capisce...fare una messa a l'Aquila di questi tempi è sicuramente simbolico e la Chiesa pare finalmente aver preso una posizione dura e critica in difesa dei poveri terremotati e dell' incompetente operato del governo che anzi, domenica avrà di certo tremato nel sisma provocato dalle parole della Chiesa stessa. Ai farabutti del governo infatti non sarà di certo piaciuta la sentenza dell'arcivescovo della città che, come una scure si è abbattuta sulla "vergongosa situazione degli aquilani, costretti non a vivere ma a sopravvivere fra i mattoni di una città fatiscente e terribilmente dimenticata". E che dire di quando ha coraggiosamente tirato in ballo Berlusconi, invitandolo a "sostituirsi almeno per un giorno a questi abruzzesi per provare a tornare a vivere con i piedi per terra". Grande brusio e visibile apporvazione fra la gente che si è poi alzata inpiedi ad applaudire il curato con tanto di slogan e urla contro il governo, placate solo dal prolungato invito dello stesso oratore alla calma.
Macché, magari...non è successo nulla di tutto questo.
L'omelia dell'arcivescovo dell'Aquila Giuseppe Molinari fu tutta sul "perdono". E pensare che proprio Molinari era diventato famoso in aprile quando non perdonava affatto il popolo delle cariole (che per settimane ha portato via tonnellate di macerie a mano) sostenendo la ormai vecchia e vile storia delle strumentalizzazioni politiche.
Se non fosse per fascioni gialli che avvinghiano ancora le colonne frantumate della basilica di Santa Maria di Collemaggio, si direbbe che la messa domenicale sia andata in onda da un posto qualsiasi di una città qualsiasi in un giorno d'estate qualsiasi. Una città fantasma, o una delle "città invisibili" di Calvino: sospesa, incantata, inesistente. Viene mostrata più volte, invece, la splendida facciata restaurata, sì, ma con lavori progettati e iniziati ben prima del terremoto, quindi estranei a qualsiasi intervento di carattere emergenziale. Il terremoto? Nemmeno l'ombra. Gli aquilani? un pò ce n'erano..gli altri sono sulla riviera non c'erto in vacanza ma bensì ad aspettare lo sfratto dagli alberghi che si sono stufati di aspettare i soldi dallo Stato e hanno già cominciato a scacciarli...per strada senza casa né lavoro. Il Miracolo tanto sventolato da certi farabutti, gli aquilani lo stanno ancora aspettando e pare che sia più facile vedere la Madonna scendere dagli altari e spalare i calcinacci, che avvistare una ruspa firmata "Berlusconi" a ripulire l'Aquila e ridargli quell' umanità perduta. Nessuna ripresa sullo stato in cui si trova la città, non è successo niente..."nulla saccio", come dicono i mafiosi. Non una parola, che sia vera. Probabilmente il regime ha posto il sigillo anche sul terremoto e ha coperto l'ennesima vergogna e l'ennesimo problema non risolto. Dell'Aquila ci rimane una cartolina ricordo.
Un altra mossa vincente per il governo e un'altra meschina mancata presa di posizione della Chiesa, che come al solito non si sbilancia e rimane con il culo parato: dalle riprese all'Aquila risulta solo che perdonare è bene. «Benvenuti all'Aquila, la città che sta vivendo il giubileo celestiniano»...così iniziava.
Bella la messa, bella la Rai, bella l'Italia...così è finita.

giovedì 17 giugno 2010

Pedofilia lieve

Si erano inventati un emendamento proprio carino.
Zitti zitti, nel disegno di legge sulle intercettazioni avevano infilato l'emendamento 1.707, quello che introduceva il termine di "Violenza sessuale di lieve entità" nei confronti di minori. In pratica una pedofilia di serie "B", lieve, non "grave".
Firmatari, alcuni senatori di Pdl e Lega che proponevano l'abolizione dell'obbligo di arresto in flagranza nei casi di violenza sessuale nei confronti di minori, se - appunto - di "minore entità" (senza peraltro specificare come si svolgesse, in pratica, una violenza sessuale "di lieve entità" nei confronti di un bambino). Dopo la denuncia del Partito Democratico, nel Centrodestra c'è stato il fuggi-fuggi generale: il "ma non lo sapevo", il "non avevo capito", il "non pensavo che fosse proprio così" uniti all'inevitabile berlusconiano "ci avete frainteso".
A che scopo questo emendamento? Con che coraggio proporlo o solo pensarlo? Vengono in mente i recenti scandali legati alla Chiesa...viene in mente l'influenza che il Vaticano ha nei confronti del governo...mi viene in mente di fare 1+1...
I firmatari dell'emendamento 1707 sono i seguenti, annotateli bene:

sen. Maurizio Gasparri (Pdl)
sen. Federico Bricolo (Lega Nord)
sen. Gaetano Quagliariello (Pdl)
sen. Roberto Centaro (Pdl)
sen. Filippo Berselli (Pdl)
sen. Sandro Mazzatorta (Lega Nord)
sen. Sergio Divina (Lega Nord)

Per la cronaca, il sen. Bricolo era colui che proponeva il "carcere per chi rimuove un crocifisso da un edificio pubblico" (ma non per chi palpeggia o mette un dito dentro ad una bambina); il sen. Berselli è colui che ha dichiarato "di essere stato iniziato al sesso da una prostituta" (e da qui si capisce molto...); il sen. Mazzatorta ha cercato di introdurre nel nostro ordinamento vari "emendamenti per impedire i matrimoni misti"; mentre il sen Divina è divenuto celebre per aver pubblicamente detto che "i trentini sono come cani ringhiosi e che capiscono solo la logica del bastone" (citazione di una frase di Mussolini).
...e ora votateli gente!

Com'è che non ce l'avevano detta questa? Che strano che la notizia non sia ancora passata in TV... Aspettiamo fiduciosi che il governo cada.

mercoledì 16 giugno 2010

Cartolina da Ponte Galeria

A tutte le persone che vivono in questo paese:
A tutti coloro che credono ai giornali e alla televisione. Qui dentro ci danno da mangiare il cibo scaduto, le celle dove dormiamo hanno materassi vecchi e quindi scegliamo di dormire per terra, molti fra di noi hanno la scabbia e la doccia e i bagni non funzionano. La carta igenica viene distribuita solo 2 giorni a settimana, chi fa lepulizie non fa nulla e lascia sporchi i posti dove ci costrigono a vivere. Il fiume vicino il parcheggio qui fuori è pieno di rane e zanzare che danno molto fastidio tutto il giorno, ci promettono di risolvere questo problema ma continua ogni giorno.Ci sono detenuti che vengono dai CIE e anche dal carcere che sono stati abituati a prendere la loro terapia ma qui ci danno sonniferi e tranquillanti per farci dormire tutto il giorno. Quando chiediamo di andare in infermeria perchè stiamo male, l’Auxilium ci costringe ad aspettare e se insistiamo una banda di 8-9 poliziotti ci chiude in una stanza con le manette, s’infilano i guanti per non lasciare traccia e ci picchiano forte. Per fare la barba devi fare una domandina e devi aspettare, 1 giorno a settimana la barba e 1 i capelli. Non possiamo avere la lametta. Ci chiamano ospiti ma siamo detenuti. Quello che ci domandiamo è perchè dopo il carcere dobbiamo andare inquesti centri e dopo che abbiamo scontato una pena dobbiamo stare 6 mesi in questi posti senza capire il perchè. Non ci hanno identificato in carcere? Perchè un’altra condanna di 6 mesi? Tutti noi non siamo daccordo per questa legge, 6 mesi sono tanti e non siamo mica animali per questo hanno fatto lo sciopero della fame tuttiquelli che stanno dentro il centro e allora, la sera del 3 giugno, è cominciata così: ci hanno detto: "se non mangi non prendi terapie" ma qui ci sono persone con malattie gravi come il diabete e se non mangiano e si curano muoiono.Uno di noi è andato a parlare con loro e l’hanno portato dentro una stanzadavanti l’infermeria dove non ci sono telecamere e l’hanno picchiato. Così la gente ha iniziato ad urlare di lasciarlo stare. In quel momento sono entrati quasi 50 poliziotti con il loro materiale e con un oggetto elettrico che quando tocca la gente, la gente cade per terra. Le guardie si sono tutte spostate sopra il tetto vicino la caserma deicarabinieri qui dentro, dove sta il campo da calcio. Dalla parte sinistra sono entrati altri 50 poliziotti. Quando abbiamo visto poliziotti, militari, carabinieri, polizia, finanza esquadra mobile ufficio stranieri (che sono i più infami) sui tetti, uno di noi ha cercato di capire perchè stavano picchiando il ragazzo nella stanza. «Vattene via sporco » un poliziotto ha risposto così. In quel momento siamo saliti tutti sopra le sbarre e qualcuno ha bruciatoun materasso e quindi i poliziotti si sono spavenati e sono andati fuori le mura per prendere qualcuno che scappava. Da quella notte non ci hanno fatto mangiare nè prendere medicine per due giorni. Abbiamo preso un rubinetto vecchio e abbiamo spaccato la porta per uscire e quando la polizia ha visto che la porta era aperta hanno preso caschi e manganelli e hanno picchiato il più giovane del centro, uno egiziano. L’hanno fatto cadere per terra e ci hanno picchiati tutti anche con il gas, hanno rotto la gamba di un algerino e hanno portato via un vecchio che la sua famiglia e i sui figli sono cresciuti qui a Roma, hanno lanciato lacrimogeni e hanno detto che noi abbiamo fatto quel fumo per non far vedere niente alle telecamere. Così hanno scritto sui giornali. Eravamo 25 persone e alcune uscivano dalla moschea lontano dal casino, ma i giornali sabato hanno scritto che era stato organizzato tutto dentro la moschea e ora vogliono chiuderla. La moschea non si può chiudere perchè altrimenti succederebbe un altro casino.
Veniamo da paesi poveri, paesi dove c'è la guerra e ad alcuni di noi gli hanno ammazzato le famiglie davanti gli occhi. Alcuni sono scappati per vedere il mondo e dimenticare tutto e hanno visto solo sbarre e cancelli.Vogliamo lavorare per aiutare le nostre famiglie solo che la legge è un po' dura e ci portano dentro questi centri. Quando arriviamo per la prima volta non abbiamo neanche idea di come è l'Europa. Alcuni di noi dal mare sono stati portati direttamente qui e non hanno mai visto l'Italia. La peggiore cosa è uscire dal carcere e finire nei centri per altri 6 mesi. Non siamo venuti per creare problemi, soltanto per lavorare e avere unavita diversa, perchè non possiamo avere una vita come tutti? Senza soldi non possiamo vivere e non abbiamo studiato perchè la povertà èil primo grande problema. Ci sono persone che hanno paura delle pene e dei problemi nel proprio paese. Per questi motivi veniamo in Europa. La legge che hanno fatto non è giusta perchè sono queste cose che ti fanno odiare veramente l'Italia. Se uno non ha mai fatto la galera nel paese suo, ha fatto la galera qua inItalia.Vogliamo mettere apposto la nostra vita e aiutare le famiglie che ci aspettano.
Speriamo che potete capire queste cose che sono veramente una vergogna.
Un gruppo di detenuti del CIE di Ponte Galeria

martedì 25 maggio 2010

Parlando di Dio

Davanti a 500 mila persone riunitesi a Fatima una settimana fa, il Papa ha parlato dei mali dell'umanità. Se dovessi io fare un elenco dei mali della Terra inizierei, non sò, da mafia e corruzione, poi guerra, fame nel mondo. Penserei alla mancanza di democrazia in Russia, Cina e Italia, alla pena di morte degli Stati Uniti e paesi arabi, alla privatizzazione dell'acqua. All'inquinamento, alla pedofilia nella Chiesa, terrorismo e guerre sante, AIDS, traffico di organi e bambini, deforestazione ecc.. E si potrebbe continuare all'infinito, purtroppo si ha l'imbarazzo della scelta.
Il Papa ne ha detti solo due che non stanno nel mio elenco...gay e aborto: le più grandi tragedie dell'umanità. Il demonio in Terra. Ponerli al primo posto, senza nominare gli altri e soprattutto i mali terribili interni all'istituzione di cui Josef fa parte; significa assecondarli, sminuirli, occultarli, diventandone così complici. Forse è questo il male più grande.
In risposta al papa, allego un racconto di Phill che descrive quel che il Vaticano non vuole sentire: la sua bella esperienza a 9 anni con Padre Shanley, della Chiesa del Massachussets. Oggi Phill ha 47 anni, beve, ha problemi di droga ed entra e esce da cliniche e carcere, ma questo non è un male assoluto...

(...) Padre Shanley mise di nuovo il suo braccio sulle mie spalle e strofinò la mia schiena parlando di Dio. Poi mi disse che doveva andare un istante dietro la Chiesa. Quando tornò, ci recammo al confessionale. Shanley si sedette e io rimasi in piedi davanti a lui. Cominciò a strofinare le mie cosce, ad avvolgere i miei genitali con la sua mano, parlando di Gesù, di corpi maschili, profeti, racconti spirituali, e mi tirò più vicino a lui. Ricordo il suo pene nella mia bocca, ma non ricordo come me lo abbia messo in bocca. Ricordo che indossava il suo abito talare, ma sotto era completamente nudo. Quando finì lasciammo il confessionale, tornammo nell’ufficio e Shanley mi offrì un drink. Sedevo accanto a Shanley, cominciò a leggere alcuni libri di Chiesa mostrandomi figure di Gesù e Maria.
Quando faceva questo Shanley soffregava il mio di dietro e strofinava le mie spalle, poi slacciò i miei pantaloni accarezzandomi, si mise in piedi su di me e tirò giù i miei pantaloni. Disse che voleva esaminare il mio corpo. Mi fece sedere sul suo grembo tra le sue gambe, il mio dietro contro il suo stomaco, Shanley con la sua mano sulle mie spalle mi spinse contro di lui e mi penetrò col suo pene.
E’ stata la mia prima esperienza sessuale. Quando finì mi disse di tirarmi su i pantaloni. Parlammo altri 20 minuti, e quando me ne andai Shanley mi disse che mi avrebbe visto durante la settimana nel recinto di san Patrizio. Durante quel fine settimana vidi Padre Shanley nel recinto della scuola. Mi domandò dov’era mio padre, quando sarei tornato da mia madre a Randolph, e chi viveva nella casa di mia madre, sempre accarezzando il mio di dietro e strofinando le mie spalle. La settimana seguente, dopo aver incontrato padre Shanley tornai a casa di mia madre. Padre Shanley mi diede un numero di telefono al quale avrei potuto contattarlo.
Un mese dopo il mio primo incontro lo chiamai per dirgli che avrei partecipato a un torneo di yo yo. Padre Shanley mi disse che voleva comprarmi un nuovo yo yo, che sarebbe venuto a prendermi alla casa di mia madre. Arrivò poco dopo la mia chiamata e insieme andammo al negozio per comprare un nuovo yo yo. Poi mi condusse su una pista della Blue Hills Reservation. A un certo punto della pista ci sedemmo uno accanto all’altro e Shanley mi costrinse a fare sesso orale su di lui. Egli mise le sue mani sulle mie spalle e dietro. Della conversazione non ricordo altro che ruotava intorno alla religiosità del sesso orale. Quando finì mi portò da Friendly per comprarmi un gelato, poi a casa.
Il successivo episodio ricordo avvenne alla Blue Hills Reservation. Durante il giorno. Quando arrivammo sulla pista, Padre Shanley vide un altro prete che lui conosceva. Mi presentò a Padre Bernard Lane che si accompagnava a un ragazzo. Non ricordo cosa dissi. Padre Lane e il ragazzo se ne andarono, padre Shanley ed io entrammo in un sentiero del bosco. A un certo punto ci sedemmo e Padre Shanley mi sbottonò i pantaloni, li tirò giù e cominciò a strofinare e accarezzare le mie cosce. Padre Shanley mi mise a faccia in giù e cominciò a strofinare il mio di dietro e le miei spalle. Si mise su di me e mi penetrò col suo pene mentre giacevo a faccia in giù. Ricordo che mise un condom. Padre Shanley mi fece credere che quello che stava facendo era naturale e non peccato. Mi fece dire che quello che stavamo facendo era un segreto.
La volta successiva, Shanley mi disse che voleva portarmi in una cabina che aveva a Blue Hills; non era ancora sera. Era più una capanna che una cabina. Padre Shanley prese i miei vestiti, cominciò a strofinarmi il di dietro e accarezzarmi. Parlammo un po’. Poi Padre Shanley si tolse i suoi vestiti. In quella occasione avvenne sesso orale e penetrazione. Quando finì mi portò da Friendly a prendere un gelato e mi condusse a casa.

Vidi ancora Padre Shanley nell’estate del 1973 (continua...).

venerdì 21 maggio 2010

Il tg degli aBusi

Dopo l'annunciato abbandono di Santoro alla Rai a causa delle profonde inimicizie creatosi in Rai solo per aver detto la pura verità, si annuncia un'altra batosta per il regime mediatico Berlusconiano, che a forza di insabbiare e falsificare la realtà pur di occultare il vero operato e spirito nefasto del governo; manda in rovina il prestigio decennale della Tv pubblica italiana. Infatti, la storica conduttrice del Tg1 Maria Luisa Busi, ha deciso di abbandonare la conduzione del telegiornale, a causa dell'indegno operato del suo direttore Minzolini, apertamente schierato a favore del governo Berlusconi. In una lettera sofferta, la giornalista quasi ammette di vergognarsi di far parte di una testata così falsa da aver perso credibilità e prestigio, obbiettività e contatto con la realtà. Numerosi sono le notizie e i fatti elencati dalla Busi sistematicamente evitati dal Tg. Chiaro è il progetto di occulto e raggiro; bugiarda è la realtà mostrata e raccontata.
Il gesto della conduttrice è certamente meritevole, tanto quanto è lodevole preferire la rete e non guardare più programmi come il Tg1, fin quando non tornino a offrire un'informazione oggettiva e veritiera.
Di seguito, alcuni suoi commenti e stralci della lettera spedita al direttore.

C'è chi dice che il tg1 è tg schierato. Cosa ne pensa?
"Mi chiedo come si possa dire il contrario. È sotto gli occhi di tutti, di milioni di spettatori. Sempre meno, tra l'altro. Abbiamo perso pubblico siamo attestati al 26 per cento di ascolto. Incontro continuamente gente che dice, "io non vi guardo più". La gente più disparata. Difficile credere che non dipenda da due ordini di problemi: il primo, gli editoriali. Il direttore ha diritto a farli, ma non credo debba dimenticare che si tratta del primo giornale del servizio pubblico. Che non si era mai schierato a questi livelli sui temi cari al governo e alla presidenza del consiglio. Il secondo, è la rappresentazione del Paese. Al tg1 non si parla più della vita reale, dei problemi dei cittadini, di chi ha perso il lavoro, di chi non ce la fa, dei cassintegrati, dei precari della scuola".

Voi conduttori ci mettete la faccia. Vi imbarazza la satira del Trio Medusa, che vi prende in giro per l'annuncio dei servizi leggeri del Tg1?
"Questo crea in me un grande imbarazzo. Esercito sempre il mio ruolo, come altri colleghi, nel cercare di evitare che l'infotainment (informazione-intrattenimento) dilaghi a dismisura come sta accadendo. Una volta, come sesta notizia abbiamo dato i cigni imprigionati dal ghiaccio in Ucraina e poche righe sullo sciopero generale in Sardegna. Senza nulla togliere ai colleghi che fanno quei pezzi cosiddetti leggeri, e cercano di farli al meglio, così non si può andare avanti. Ma il peggio è stato a L'Aquila, quando a protestare contro la troupe del Tg1 che guidavo, sono state centinaia di persone terremotate".

La lettera:
"Amo questo giornale, dove lavoro da 21 anni. Perché è un grande giornale. E' stato il giornale di Vespa, Frajese, Longhi, Morrione, Fava, Giuntella. Il giornale delle culture diverse, delle idee diverse. Le conteneva tutte, era questa la sua ricchezza. Era il loro giornale, il nostro giornale. Anche dei colleghi che hai rimosso dai loro incarichi e di molti altri qui dentro che sono stati emarginati. Questo è il giornale che ha sempre parlato a tutto il Paese. Il giornale degli italiani. Il giornale che ha dato voce a tutte le voci. Non è mai stato il giornale di una voce sola.

Oggi l'informazione del Tg1 è un'informazione parziale e di parte.
Dov'è il Paese reale? Dove sono le donne della vita reale? Quelle che devono aspettare mesi per una mammografia, se non possono pagarla? Quelle coi salari peggiori d'Europa, quelle che fanno fatica ogni giorno ad andare avanti perché negli asili nido non c'è posto per tutti i nostri figli? Devono farsi levare il sangue e morire per avere l'onore di un nostro titolo. E dove sono le donne e gli uomini che hanno perso il lavoro? Un milione di persone, dietro alle quali ci sono le loro famiglie. Dove sono i giovani, per la prima volta con un futuro peggiore dei padri? E i quarantenni ancora precari, a 800 euro al mese, che non possono comprare neanche un divano, figuriamoci mettere al mondo un figlio? E dove sono i cassintegrati dell'Alitalia? Che fine hanno fatto? E le centinaia di aziende che chiudono e gli imprenditori del nord est che si tolgono la vita perchè falliti? Dov'è questa Italia che abbiamo il dovere di raccontare? Quell'Italia esiste. Ma il tg1 l'ha eliminata. Anche io compro la carta igienica per mia figlia che frequenta la prima elementare in una scuola pubblica. Ma la sera, nel Tg1 delle 20, diamo spazio solo ai ministri Gelmini e Brunetta che presentano il nuovo grande progetto per la digitalizzazione della scuola, compreso di lavagna interattiva multimediale".

"L'Italia che vive una drammatica crisi sociale è finita nel binario morto della nostra indifferenza. Schiacciata tra un'informazione di parte - un editoriale sulla giustizia, uno contro i pentiti di mafia, un altro sull'inchiesta di Trani nel quale hai affermato di non essere indagato, smentito dai fatti il giorno dopo - e l'infotainment quotidiano: da quante volte occorre lavarsi le mani ogni giorno, alla caccia al coccodrillo nel lago, alle mutande antiscippo. Una scelta editoriale con la quale stiamo arricchendo le sceneggiature dei programmi di satira e impoverendo la nostra reputazione di primo giornale del servizio pubblico della più importante azienda culturale del Paese. Oltre che i cittadini, ne fanno le spese tanti bravi colleghi che potrebbero dedicarsi con maggiore soddisfazione a ben altre inchieste di più alto profilo e interesse generale".

"I fatti dell'Aquila ne sono stata la prova. Quando centinaia di persone hanno inveito contro la troupe che guidavo al grido di vergogna e scodinzolini, ho capito che quel rapporto di fiducia che ci ha sempre legato al nostro pubblico era davvero compromesso. E' quello che accade quando si privilegia la comunicazione all'informazione, la propaganda alla verifica".

venerdì 12 marzo 2010

TV Regime

Per il magnate dei media italiani silvio berlusconi, si alternano buone e cattive notizie sul fronte televisivo. Ce l'ha messa tutta per oscurare gli avversari e censarare i nemici di partito come quei comunisti di Santoro, Floris e Dandini; ma proprio oggi il Tar del Lazio ha bocciato il regolamento sul blocco dei tolk show nel periodo elettorale, facendo così rischiare in Italia addirittura veri dibattiti democratici: un bel problema!
Per ora la mannaia censuratrice di B nei mass media sta funzionando alla perfezione: per quanto si legge su Repubblica, l' Authority ha richiamato le reti italiane Rai e Mediaset (una sotto il controllo di B. e l'altra di propietà di B. tanto per ricordare) perché nelle ultime settimane l'informazione dei telegiornali è stata "squilibrata" e palesemente in favore del centrodestra. Nella settimana compresa tra il 28 febbraio e il 6 marzo, il Tg1 guidato da Augusto Minzolini ha concesso alla maggioranza di governo ben il 56% dell'informazione politica contro un misero 18% all''opposizione (Pd, Idv, Radicali, Sel, Udc), con il Partito democratico al 9%. E nelle due settimane precedenti, dall'11 al 27 febbraio, i dati erano ancor più squilibrati con un rapporto di 69,5 a 18,5%. Sugli altri telegiornali le cose non vanno meglio: Al Tg2 il rapporto fra maggioranza e opposizione è 59 a 23%. Al Tg3 50 e 23. Tg4: 72%, Pd 1,7%. Tg5: 60,9 Pdl contro il 13,4 del Pd. Studio aperto 57 a 17. Solo SkyTg24 pare che rispetti alla perfeziona la Par condicio.
Ma un'altro mezzo di informazione molto pericoloso e sottovalutato è il telefono...
L'INCHIESTA: B ce l'ha sempre avuta contro le intercettazioni perché l'hanno sempre sgamato e continuano a farlo. L'ultima accusa che si aggiunge all'interminabile lista che interessa l'imputato Berlusconi proviene dalla Guardia di Finanza, la quale ha intercettato il premier mentre chiede a Innocenzi (Agcom) sanzioni contro Santoro. Nell’inchiesta Minzolini e Masi. Da un’indagine della procura di Trani emerge un giro di telefonate nelle quali B. vuole bloccare le puntate sul caso Mills e il pentito Spatuzza. Nel mirino anche Floris e la Dandini. Silvio Berlusconi voleva "chiudere" Annozero. Un membro dell'Agcom – dopo aver parlato con il premier - sollecitava esposti contro Michele Santoro. Il direttore del Tg1 al telefono con il capo del governo annunciava d'aver preparato speciali da mandare in onda sui giudici politicizzati e le loro telefonate sono finite in un fascicolo esplosivo. Berlusconi, Minzolini e il commissario dell'Agcom Giancarlo Innocenzi, sono stati intercettati per settimane dalla Guardia di Finanza di Bari, mentre discutevano della tv pubblica delle sue trasmissioni, e nel procedimento aperto dalla procura di Trani risulterebbero ora indagati (il resto della notizia sulle intercettazioni da Il Fatto)

mercoledì 13 gennaio 2010

L'ufficio scomodo

E' successo in una normale giornata invernale, in una qualsiasi città marchigiana. Una donna, italiana, si reca in un ufficio comunale per rinnovare la sua carta d'identità. Fuori piove, fà freddo. L'ufficio ha una sala d'aspetto scherna, fredda, troppo piccola per contenere più di 5-6 persone e alcune sono costrette ad aspettare fuori. "Per fortuna ho portato l'ombrello" avrà pensato la signora. E' il suo turno. L' impiegata è di malumore: sbuffa nervosa, sbatte alcuni moduli e dice "Oggi è proprio una pessima giornata".
Un pò per smorzare i toni, la signora le dice sorridendo "Bé, poi se vi fanno lavorare in uffici così angusti...". L'impiegata risponde seccamente: "Deve essere così! Devono essere scomodi perché sennò si riempiono di immigrati!"...
Così tutto d'un tratto, senza preavviso. Fulmineo come la paura, perché è di paura che si tratta. Il terrore verso l' immigrato, quel parassita che non ci lascia stare, ci invade la vita, il lavoro, gli spazi, ci toglie l'aria. Gli uffici devono essere scomodi perché sennò ci ristagnano gli immigrati, come fossero rospi o zanzare. Come dire "è caldo, ma se apro la finestra entrano le mosche". Non si sà cosa ci starebbero a fare tutto il giorno gli immigrati nelle sedie della saletta d'aspetto, però non si sa mai, meglio prevenire. Il terrore domina nella nostra vita e giunge ad uno stato di follia patologica. La paura si trasforma in fantasmi e la nostra vita diventa una sfida: giorno dopo giorno, si combattono fantasmi. Questa donna (come milioni di altre persone) preferisce sacrificarsi, soffrire, vivere in una condizione peggiore, lavorare in un ambiente angusto, scomodo e freddo perché questo è il solo modo per allontanare i suoi spiriti.
E così fa chi non esce la sera perché sennò lo derubano, chi non lascia da sola la figlia perché sennò la violentano, chi non si compra un'arma perché sennò è indifeso...
Ah...si. Finalmente possiamo dormire bene: abbiamo tolto di mezzo gli spiriti...ora dobbiamo solo cavarceli dalla testa...

giovedì 31 dicembre 2009

La teoria del terrore

Dopo il fallito attentato del 25 Dicembre nel volo Amsterdam-Detroit, il terrorismo islamico è tornato alla ribalta e la paura dilaga fra gli occidentali. Bin Laden non ha ancora telefonato: forse è vivo, forse è morto, c'è chi dice che non è mai esistito ed è un'invenzione degli americani...ma non importa, è comunque efficace. Con l'avvicinarsi della mezzanotte di stasera, è iniziato il conto alla rovescia per la paura: a New York e nelle grandi capitali si ha il terrore di festeggiare. Un ordigno sfuggito ai controlli, potrebbe farci saltare in aria come stelle filanti, che piacciono tanto ai bambini. Le bombe ormai sono ovunque, si moltiplicano da sole, come funghi; sono in ogni angolo; ognuno potrebbe nasconderne una...
Ieri un pacco sospetto è stato fatto brillare all'aeroporto di Malpensa; dentro sono stati trovati un innesco e una radio, ma non si hanno certezze sull'esistenza di esplosivo...Sempre ieri il Times Square di New York è stato evacuato per il sospetto riversato su un furgone parcheggiato lì da 2 giorni. Dopo vari accertamenti si è magicamente scoperto che non c'era nulla di strano. Nessuno è più al sicuro, ognuno dev'essere sempre in allarme, controllare tutto, diffidare di chiunque, verificare, assicurarsi che non ci siano pericoli in giro, per nessuno. Ok alle telecamere: a Roma ce ne sono 6000, a Londra 450000...ok ai controlli, alle intercettazioni a tappeto, maledetti immigrati, chiudiamo le dogane, i centri sociali, le moschee, i luoghi di incontro, internet. La vita deve diventare un inferno! Non uscite, non parlate con nessuno, rintanatevi in casa, segregatevi da soli fino a quando la Televisione non vi dirà che è tutto finito. Saranno i governi a pensare per voi, per la vostra sicurezza...
Il terrorismo ha già fatto la sua vittima: la realtà.

martedì 29 dicembre 2009

Amore e...psiche di Berlusconi

"Per poco non finivo sotto terra", ha detto B al Tg1 riferendosi al souvenir del duomo, "a Milano questi giorni ha fatto freddo, e sottoterra sarebbe stato tremendo". Grandi parole da un grande uomo.
Dopo il falso attentato teatralmente montato, il martire ancora vivo è già beato, e sforna una serie di proverbi diventati parole sante per i forzisti più accaniti: "l'amore vince sempre sull'odio e sull'invidia, non capisco perché mi odiano" aveva detto agonizzante dalla sua barella all'ospedale. Poi la grazia per il ladrone: "ho perdonato Tartaglia, perché sapete che non so portare rancore". Insomma, pare essere un vero e proprio "Partito dell'amore" quello di B, come lui stesso l'ha definito più volte, contro l'opposto "partito dell' odio", includendoci qualsiasi altra forma politica e partitica differente dalla sua. Già, perché dopo il colpo, silvio è diventato buono e fà solo miracoli e guarigioni. Niente più storie di mafia, leggi ad personam, prostitute, corruzione...Dio l'ha perdonato e B ha perdonato Dio, quindi tutto apposto. Dice che gli altri stanno dalla parte del torto e dai sondaggi pare che gli abbiamo dato ragione. Infatti gli italiani hanno la memoria corta e non si ricordano più ciò che dicevano il leader dell'amore e i suoi fedelissimi fino a 3 anni fa... «Prodi boia, Luxuria è la tua troia» risuonava nelle piazze dove il Partito dell'Amore faceva i suoi cortei, «Del porco non si butta niente, di Prodi tutto», «Le tasse sono un furto, evaderle è legittima difesa» (questo slogan pare ancora essere in voga),«L'Italia? A noi», qualche «Duce!» che non guasta mai e poi ancora «Governo stalinista ti abbatteremo a vista», «Prodi pirla è ora di finirla», «Prodi infame per te ci sono le lame»; «Governo Prodi: soviet, trans, ex dc, no global, islamici e brigatisti»; «Attento Luxsuria, arrivan le cesoie» ecc ecc...
Ecco l'amore di quella gente e di quell'uomo che dava del "Coglione" a chiunque avesse voluto votare per la sinistra. Purtroppo per lui, il Partito dell'Amore non è un invenzione del genio di Arcore: nel 1990, ci avevano già pensato grandi esponenti politici come Moana Pozzi (nella foto) e Riccardo Schicchi, col patrocinio di Cicciolina. Conoscendo B immagino che abbia delle nostalgie...Vecchi ricordi e voglie forse rimaste incompiute? Era da immaginarselo che gira che ti rigira, il nostro caro silvio finiva ancora lì...casto e puro in apparenza, ma nel profondo rimane sempre quel birichino che conosciamo. E bravo Silvio, ce l'hai messo nel di dietro un'altra volta, tanto c' abbiamo fatto il callo...

mercoledì 16 dicembre 2009

Giro di vite e souvenir

Il souvenir tiratogli in faccia è stato davvero un occasione da non perdere per il "governo". Sappiamo benissimo che aspettavano solo una scusa per applicare le leggi Berlusconissime, pronte nel cassetto da un bel pezzo. Qual'è il profilo di un regime classico? Divieto di contraddire il capo in qualsiasi maniera, uso della violenza per mantenere la calma, eliminare le minoranze anomale.
Il problema è che siamo nel 2000 e per giunta in una democrazia europea, ma a questo problema il sig. B ha pensato già da tempo (vedi P2). La strategia è preparare il terreno poco a poco, in modo da avere la strada spianata quando serve. L'aggressione ridicola a Berlusconi da parte di Tartaglia è stata un aiuto enorme al regime. Il Premier è sfinito dagli anni, straziato dai giudici, dagli scandali, dall'opinione pubblica mondiale e dai suoi numerosi nemici al governo. Nel popolo italiano inoltre, è cresciuto un malcontento enorme che ha iniziato a metterlo alle strette. B è perfettamente cosciente che una larga fetta di gente lo odia, e per questo ha irrigidito ulteriormente le regole del buon regime. Perché B ha paura.
Hanno detto che "l'atto è gravissimo, perché è stata attaccata direttamente una istituzione", ma in realtà questa frase non è nuova e sono anni che viene pronunciata per i danni fatti da B al Parlamento, alla Giustizia, al Presidente della Repubblica, al Presidente della Camera e soprattutto alla Corte Costituzionale; organismi deligittimati, derisi e offesi dal Presidente del Consiglio.
Il Duomo in faccia non gli ha fatto niente di male e lo si è visto da come poi si è affacciato dall'auto, sfoggiando le sue ferite ai fotografi. Certamente l'attacco gli ha giovato: ora ha rafforzato i suoi sostenitori e gode di un minimo vantaggio in più rispetto a prima, perché giustamente, la violenza è mal vista. Grazie alla scusa della sua sicurezza, si stanno approvando decreti terribili a livello di libertà di parola; e dato che B sfrutta tutte le occasioni, ci si approfitta per gonfiare anche le casse di Mediaset...
Domani passerà un provvedimento legislativo che abbasserà il tetto pubblicitario per Sky dal 18 al 12%, stesse regole penalizzanti saranno rivolte anche alle TV private ed indipendenti (la Fox, presente in 90 nazioni, si è lamentata per le restrizioni uniche al mondo, che la costringeranno a licenziare del personale). Si è proposto di oscurare o impedire l'accesso a quei siti internet che inneggino alla violenza contro lo Stato (e non di certo contro gli immigrati, i rom, gli ebrei, gli omosessuali, l'olocausto ecc... temi che ricordano periodi abbastanza bui della storia); tali norme sarebbero un anomalia in Europa, dato che sono in vigore solo in Cina, Iran e Emirati Arabi. Sempre in nome della sicurezza del Premier, c'è la possibilità di inserire messaggi subliminari pubblicitari nelle trasmissioni, con marchi e sponsor più o meno nascosti. Cosa forse che merita più attenzione per la sua gravità, è anche la limitazione di dirette televisive in internet, dato che queste saranno possibili solo in seguito al via da parte del governo (tale provvedimento è mirato a censurare l'informazione sopra cortei, eventi e manifestazioni pubbliche contro il regime).
Tutte queste (e molte altre) regole, aggiungono medaglie al dittatore perfetto: nulla può essere detto né fatto senza l'approvazione del governo. E' questa a mio parere, la vera violenza...quella preventiva.
Maroni ha detto che i contestatori a Milano erano più di 300, che Tartaglia non ha agito da solo e che nella stessa occasione è stato sventato un tentativo di accese contestazioni con uno "striscione violento"...in realtà i manifestanti erano almeno la metà e includevano passanti; i servizi segreti hanno confermato che l'instabile Tartaglia ha agito in solitudine e il violento striscione sovversivo, riportava la scritta “Non c'è democrazia senza regole: rispettale”. Inoltre l'angolo di piazza e crocevia di shopping dove ha avuto luogo il comizio, era anche popolato da un buon numero di militanti del pdl con di certo non buone e pacifiche intenzioni (fonti da Il Fatto) .
"Si aspettano nuovi attentati" dice il lecchino Bonaiuti; sicuramente una bugia per aumentare lo spavento e la pena verso un vecchio schiaffeggiato, giustificandolo nell'applicazioni di tali limiti all'informazione.
Ad ogni modo, non credo che l'affermazione sia completamente infondata: il malcontento del popolo, a lungo andare e in seguito alle ultime dichiarazioni e leggi ad personam, si è trasformato in astio e rabbia che si è riversata anche per strada durante la travolgente manifestazione "Viola" del 5 dicembre. In seguito alla crisi e ai problemi della gente che aumentano e non vengono risolti da una classe dirigente che sembra avere altri interessi; gli italiani cominciano a borbottare, spinti da una precarietà dilagante. Il popolo si è stancato e comincia a muoversi, parlare, organizzarsi e questo terrorizza quell'apparente maschera impenetrabile e inattaccabile che è Berlusconi. Il popolo ha fame e pare che si sente rispondere ancora una volta "dategli delle brioches", come accadde poco prima della rivoluzione francese. Ai giorni d'oggi, i luoghi di incontro, scambio di opinioni e sfogo sono diventate le piazze virtuali, e quindi blog, forum e siti internet. E' quì oggi che si scambia l'informazione, le opinioni, la verità ed è quì che il regime ha già messo le mani, con la scusa di un souvenir per Natale.

giovedì 11 dicembre 2008

Sbatti il mostro in prima pagina

Cineforum PabloNeruda-No133 "Informazione distorta".

Martedì 16 dicembre . ore 21:30 . sala conferenze d'avack . ingresso libero

venerdì 21 novembre 2008

Torna Il Cineforum del PabloNeruda

A grande richiesta torna il Cineforum del PabloNeruda, a partire da martedì 25 novembre 2008, alle ore 21.30, presso la Sala Conferenze del D'avack.

Quest'anno si inizia con una rassegna di film sul tema dell'Informazione distorta, sulla manipolazione della realtà da parte dei mass-media, sulla preoccupante influenza del potere sulla libera informazione.
Si inizia con Zeitgeist, il film-documentario del 2007 che parla di cristianesimo e religioni, dell'attacco del 11 settembre alle torri gemelle, e della Federal Reserve Bank, insieme a varie teorie di cospirazione correlate a questi argomenti.
Seguiranno le proiezini di Quinto Potere, Le vite degli altri, Sbatti il mostro in prima pagina.

Vi invitiamo a partecipare sia alle proiezioni che alle "spontanee" discussioni che seguiranno.

A presto...