sabato 13 marzo 2010

Dal Vangelo secondo i bambini

"Chiedo scusa al Signore. La pedofilia mi ha sfalsato la vita,
ma trovavo nei ragazzini una certa bellezza e attrazione".

Da l'Espresso, l'agghiacciante intervista a un prete pedofilo (che ha chiesto l'anonimato) dell'Istituto Provolo di Verona, che assieme a molti altri, per anni ha abusato sessualmente di bambini disabili sordo muti. A seguito della scoperta dei soprusi grazie alle testimonianze delle 67 vittime scioccate, il prete ha deciso di confessarsi...ai giornali.

Racconta di avere cominciato ad abusare dei ragazzini a inizio anni Sessanta:
"Il primo aveva circa 7 anni. Sono andato con una quindicina di piccoli sordomuti, con cinque o sei ho avuto rapporti più frequenti. Abusavo di loro una o due volte al mese, per moltissimi anni. Ho cominciato da giovane e non mi rendevo conto. Lo facevano quasi tutti, anche in altri istituti. Era normale. Questo era l'andazzo".
Lei ha visto altri abusare dei ragazzini al Provolo?
Sì. Pochi di noi si sono salvati dalla pedofilia".
Oggi sono sotto accusa 25 preti. Qualcuno è mai stato cacciato dal Provolo per pedofilia?
"Solo uno, e perché era il più violento e faceva male ai ragazzini".
L'ultima testimonianza di abusi è riconducibile agli anni '8o, è possibile che dopo ci siano stati altri abusi oggi ancora sconosciuti?
"Non posso escluderlo".
I responsabili dell'Istituto sapevano?
"Sì, lo sapevano. Per forza che lo sapevano".
Ha confessato la pedofilia ad altri preti?"
No, mi mettevo in ginocchio, confessavo davanti a Dio e pregavo.

Di seguito, alcune testimonianza di persone ripetutamente violentate quando erano bambini, negli istituti ecclesiastici italiani, fra i quali l' Antonio Provolo di Verona:
"Sono diventato sordo a otto anni, a nove frequentavo il Provolo che ho lasciato a 15 anni. Tre mesi dopo la mia entrata in istituto e fino al 15° anno sono stato oggetto di attenzioni sessuali, sono stato sodomizzato e costretto a rapporti di ogni tipo da preti e fratelli.
“Avveniva notte dopo notte. Nel dormitorio, nelle camere dei preti e nei bagni”. “Tre ragazzini e tre preti si masturbavano a vicenda sotto la doccia“. E ancora. “Era il 1959, avevo 11 anni. Mi ha sodomizzato e preteso altri giochi sessuali. È stata un’esperienza terribile che mi ha procurato da adulto gravi problemi psicologici“. “Avveniva nella sua stanza all’ultimo piano. E mi costringeva a fare queste cose anche a Villa Cervi durante le colonie estive e al campeggio sul lago di Garda“. “Mi costringeva spesso con punizioni (in ginocchio per ore in un angolo) e percosse (violenti schiaffi e bastonature) ad avere rapporti con lui. Nello stanzone dove dormivo con altri sordi spesso mi svegliava per portarmi nei bagni dove mi sodomizzava o si faceva masturbare. Non ho mai dimenticato“. “A tredici anni nella chiesa, durante la confessione faccia a faccia, il sacerdote mi ha toccata il seno più volte. Ricordo bene il suo nome. Io mi sono spaventata moltissimo e da allora non mi sono più confessata“. “Ha tirato fuori il membro e voleva che lo toccassi. Anche sotto l’altare”. Gianni Bisoli, oggi sessantenne, ha accusato di prolungate molestie sessuali, monsignor Giuseppe Carraro, vescovo di Verona, morto nel 1981 e in odore di beatificazione.

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