"...a ciascuno il suo..."
Pubblicato da: fuck'n roll
Un’inchiesta con telecamera nascosta, seguita da verifiche minuziose e da controlli accurati. Per venti giorni Carmelo Abbate, giornalista di Panorama, affiancato da un «complice» gay, si è infiltrato nelle serate brave di alcuni preti che, a Roma, conducono una sorprendente doppia vita: di giorno sono sacerdoti in abito talare; di notte, smessa la tonaca, sono uomini perfettamente integrati negli ambienti omosessuali della capitale. Quella che ne è uscita è un’inchiesta sul campo che ha permesso di scoprire una realtà inedita e per certi versi sconvolgente: sacerdoti che partecipano a feste notturne con escort uomini; che hanno rapporti omosessuali con partner casuali; che frequentano chat e ritrovi gay.
iduato numerosi casi e ne ha raccontati tre in particolare: quello di Paul, quello di Carlo e quello di Luca (i nomi sono inventati per proteggere l’identità dei sacerdoti).
Durante un’udienza col presidente cileno Sebastian Pinera, gli esponenti della Chiesa locale, guidati dal vescovo Alejandro Goic e dal card. Errazuriz Ossa, hanno presentato al governo una richiesta di indulto generalizzato in nome del “perdono cristiano”, per i militari sostenitori della dittatura di Pinochet (che hanno commesso crimini contro l’umanità), per i quali occorrerebbe “saper distinguere il grado di responsabilità e autonomia che ciascuno ha veramente avuto all’epoca dei fatti, nonchè il pentimento semmai espresso per i delitti commessi”. In particolare, la Chiesa vorrebbe l’indulto per quelli più anziani o che abbiano scontato gran parte della pena.
tato laico, i vescovi cileni precisano di non voler riaprire vecchie ferite, ma neanche di volerle chiudere per decreto. ''Vogliamo far presente alle autorita' della nazione la realta' di dolore che vivono le persone private dalla liberta" - scrivono - che gia' sono state giudicate e hanno anche compiuto buona parte delle loro condanne, e che sono parte del ''Tavolo per tutti' che aspiriamo a fare della nostra patria''. 2.095 morti e 1.102 scomparsi. Nel documento, intitolato ''Cile, un tavolo per tutti in occasione del Bicentenario'', i presuli ricordano che, da un anno a questa parte, sulla questione hanno gia' trasmesso al governo diverse riflessioni.
i che hanno superato i 70 anni; delle donne con uno o piu' figli minori; dei detenuti colpiti da malattie gravi, invalidi o in condizioni di salute non compatibili con la reclusione.
Da Il Fatto:
ricercatori hanno cominciato ieri lo sciopero della fame in piazza. Afferma Casarin, professore in sciopero: “Molte persone non hanno chiaro che si sta andando verso la negazione di un diritto, tutti i ragazzi dovrebbero frequentare un’università degna di questo nome. Quest’anno ci hanno detto di fare il tifo per gli evasori, così avremmo avuto dei soldi dai capitali rientrati con lo scudo fiscale. E non ci daranno neanche quelli, di quattrini. E' inaccettabile”. Ricercatori e docenti saranno colpiti anche da un altro taglio presente in manovra, il blocco stipendiale: “Abbiamo appena saputo – spiega ancora– che l’emendamento della Finanziaria che prevedeva lo stop agli scatti d’anzianità per una serie di categorie, come i magistrati, i diplomatici, la polizia, docenti e ricercatori, ormai riguarda solo la nostra categoria e i diplomatici. Perché il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, si è battuto per i poliziotti, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha fatto eliminare dalla norma i togati mentre per noi non si preoccupa nessuno. Specialmente per i ricercatori, che prendono 1.200 euro al mese e senza progressioni di carriera faranno
la fame. Ci danno un colpo in testa e, se la alziamo, ne è pronto un altro”.
In casa abbiamo molti oggetti affascinanti e utili: c'è la lavatrice, la libreria, il cesso, il frullatore...Ma ce n'è uno, molto importante, che li raccoglie tutti. La Televisione è un elettrodomestico molto potente, capace di tutto: può essere un 'intera libreria, una luce che in passato ha mostrato il mondo a chi non poteva permettersi di uscire dal proprio quartiere. Una voce che c'ha insegnato a leggere nel dopoguerra, c'ha fatto sognare la conquista della luna e vedere il crollo del muro; il tutto fermi nel nostro salottino. Un volto di famiglia che da consigli, insegna, spiega, ci accompagna a dormire...e come non potersi fidare di questa "madre" bella e squadrata, progettata e perfetta?
potenza quasi irraggiungibile. A causa di un progetto ben riuscito di tv spazzatura avvicinata sempre più ai piccoli in modo da assicucarsi intere generazioni di persone ammaestrate; la televisione è riuscita ad accaparrarsi la fiducia, l'attenzione e il tempo della gente. Il lavoro che una volta spettava alla Bibbia, oggi tocca a lei, ormai capace di far nascere dei in terra, scoppiare guerre, odiare un popolo o santificare un ladro. "Il cinema è l'arma più forte" parola di Mussolini, e i dittatori di oggi l'hanno preso alla lettera.


pallottola che, prima di entrare nella sua guancia, ha sfondato la testa del suo bambino di un anno e mezzo, uccidendolo. Parla con un filo di voce, fissando le lenzuola: “Prima hanno iniziato a sparare, poi sono iniziate a cadere le bombe. Tutte le donne del villaggio, come me, sono uscite di casa, fuggendo con i bambini in braccio. Io correvo tenevo mio figlio stretto a me, poi i soldati afgani ci hanno sparato. La stessa pallottola…”. Il pianto interrompe il bisbiglio della donna, che si copre il volto per non farsi vedere.
Mirwais ha 12 anni. Giace sdraiato su un fianco, immobile e ci resterà per tutta la vita perché un proiettile gli è entrato nella colonna vertebrale, condannandolo così alla tetraplegia. A parlare è suo padre Zalmay, occhi tristi, pelle scura e rugosa, barba sale e pepe e turbante nero. “Da lontano gli inglesi sparavano sul nostro villaggio con i cannoni, invece da vicino i soldati afgani sparavano con i fucili. Un colpo, forse di mortaio, è caduto fuori dalla nostra casa, uccidendo tutte le nostre bestie e ferendo mio figlio al collo e mia moglie alla gamba. Siamo stati fortunati: un altro colpo è caduto sulla casa dei nostri vicini, radendola al suolo e uccidendo due persone”.
aerea le è entrata in pancia, uccidendo il bambino di cinque mesi di cui era incinta. Stà nel reparto di terapia intensiva fasciata dalla testa ai piedi, nascosta dietro una tenda. Fissa il vuoto e farfuglia parole incomprensibili attraverso la maschera a ossigeno. Forse sta raccontando la storia di questa guerra senza senso.
Questa sera Michele Santoro realizzerà la sua puntata di raiperunanotte, un programma contro questo vergognoso e ignobile regime di censura, amore, razzismo, mafia e illegalità.
dinaria, e, se proprio costretto, a risarcire la vittima comprandone il silenzio.
Una volta eravamo la Repubblica delle banane e diciamo che c'andava più o meno bene. Oggi siamo la "Repubblica di un Milioni di panini" e Berlusconi striscia nella pozzanghera di un governo fatiscente, alla guida di un esercito di scimmie (ho reso l'idea?). Il caos causato dalle irregolarità presenti alla consegna delle liste, getta sul Pdl un' immagine di disorganizzazione e incompetenza che dà parecchio fastidio al sig. B, e il fatto che l'errore umano sia stato rimediato con un decreto legge ad personam, ne conferma la loro natura scorretta, iniqua e truffatrice, purtroppo alla guida del nostro paese (anche se l'Italia sembra sia stata dimenticata da questi faccendieri per esser ormai abbandonata a se stessa). Inizialmente silvio (da notare la lettera minuscola dispregiativa) si era limitato a non commentare il pastrocchio e prendere tempo, per poi sfoderare l'interpretazione e salvare il suo disastroso partito di incapaci e corrotti. In questi anni di innumerevoli fandonie, lunatiche smentite, barzellette disgustose e figure di merda internazionali; probabil
mente B. e i suoi consiglieri, hanno esaurito sia la fantasia che le scorte di cazzate perché le teorie tirate fuori ieri durante la conferenza stampa nel covo della Pdl, sono le più incredibili e ridicole di tutto il suo mandato. Infatti, in pieno attacco di delirio senile ha accusato toghe rosse e radicali come responsabili del guaio, sostenendo praticamente che il poverino è vittima del solito, ennesimo complotto.
nde salone" (?).
niera ormai ridicola di negare l'evidenza, incolpando i soliti giudici e radicali. Promette una manifestazione "non di protesta ma di proposta", alla quale il braccio destro Fini non parteciperà e la stessa Lega tentenna. Insomma "sceno in campo"...ma da solo. Napolitano oggi all'Università di Tor Vergata si è lasciato andare, definendo la situazione politica italiana "una bolgia" e su questo non si può dargli torto. Peccato che lui stesso (firmando) sia troppe volte complice delle malefatte ideate da quei degenerati al governo.
Il 5 marzo 1922 a Roma nasceva il genio Pier Paolo Pasolini, uno dei più grandi poeti, scrittori e registi italiani. La sua fama non ha confini nel mondo e ancora tutt'oggi non si ha compreso completamente la profondità e la lungimiranza presente nel patrimonio intellettuale e artistico che ci ha lasciato. Pasolini era anche un grande intellettuale, un filosofo, un lucido pensatore e forse proprio per questo era un uomo troppo scomodo per mantenerlo in vita. Nel 75' stava scrivendo un romanzo particolare, "Petrolio" 

Prima o poi questo Appunto 21 verrà fuori, ma sarà certamente troppo tardi per giudicare i colpevoli che stanno dietro all'omicidio Mattei (che fra l'altro possiede evidenti correlazioni con questa ed altre stragi di Stato come quella di Piazza Fontana) e a quello dell'intellettuale. Quel "Petrolio" che Pasolini non è riuscito a smascherare, vive ancora nelle nostre istituzioni, nei governi corrotti e nell'economia, contaminando e avvelenando la democrazia di un paese malato.
Le democrazie sono, storicamente e statisticamente, i regimi più corrotti. I partiti, in competizione per il potere, hanno bisogno del consenso e non bastandogli la propaganda e il controllo, diretto o indiretto, dei media (che, non a caso, sono chiamati, spudoratamente, "gli strumenti del consenso", senza nemmeno più rendersi conto di quanto ciò li squalifichi) se lo comprano. E per comprarselo hanno bisogno di soldi, che si procurano con le tangenti, gli affari illegali e ruberie di vario genere.
Di Girolamo:"I fatti riferiti non mi appartengono". "C'è una tempesta sulla mia persona ma io non conosco le accuse che mi vengono contestate. Ho letto solo quello che mi avete comunicato voi ieri sera e che ho letto stamani sui giornali.
Sabato 27 febbraio, alle ore 21.00, presso l’Auditorium dell’Istituto d’Istruzione Superiore “F. Filelfo” di Tolentino, il magistrato Antonio Ingroia presenterà il suo libro “C’era una volta l’intercettazione telefonica”, edito da Nuovi Equilibri. La presentazione del libro di Ingroia costituisce una importante occasione per contribuire alla sensibilizzazione nel campo della cultura della legalità, del rispetto delle regole, dei comportamenti responsabili. Si tratta di un libro molto attuale: le intercettazioni sono nate e si sono evolute di pari passo con le tecnologie e i cambiamenti sociali. Il loro utilizzo è stato sottoposto a precise regole, la più importante delle quali è la richiesta da parte del pubblico ministero seguita dall'autorizzazione di un giudice per le indagini preliminari. Nel libro di Ingroia si va alla ricerca di fatti che dimostrino quanto il pericolo tanto gridato sia inesistente, rifacendosi alle intercettazioni per i reati di mafia e al valore che hanno in fase processuale. Chi e'? Antonio Ingroia, magistrato, si forma professionalmente a Palermo nel pool di Falcone e Borsellino. Quest'ultimo l'aveva espressamente voluto al proprio fianco. Sostituto procuratore a Palermo dal 1992 con Gian Carlo Caselli, diviene un importante pubblico ministero antimafia, si occupa di noti casi legati alla malavita organizzata e conduce processi di una certa rilevanza sui rapporti tra la mafia e il mondo della politica e dell'economia. Nel 2009 è stato nominato procuratore aggiunto della procura distrettuale antimafia di Palermo.
e mimando il “gesto della scimmia” (in giornata, il carroccio aveva criticato una mostra su Darwin) e dice che "quando si parla di scimmie, ecco che compaiono i cori da stadio". Scoppia la rissa alla Camera: la lega insorge e si lancia contro i banchi dell'Idv con tanto di insulti, parolacce, gestacci, minacce, lancio di oggetti. Fabio Rainieri (lega) ed Evangelisti si menano: risultato un pugno a testa, però pare che il carroccio sia ridotto peggio. Casini racconta: "Siamo allo squadrismo, non si può trasformare la Camera dei deputati nella Camera dei fasci". Fuori dall'aula, Evangelisti parla con i giornalisti. Passa il leghista Brigandì. "Ecco, Brigandì era uno di quelli che voleva menarmi...".Come se non bastasse, come se ancora non avessimo grattato il fondo, ecco la ciliegina democratica di uno dei nostri parlamentari e rappresentanti al governo: "Guarda che se vuoi posso farlo anche adesso", replica. Poi urla: "Guarda che a me non me ne fotte un cazzo. Non
farti vedere in giro, perché se ti incontro e non c'è nessuno ti spacco la faccia. Dì una parola e ti spacco il culo". I commessi allertati, impediscono il contatto fisico, ma Brigandì, insiste. Chiede aiuto ad altri leghisti a mò di squadraccia. "Lo stronzo è lì, andiamolo a prendere", incita. Gli altri non lo seguono. Oggi i provvedimenti dell'Ufficio di presidenza.
Le mani nere sollevate ad afferrare l'aria, il vento passa sulla smorfia dell'ultimo respiro, la schiena piegata di un ragazzo in preghiera che non si è più rialzato... Muoiono così gli immigrati. Così finiscono gli uomini e le donne che non sbarcano più a Lampedusa, bloccati in Libia dall'accordo Roma-Tripoli e riconsegnati al deserto. Abbandonati sulla sabbia appena oltre il confine col Niger, a volte sono obbligati a proseguire a piedi fino al fortino militare di Madama a 80 Km più a sud, sotto al sole del deserto. Cadono a faccia in giù sfiniti, affamati, assetati, persi. Un filmato (molto forte) de l'Espresso, rivela una di queste operazioni di rimpatrio finite in strage. Undici morti: 7 uomini e 4 donne (da quanto è possibile vedere nelle immagini). Il video è stato girato con un telefonino da una persona in viaggio dalla Libia al Niger lungo la rotta degli schiavi di Berlusconi e Gheddafi, rimpatriati nel Sahara. Nei quattro mesi successivi all'accordo, c'erano già stati 106 morti ed erano soltanto le cifre ufficiali. 50 rimasero schiacciati da un camion sovraccarico che si è rovesciato, un ragazzo del Ghana mai identificato finì sbranato da un branco di cani selvatici durante una sosta a Madama. Tre ragazze nigeriane morirono di sete e 15 furono raccolte in fin di vita da un convoglio umanitario francese, dopo essere state abbandonate.