mercoledì 2 giugno 2010

Frasi fatte

EUROPA:
Il capo dello Stato, Horst Koehler, si è dimesso "con effetto immediato" per una frase detta durante una recente visita in Afghanistan che ha suscitato grandi proteste. La frase era: "Visto il modo in cui la nostra economia è orientata alle esportazioni e la nostra dipendenza dal commercio internazionale, dobbiamo anche sapere che in casi estremi anche l'impiego della forza militare è necessario per difendere i nostri interessi". Aveva parlato dell'interesse tedesco alla "libertà delle vie di comunicazioni del commercio internazionale", nel senso dell'esigenza di "impedire instabilità regionali che si ripercuotono indirettamente anche sulla nostra economia, sui nostri posti di lavoro, sul nostro benessere". Dice di essere stato frainteso, ma ciò non ha bastato a placare la pioggia di critiche che l'hanno portato a dimettersi, con grandi problemi per il governo della Merkel.

ITALIA:
27 MAGGIO 2010 - Berlusconi nel corso di una conferenza stampa dopo i lavori dell’Ocse a Parigi, ha fatto un accenno al potere dei «gerarchi» di Mussolini. Nei suoi diari - ha detto il premier - ho letto recentemente questa frase: «dicono che ho potere, non è vero, forse ce lo hanno i gerarchi ma non lo so. Io so che posso solo ordinare al mio cavallo di andare a destra o di andare a sinistra e di questo posso essere contento». (VIDEO)
22 MARZO 1996 - In un’intervista al Messaggero l’allora leader di Forza Italia Berlusconi afferma che il decreto che regola a politica in tv (la par condicio) è degno di Mussolini.
21 LUGLIO 1998 - Berlusconi, all’opposizione, giudica gli stanziamenti per il Sud del governo Prodi un inganno. Per il Cavaliere «sono soldi che erano già stati stanziati nel bilancio precedente».«Mi ricorda le sfilate di carri armati per Mussolini. Lo ingannavano facendo sfilare sempre gli stessi».
11 SETTEMBRE 2003 - «Mussolini non ha mai ammazzato nessuno», «Mussolini mandava la gente a fare vacanza al confinò’. Di fronte alle polemiche che si alzano da più parti, Berlusconi precisa di non aver «mai inteso rivalutare Mussolini», ma di avere «reagito da patriota, da italiano vero» di fronte al paragone, fatto dagli intervistatori inglesi, tra Mussolini e Saddam Hussein. Un paragone, «che non ho accettato».
28 MAGGIO 2006 - Il premier Berlusconi in un passaggio del suo intervento all’assemblea della Confesercenti a Roma afferma:«Mussolini aveva i nuclei delle camicie nere: io, secondo i giornali che sono i sottotappeti della sinistra nostra all’estero, avrei i nuclei delle veline. Grazie a Dio, un pò meglio... Mi sembra un pò meglio...».
7 MAGGIO 1997 - Arafat mi ha chiesto di dargli una TV per la striscia di Gaza; gli mandero' Striscia la notizia.
17 GENNAIO 1996 - Ah, finalmente siete in gabbia giornalisti, siete nel posto giusto, così capite cosa vi sarebbe successo se fosse andato in porto un certo disegno...
19 GENNAIO 1996 - Quando mi arrivò la tessera della P2 rimasi offeso perchè sopra c'era scritto "apprendista muratore": ma come, io ero un costruttore affermato!
15 DICEMBRE 1995 - Dire che io utilizzo la mia posizione di leader politico per interessi personali è negare il disinteresse e la generosità che mi appartengono.
La fine della guerra è una sconfitta per i pacifisti.
fonti: Repubblica
fonti: drzap

martedì 1 giugno 2010

...perché pacifisti.

Da ApCom
Si temevano scontri, ma nessuno si aspettava una carneficina. Israele aveva avvertito che non avrebbe consentito alle navi della "Freedom Flotilla", carica di attivisti di ong internazionali e aiuti umanitari, di arrivare a Gaza, forzando il blocco imposto da Tel Aviv. Ma l'attacco alla 'flotilla' ha provocato almeno 9 morti, provocando la reazione indignata non solo del mondo arabo. Nella notte, la marina militare israeliana ha assaltato almeno una delle sei navi (con a bordo attivisti turchi) del convoglio Freedom Flotilla, partito ieri dal porto cipriota di Nicosia. L'attacco sarebbe avvenuto, secondo gli attivisti, in "acque internazionali, a 75 miglia al largo della costa di Israele, in violazione del diritto internazionale". A bordo delle navi, circa 700 persone (tra cui tre italiani) e 10.000 tonnellate di aiuti umanitari. Fonti della difesa israeliana hanno affermato che l'esercito avrebbe risposto agli spari e alle violenze degli attivisti. "Di fronte alla necessità di difendere la propria vita - si legge in un comunicato della Difesa israeliana - i soldati hanno impiegato dei mezzi anti-sommossa e hanno aperto il fuoco". La polizia, intanto, ha alzato il livello di allerta in Israele per far fronte a "eventuali disordini" da parte di arabi israeliani. Ma l'attacco ha provocato la dura reazione del mondo intero. Tensione soprattutto in Turchia: alla notizia delle violenze, decine di manifestanti hanno provato a fare irruzione al Consolato israeliano a Istanbul; situazione critica anche ad Ankara, dove una folla inferocita si è radunata all'esterno dell'ambasciata e davanti all'abitazione privata dell'ambasciatore di Tel Aviv, Gabby Levy. Il diplomatico è stato convocato dal ministero degli Esteri per un incontro urgente con la diplomazia turca, che avrebbe chiesto la consegna, al più presto, dei cittadini turchi rimasti feriti. Dura la condanna di Ankara, che ha definito "inaccettabile" l'attacco, che potrebbe avere "conseguenze irreparabili".
In tutto il mondo ci si sta mobilitando.Oggi alle 17:00 in Ancona si terrà un presidio per non lasciare impunita anche questa strage. Partecipiamo non per odio ma per la dignità!

Iniziative (fonte: GlobalProject ):
Alessandria - ore 17 Piazza Libertà
Catania - ore 18 presidio in Prefettura;
Cagliari - ore 18:00 sit-in al Bastione Saint Remy;
Brindisi - ore 17.30 in piazza Santa Teresa.
Trento - ore 17 via Manci, Palazzo Trentini

I VIDEO

domenica 30 maggio 2010

Naufraghi d'Italia

Siamo un gruppo di italiani/e che vivono a Barcellona.
Insieme ad amici (non solo italiani) assistiamo seriamente preoccupati a ciò che avviene in Italia. Certo la crisi c’è anche qua, ma la sensazione è che la situazione nel nostro Paese sia particolare, soprattutto sul lato culturale, umano, relazionale.
Il razzismo cresce, così come l’arroganza, la prepotenza, la repressione, il malaffare, il maschilismo, la diffusa cultura mafiosa, la mancanza di risposte per il mondo del lavoro, sempre più subalterno e sempre più precario. I meriti e i talenti delle persone, soprattutto dei giovani, non sono valorizzati. Cresce la cultura del favore, del disinteresse per il bene comune, della corsa al denaro, del privato in tutti i sensi.
In Spagna, negli ultimi mesi, sono usciti molti articoli raccontando quello che avviene in Italia, a volte in toni scandalistici, più spesso in toni perplessi, preoccupati, sconcertati. Si è parlato dei campi Rom bruciati, dei provvedimenti di chiusura agli immigrati, delle aggressioni, dell’aumento dei gruppi neofascisti, delle ronde, dell’esercito nelle strade, della chiusura degli spazi di libertà e di democrazia, delle leggi ad personam. Dall’estero abbiamo il vantaggio di non essere quotidianamente bombardati da un’informazione (??) volgare e martellante, da logiche di comunicazione davvero malsane.
E allora: che fare? Prima di tutto capire meglio, confrontarci, quindi provare a reagire. Siamo convinti che ci siano migliaia di esperienze di resistenza, di salvaguardia del territorio, di difesa dei diritti, della salute, di servizi pubblici di qualità. E che vadano sostenute.
Al termine di un percorso che abbiamo appena iniziato, vogliamo quindi organizzare una nave che parta da Barcellona il 25 giugno 2010 e arrivi a Genova.
Sarà la nave dei diritti, che ricorderà la nostra Costituzione e la sua origine, laica e pluralista, la centralità della libertà e della democrazia vera, partecipata, trasparente: dai luoghi di lavoro alle scuole, ai quartieri, ai servizi, al territorio. Ricorderà che il pianeta che abbiamo è uno, è questo, questo è il nostro mare, di tutti i popoli. Che chiunque ha diritto di esistere, spostarsi, viaggiare, migrare, come ha diritto che la sua terra non sia sfruttata, depredata. Ricorderà che le menzogne immobilizzano, mentre la verità è rivoluzionaria. Ricorderà che cultura e arte sono i punti più alti del genere umano, sono fonte di gioia e piacere per chi li produce e per chi ne beneficia, non sono fatte per il mercato.
Ricorderà che esistere può voler dire resistere, difendere la propria e l’altrui dignità, conservare la lucidità, il senso critico e la capacità di giudizio.
Creiamo ponti, non muri.
È un grido di aiuto e solidarietà, che vogliamo unisca chi sta assistendo da fuori a un imbarbarimento pericoloso a coloro che già stanno resistendo e non devono essere lasciati/e soli/e. Non siamo un partito, non siamo una fondazione, non sventoliamo bandiere, tanto meno bianche. Siamo piuttosto un movimento di cittadini/e che non gode di alcun finanziamento.
Potete contattarci fin da subito all’indirizzo e-mail: contatto@losbarco.org

venerdì 28 maggio 2010

E' possibile...

Potrebbero esserci state "coperture" di casi di abusi sessuali nell'ambito della Chiesa cattolica anche in Italia. Lo ha detto oggi il cardinal Bagnasco. E' "possibile" che ci siano in Italia casi di vescovi che hanno insabbiato accuse contro preti pedofili. Quando una persona si rivolge al proprio vescovo per denunciare di aver subito degli abusi sessuali da parte di un prete, "la si riceve immediatamente, di giorno o di notte", ha aggiunto Bagnasco aggiungendo che il "referente naturale" delle presunte vittime in una diocesi, è il vescovo.
"C'è stata una situazione nella quale ho dovuto verificare le cose", ha detto Bagnasco ricordando il caso di un prete accusato di pedofilia all'epoca in cui egli era vescovo di Pesaro. "Applicando le norme ho verificato la verosimiglianza di un'accusa, i rumors". Questa è la cosa preliminare da fare ed è la prima fase tesa a una valutazione e a una ricerca puntuale. In quel caso non c'era consistenza e lo riferii alla congregazione a cui ci si deve riferire".
Da Repubblica

E' formidabile come la Chiesa non ammetta apertamente i crimini commessi. Dato che lo scandalo è inaudito, ne parlano per forza ma girandoci attorno e sostenendo, come in questo caso, che il fatto ha coinvolto la curia in maniera quasi marginale. Strano che ancora non si siano scagionati del tutto, dando la colpa a Satana! Dichiarano che la Chiesa presenta buone procedure (seppur lente) di investigazione e giudizio, che i casi vanno denunciati al vescovo e non alla polizia, perché i panni sporchi si lavano in casa...E comunque molte vittime rimangono presunte finché non è verificata fino in fondo la loro veridicità. Questa ipocrisia e falsità fanno del Vaticano l'istituzione che conosciamo.

giovedì 27 maggio 2010

welcome

IMMIGRAZIONE: MARONI, ANNUNCIA LA COSTRUZIONE DI NUOVI CIE.
Entro la fine dell'anno si avvieranno ilavori per la realizzazione di quattro nuovi Centri di identificazione ed espulsione (Cie) in Veneto, Toscana, Marche e Campania. Lo ha annunciato il ministro dell'Interno Roberto Maroni nel corso del question time alla Camera, sottolineando che l'obiettivo del governo è quello di realizzare un Cie in ogni regione italiana entro la fine della legislatura. Per un contrasto adeguato all'immigrazione clandestina, ha detto Maroni, «occorre potenziare i Cie. Oggi ce ne sono 13 in 9 regioni, con 1.811 posti» e che«sono insufficienti per gestire l'azione di contrasto». Dunque, ha proseguito Maroni, «entro quest'anno cominceremo la costruzione» nelle quattro regioni. «Abbiamo già individuato le aree, vicino agli aeroporti, in strutture dismesse che vanno ristrutturate. Nei prossimi giorni - ha concluso il titolare del Viminale - incontrerò i presidenti delle quattroregioni, per definire con loro le nostre proposte e decidere la sede piùidonea». (ANSA). GUI 26-MAG-10 15:43

martedì 25 maggio 2010

Parlando di Dio

Davanti a 500 mila persone riunitesi a Fatima una settimana fa, il Papa ha parlato dei mali dell'umanità. Se dovessi io fare un elenco dei mali della Terra inizierei, non sò, da mafia e corruzione, poi guerra, fame nel mondo. Penserei alla mancanza di democrazia in Russia, Cina e Italia, alla pena di morte degli Stati Uniti e paesi arabi, alla privatizzazione dell'acqua. All'inquinamento, alla pedofilia nella Chiesa, terrorismo e guerre sante, AIDS, traffico di organi e bambini, deforestazione ecc.. E si potrebbe continuare all'infinito, purtroppo si ha l'imbarazzo della scelta.
Il Papa ne ha detti solo due che non stanno nel mio elenco...gay e aborto: le più grandi tragedie dell'umanità. Il demonio in Terra. Ponerli al primo posto, senza nominare gli altri e soprattutto i mali terribili interni all'istituzione di cui Josef fa parte; significa assecondarli, sminuirli, occultarli, diventandone così complici. Forse è questo il male più grande.
In risposta al papa, allego un racconto di Phill che descrive quel che il Vaticano non vuole sentire: la sua bella esperienza a 9 anni con Padre Shanley, della Chiesa del Massachussets. Oggi Phill ha 47 anni, beve, ha problemi di droga ed entra e esce da cliniche e carcere, ma questo non è un male assoluto...

(...) Padre Shanley mise di nuovo il suo braccio sulle mie spalle e strofinò la mia schiena parlando di Dio. Poi mi disse che doveva andare un istante dietro la Chiesa. Quando tornò, ci recammo al confessionale. Shanley si sedette e io rimasi in piedi davanti a lui. Cominciò a strofinare le mie cosce, ad avvolgere i miei genitali con la sua mano, parlando di Gesù, di corpi maschili, profeti, racconti spirituali, e mi tirò più vicino a lui. Ricordo il suo pene nella mia bocca, ma non ricordo come me lo abbia messo in bocca. Ricordo che indossava il suo abito talare, ma sotto era completamente nudo. Quando finì lasciammo il confessionale, tornammo nell’ufficio e Shanley mi offrì un drink. Sedevo accanto a Shanley, cominciò a leggere alcuni libri di Chiesa mostrandomi figure di Gesù e Maria.
Quando faceva questo Shanley soffregava il mio di dietro e strofinava le mie spalle, poi slacciò i miei pantaloni accarezzandomi, si mise in piedi su di me e tirò giù i miei pantaloni. Disse che voleva esaminare il mio corpo. Mi fece sedere sul suo grembo tra le sue gambe, il mio dietro contro il suo stomaco, Shanley con la sua mano sulle mie spalle mi spinse contro di lui e mi penetrò col suo pene.
E’ stata la mia prima esperienza sessuale. Quando finì mi disse di tirarmi su i pantaloni. Parlammo altri 20 minuti, e quando me ne andai Shanley mi disse che mi avrebbe visto durante la settimana nel recinto di san Patrizio. Durante quel fine settimana vidi Padre Shanley nel recinto della scuola. Mi domandò dov’era mio padre, quando sarei tornato da mia madre a Randolph, e chi viveva nella casa di mia madre, sempre accarezzando il mio di dietro e strofinando le mie spalle. La settimana seguente, dopo aver incontrato padre Shanley tornai a casa di mia madre. Padre Shanley mi diede un numero di telefono al quale avrei potuto contattarlo.
Un mese dopo il mio primo incontro lo chiamai per dirgli che avrei partecipato a un torneo di yo yo. Padre Shanley mi disse che voleva comprarmi un nuovo yo yo, che sarebbe venuto a prendermi alla casa di mia madre. Arrivò poco dopo la mia chiamata e insieme andammo al negozio per comprare un nuovo yo yo. Poi mi condusse su una pista della Blue Hills Reservation. A un certo punto della pista ci sedemmo uno accanto all’altro e Shanley mi costrinse a fare sesso orale su di lui. Egli mise le sue mani sulle mie spalle e dietro. Della conversazione non ricordo altro che ruotava intorno alla religiosità del sesso orale. Quando finì mi portò da Friendly per comprarmi un gelato, poi a casa.
Il successivo episodio ricordo avvenne alla Blue Hills Reservation. Durante il giorno. Quando arrivammo sulla pista, Padre Shanley vide un altro prete che lui conosceva. Mi presentò a Padre Bernard Lane che si accompagnava a un ragazzo. Non ricordo cosa dissi. Padre Lane e il ragazzo se ne andarono, padre Shanley ed io entrammo in un sentiero del bosco. A un certo punto ci sedemmo e Padre Shanley mi sbottonò i pantaloni, li tirò giù e cominciò a strofinare e accarezzare le mie cosce. Padre Shanley mi mise a faccia in giù e cominciò a strofinare il mio di dietro e le miei spalle. Si mise su di me e mi penetrò col suo pene mentre giacevo a faccia in giù. Ricordo che mise un condom. Padre Shanley mi fece credere che quello che stava facendo era naturale e non peccato. Mi fece dire che quello che stavamo facendo era un segreto.
La volta successiva, Shanley mi disse che voleva portarmi in una cabina che aveva a Blue Hills; non era ancora sera. Era più una capanna che una cabina. Padre Shanley prese i miei vestiti, cominciò a strofinarmi il di dietro e accarezzarmi. Parlammo un po’. Poi Padre Shanley si tolse i suoi vestiti. In quella occasione avvenne sesso orale e penetrazione. Quando finì mi portò da Friendly a prendere un gelato e mi condusse a casa.

Vidi ancora Padre Shanley nell’estate del 1973 (continua...).

lunedì 24 maggio 2010

ZOOM: La Marea Nera

All'inizio sembrava "solamente" un altro grave incidente ambientale, in realtà è un incubo, una vera e propria catastrofe ecologica. Il 22 Aprile è sprofondata, nel Golfo del Messico, la piattaforma della Bp Deepwater Horizon e ora il disastro ambientale si è esteso fino al delta del Mississipi lungo le coste di New Orleans, della Florida e dell' Alabama.
La spaventosa Marea Nera continua ad ingrandirsi e potrebbe invadere la corrente del Golfo (che dal Messico giunge fino al nord Europa), con conseguenze inimmaginabili... I dati affermano che vengono immessi nell'oceano 5.000 barili al giorno di petrolio, altri dicono 10.000. Quello che certo è che fauna e flora locale sono enormemente compromessi, insieme a tutto l'equilibrio sociale ed economico che gira attorno a quei luoghi. La vocazione turistica dell' intera area è certamente pregiudicata, e anche i migliaia di pescatori e famiglie della zona sono ora in ginocchio senza lavoro ne' pane per i loro figli.
E cosa dire dell’ immenso disastro ecologico che si e' abbattuto nelle lagune e nelle spiagge della zona. Secondo l' organizzazione Moby Solangi del Marine Mammal Studies in Gulfport (che si occupa di studiare e salvare gli organismi minacciati dall’inquinamento), esistono 5000 delfini intrappolati fra la terra ferma e la zona di fuoriuscita del greggio. Un colpo durissimo per la popolazione dato che questo e' anche il loro periodo riproduttivo molto delicato per la specie, che in questi giorni decide il futuro delle generazioni prossime. Nelle paludi del delta del Mississippi vivono oltre 400 specie animali e a riva giungono continuamente tartarughe e pesci morti, oltre a uccelli ricolmi d’olio che vengono salvati (quando si puo’) e curati dai veterinari del Tri-State Bird Rescue and Research di Fort Jackson in Louisiana. La rete televisiva Abc monitora costantemente la zona e parla di un "disastro che si intensifica".
Insomma, anche questa volta l'uomo non ha esitato ed ha anteposto i suoi interessi a tutti gli altri esseri viventi.
"L'esplosione sarebbe avvenuta a meno di un giorno dalla messa in opera del cemento che avrebbe dovuto chiudere temporaneamente il pozzo. Forse il cemento non era di qualità. Forse non era stato pompato in modo da aderire correttamente alle pareti. Il tappo non ha retto e la potenza del gas in uscita ha sprigionato l'inferno". Parlano i lavoratori della Bp, che sostengono inoltre che la compagnia petrolifera fosse andata a pescare il petrolio ben oltre i 20 mila piedi di profondità consentiti.
Dopo la proposta di bruciare il petrolio e il fallimento della collocazione di una campana che a oltre 1.500 metri di profondità avrebbe dovuto bloccare il flusso di petrolio, si proverà a collocare un tubo di 15 centimetri di diametro che dovrebbe fungere da collettore per consentire il passaggio del fluido verso una pipeline che lo porti in superficie per essere infine sversato in una nave cisterna.
Obama dice "basta alle trivellazioni", ma queste multinazionali assetate di oro nero si metteranno realmente da parte? Sembra più un utopia che un'aspettativa reale. Bisogna trovare una soluzione tempestiva ed estremamente efficace. L'appello è mondiale: chiunque abbia un idea valida per risolvere la situazione si faccia avanti.
Tra i tanti, si e' fatto sentire Nicchi Vendola che propone una soluzione tecnologica tutta "Made in Puglia" per far fronte alla crisi della marea nera. «La Fluidotecnica Sanseverino, con sede a Bari, ha realizzato un sistema in grado di assorbire ed eliminare le chiazza di olio che si depositano sulla superficie del mare». L’Oilsep Cc Ecology, questo il nome del macchinario brevettato «è in grado di separare senza additivi chimici l’olio dall’acqua permettendo così una rapida eliminazione di tutti gli elementi inquinanti che galleggiano». Il sistema è interamente finanziato da un imprenditore barese, Michele Sanseverino, che ha utilizzato i risparmi di famiglia per creare questa macchina miracolosa gia' testata da grandi aziende (tra cui la Bosch) e oggetto di interesse nelle zone di estrazione di idrocarburi fossili, come l’Oman e la Nigeria.
«In collaborazione con il distretto della meccanica della Confindustria di Bari – ha dichiarato Sanseverino – siamo già al lavoro per preparare un piano d’azione e pianificare eventuali interventi. La macchina funziona e siamo pronti».
La crisi e’ inaudita, l’impatto incalcolabile e di certo, non conosce limiti doganali. E' necessario che tutta la popolazione mondiale si attivi nel cercare una soluzione valida, funzionale e veloce e non sarebbe male se anche nella martoriata Universita’ italiana, si affronti la tematica, in modo che la ricerca porti ad un risvolto positivo.

Valeria Gabrielli

venerdì 21 maggio 2010

Il tg degli aBusi

Dopo l'annunciato abbandono di Santoro alla Rai a causa delle profonde inimicizie creatosi in Rai solo per aver detto la pura verità, si annuncia un'altra batosta per il regime mediatico Berlusconiano, che a forza di insabbiare e falsificare la realtà pur di occultare il vero operato e spirito nefasto del governo; manda in rovina il prestigio decennale della Tv pubblica italiana. Infatti, la storica conduttrice del Tg1 Maria Luisa Busi, ha deciso di abbandonare la conduzione del telegiornale, a causa dell'indegno operato del suo direttore Minzolini, apertamente schierato a favore del governo Berlusconi. In una lettera sofferta, la giornalista quasi ammette di vergognarsi di far parte di una testata così falsa da aver perso credibilità e prestigio, obbiettività e contatto con la realtà. Numerosi sono le notizie e i fatti elencati dalla Busi sistematicamente evitati dal Tg. Chiaro è il progetto di occulto e raggiro; bugiarda è la realtà mostrata e raccontata.
Il gesto della conduttrice è certamente meritevole, tanto quanto è lodevole preferire la rete e non guardare più programmi come il Tg1, fin quando non tornino a offrire un'informazione oggettiva e veritiera.
Di seguito, alcuni suoi commenti e stralci della lettera spedita al direttore.

C'è chi dice che il tg1 è tg schierato. Cosa ne pensa?
"Mi chiedo come si possa dire il contrario. È sotto gli occhi di tutti, di milioni di spettatori. Sempre meno, tra l'altro. Abbiamo perso pubblico siamo attestati al 26 per cento di ascolto. Incontro continuamente gente che dice, "io non vi guardo più". La gente più disparata. Difficile credere che non dipenda da due ordini di problemi: il primo, gli editoriali. Il direttore ha diritto a farli, ma non credo debba dimenticare che si tratta del primo giornale del servizio pubblico. Che non si era mai schierato a questi livelli sui temi cari al governo e alla presidenza del consiglio. Il secondo, è la rappresentazione del Paese. Al tg1 non si parla più della vita reale, dei problemi dei cittadini, di chi ha perso il lavoro, di chi non ce la fa, dei cassintegrati, dei precari della scuola".

Voi conduttori ci mettete la faccia. Vi imbarazza la satira del Trio Medusa, che vi prende in giro per l'annuncio dei servizi leggeri del Tg1?
"Questo crea in me un grande imbarazzo. Esercito sempre il mio ruolo, come altri colleghi, nel cercare di evitare che l'infotainment (informazione-intrattenimento) dilaghi a dismisura come sta accadendo. Una volta, come sesta notizia abbiamo dato i cigni imprigionati dal ghiaccio in Ucraina e poche righe sullo sciopero generale in Sardegna. Senza nulla togliere ai colleghi che fanno quei pezzi cosiddetti leggeri, e cercano di farli al meglio, così non si può andare avanti. Ma il peggio è stato a L'Aquila, quando a protestare contro la troupe del Tg1 che guidavo, sono state centinaia di persone terremotate".

La lettera:
"Amo questo giornale, dove lavoro da 21 anni. Perché è un grande giornale. E' stato il giornale di Vespa, Frajese, Longhi, Morrione, Fava, Giuntella. Il giornale delle culture diverse, delle idee diverse. Le conteneva tutte, era questa la sua ricchezza. Era il loro giornale, il nostro giornale. Anche dei colleghi che hai rimosso dai loro incarichi e di molti altri qui dentro che sono stati emarginati. Questo è il giornale che ha sempre parlato a tutto il Paese. Il giornale degli italiani. Il giornale che ha dato voce a tutte le voci. Non è mai stato il giornale di una voce sola.

Oggi l'informazione del Tg1 è un'informazione parziale e di parte.
Dov'è il Paese reale? Dove sono le donne della vita reale? Quelle che devono aspettare mesi per una mammografia, se non possono pagarla? Quelle coi salari peggiori d'Europa, quelle che fanno fatica ogni giorno ad andare avanti perché negli asili nido non c'è posto per tutti i nostri figli? Devono farsi levare il sangue e morire per avere l'onore di un nostro titolo. E dove sono le donne e gli uomini che hanno perso il lavoro? Un milione di persone, dietro alle quali ci sono le loro famiglie. Dove sono i giovani, per la prima volta con un futuro peggiore dei padri? E i quarantenni ancora precari, a 800 euro al mese, che non possono comprare neanche un divano, figuriamoci mettere al mondo un figlio? E dove sono i cassintegrati dell'Alitalia? Che fine hanno fatto? E le centinaia di aziende che chiudono e gli imprenditori del nord est che si tolgono la vita perchè falliti? Dov'è questa Italia che abbiamo il dovere di raccontare? Quell'Italia esiste. Ma il tg1 l'ha eliminata. Anche io compro la carta igienica per mia figlia che frequenta la prima elementare in una scuola pubblica. Ma la sera, nel Tg1 delle 20, diamo spazio solo ai ministri Gelmini e Brunetta che presentano il nuovo grande progetto per la digitalizzazione della scuola, compreso di lavagna interattiva multimediale".

"L'Italia che vive una drammatica crisi sociale è finita nel binario morto della nostra indifferenza. Schiacciata tra un'informazione di parte - un editoriale sulla giustizia, uno contro i pentiti di mafia, un altro sull'inchiesta di Trani nel quale hai affermato di non essere indagato, smentito dai fatti il giorno dopo - e l'infotainment quotidiano: da quante volte occorre lavarsi le mani ogni giorno, alla caccia al coccodrillo nel lago, alle mutande antiscippo. Una scelta editoriale con la quale stiamo arricchendo le sceneggiature dei programmi di satira e impoverendo la nostra reputazione di primo giornale del servizio pubblico della più importante azienda culturale del Paese. Oltre che i cittadini, ne fanno le spese tanti bravi colleghi che potrebbero dedicarsi con maggiore soddisfazione a ben altre inchieste di più alto profilo e interesse generale".

"I fatti dell'Aquila ne sono stata la prova. Quando centinaia di persone hanno inveito contro la troupe che guidavo al grido di vergogna e scodinzolini, ho capito che quel rapporto di fiducia che ci ha sempre legato al nostro pubblico era davvero compromesso. E' quello che accade quando si privilegia la comunicazione all'informazione, la propaganda alla verifica".