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domenica 20 febbraio 2011

I dittatori

I dittatori

È rimasto un odore tra i canneti:
un misto di sangue e carne, un penetrante
petalo nauseabondo.
Tra le palme da cocco le tombe sono piene
di ossa demolite, di ammutoliti rantoli.
Il delicato satrapo conversa
tra coppe, colletti e cordoni d'oro.
Il piccolo palazzo luccica come un orologio
e le felpate e rapide risate
attraversano a volte i corridoi
e si riuniscono alle voci morte
e alle bocche azzurre sotterrate di fresco.
Il dolore è celato, simile ad una pianta
il cui seme cade senza tregua sul suolo
e fa crescere al buio le grandi foglie cieche.
L'odio si è formato squama su squama,
colpo su colpo, nell'acqua terribile della palude,
con un muso pieno di melma e silenzio.

Pablo Neruda
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Los Dictatores

Ha quedado un olor entre los cañaverales:
Una mezcla de sangre y cuerpo, un penetrante
Pétalo nauseabundo.
Entre los cocoteros las tumbas están llenas
De huesos demolidos, de estertores callados.
El delicado sátrapa conversa
Con copas, cuellos y cordones de oro.
El pequeño palacio brilla como un reloj
Y las rápidas risas enguatadas
Atraviesan a veces los pasillos
Y se reúnen a las voces muertas
Y a las bocas azules frescamente enterradas.
El llanto está escondido como una planta
cuya semilla cae sin cesar sobre el suelo
y hace crecer sin luz las grandes hojas ciegas.
El odio se ha formado escama a escama,
Golpe a golpe, en el agua terrible del pantano
Con un hocico lleno de légamo y silencio.
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martedì 4 gennaio 2011

Ode al giorno felice

Questa volta
lasciate che sia felice,
non è successo nulla a nessuno,
non sono da nessuna parte,
succede solo che sono felice
fino all'ultimo profondo angolino del cuore.
Camminando,
dormendo o scrivendo,
che posso farci, sono felice.
Sono più sterminato dell'erba nelle praterie,
sento la pelle come un albero raggrinzito,
e l'acqua sotto, gli uccelli in cima,
il mare come un anello intorno alla mia vita,
fatta di pane e pietra la terra,
l'aria canta come una chitarra.


Buon Anno da Pablo Neruda